Dal Capitolo 1
L’ascesa del Gran Muftì (1920-1939)
Solo pochi mesi dopo, Sir Herbert Samuel, insediatosi come Alto Commissario Britannico, decise di concedere un'amnistia generale a tutti coloro che avevano preso parte alle violenze di Nebi Musa, sia arabi sia ebrei. Di conseguenza, al-Husseini poté rientrare a Gerusalemme.
Si trattò, a buon titolo, di quella che può essere definita la “prima vera intifada” della Storia.
Due mesi dopo, venne nominato Gran Muftì.
Le circostanze di questa elezione valgono la pena di essere spiegate, soprattutto perché hanno in parte determinato gli eventi successivi, tanto che diversi storici considerano la nomina arbitraria di al-Husseini come l'errore più grave commesso dagli inglesi in Palestina.
Il 12 aprile del 1921 si tenne l'elezione del nuovo Muftì, il precedente, Kamil al-Husseini, parente di Hajj Amin, era morto all’inizio dell’anno. I passaggi per nominare il nuovo capo della comunità religiosa prevedevano la votazione di quattro candidati da parte di un collegio di notabili musulmani. A quel punto, interveniva l'Alto Commissario Britannico che doveva scegliere uno tra i primi tre votati.
Al-Husseini si candidò e ottenne solo una manciata di voti, posizionandosi quarto. Ed è qui, il resoconto dei fatti si fa torbido.
Sì, perché per fare in modo che al-Husseini potesse accedere ai primi tre posti, il candidato che aveva ottenuto più voti, lo sceicco Husam al-Din Jarallah, subì pressioni da parte britannica e abbandonò la corsa alla carica.
Fu per necessità politiche o per non esacerbare gli equilibri sociali? Gli inglesi - o forse solo Samuel - erano convinti che un leader carismatico come al-Husseini fosse il più indicato per tenere a bada la folla araba?
Rimane il fatto che all’inizio di maggio del 1921, l’Alto Commissario Britannico nominò proprio al-Husseini Gran Muftì di Gerusalemme.
Fu l’inizio della vera catastrofe.
Un libro da leggere e da regalare.
https://www.amazon.it/dp/B0H1R7ZTT3
L’ascesa del Gran Muftì (1920-1939)
Solo pochi mesi dopo, Sir Herbert Samuel, insediatosi come Alto Commissario Britannico, decise di concedere un'amnistia generale a tutti coloro che avevano preso parte alle violenze di Nebi Musa, sia arabi sia ebrei. Di conseguenza, al-Husseini poté rientrare a Gerusalemme.
Si trattò, a buon titolo, di quella che può essere definita la “prima vera intifada” della Storia.
Due mesi dopo, venne nominato Gran Muftì.
Le circostanze di questa elezione valgono la pena di essere spiegate, soprattutto perché hanno in parte determinato gli eventi successivi, tanto che diversi storici considerano la nomina arbitraria di al-Husseini come l'errore più grave commesso dagli inglesi in Palestina.
Il 12 aprile del 1921 si tenne l'elezione del nuovo Muftì, il precedente, Kamil al-Husseini, parente di Hajj Amin, era morto all’inizio dell’anno. I passaggi per nominare il nuovo capo della comunità religiosa prevedevano la votazione di quattro candidati da parte di un collegio di notabili musulmani. A quel punto, interveniva l'Alto Commissario Britannico che doveva scegliere uno tra i primi tre votati.
Al-Husseini si candidò e ottenne solo una manciata di voti, posizionandosi quarto. Ed è qui, il resoconto dei fatti si fa torbido.
Sì, perché per fare in modo che al-Husseini potesse accedere ai primi tre posti, il candidato che aveva ottenuto più voti, lo sceicco Husam al-Din Jarallah, subì pressioni da parte britannica e abbandonò la corsa alla carica.
Fu per necessità politiche o per non esacerbare gli equilibri sociali? Gli inglesi - o forse solo Samuel - erano convinti che un leader carismatico come al-Husseini fosse il più indicato per tenere a bada la folla araba?
Rimane il fatto che all’inizio di maggio del 1921, l’Alto Commissario Britannico nominò proprio al-Husseini Gran Muftì di Gerusalemme.
Fu l’inizio della vera catastrofe.
Un libro da leggere e da regalare.
https://www.amazon.it/dp/B0H1R7ZTT3
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Hajj Amin al-Husseini Sacerdote del terrore: Il progetto islamico dello sterminio da Mussolini al 7 ottobre
Hajj Amin al-Husseini Sacerdote del terrore Il progetto islamico dello sterminio da Mussolini al 7 ottobre Il 7 ottobre 2023, Hamas ha lanciato dalla Striscia di Gaza il più sanguinoso attacco contro Israele dalla sua fondazione, chiamando quell'operazione…
Libertà di scelta. Così chiamano il boicottaggio di farmaci. Così fanno strame della nostra salute e del nostro diritto alle cure.
È un volantino a doppia firma -
@ComunediRavenna
e Farmacie Comunali di Ravenna — quindi un'istituzione pubblica — che invita i cittadini a boicottare farmaci di aziende "coinvolte in conflitti" o con "presunte violazioni dei diritti umani."
Leggiamolo attentamente.
Sul piano legale/istituzionale:
Una farmacia comunale è un soggetto pubblico.
Promuovere il boicottaggio di prodotti sulla base di valutazioni politiche — per di più usando fondi e strutture comunali — è un'operazione che merita di essere verificata sul piano della legittimità. Non è una presa di posizione personale di un farmacista: è la posizione ufficiale di un ente del Comune di Ravenna.
Sul piano sanitario:
Il testo dice esplicitamente che i farmacisti "suggeriranno alternative" a chi vuole evitare quei farmaci.
Questo significa che un farmacista comunale può orientare le scelte terapeutiche di un paziente sulla base di criteri politici, non clinici.
L'ordine dei farmacisti di Ravenna lo sa?
È eticamente e deontologicamente inammissibile.
Il codice deontologico farmaceutico prevede che il farmacista orienti le scelte del paziente sulla base di criteri clinici e terapeutici.
Questo volantino gli assegna esplicitamente un ruolo di orientamento politico.
Un paziente anziano, poco informato, che entra in farmacia e si sente dire che il suo farmaco proviene da un'azienda con "presunte violazioni dei diritti umani" può essere indotto a cambiare terapia senza capire le implicazioni sanitarie.
Le farmacie comunali di Ravenna vendono farmaci prodotti in Cina, in India, in paesi con regimi autoritari documentati. Non risulta che abbiano mai pubblicato un volantino simile per quei casi.
@ComunediRavenna
Nelle vostre farmacie vendete prodotti testati su animali? Prodotti made in China? Farmaci generici indiani prodotti in stabilimenti con violazioni documentate degli standard lavorativi?
È un volantino a doppia firma -
@ComunediRavenna
e Farmacie Comunali di Ravenna — quindi un'istituzione pubblica — che invita i cittadini a boicottare farmaci di aziende "coinvolte in conflitti" o con "presunte violazioni dei diritti umani."
Leggiamolo attentamente.
Sul piano legale/istituzionale:
Una farmacia comunale è un soggetto pubblico.
Promuovere il boicottaggio di prodotti sulla base di valutazioni politiche — per di più usando fondi e strutture comunali — è un'operazione che merita di essere verificata sul piano della legittimità. Non è una presa di posizione personale di un farmacista: è la posizione ufficiale di un ente del Comune di Ravenna.
Sul piano sanitario:
Il testo dice esplicitamente che i farmacisti "suggeriranno alternative" a chi vuole evitare quei farmaci.
Questo significa che un farmacista comunale può orientare le scelte terapeutiche di un paziente sulla base di criteri politici, non clinici.
L'ordine dei farmacisti di Ravenna lo sa?
È eticamente e deontologicamente inammissibile.
Il codice deontologico farmaceutico prevede che il farmacista orienti le scelte del paziente sulla base di criteri clinici e terapeutici.
Questo volantino gli assegna esplicitamente un ruolo di orientamento politico.
Un paziente anziano, poco informato, che entra in farmacia e si sente dire che il suo farmaco proviene da un'azienda con "presunte violazioni dei diritti umani" può essere indotto a cambiare terapia senza capire le implicazioni sanitarie.
Le farmacie comunali di Ravenna vendono farmaci prodotti in Cina, in India, in paesi con regimi autoritari documentati. Non risulta che abbiano mai pubblicato un volantino simile per quei casi.
@ComunediRavenna
Nelle vostre farmacie vendete prodotti testati su animali? Prodotti made in China? Farmaci generici indiani prodotti in stabilimenti con violazioni documentate degli standard lavorativi?
Forwarded from Lion Udler
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#USA 🇺🇸 #Israele 🇮🇱 #Iran 🇮🇷
#CENTCOM:
#CENTCOM:
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha completato una serie di attacchi 🔥 contro l'Iran nella mattinata del 15 luglio, alle 7:30, ora dell'East Coast americana.
Durante questa operazione, durata 90 minuti, il CENTCOM ha utilizzato munizioni di precisione contro i sistemi di difesa costiera, i siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull'isola di Greater #Tunb. Questi attacchi hanno ulteriormente ridotto la capacità dell'Iran di attaccare le navi mercantili nello Stretto di #Hormuz.
È online il sesto episodio di "7 ottobre. Fine del silenzio".
Non solo la tortura fisica ma anche quella psicologica è entrata in gioco il 7 ottobre. E non solo a discapito delle vittime ma anche degli ostaggi che sono stati portati dentro a Gaza. Tra queste torture, la nudità forzata cui sono stati sottoposti, è stata individuata dalla Civil Commission come una delle più ricorrenti e rilevanti.
"Silenced No More", il report della Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children lo ha documentato su oltre 283 pagine, con oltre 430 testimonianze verificate e con più di diecimila file multimediali analizzati da giuristi, medici legali e psichiatri forensi internazionali.
Ascoltalo qui, metti segui per non perderti nessun episodio e lasciaci una recensione 👇
https://youtu.be/4ASyEPaRm2s
"7 ottobre. Fine del silenzio" è il nuovo podcast di Free4future ed è fatto di quelle prove, di quelle voci e vi dirà cosa è accaduto quel giorno.
Non solo la tortura fisica ma anche quella psicologica è entrata in gioco il 7 ottobre. E non solo a discapito delle vittime ma anche degli ostaggi che sono stati portati dentro a Gaza. Tra queste torture, la nudità forzata cui sono stati sottoposti, è stata individuata dalla Civil Commission come una delle più ricorrenti e rilevanti.
"Silenced No More", il report della Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children lo ha documentato su oltre 283 pagine, con oltre 430 testimonianze verificate e con più di diecimila file multimediali analizzati da giuristi, medici legali e psichiatri forensi internazionali.
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7 OTTOBRE. FINE DEL SILENZIO - EPISODIO 6 SPOGLIATI: DAL MASSACRO ALLA PRIGIONIA
Negli episodi precedenti di questo podcast, accanto ad altri atti di brutalizzazione delle vittime, la nudità è comparsa più volte. Si tratta di una modalità ricorrente e, proprio per questa ragione, la commissione gli ha attribuito uno schema a sé stante.…
È online il sesto episodio di "7 ottobre. Fine del silenzio".
Non solo la tortura fisica ma anche quella psicologica è entrata in gioco il 7 ottobre. E non solo a discapito delle vittime ma anche degli ostaggi che sono stati portati dentro a Gaza. Tra queste torture, la nudità forzata cui sono stati sottoposti, è stata individuata dalla Civil Commission come una delle più ricorrenti e rilevanti.
"Silenced No More", il report della Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children lo ha documentato su oltre 283 pagine, con oltre 430 testimonianze verificate e con più di diecimila file multimediali analizzati da giuristi, medici legali e psichiatri forensi internazionali.
Ascoltalo qui, metti segui per non perderti nessun episodio e lasciaci una recensione 👇
https://open.spotify.com/episode/07mGcNcENj7kB4DaEnHhrz?si=XDktGyMQS-Cd7fdGmUK-yQ
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Non solo la tortura fisica ma anche quella psicologica è entrata in gioco il 7 ottobre. E non solo a discapito delle vittime ma anche degli ostaggi che sono stati portati dentro a Gaza. Tra queste torture, la nudità forzata cui sono stati sottoposti, è stata individuata dalla Civil Commission come una delle più ricorrenti e rilevanti.
"Silenced No More", il report della Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children lo ha documentato su oltre 283 pagine, con oltre 430 testimonianze verificate e con più di diecimila file multimediali analizzati da giuristi, medici legali e psichiatri forensi internazionali.
Ascoltalo qui, metti segui per non perderti nessun episodio e lasciaci una recensione 👇
https://open.spotify.com/episode/07mGcNcENj7kB4DaEnHhrz?si=XDktGyMQS-Cd7fdGmUK-yQ
"7 ottobre. Fine del silenzio" è il nuovo podcast di Free4future ed è fatto di quelle prove, di quelle voci e vi dirà cosa è accaduto quel giorno.
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Spogliati: dal massacro alla prigionia
7 OTTOBRE. FINE DEL SILENZIO · Episode
GUERRA ALLE DONNE
Il fronte afgano
21 agosto 2024: il governo talebano vara una legge sulla condotta pubblica. L'articolo 13 è riservato alle donne: stabilisce che devono girare sempre con il volto coperto e non possono leggere, cantare o parlare a voce alta in pubblico. Il termine usato per la voce femminile è "aurat" — nel diritto islamico la stessa parola che designa le parti intime del corpo.
Una donna che parla in pubblico per i talebani è oscena.
Di fronte alle, scarse, condanne internazionali un portavoce del governo ha risposto bollandole come "arroganza" di chi non comprende la sharia.
Sono passati quasi due anni. Le donne afgane sono state messe in silenzio, e quelle occidentali stanno zitte da sole.
Il fronte afgano
21 agosto 2024: il governo talebano vara una legge sulla condotta pubblica. L'articolo 13 è riservato alle donne: stabilisce che devono girare sempre con il volto coperto e non possono leggere, cantare o parlare a voce alta in pubblico. Il termine usato per la voce femminile è "aurat" — nel diritto islamico la stessa parola che designa le parti intime del corpo.
Una donna che parla in pubblico per i talebani è oscena.
Di fronte alle, scarse, condanne internazionali un portavoce del governo ha risposto bollandole come "arroganza" di chi non comprende la sharia.
Sono passati quasi due anni. Le donne afgane sono state messe in silenzio, e quelle occidentali stanno zitte da sole.
Forwarded from Israele Senza Filtri 🇮🇹🔺🇮🇱
🔺💀Ondate di attacchi aerei dell’Aeronautica militare statunitense (USAF) hanno colpito negli ultimi minuti Bandar Abbas, Sirik, Bushehr e l’isola di Qeshm.
Iran: È ora di finirla.
Al 18 luglio 2026, le forze americane hanno completato la settima notte consecutiva di attacchi precisi contro le infrastrutture belliche del regime: difese aeree, radar costieri, siti logistici nel sud del Paese e soprattutto le barche veloci della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC), quei pirati di stato che terrorizzano il traffico internazionale nello Stretto di Hormuz. CENTCOM parla di oltre 80 obiettivi colpiti in alcuni raid: un’opera di chirurgia militare che speriamo smantelli la capacità militare dell'Iran.
Di Trump non possiamo fidarci, questo è palese e ovvio da tempo.
Ma è veramente il momento di abbattere il regime iraniano.
Al 18 luglio 2026, le forze americane hanno completato la settima notte consecutiva di attacchi precisi contro le infrastrutture belliche del regime: difese aeree, radar costieri, siti logistici nel sud del Paese e soprattutto le barche veloci della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC), quei pirati di stato che terrorizzano il traffico internazionale nello Stretto di Hormuz. CENTCOM parla di oltre 80 obiettivi colpiti in alcuni raid: un’opera di chirurgia militare che speriamo smantelli la capacità militare dell'Iran.
Di Trump non possiamo fidarci, questo è palese e ovvio da tempo.
Ma è veramente il momento di abbattere il regime iraniano.
https://riprendiamocilamemoria.it/
La storia ebraica riscritta a colpi di hashtag, la memoria strappata slogan dopo slogan. Siamo pochi, come sempre, la lotta è impari. E per questo siamo qui, con la forza delle parole e delle storie. Nasce il Museo digitale di Free4Future: oltre 200 articoli, decine di video, quattro mostre, zero propaganda.
I numeri sono contro di noi, ma la forza della verità non ha bisogno di moltitudini. Ha bisogno di impegno e di coraggio. E allora, alla fine, vince, anche quando sembra gridare nel deserto. Scopri e sostieni il Museo Digitale di Free4Future.
La storia ebraica riscritta a colpi di hashtag, la memoria strappata slogan dopo slogan. Siamo pochi, come sempre, la lotta è impari. E per questo siamo qui, con la forza delle parole e delle storie. Nasce il Museo digitale di Free4Future: oltre 200 articoli, decine di video, quattro mostre, zero propaganda.
I numeri sono contro di noi, ma la forza della verità non ha bisogno di moltitudini. Ha bisogno di impegno e di coraggio. E allora, alla fine, vince, anche quando sembra gridare nel deserto. Scopri e sostieni il Museo Digitale di Free4Future.
Free4Future | Museo digitale
RIPRENDIAMOCI LA MEMORIA - Free4Future | Museo digitale
Può sembrare paradossale, ma l’antisemitismo che risorge e che attacca oggi nella sua forma più brutale, quella eliminazionista, si nutre anche di memoria. Una memoria monca, malata, strumentalizzata, che finge di ricordare e che invece, anno dopo anno, è…
MILANO
crime, law and justice
>>>ANSA/ Un modulo online per segnalare turisti ebrei, 'siamo agli anni '30'
L'allarme della Comunità, 'intervenga la magistratura'. Morelli, 'pronto a denunciare'
(di Giulia Riedo)
(ANSA) - MILANO, 18 LUG - Un link da aprire e un modulo da
compilare. È così che prende forma una campagna di segnalazioni
online che invita a censire la presenza di cittadini israeliani
o ebrei in alberghi, strutture ricettive e attività commerciali.
L'obiettivo del questionario, rilanciato attraverso chat, è
realizzare una "mappatura del turismo sionista". Per la Comunità
ebraica di Milano riporta alla memoria stagioni che si pensavano
archiviate: "Io penso che stiamo tornando agli anni Trenta, alla
caccia all'ebreo", afferma il presidente Walker Meghnagi.
Allora erano elenchi e schedature, oggi un modulo online che,
proprio per la facilità con cui può essere condiviso, può
raggiungere in poco tempo un numero enorme di persone. Ed è
proprio questa capacità di diffusione, secondo Meghnagi, a
rendere il rischio non soltanto simbolico. Il timore, spiega, è
che un'iniziativa nata sul web possa trasformarsi in qualcosa di
molto più concreto. "Quello che succede oggi dimostra che gli
squilibrati ci sono e, se si diffonde questo messaggio a una
larga parte della popolazione, uno squilibrato lo si trova
sicuro". Per questo, aggiunge, "mappare dove ci sono gli ebrei è
gravissimo" e la magistratura "deve intervenire".
La Comunità ebraica, non intende promuovere iniziative
autonome, ma ha già trasmesso il questionario "a chi di dovere",
auspicando che vengano adottati provvedimenti. Per Meghnagi il
paradosso è che nel mirino possano finire anche cittadini
italiani. "Se un italiano va in vacanza in Italia è il colmo che
venga segnalato", osserva. E allarga il ragionamento agli
investimenti: se ad aprire un resort in Italia fosse un
israeliano, sostiene, si scatenerebbero proteste, mentre quando
i capitali arrivano da altri stati nessuno dice nulla. Per
Meghnagi, però, la vicenda non si esaurisce nel questionario. A
suo giudizio, il rischio è che l'antisemitismo contemporaneo
venga sottovalutato o letto con categorie che non colgono la
natura del fenomeno. "Alcuni partiti dicono che tutti devono
professarsi subito antifascisti, ma non si rendono conto che
questo è il nuovo fascismo". Poi l'appello: "Mappare gli ebrei
è uno scandalo. Mi auguro che tutti i partiti prendano
posizione. Ho i miei dubbi, ma lo spero".
Sul questionario interviene anche Sinistra per Israele Due
Popoli Due Stati, che in una nota ne chiede il ritiro immediato.
Secondo l'associazione, si tratta di "una raccolta organizzata
di informazioni" che, pur dichiarando di non profilare nessuno
per nazionalità o religione, mantiene "una natura
discriminatoria e intimidatoria". Da qui la richiesta di una
verifica del Garante per la Protezione dei Dati Personali e
delle autorità competenti, oltre all'invito rivolto alle
organizzazioni della sinistra a prendere nettamente le distanze.
Pronta la replica della politica, sollecitata anche da Klaus Davi. Il sottosegretario di Stato Alessandro Morelli
condanna il form, definendolo "aberrante", e annuncia di essere
pronto a presentare una denuncia contro ignoti. Morelli parla
inoltre di un "clima orribile che riporta ai tempi bui del
nazifascismo" e chiede una condanna unanime della politica nei
confronti di quella che definisce "un'iniziativa razzista".
(ANSA).
YID-EM
18/07/2026 19:35
Blockchain_Info:
crime, law and justice
>>>ANSA/ Un modulo online per segnalare turisti ebrei, 'siamo agli anni '30'
L'allarme della Comunità, 'intervenga la magistratura'. Morelli, 'pronto a denunciare'
(di Giulia Riedo)
(ANSA) - MILANO, 18 LUG - Un link da aprire e un modulo da
compilare. È così che prende forma una campagna di segnalazioni
online che invita a censire la presenza di cittadini israeliani
o ebrei in alberghi, strutture ricettive e attività commerciali.
L'obiettivo del questionario, rilanciato attraverso chat, è
realizzare una "mappatura del turismo sionista". Per la Comunità
ebraica di Milano riporta alla memoria stagioni che si pensavano
archiviate: "Io penso che stiamo tornando agli anni Trenta, alla
caccia all'ebreo", afferma il presidente Walker Meghnagi.
Allora erano elenchi e schedature, oggi un modulo online che,
proprio per la facilità con cui può essere condiviso, può
raggiungere in poco tempo un numero enorme di persone. Ed è
proprio questa capacità di diffusione, secondo Meghnagi, a
rendere il rischio non soltanto simbolico. Il timore, spiega, è
che un'iniziativa nata sul web possa trasformarsi in qualcosa di
molto più concreto. "Quello che succede oggi dimostra che gli
squilibrati ci sono e, se si diffonde questo messaggio a una
larga parte della popolazione, uno squilibrato lo si trova
sicuro". Per questo, aggiunge, "mappare dove ci sono gli ebrei è
gravissimo" e la magistratura "deve intervenire".
La Comunità ebraica, non intende promuovere iniziative
autonome, ma ha già trasmesso il questionario "a chi di dovere",
auspicando che vengano adottati provvedimenti. Per Meghnagi il
paradosso è che nel mirino possano finire anche cittadini
italiani. "Se un italiano va in vacanza in Italia è il colmo che
venga segnalato", osserva. E allarga il ragionamento agli
investimenti: se ad aprire un resort in Italia fosse un
israeliano, sostiene, si scatenerebbero proteste, mentre quando
i capitali arrivano da altri stati nessuno dice nulla. Per
Meghnagi, però, la vicenda non si esaurisce nel questionario. A
suo giudizio, il rischio è che l'antisemitismo contemporaneo
venga sottovalutato o letto con categorie che non colgono la
natura del fenomeno. "Alcuni partiti dicono che tutti devono
professarsi subito antifascisti, ma non si rendono conto che
questo è il nuovo fascismo". Poi l'appello: "Mappare gli ebrei
è uno scandalo. Mi auguro che tutti i partiti prendano
posizione. Ho i miei dubbi, ma lo spero".
Sul questionario interviene anche Sinistra per Israele Due
Popoli Due Stati, che in una nota ne chiede il ritiro immediato.
Secondo l'associazione, si tratta di "una raccolta organizzata
di informazioni" che, pur dichiarando di non profilare nessuno
per nazionalità o religione, mantiene "una natura
discriminatoria e intimidatoria". Da qui la richiesta di una
verifica del Garante per la Protezione dei Dati Personali e
delle autorità competenti, oltre all'invito rivolto alle
organizzazioni della sinistra a prendere nettamente le distanze.
Pronta la replica della politica, sollecitata anche da Klaus Davi. Il sottosegretario di Stato Alessandro Morelli
condanna il form, definendolo "aberrante", e annuncia di essere
pronto a presentare una denuncia contro ignoti. Morelli parla
inoltre di un "clima orribile che riporta ai tempi bui del
nazifascismo" e chiede una condanna unanime della politica nei
confronti di quella che definisce "un'iniziativa razzista".
(ANSA).
YID-EM
18/07/2026 19:35
Blockchain_Info:
Dal 2004 a oggi, il terrorismo jihadista ha colpito il cuore dell’Europa.
Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino, Manchester, Barcellona. Centinaia di morti. Migliaia di feriti. Una generazione cresciuta con gli attentati come sottofondo della propria vita.
In questa ala della mostra, vi racconteremo gli ultimi vent’anni di questa storia di sangue e di terrore: chi ha colpito, perché, come, e cosa ha cambiato per sempre nel modo in cui viviamo gli spazi pubblici del nostro continente. Senza semplificazioni, senza ideologia, con i fatti — e con le domande scomode che i fatti portano con sé.
È stata una guerra — sistematica, pianificata, ideologicamente fondata — condotta da uomini che in molti casi erano nati e cresciuti tra noi. Che conoscevano le nostre città, le nostre abitudini, i nostri orari. Che prendevano la metropolitana come noi, e un giorno hanno deciso di farla esplodere.
Ma la guerra non è finita. Si è trasformata.
Articoli, video, podcast per raccontare una guerra sanguinosa che non è ancora finita
https://riprendiamocilamemoria.it/attacco-alleuropa/
Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino, Manchester, Barcellona. Centinaia di morti. Migliaia di feriti. Una generazione cresciuta con gli attentati come sottofondo della propria vita.
In questa ala della mostra, vi racconteremo gli ultimi vent’anni di questa storia di sangue e di terrore: chi ha colpito, perché, come, e cosa ha cambiato per sempre nel modo in cui viviamo gli spazi pubblici del nostro continente. Senza semplificazioni, senza ideologia, con i fatti — e con le domande scomode che i fatti portano con sé.
È stata una guerra — sistematica, pianificata, ideologicamente fondata — condotta da uomini che in molti casi erano nati e cresciuti tra noi. Che conoscevano le nostre città, le nostre abitudini, i nostri orari. Che prendevano la metropolitana come noi, e un giorno hanno deciso di farla esplodere.
Ma la guerra non è finita. Si è trasformata.
Articoli, video, podcast per raccontare una guerra sanguinosa che non è ancora finita
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Free4Future | Museo digitale
ATTACCO ALL'EUROPA - Free4Future | Museo digitale
Il terrorismo jihadista ha colpito il cuore dell'Europa. Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino, Manchester, Barcellona. Centinaia di morti. Migliaia di feriti. Una generazione cresciuta con gli attentati come sottofondo della propria vita. Articoli…
Guardate questa foto e segnatevi questo nome: è Aref Khoshkar, 28 anni, arrestato l’11 novembre 2022 durante le proteste “Donna, Vita, Libertà” nel quartiere Fallah di Teheran.
È rimasto in carcere per quasi 4 anni, massacrato, torturato e sottoposto a un processo farsa.
Condannato a morte con false accuse di omicidio e di "moharebeh" (guerra contro Dio).
È stato impiccato all’alba del 15 luglio 2026 nel carcere di Ghezel Hessar (Karaj).
La famiglia è stata informata solo dopo l’esecuzione.
Fermiamo i boia iraniani, con qualunque mezzo.
È rimasto in carcere per quasi 4 anni, massacrato, torturato e sottoposto a un processo farsa.
Condannato a morte con false accuse di omicidio e di "moharebeh" (guerra contro Dio).
È stato impiccato all’alba del 15 luglio 2026 nel carcere di Ghezel Hessar (Karaj).
La famiglia è stata informata solo dopo l’esecuzione.
Fermiamo i boia iraniani, con qualunque mezzo.
Guardate questa foto e segnatevi questo nome: Erfan Esfandiari, 19 anni, figlio unico.
Il regime sadico e sanguinario dei mullah iraniani l'ha impiccato oggi.
Non ha ucciso nessuno. Non portava armi. Il suo crimine, secondo la Repubblica Islamica, è stato quello di aprire una porta. Di dare rifugio ai manifestanti che fuggivano dalle forze di sicurezza.
Tanto è bastato per mandarlo al patibolo.
Erfan era uno dei 12 giovani coinvolti nel caso di Piazza Alikhani a Isfahan, arrestati durante la rivolta del gennaio 2026.
Ieri, tutti e 12 sono stati trasferiti in quarantena.
Oggi, la Repubblica Islamica lo ha impiccato. Questo è un governo così terrorizzato da una generazione che si rifiuta di tacere e si ribella da giustiziare ragazzi giovanissimi.
Dite il suo nome. Perché il regime sta già cercando di cancellarlo. Perché ai suoi genitori non è rimasto nulla, nemmeno il diritto di piangere.
Condividete questo post, che il mondo sappia che oggi Erfan, 19 anni, è stato impiccato dal regime di islamisti fanatici.
Fermiamo i boia iraniani, con qualunque mezzo.
Il regime sadico e sanguinario dei mullah iraniani l'ha impiccato oggi.
Non ha ucciso nessuno. Non portava armi. Il suo crimine, secondo la Repubblica Islamica, è stato quello di aprire una porta. Di dare rifugio ai manifestanti che fuggivano dalle forze di sicurezza.
Tanto è bastato per mandarlo al patibolo.
Erfan era uno dei 12 giovani coinvolti nel caso di Piazza Alikhani a Isfahan, arrestati durante la rivolta del gennaio 2026.
Ieri, tutti e 12 sono stati trasferiti in quarantena.
Oggi, la Repubblica Islamica lo ha impiccato. Questo è un governo così terrorizzato da una generazione che si rifiuta di tacere e si ribella da giustiziare ragazzi giovanissimi.
Dite il suo nome. Perché il regime sta già cercando di cancellarlo. Perché ai suoi genitori non è rimasto nulla, nemmeno il diritto di piangere.
Condividete questo post, che il mondo sappia che oggi Erfan, 19 anni, è stato impiccato dal regime di islamisti fanatici.
Fermiamo i boia iraniani, con qualunque mezzo.
Hashtag e slogan passano. La verità resta, se qualcuno la custodisce. Nasce il Museo digitale di Free4Future.
Al link trovi articoli, video e podcast de Il Quarto Reich Arabo; vedrai come si definì il reinserimento soprattutto in Siria ed Egitto di alcuni tra i più spietati criminali di guerra nazisti, coloro che non sparirono nel nulla, ma vennero assunti all’interno degli apparati di sicurezza, di propaganda e di difesa. Al contempo, l’ideologia nazista venne assorbita e reimpiegata in chiave antiisraeliana in tutti i decenni successivi, fino ad oggi.
https://riprendiamocilamemoria.it/quarto-reich-arabo/
Al link trovi articoli, video e podcast de Il Quarto Reich Arabo; vedrai come si definì il reinserimento soprattutto in Siria ed Egitto di alcuni tra i più spietati criminali di guerra nazisti, coloro che non sparirono nel nulla, ma vennero assunti all’interno degli apparati di sicurezza, di propaganda e di difesa. Al contempo, l’ideologia nazista venne assorbita e reimpiegata in chiave antiisraeliana in tutti i decenni successivi, fino ad oggi.
https://riprendiamocilamemoria.it/quarto-reich-arabo/
Free4Future | Museo digitale
QUARTO REICH ARABO - Free4Future | Museo digitale
La fuga dei nazisti dall’Europa nel dopoguerra fu un processo burocratico strutturato che trasformò criminali di guerra in risorse geopolitiche. Il nucleo di questa transizione, attiva tra il 1945 e il 1947, si resse sulla “macchina della fuga”, una rete…
Morta nel silenzio generale
Si chiamava Monica Esposito (in alto a destra) e aveva 55 anni. Il 16 maggio scorso, a Modena, è stata travolta da un’auto lanciata deliberatamente sulla folla in pieno centro. L’autore del gesto è Salim El Koudri, un 31enne di origine marocchina. Subito dopo, il sindaco ha fatto un evento "per la pace".
Dopo oltre due mesi di agonia in ospedale, oggi Monica è morta. È la prima vittima di quello che appare chiaramente come un attentato islamista.
Eppure, per lei non c’è stato alcun cordoglio istituzionale: nessun evento indetto dal sindaco, nessun corteo, nessuna manifestazione di piazza, nessuna attenzione mediatica.
Solo un silenzio assordante, durato due mesi interi, mentre lei lottava tra la vita e la morte. Nessun giornale, nessun opinionista, nessun politico ha parlato dell'attentato e delle decine di Feriti. Staranno zitti anche davanti alla morte?
Come se questa vittima fosse più scomoda delle altre. Come se la sua morte pesasse meno.
Monica non era una semplice statistica, ma una persona con una vita, affetti e progetti bruscamente interrotti dal terrorismo assassino.
Se n’è andata nel silenzio generale.
Riposa in pace, Monica.
Noi non ti dimenticheremo.
Verità e giustizia per Monica.
Nella foto potete vedere Massimo “mini Lepore” Mezzetti insieme a Wael Al-Dahdouh, giornalista di Hamas, e Stefania Ascari, deputata 5stelle, legata ad Hannoun, sotto indagine per terrorismo. La classe politica che governa in Emilia-Romagna e da che parte stanno
Si chiamava Monica Esposito (in alto a destra) e aveva 55 anni. Il 16 maggio scorso, a Modena, è stata travolta da un’auto lanciata deliberatamente sulla folla in pieno centro. L’autore del gesto è Salim El Koudri, un 31enne di origine marocchina. Subito dopo, il sindaco ha fatto un evento "per la pace".
Dopo oltre due mesi di agonia in ospedale, oggi Monica è morta. È la prima vittima di quello che appare chiaramente come un attentato islamista.
Eppure, per lei non c’è stato alcun cordoglio istituzionale: nessun evento indetto dal sindaco, nessun corteo, nessuna manifestazione di piazza, nessuna attenzione mediatica.
Solo un silenzio assordante, durato due mesi interi, mentre lei lottava tra la vita e la morte. Nessun giornale, nessun opinionista, nessun politico ha parlato dell'attentato e delle decine di Feriti. Staranno zitti anche davanti alla morte?
Come se questa vittima fosse più scomoda delle altre. Come se la sua morte pesasse meno.
Monica non era una semplice statistica, ma una persona con una vita, affetti e progetti bruscamente interrotti dal terrorismo assassino.
Se n’è andata nel silenzio generale.
Riposa in pace, Monica.
Noi non ti dimenticheremo.
Verità e giustizia per Monica.
Nella foto potete vedere Massimo “mini Lepore” Mezzetti insieme a Wael Al-Dahdouh, giornalista di Hamas, e Stefania Ascari, deputata 5stelle, legata ad Hannoun, sotto indagine per terrorismo. La classe politica che governa in Emilia-Romagna e da che parte stanno
Forwarded from Lion Udler
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Le parole di una madre a Massimo Mezzetti, sindaco di Modena.
"Sa quale è la cosa che mi fa più male, oltre alle brutte cose che sono successe ai ragazzi? E' che ho chiesto alle loro amiche, ma non avete paura ad andare in quella zona ad esempio? Sa cosa mi rispondono? No, basta cambiare strada e abbassare lo sguardo e non fissarli. Allora io non voglio una città che insegna a mia figlia ad andare in giro ad abbassare lo sguardo. E' chiaro? Perchè la famosa percezione è questa, di essere in una città più sicura. Non è sicura nel prendere il pullman, nel prendere la stazione dei treni, non è sicura per nulla".
"Sa quale è la cosa che mi fa più male, oltre alle brutte cose che sono successe ai ragazzi? E' che ho chiesto alle loro amiche, ma non avete paura ad andare in quella zona ad esempio? Sa cosa mi rispondono? No, basta cambiare strada e abbassare lo sguardo e non fissarli. Allora io non voglio una città che insegna a mia figlia ad andare in giro ad abbassare lo sguardo. E' chiaro? Perchè la famosa percezione è questa, di essere in una città più sicura. Non è sicura nel prendere il pullman, nel prendere la stazione dei treni, non è sicura per nulla".