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🇮🇹 Donald Trump, discorso alla nazione: "Distrutti impianti dello sponsor del terrore. Ringrazio Netanyahu. Dio benedica Israele"
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Poco tempo fa, l'esercito americano ha effettuato massicci attacchi di precisione contro tre importanti siti nucleari del regime iraniano, Fordow, Natanz e Esfahan.
Per anni abbiamo sentito questi nomi mentre costruivano questa impresa orribilmente distruttiva.
Il nostro obiettivo era la distruzione della capacità di arricchimento nucleare dell'Iran e fermare la minaccia nucleare posta dal primo sponsor statale del terrore al mondo.
Stasera posso annunciare al mondo che gli attacchi sono stati uno spettacolare successo militare.
Le principali strutture di arricchimento nucleare iraniane sono state completamente e totalmente distrutte.
L'Iran, il bullo del Medio Oriente, deve ora fare la pace.
In caso contrario i futuri attacchi saranno molto più grandi e molto più facili.
Per 40 anni l'Iran ha detto morte all'America, morte a Israele.
Hanno ucciso la nostra gente facendogli saltare braccia e gambe con bombe lungo le strade.
Era la loro specialità.
Abbiamo perso più di mille persone e centinaia di migliaia in tutto il Medio Oriente e nel mondo sono morte come conseguenza diretta del loro odio.
In particolare così tanti sono stati uccisi dal loro generale Qasem Soleimani.
Ho deciso molto tempo fa che non avrei permesso che ciò accadesse.
Non continuerà.
Voglio ringraziare e congratularmi con il primo ministro Bibi Netanyahu. Abbiamo lavorato in squadra come forse nessuna squadra ha mai fatto prima e abbiamo fatto molta strada per cancellare questa orribile minaccia per Israele.
Voglio ringraziare l'esercito israeliano per il meraviglioso lavoro che ha svolto e soprattutto voglio congratularmi con i grandi patrioti americani che hanno pilotato quelle magnifiche macchine stasera e con tutto l'esercito degli Stati Uniti per un'operazione come il mondo non ne ha viste da molti, molti decenni.
Speriamo di non aver più bisogno dei loro servizi in questa veste.
Spero che sia così.
Voglio anche congratularmi con il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Razin Caine, un generale spettacolare e con tutte le brillanti menti militari coinvolte in questo attacco.
Detto questo, questo non può continuare.
Ci sarà pace o ci sarà una tragedia per l 'Iran molto più grande di quella a cui abbiamo assistito negli ultimi otto giorni.
Ricordate, ci sono molti obiettivi rimasti.
Quello di stasera è stato il più difficile di tutti, di gran lunga, e forse il più letale.
Ma se la pace non arriverà rapidamente, perseguiremo quegli altri obiettivi con precisione, velocità e abilità. La maggior parte può essere eliminata in pochi minuti.
Nessun esercito al mondo avrebbe potuto fare quello che abbiamo fatto stanotte, nemmeno lontanamente.
Non c'è mai stato un esercito capace di fare quello che è successo poco fa.
Domani, il generale Caine e il segretario alla difesa Pete Hegseth, terranno una conferenza stampa alle 8.00 al Pentagono.
E voglio ringraziare tutti, e in particolare Dio.
Voglio solo dire che ti amiamo, Dio, e amiamo il nostro grande esercito.
Proteggili.
Dio benedica il Medio Oriente.
Dio benedica Israele.
E Dio benedica l'America.
Grazie mille.
Grazie.
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🇮🇹 Trump sulla tregua in bilico: "Non sanno cosa cazzo stanno facendo. Lo capite?"
24 giugno 2025 – Dopo aver annunciato il cessate il fuoco fra Israele e Iran per porre fine alla cosiddetta “Guerra dei 12 giorni”, il Presidente Donald Trump ha criticato entrambe le parti per aver già ripreso le ostilità. A poche ore dall’accordo, Israele ha lanciato una massiccia offensiva, seguita al lancio di un razzo iraniano. Il cessate il fuoco ora è in bilico.
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24 giugno 2025 – Dopo aver annunciato il cessate il fuoco fra Israele e Iran per porre fine alla cosiddetta “Guerra dei 12 giorni”, il Presidente Donald Trump ha criticato entrambe le parti per aver già ripreso le ostilità. A poche ore dall’accordo, Israele ha lanciato una massiccia offensiva, seguita al lancio di un razzo iraniano. Il cessate il fuoco ora è in bilico.
Fondamentalmente abbiamo due paesi che combattono da così tanto tempo e così duramente che non sanno cosa cazzo stanno facendo.
Lo capite questo?
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🇮🇹 Mark Rutte: “Caro Donald, grazie per averci spinto ad aumentare la spesa militare”
Il segretario generale della Nato Mark Rutte si è complimentato con il presidente statunitense Donald Trump per aver contribuito ad aumentare le spese militari dell'Europa. Trump ha pubblicato il messaggio privato su Truth, secondo cui, si legge, si profila un vertice all’Aja di “grande successo”. "L'Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria", si legge nell’sms. "Otterrai qualcosa che nessun altro presidente americano è riuscito a fare in decenni. Non è stato facile ma siamo riusciti a far sì che tutti si impegnino a raggiungere il 5%".
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Il segretario generale della Nato Mark Rutte si è complimentato con il presidente statunitense Donald Trump per aver contribuito ad aumentare le spese militari dell'Europa. Trump ha pubblicato il messaggio privato su Truth, secondo cui, si legge, si profila un vertice all’Aja di “grande successo”. "L'Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria", si legge nell’sms. "Otterrai qualcosa che nessun altro presidente americano è riuscito a fare in decenni. Non è stato facile ma siamo riusciti a far sì che tutti si impegnino a raggiungere il 5%".
Consentitemi di rendere omaggio alla leadership di lunga data del Presidente Trump nel chiedere alla NATO di aumentare la spesa per la difesa.
La NATO ha già aggiunto un ulteriore trilione di dollari alla spesa per la difesa nell'ultimo decennio.
Signor Presidente, caro Donald, questo è merito suo, grazie a lei che ci ha spinto.
Domani costruiremo su queste fondamenta e aggiungeremo altri trilioni di dollari alla spesa per la difesa. Perché è necessario farlo
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🇮🇹 Donald Trump: "Terribile che la Spagna non voglia pagare. Le raddoppieremo i dazi"
25 giugno 2025 - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro monito alla Spagna durante il vertice NATO, minacciando ritorsioni commerciali se il Paese non si impegna ad aumentare la spesa militare al 5% del PIL. Mentre gli altri alleati hanno aderito a questo obiettivo comune, la Spagna ha scelto di mantenere il proprio percorso di spesa. Trump ha sottolineato che la Spagna è l'unico Paese che si rifiuta di rispettare il nuovo accordo e ha affermato "recupereremo con il commercio", lanciando un avvertimento non troppo sottile.
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25 giugno 2025 - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro monito alla Spagna durante il vertice NATO, minacciando ritorsioni commerciali se il Paese non si impegna ad aumentare la spesa militare al 5% del PIL. Mentre gli altri alleati hanno aderito a questo obiettivo comune, la Spagna ha scelto di mantenere il proprio percorso di spesa. Trump ha sottolineato che la Spagna è l'unico Paese che si rifiuta di rispettare il nuovo accordo e ha affermato "recupereremo con il commercio", lanciando un avvertimento non troppo sottile.
Penso che la Spagna abbia fatto una cosa pessima, sono l'unico paese che non vuole pagare tutto, vogliono restare al 2%, è vergognoso. L'economia va bene ma potrebbe crollare se succedesse qualcosa di grave. La Spagna è l'unico paese che per qualche ragione non sta pagando. Non capisco il problema, è un peccato ma non preoccupatevi recupereremo tutto.
Stiamo negoziando un accordo commerciale con la Spagna e faremo in modo che paghino il doppio e lo dico sul serio. Mi piace molto la Spagna ci sono persone fantastiche lì, ma la Spagna è l'unico paese che non vuole pagare, vogliono fare i furbi. Ma dovranno restituirlo con il commercio.
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🇮🇹 Haaretz shock: A IDF ordine di sparare sui palestinesi in attesa di cibo
Un’inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz, pubblicata il 27 giugno 2025, rivela testimonianze di soldati e ufficiali che sostengono di aver ricevuto ordini di aprire il fuoco su civili disarmati – molti dei quali in fila già all’alba o dopo la chiusura – mentre cercavano di accedere ai punti di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), gestita da un appaltatore sostenuto da Israele e Stati Uniti.
Uno dei soldati intervistati descrive la situazione come un vero e proprio “campo di sterminio”:
Secondo fonti ufficiali del ministero della sanità di Gaza, nei centri di distribuzione GHF sarebbero avvenuti 19 episodi di tiro, con almeno 549 morti e oltre 4 000 feriti in appena un mese.
L’articolo di Haaretz sostiene che queste azioni avrebbero “lo scopo di controllare le folle” usando il fuoco come deterrente, senza ricorso a metodi di contenimento non letali.
A tal proposito, l’Avvocatura Militare Israeliana ha aperto un’inchiesta su potenziali crimini di guerra, mentre l’IDF (Forze di Difesa Israeliane) e il governo Netanyahu-Katz respingono le accuse, definendole una “diffamazione sanguinaria”, sostenendo che non sono stati impartiti ordini di colpire intenzionalmente i civili e che ogni deviazione dalle regole di ingaggio sarà attentamente esaminata .
Nel frattempo, organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere e l’ONU, rappresentata dal segretario generale Guterres, denunciano il sistema adottato come “un massacro camuffato da aiuti umanitari” e chiedono che la distribuzione torni sotto il controllo delle Nazioni Unite.
MSF sostiene che “la popolazione di Gaza viene trattata come se fosse una forza ostile”.
Il contesto emerge chiaramente: Gaza è da mesi sotto assedio militare, con grave carenza di cibo, acqua e medicinali. Migliaia di civili si recano quotidianamente ai centri della GHF in condizioni di agonia umanitaria, rischiando la vita. Secondo l’ampia rassegna dell’ONU, sugli oltre 56 000 decessi a Gaza circa metà sono civili, compresi molti bambini.
Se le accuse fossero confermate, si configurerebbe un quadro di uso sistematico della forza letale come strumento di controllo delle folle affamate, potenzialmente configurabile come crimine di guerra. L’indagine interna israeliana sarà decisiva per stabilire responsabilità e conseguenze legali future.
Fonte
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Un’inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz, pubblicata il 27 giugno 2025, rivela testimonianze di soldati e ufficiali che sostengono di aver ricevuto ordini di aprire il fuoco su civili disarmati – molti dei quali in fila già all’alba o dopo la chiusura – mentre cercavano di accedere ai punti di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), gestita da un appaltatore sostenuto da Israele e Stati Uniti.
Uno dei soldati intervistati descrive la situazione come un vero e proprio “campo di sterminio”:
Abbiamo sparato con le mitragliatrici dei carri armati e lanciato granate.
Ogni giorno venivano uccise tra 1 e 5 persone. E' un campo di sterminio.
Secondo fonti ufficiali del ministero della sanità di Gaza, nei centri di distribuzione GHF sarebbero avvenuti 19 episodi di tiro, con almeno 549 morti e oltre 4 000 feriti in appena un mese.
L’articolo di Haaretz sostiene che queste azioni avrebbero “lo scopo di controllare le folle” usando il fuoco come deterrente, senza ricorso a metodi di contenimento non letali.
A tal proposito, l’Avvocatura Militare Israeliana ha aperto un’inchiesta su potenziali crimini di guerra, mentre l’IDF (Forze di Difesa Israeliane) e il governo Netanyahu-Katz respingono le accuse, definendole una “diffamazione sanguinaria”, sostenendo che non sono stati impartiti ordini di colpire intenzionalmente i civili e che ogni deviazione dalle regole di ingaggio sarà attentamente esaminata .
Nel frattempo, organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere e l’ONU, rappresentata dal segretario generale Guterres, denunciano il sistema adottato come “un massacro camuffato da aiuti umanitari” e chiedono che la distribuzione torni sotto il controllo delle Nazioni Unite.
MSF sostiene che “la popolazione di Gaza viene trattata come se fosse una forza ostile”.
Il contesto emerge chiaramente: Gaza è da mesi sotto assedio militare, con grave carenza di cibo, acqua e medicinali. Migliaia di civili si recano quotidianamente ai centri della GHF in condizioni di agonia umanitaria, rischiando la vita. Secondo l’ampia rassegna dell’ONU, sugli oltre 56 000 decessi a Gaza circa metà sono civili, compresi molti bambini.
Se le accuse fossero confermate, si configurerebbe un quadro di uso sistematico della forza letale come strumento di controllo delle folle affamate, potenzialmente configurabile come crimine di guerra. L’indagine interna israeliana sarà decisiva per stabilire responsabilità e conseguenze legali future.
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🇮🇹 Candace Owens: "Donald Trump mi ha chiesto di smettere di parlare di Brigitte Macron"
La nota youtuber e blogger statunitense, Candace Owens, il 30 giugno 2025 nel suo seguitissimo podcast rivela un "enorme segreto", che ha dovuto tenersi dentro per un certo periodo, riguardante un fatto che le è capitato qualche mese fa.
Nel suo programma racconta di come il 24 febbraio 2025 ha ricevuto una richiesta insolita dalla Casa Bianca, tramite un amico, di smettere di parlare del "caso di Brigitte Macron". Candace trova la richiesta assurda, dato che aveva appena concluso una serie sul suo podcast proprio su Brigitte Macron e la sua "transizione di genere", e inizialmente la rifiuta, invocando la libertà di parola.
L'amico le rivela che il Presidente Emmanuel Macron sta bloccando i negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, a meno che Candace non smetta di parlare di sua moglie. Candace, sbalordita, definisce la situazione "assurda" e "folle", non comprendendo il collegamento tra il suo podcast e i negoziati di pace.
Successivamente, Candace scopre che anche il Presidente Trump era presente nella prima telefonata. Poco dopo, un alto funzionario della Casa Bianca, sempre vicino a Trump, la chiama direttamente, ordinandole in modo arrogante di smettere di parlare di Brigitte Macron, su richiesta presidenziale. Candace, infastidita, rifiuta categoricamente ancora e riattacca.
Cerca quindi consiglio da Tucker Carlson, sottolineando l'importanza della libertà di parola e le potenziali implicazioni di pedofilia e incesto legate alla storia di Brigitte Macron che stava trattando. Carlson le suggerisce di accettare temporaneamente per non avere "sangue di cristiani sulla coscienza", ma di rivelare la verità in seguito.
Il 26 febbraio, Candace riceve una telefonata direttamente dal Presidente Donald J. Trump.
Trump le racconta che Macron lo ha preso in disparte alla Casa Bianca chiedendogli di fermarla, perché la storia la stava "davvero colpendo", aggiungendo anche che "è vecchia". Trump descrive anche di aver cenato con Brigitte, notando che in realtà "sembra una donna", ma Candace ribatte dicendo al presidente che ha un "dottore fantastico specializzato in interventi di transgenderismo" e "procedure di femminilizzazione". Candace replica quindi umoristicamente a Trump: "non è colpa mia se ha sposato una persona col pene".
Alla fine Candace accetta di sospendere le discussioni sulla moglie del presidente francese "per un breve periodo", proprio per facilitare i negoziati di pace, chiarendo però che si aspetta di poter riprendere a parlarne tra qualche mese. Sembra che qualcuno in sottofondo però abbia spinto Trump, inizialmente concorde, a chiedere un impegno più a lungo termine sul tacitare queste rivelazioni.
La conversazione si conclude con Trump che si offre di apparire anche nel suo podcast, per far salire i suoi ascolti, pur di farla smettere completamente, ma Candace fa notare al presidente che "a quanto pare è già molto seguita, anche da presidenti di nazioni estere".
Candace dopo aver fatto questa rivelazione colma di dettagli, conclude il podcast con sue osservazioni personali, dicendo che Macron dovrebbe dimettersi se questa informazione si rivelasse vera, definendo il blocco dei negoziati di pace globali per una questione personale (il suo podcast sulla presunta transizione di genere attuata della moglie Brigitte) un "esempio senza precedenti di mancanza di moralità" e meritevole di impeachment.
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La nota youtuber e blogger statunitense, Candace Owens, il 30 giugno 2025 nel suo seguitissimo podcast rivela un "enorme segreto", che ha dovuto tenersi dentro per un certo periodo, riguardante un fatto che le è capitato qualche mese fa.
Nel suo programma racconta di come il 24 febbraio 2025 ha ricevuto una richiesta insolita dalla Casa Bianca, tramite un amico, di smettere di parlare del "caso di Brigitte Macron". Candace trova la richiesta assurda, dato che aveva appena concluso una serie sul suo podcast proprio su Brigitte Macron e la sua "transizione di genere", e inizialmente la rifiuta, invocando la libertà di parola.
L'amico le rivela che il Presidente Emmanuel Macron sta bloccando i negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, a meno che Candace non smetta di parlare di sua moglie. Candace, sbalordita, definisce la situazione "assurda" e "folle", non comprendendo il collegamento tra il suo podcast e i negoziati di pace.
Successivamente, Candace scopre che anche il Presidente Trump era presente nella prima telefonata. Poco dopo, un alto funzionario della Casa Bianca, sempre vicino a Trump, la chiama direttamente, ordinandole in modo arrogante di smettere di parlare di Brigitte Macron, su richiesta presidenziale. Candace, infastidita, rifiuta categoricamente ancora e riattacca.
Cerca quindi consiglio da Tucker Carlson, sottolineando l'importanza della libertà di parola e le potenziali implicazioni di pedofilia e incesto legate alla storia di Brigitte Macron che stava trattando. Carlson le suggerisce di accettare temporaneamente per non avere "sangue di cristiani sulla coscienza", ma di rivelare la verità in seguito.
Il 26 febbraio, Candace riceve una telefonata direttamente dal Presidente Donald J. Trump.
Trump le racconta che Macron lo ha preso in disparte alla Casa Bianca chiedendogli di fermarla, perché la storia la stava "davvero colpendo", aggiungendo anche che "è vecchia". Trump descrive anche di aver cenato con Brigitte, notando che in realtà "sembra una donna", ma Candace ribatte dicendo al presidente che ha un "dottore fantastico specializzato in interventi di transgenderismo" e "procedure di femminilizzazione". Candace replica quindi umoristicamente a Trump: "non è colpa mia se ha sposato una persona col pene".
Alla fine Candace accetta di sospendere le discussioni sulla moglie del presidente francese "per un breve periodo", proprio per facilitare i negoziati di pace, chiarendo però che si aspetta di poter riprendere a parlarne tra qualche mese. Sembra che qualcuno in sottofondo però abbia spinto Trump, inizialmente concorde, a chiedere un impegno più a lungo termine sul tacitare queste rivelazioni.
La conversazione si conclude con Trump che si offre di apparire anche nel suo podcast, per far salire i suoi ascolti, pur di farla smettere completamente, ma Candace fa notare al presidente che "a quanto pare è già molto seguita, anche da presidenti di nazioni estere".
Candace dopo aver fatto questa rivelazione colma di dettagli, conclude il podcast con sue osservazioni personali, dicendo che Macron dovrebbe dimettersi se questa informazione si rivelasse vera, definendo il blocco dei negoziati di pace globali per una questione personale (il suo podcast sulla presunta transizione di genere attuata della moglie Brigitte) un "esempio senza precedenti di mancanza di moralità" e meritevole di impeachment.
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🇮🇹 DOJ: Non esiste alcuna lista dei clienti di Epstein e non sono coinvolte altre persone
7 luglio 2025 - Ben Meiselas, conduttore di MeidasTouch, commenta il promemoria del Dipartimento di Giustizia, ottenuto e pubblicato da Axios, in cui si dichiara che Jeffrey Epstein non deteneva una lista per ricattare uomini ricchi e potenti. Il promemoria del DOJ sostiene inoltre che non ci sono prove che Jeffrey Epstein sia stato assassinato, ma che è morto per suicidio. La conclusione è supportata dal DOJ e dall'FBI, che hanno rilasciato 2 filmati dall'esterno della cella di Epstein la notte della sua morte nel 2019, uno grezzo e uno in versione migliorata.
La posizione attuale contrasta nettamente con le dichiarazioni precedenti e fa pensare che si stia coprendo proprio Donald Trump.
Pam Bondi, Procuratore Generale, aveva dichiarato il 21 febbraio 2025 che la lista dei clienti di Epstein era sulla sua scrivania e che la stava esaminando.
Un resoconto ufficiale della Casa Bianca aveva persino pubblicato su Fox la notizia che il DOJ avrebbe potuto rilasciare la lista.
Pam Bondi aveva affermato che c'era un "camion di prove" da esaminare relative al caso Epstein. Successivamente, aveva segnalato che i procuratori del Distretto Sud di New York, il DOJ e l'FBI di non avevano consegnato i file, "migliaia di pagine di documenti" riguardanti Epstein non erano state consegnate.
Come commenta il giornalista di Axios, Kash Patel e Dan Bonino, prima di essere scelti per guidare l'FBI, erano influencer che promuovevano proprio l'idea di una cospirazione più ampia legata a Epstein. Una volta a capo dell'FBI hanno ridimensionato le loro affermazioni.
Patel aveva giustificato i ritardi nel rilascio dei file dicendo che dovevano essere "nel formato giusto" e che serviva tempo per esaminare anni di indagini e di manovre politiche. Ora il cambio di posizione: le teorie cospirative che provenivano da persone vicine a Trump, vengono smontate proprio dagli uomini scelti da Trump.
Elon Musk, con i suoi tweet, aveva puntato i riflettori proprio sul coinvolgimento di Trump. E anche le fonti evidenziavano un legame fra Donald Trump e Jeffrey Epstein. Il nome di Trump era sulla lista delle chiamate di Epstein. Trump era presente nei registri di volo di Epstein almeno sette volte. Il suo nome compare nelle deposizioni delle vittime di traffico sessuale di Epstein, con una vittima che ha dichiarato di essere stata con Epstein su un aereo e di averlo visto chiamare Trump in sua presenza. Al processo penale di Ghislaine Maxwell, una donna ha testimoniato che lei e Epstein l'hanno presentata a Donald Trump quando aveva 14 anni. Virginia Giuffre infatti era stata reclutata a Mar-a-Lago quando era minorenne.
Eppure quando è stato chiesto a Donald Trump se avrebbe rilasciato i file Epstein, Trump aveva risposto "sì, lo farei... penso che lo farei" ma aveva espresso la preoccupazione di non voler "influenzare la vita delle persone".
Nonostante le promesse di trasparenza, l'amministrazione Trump e il Dipartimento di Giustizia ora affermano che i file Epstein non esistono e che il suicida Epstein non ha mai ricattato uomini potenti.
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7 luglio 2025 - Ben Meiselas, conduttore di MeidasTouch, commenta il promemoria del Dipartimento di Giustizia, ottenuto e pubblicato da Axios, in cui si dichiara che Jeffrey Epstein non deteneva una lista per ricattare uomini ricchi e potenti. Il promemoria del DOJ sostiene inoltre che non ci sono prove che Jeffrey Epstein sia stato assassinato, ma che è morto per suicidio. La conclusione è supportata dal DOJ e dall'FBI, che hanno rilasciato 2 filmati dall'esterno della cella di Epstein la notte della sua morte nel 2019, uno grezzo e uno in versione migliorata.
La posizione attuale contrasta nettamente con le dichiarazioni precedenti e fa pensare che si stia coprendo proprio Donald Trump.
Pam Bondi, Procuratore Generale, aveva dichiarato il 21 febbraio 2025 che la lista dei clienti di Epstein era sulla sua scrivania e che la stava esaminando.
Un resoconto ufficiale della Casa Bianca aveva persino pubblicato su Fox la notizia che il DOJ avrebbe potuto rilasciare la lista.
Pam Bondi aveva affermato che c'era un "camion di prove" da esaminare relative al caso Epstein. Successivamente, aveva segnalato che i procuratori del Distretto Sud di New York, il DOJ e l'FBI di non avevano consegnato i file, "migliaia di pagine di documenti" riguardanti Epstein non erano state consegnate.
Come commenta il giornalista di Axios, Kash Patel e Dan Bonino, prima di essere scelti per guidare l'FBI, erano influencer che promuovevano proprio l'idea di una cospirazione più ampia legata a Epstein. Una volta a capo dell'FBI hanno ridimensionato le loro affermazioni.
Patel aveva giustificato i ritardi nel rilascio dei file dicendo che dovevano essere "nel formato giusto" e che serviva tempo per esaminare anni di indagini e di manovre politiche. Ora il cambio di posizione: le teorie cospirative che provenivano da persone vicine a Trump, vengono smontate proprio dagli uomini scelti da Trump.
Elon Musk, con i suoi tweet, aveva puntato i riflettori proprio sul coinvolgimento di Trump. E anche le fonti evidenziavano un legame fra Donald Trump e Jeffrey Epstein. Il nome di Trump era sulla lista delle chiamate di Epstein. Trump era presente nei registri di volo di Epstein almeno sette volte. Il suo nome compare nelle deposizioni delle vittime di traffico sessuale di Epstein, con una vittima che ha dichiarato di essere stata con Epstein su un aereo e di averlo visto chiamare Trump in sua presenza. Al processo penale di Ghislaine Maxwell, una donna ha testimoniato che lei e Epstein l'hanno presentata a Donald Trump quando aveva 14 anni. Virginia Giuffre infatti era stata reclutata a Mar-a-Lago quando era minorenne.
Eppure quando è stato chiesto a Donald Trump se avrebbe rilasciato i file Epstein, Trump aveva risposto "sì, lo farei... penso che lo farei" ma aveva espresso la preoccupazione di non voler "influenzare la vita delle persone".
Nonostante le promesse di trasparenza, l'amministrazione Trump e il Dipartimento di Giustizia ora affermano che i file Epstein non esistono e che il suicida Epstein non ha mai ricattato uomini potenti.
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🇮🇹 Tucker Carlson: Cover-Up su Epstein è troppo. Potrebbe far saltare tutto
8 luglio 2025 - Il giornalista Tucker Carlson e il commentatore politico Saagar Enjeti hanno discusso le ultime incredibili notizie del Dipartimento di Giustizia sul caso di Jeffrey Epstein.
Saagar Enjeti, conduttore di podcast e conduttore di "Breaking Points with Krystal and Saagar", in precedenza aveva lavorato al Daily Caller come corrispondente dalla Casa Bianca. Durante l'intervista, Enjeti ha esposto la sua ipotesi che il DOJ di Pam Bondi stia insabbiando i crimini di Epstein.
Introducendo l'argomento, Tucker Carlson ha affermato:
Enjeti ha espresso il suo scetticismo per le dichiarazioni di Kash Patel e del DOJ, avanzando l'ipotesi che il Dipartimento di Giustizia stia deliberatamente nascondendo informazioni cruciali.
La lista dei clienti di Epstein potrebbe dunque contenere nomi politicamente sensibili, di alto profilo, e il Dipartimento di Giustizia potrebbe essere sotto pressione per non rivelarli. Enjeti ha citato le attività dell'ebreo ortodosso Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell, parallele a quelle di Epstein, suggerendo che ci possa essere una connessione. Le prove potrebbero includere anche documenti che dettagliano attività finanziarie e connessioni con agenzie di intelligence.
Uomini potenti hanno vittimizzato e usato le loro vittime per scopi di "traffico", per intrappolarle in una operazione di intelligence di alto livello di Stati Uniti e Israele, probabilmente gestita in collaborazione. Il percorso di tutta questa faccenda fa davvero arrabbiare, ha dichiarato Enjeti.
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8 luglio 2025 - Il giornalista Tucker Carlson e il commentatore politico Saagar Enjeti hanno discusso le ultime incredibili notizie del Dipartimento di Giustizia sul caso di Jeffrey Epstein.
Saagar Enjeti, conduttore di podcast e conduttore di "Breaking Points with Krystal and Saagar", in precedenza aveva lavorato al Daily Caller come corrispondente dalla Casa Bianca. Durante l'intervista, Enjeti ha esposto la sua ipotesi che il DOJ di Pam Bondi stia insabbiando i crimini di Epstein.
Introducendo l'argomento, Tucker Carlson ha affermato:
Parlo per me stesso: non avrei mai pensato di dover chiedere scusa a Jeffrey Epstein. Per tutte le volte che ho diffamato quell'uomo, per tutte le volte che l'ho accusato di crimini, di ricattare persone, di trafficare bambini a personaggi potenti in tutto il mondo per conto di servizi segreti globali. E poi ieri ho appreso dal Procuratore Generale Pam Bondi che non è vero! Si è suicidato dopo 36 giorni di prigione senza motivo. Era un miliardario, non aveva clienti, non aveva fatto nulla di male a parte un paio di massaggi maliziosi 20 anni prima, e si è suicidato.
Enjeti ha espresso il suo scetticismo per le dichiarazioni di Kash Patel e del DOJ, avanzando l'ipotesi che il Dipartimento di Giustizia stia deliberatamente nascondendo informazioni cruciali.
Stiamo assistendo a una delle più sistematiche coperture governative di tutti i tempi.
E' proprio come Kennedy. Sappiamo tutti la verità. Sappiamo che questo documento rilasciato dall'amministrazione Trump è una totale stronzata. E suppongo che magari, proprio come con l'assassinio di Kennedy, si aspettino che ce ne dimentichiamo col tempo.
Le azioni degli ultimi giorni confermano l'idea che questo non sia solo un insabbiamento sistematico del governo ai massimi livelli, non solo coinvolgendo il traffico sessuale, ma arrivando fino ai livelli più alti dell'intelligence statunitense, della comunità dell'intelligence israeliana, che coinvolge persone potenti, miliardari qui negli Stati Uniti, ex primi ministri di Israele, il nostro attuale Presidente, ex presidenti degli Stati Uniti.
La lista dei clienti di Epstein potrebbe dunque contenere nomi politicamente sensibili, di alto profilo, e il Dipartimento di Giustizia potrebbe essere sotto pressione per non rivelarli. Enjeti ha citato le attività dell'ebreo ortodosso Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell, parallele a quelle di Epstein, suggerendo che ci possa essere una connessione. Le prove potrebbero includere anche documenti che dettagliano attività finanziarie e connessioni con agenzie di intelligence.
Uomini potenti hanno vittimizzato e usato le loro vittime per scopi di "traffico", per intrappolarle in una operazione di intelligence di alto livello di Stati Uniti e Israele, probabilmente gestita in collaborazione. Il percorso di tutta questa faccenda fa davvero arrabbiare, ha dichiarato Enjeti.
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🇮🇹 MAKE MOSSAD GREAT AGAIN
Tra il sospetto di una colossale operazione di copertura e il nervosismo di chi cerca di insabbiare tutto, lo scandalo Epstein riesplode improvvisamente, travolgendo l'opinione pubblica.
Jeffrey, da asset dei Servizi segreti, oggi viene presentato come estraneo a qualsiasi traffico e ricatto di uomini potenti.
Mentre il DOJ e l’FBI cercano di mettere a tacere il caso una volta per tutte, le incongruenze con quanto emerso in precedenza appaiono troppo macroscopiche. Il commentatore Saagar Enjeti da Tucker Carlson parla senza mezzi termini di un insabbiamento sistematico che coinvolge i livelli più alti dell'intelligence statunitense e israeliana.
L’8 luglio 2025, durante una riunione di Gabinetto, il Presidente Donald Trump ha reagito nervosamente a una domanda su Epstein, quasi cercando di proteggere il Procuratore Bondi, già in difficoltà da giorni.
Il giornalista durante le scomode domande ha riportato che fu proprio il Segretario del Lavoro scelto da Trump durante la prima presidenza, Alexander Acosta, a sostenere che Epstein lavorasse per i servizi segreti, toccando un punto centrale, ma Bondi ha risposto di non saperne nulla, e che quindi indagherà ulteriormente.
Ma il legame Epstein-Mossad è stato confermato da più fonti, inclusa quella dell'ex agente israeliano e informatore Ari Ben-Menashe, il contatto di Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell.
Ben-Menashe sosteneva che Israele fosse impegnato in un'operazione per ricattare politici americani utilizzando video di abusi su minori e che i traffici della Maxwell servivano per passare minorenni ad Epstein. Era risaputo dunque che il finanziere lavorasse per il Mossad, ma oggi si cerca di nasconderlo.
Candace Owens infine approfondisce anche la figura di Donald Barr, figlio dell'ex Procuratore di Trump, William Barr, autore di un inquietante libro di fantascienza su degli oligarchi che dominano il mondo attraverso lo sfruttamento sessuale dei minori.
Lo stesso Donald Barr che assunse, nel suo prestigioso istituto, proprio il 21enne Jeffrey Epstein, senza detenere le opportune qualifiche. Allo stesso modo Epstein muoverà poi i primi passi nel mondo dell’alta finanza, partendo da semplice assistente in uno Studio di professionisti del trading.
Gli incredibili privilegi goduti in carcere nel suo primo processo per sfruttamento minorile, la sua carriera agevolata da potenti milionari e i rapporti con le intelligence nazionali e straniere mostrano chiaramente che Jeffrey Epstein non era una persona comune, ma godeva di agganci a livelli che superano la comprensione comune.
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Tra il sospetto di una colossale operazione di copertura e il nervosismo di chi cerca di insabbiare tutto, lo scandalo Epstein riesplode improvvisamente, travolgendo l'opinione pubblica.
Jeffrey, da asset dei Servizi segreti, oggi viene presentato come estraneo a qualsiasi traffico e ricatto di uomini potenti.
Mentre il DOJ e l’FBI cercano di mettere a tacere il caso una volta per tutte, le incongruenze con quanto emerso in precedenza appaiono troppo macroscopiche. Il commentatore Saagar Enjeti da Tucker Carlson parla senza mezzi termini di un insabbiamento sistematico che coinvolge i livelli più alti dell'intelligence statunitense e israeliana.
L’8 luglio 2025, durante una riunione di Gabinetto, il Presidente Donald Trump ha reagito nervosamente a una domanda su Epstein, quasi cercando di proteggere il Procuratore Bondi, già in difficoltà da giorni.
Il giornalista durante le scomode domande ha riportato che fu proprio il Segretario del Lavoro scelto da Trump durante la prima presidenza, Alexander Acosta, a sostenere che Epstein lavorasse per i servizi segreti, toccando un punto centrale, ma Bondi ha risposto di non saperne nulla, e che quindi indagherà ulteriormente.
Ma il legame Epstein-Mossad è stato confermato da più fonti, inclusa quella dell'ex agente israeliano e informatore Ari Ben-Menashe, il contatto di Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell.
Ben-Menashe sosteneva che Israele fosse impegnato in un'operazione per ricattare politici americani utilizzando video di abusi su minori e che i traffici della Maxwell servivano per passare minorenni ad Epstein. Era risaputo dunque che il finanziere lavorasse per il Mossad, ma oggi si cerca di nasconderlo.
Candace Owens infine approfondisce anche la figura di Donald Barr, figlio dell'ex Procuratore di Trump, William Barr, autore di un inquietante libro di fantascienza su degli oligarchi che dominano il mondo attraverso lo sfruttamento sessuale dei minori.
Lo stesso Donald Barr che assunse, nel suo prestigioso istituto, proprio il 21enne Jeffrey Epstein, senza detenere le opportune qualifiche. Allo stesso modo Epstein muoverà poi i primi passi nel mondo dell’alta finanza, partendo da semplice assistente in uno Studio di professionisti del trading.
Gli incredibili privilegi goduti in carcere nel suo primo processo per sfruttamento minorile, la sua carriera agevolata da potenti milionari e i rapporti con le intelligence nazionali e straniere mostrano chiaramente che Jeffrey Epstein non era una persona comune, ma godeva di agganci a livelli che superano la comprensione comune.
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🇮🇹 MAKE MOSSAD GREAT AGAIN [Volume 2]
Il DOJ di Trump cala il sipario sul caso Epstein, nessuna lista di clienti, nessun materiale ulteriore da rilasciare. Le aspettative di ottenere risposte oneste inaspettatamente vengono tradite, proprio da chi prometteva trasparenza.
L’insabbiamento riaccende l'attenzione sull'esplosiva dichiarazione di Musk circa la presenza di Trump nei files, e sulle reazioni dello stesso Presidente.
Quando fu chiesto a Trump se avrebbe declassificato i file, la sua risposta fu titubante:
Un'esitazione che pesa, soprattutto alla luce del recente nervosismo durante una riunione di Gabinetto,
dove ha redarguito un giornalista:
Quasi a impedire la domanda se lavorasse per i servizi segreti, appena posta dal reporter al Procuratore Bondi.
Nell'episodio del 6 giugno 2025 del podcast The Daily Beast, la direttrice creativa Joanna Coles ha incontrato il giornalista e scrittore Michael Wolff per parlare del caso Epstein e della bomba sganciata da Musk.
Wolff, biografo di Trump, ha raccontato dell'amicizia "segreta ma urlata" fra Trump ed Epstein. I due erano inseparabili e si completavano a vicenda. Condividevano donne, aerei, strategie commerciali e consigli su come non pagare le tasse. Wolff racconta infine di aver visto personalmente alcune delle fotografie compromettenti: uno scatto con ragazze in topless, di età incerta, sedute sulle ginocchia di Trump, e un'altra in cui Trump ha una strana macchia sui pantaloni, e alcune ragazze in topless ridono di gusto, indicandola.
Queste fotografie erano custodite nella cassaforte di Epstein quando l'FBI è intervenuta.
DOGE arriva ovunque e non sorprenderebbe se Elon fosse venuto a conoscenza di dettagli così riservati.
Prima di guidare l’FBI, anche gli stessi Kash Patel e Dan Bongino chiedevano la divulgazione dei nomi legati ad Epstein. Così come la chiedeva J.D. Vance. Oggi lavorano per Trump, ma tutto viene messo a tacere.
Di fatto esiste ancora una montagna di informazioni non divulgate: testimonianze delle vittime, registrazioni video delle telecamere installate nelle residenze di Epstein, documenti bancari che potrebbero indicare chi frequentava quei luoghi e approfittava della tratta sessuale di minori, il diario di Virginia Giuffre, una delle vittime che con le sue denunce coraggiose ha fatto emergere l'intero traffico.
In un video il controverso avvocato Alan Dershowitz, coinvolto anche lui nelle accuse da parte delle vittime e difensore di Epstein, pur vincolato alla riservatezza, oggi giura che quei documenti e quei nomi esistono davvero.
Sigrid McCawley, avvocato delle vittime con cui con Virginia Giuffre aveva instaurato un legame di amicizia, ha dichiarato in una intervista:
Un'intera rete di collaboratori, avvocati e contabili aiutava Epstein e il Mossad stesso a ricattare influenti pedofili.
Nel 2019 Project Veritas aveva pubblicato un video della conduttrice Amy Robach che raccontava di aver avuto un'intervista esclusiva con Virginia Guiffre, un reportage con prove che implicavano personalità tra cui Bill Clinton e il principe Andrea, ma ABC si era rifiutata di trasmetterla.
Emerge infine che il video della cella sarebbe stato editato secondo Metadati nascosti.
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Il DOJ di Trump cala il sipario sul caso Epstein, nessuna lista di clienti, nessun materiale ulteriore da rilasciare. Le aspettative di ottenere risposte oneste inaspettatamente vengono tradite, proprio da chi prometteva trasparenza.
L’insabbiamento riaccende l'attenzione sull'esplosiva dichiarazione di Musk circa la presenza di Trump nei files, e sulle reazioni dello stesso Presidente.
Quando fu chiesto a Trump se avrebbe declassificato i file, la sua risposta fu titubante:
“Immagino di sì... ma meno perché non si sa mai, non voglio influenzare la vita delle persone”
Un'esitazione che pesa, soprattutto alla luce del recente nervosismo durante una riunione di Gabinetto,
dove ha redarguito un giornalista:
"Ancora con questa storia di Jeffrey Epstein?"
Quasi a impedire la domanda se lavorasse per i servizi segreti, appena posta dal reporter al Procuratore Bondi.
Nell'episodio del 6 giugno 2025 del podcast The Daily Beast, la direttrice creativa Joanna Coles ha incontrato il giornalista e scrittore Michael Wolff per parlare del caso Epstein e della bomba sganciata da Musk.
Wolff, biografo di Trump, ha raccontato dell'amicizia "segreta ma urlata" fra Trump ed Epstein. I due erano inseparabili e si completavano a vicenda. Condividevano donne, aerei, strategie commerciali e consigli su come non pagare le tasse. Wolff racconta infine di aver visto personalmente alcune delle fotografie compromettenti: uno scatto con ragazze in topless, di età incerta, sedute sulle ginocchia di Trump, e un'altra in cui Trump ha una strana macchia sui pantaloni, e alcune ragazze in topless ridono di gusto, indicandola.
Queste fotografie erano custodite nella cassaforte di Epstein quando l'FBI è intervenuta.
DOGE arriva ovunque e non sorprenderebbe se Elon fosse venuto a conoscenza di dettagli così riservati.
Prima di guidare l’FBI, anche gli stessi Kash Patel e Dan Bongino chiedevano la divulgazione dei nomi legati ad Epstein. Così come la chiedeva J.D. Vance. Oggi lavorano per Trump, ma tutto viene messo a tacere.
Di fatto esiste ancora una montagna di informazioni non divulgate: testimonianze delle vittime, registrazioni video delle telecamere installate nelle residenze di Epstein, documenti bancari che potrebbero indicare chi frequentava quei luoghi e approfittava della tratta sessuale di minori, il diario di Virginia Giuffre, una delle vittime che con le sue denunce coraggiose ha fatto emergere l'intero traffico.
In un video il controverso avvocato Alan Dershowitz, coinvolto anche lui nelle accuse da parte delle vittime e difensore di Epstein, pur vincolato alla riservatezza, oggi giura che quei documenti e quei nomi esistono davvero.
Sigrid McCawley, avvocato delle vittime con cui con Virginia Giuffre aveva instaurato un legame di amicizia, ha dichiarato in una intervista:
Abbiamo ottenuto molte informazioni. Sorprende che il governo sappia di avere un tesoro di dati ma non li divulghi. [..] Hanno preso diversi computer, diversi oggetti dalle case [..] Cosa c'era su quei computer? Cosa ci dicono i documenti finanziari? Ci dicono che del denaro veniva dato da certi individui, che del denaro veniva fatto affluire a certi individui, tutto questo è fondamentale affinché il pubblico possa sapere capire come qualcuno abbia potuto gestire un sistema di traffico sessuale per oltre 20 anni senza essere condannato. Ci sono un sacco di informazioni su ciò che accadeva nel mondo di Epstein, chi entrava e usciva dalle sue case, chi pagava.. documenti bancari..
Un'intera rete di collaboratori, avvocati e contabili aiutava Epstein e il Mossad stesso a ricattare influenti pedofili.
Nel 2019 Project Veritas aveva pubblicato un video della conduttrice Amy Robach che raccontava di aver avuto un'intervista esclusiva con Virginia Guiffre, un reportage con prove che implicavano personalità tra cui Bill Clinton e il principe Andrea, ma ABC si era rifiutata di trasmetterla.
Emerge infine che il video della cella sarebbe stato editato secondo Metadati nascosti.
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🇮🇹 MAKE MOSSAD GREAT AGAIN [Volume 3]
Negli ultimi giorni, Donald Trump appare visibilmente infastidito. Il solo nome di Jeffrey Epstein sembra provocargli un’irritazione che non passa inosservata. Intorno a lui, il sospetto cresce: tra i sostenitori del movimento MAGA serpeggia l’idea di un insabbiamento, forse per proteggere proprio il leader stesso. Sotto pressione, Trump pubblica un post su Truth. Ma il messaggio, invece di chiarire, diviene un boomerang. Elogia l’FBI e il DOJ, proprio mentre sono accusati di aver gestito in modo opaco il caso Epstein. Poi accusa la “sinistra radicale” di non aver diffuso i file, chiedendo:
Una domanda che tradisce due incongruenze: Trump sa bene che nei file potrebbero comparire anche esponenti democratici, come Bill Clinton, che lui stesso ha più volte accostato all’isola di Epstein e che quindi farebbe cadere l'intero sistema politico. E soprattutto, distanzia semanticamente se stesso da quei documenti, citando solamente un generico “danneggiare il movimento MAGA”, come se temesse di esserne coinvolto direttamente. Ma la confusione aumenta. Nel post, Trump afferma anche che i files sono una fabbricazione dei Democratici, contraddicendo sia la sua base che ne acclamava il loro rilascio, sia la versione della loro inesistenza supportata da FBI e dal Dipartimento di Giustizia, mentre ora ne ammette l’esistenza, seppur in versione contraffatta per mano dei suoi avversari politici.
Le contraddizioni iniziano a essere davvero troppe, e a queste, se ne aggiunge una che riguarda uno dei suoi pilastri difensivi nell'immaginario comune: secondo i suoi sostenitori infatti, fu proprio lui ad allontanare Epstein da Mar-a-Lago, per ragioni morali. Ma le testimonianze raccontano altro. La rottura risalirebbe al 2004, un anno prima delle indagini ufficiali su Epstein, e sarebbe legata a una disputa immobiliare. Un dettaglio che smonta anche l’ultimo tassello del racconto difensivo.
Alle incongruenze si aggiungono le anomalie, come il trattamento di favore riservato ad Epstein dal Procuratore Alexander Acosta, durante il patteggiamento del 2007. Epstein evitò il processo, scontò 13 mesi con incredibili favoritismi e ottenne l’immunità per sé e i suoi collaboratori. Quando nel 2017 Trump nominò Acosta Segretario del Lavoro, la gestione del caso riemerse. Secondo quanto ricostruito dalla giornalista investigativa Vicky Ward, durante i colloqui con il team di transizione Acosta avrebbe dichiarato di essersi fatto da parte perché Epstein era al di sopra del suo livello di competenza. Gli era stato detto di lasciare perdere perché apparteneva all'Intelligence.
Il 14 luglio 2025 i repubblicani della Camera hanno votato contro un emendamento, proposto dal democratico Rohit Khanna, che avrebbe costretto il DOJ a pubblicare tutti i documenti su Epstein.
Il 16 luglio 2025, rispondendo ai giornalisti alla Joint Base Andrews, Trump ha dichiarato:
Il sospetto che Trump 'non capisca' o cerchi di minimizzare la situazione sorge anche ascoltando l’intervista ad Axios del luglio 2020. Ignorando in modo quasi surreale la gravità delle accuse, Trump ha spiegato e ribadito il suo augurio di “ogni bene” alla trafficante di minori Ghislaine Maxwell:
Resta allora una domanda sospesa: Trump è davvero una vittima del Deep State, o ha tutto l’interesse a mantenere i file Epstein lontani dalla luce per scopi prettamente personali?
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Negli ultimi giorni, Donald Trump appare visibilmente infastidito. Il solo nome di Jeffrey Epstein sembra provocargli un’irritazione che non passa inosservata. Intorno a lui, il sospetto cresce: tra i sostenitori del movimento MAGA serpeggia l’idea di un insabbiamento, forse per proteggere proprio il leader stesso. Sotto pressione, Trump pubblica un post su Truth. Ma il messaggio, invece di chiarire, diviene un boomerang. Elogia l’FBI e il DOJ, proprio mentre sono accusati di aver gestito in modo opaco il caso Epstein. Poi accusa la “sinistra radicale” di non aver diffuso i file, chiedendo:
Perché questi lunatici della sinistra radicale non hanno pubblicato i file Epstein? Se c'era QUALCOSA lì dentro che avrebbe potuto danneggiare il movimento MAGA, perché non l'hanno usato?
Una domanda che tradisce due incongruenze: Trump sa bene che nei file potrebbero comparire anche esponenti democratici, come Bill Clinton, che lui stesso ha più volte accostato all’isola di Epstein e che quindi farebbe cadere l'intero sistema politico. E soprattutto, distanzia semanticamente se stesso da quei documenti, citando solamente un generico “danneggiare il movimento MAGA”, come se temesse di esserne coinvolto direttamente. Ma la confusione aumenta. Nel post, Trump afferma anche che i files sono una fabbricazione dei Democratici, contraddicendo sia la sua base che ne acclamava il loro rilascio, sia la versione della loro inesistenza supportata da FBI e dal Dipartimento di Giustizia, mentre ora ne ammette l’esistenza, seppur in versione contraffatta per mano dei suoi avversari politici.
Le contraddizioni iniziano a essere davvero troppe, e a queste, se ne aggiunge una che riguarda uno dei suoi pilastri difensivi nell'immaginario comune: secondo i suoi sostenitori infatti, fu proprio lui ad allontanare Epstein da Mar-a-Lago, per ragioni morali. Ma le testimonianze raccontano altro. La rottura risalirebbe al 2004, un anno prima delle indagini ufficiali su Epstein, e sarebbe legata a una disputa immobiliare. Un dettaglio che smonta anche l’ultimo tassello del racconto difensivo.
Alle incongruenze si aggiungono le anomalie, come il trattamento di favore riservato ad Epstein dal Procuratore Alexander Acosta, durante il patteggiamento del 2007. Epstein evitò il processo, scontò 13 mesi con incredibili favoritismi e ottenne l’immunità per sé e i suoi collaboratori. Quando nel 2017 Trump nominò Acosta Segretario del Lavoro, la gestione del caso riemerse. Secondo quanto ricostruito dalla giornalista investigativa Vicky Ward, durante i colloqui con il team di transizione Acosta avrebbe dichiarato di essersi fatto da parte perché Epstein era al di sopra del suo livello di competenza. Gli era stato detto di lasciare perdere perché apparteneva all'Intelligence.
Il 14 luglio 2025 i repubblicani della Camera hanno votato contro un emendamento, proposto dal democratico Rohit Khanna, che avrebbe costretto il DOJ a pubblicare tutti i documenti su Epstein.
Il 16 luglio 2025, rispondendo ai giornalisti alla Joint Base Andrews, Trump ha dichiarato:
Non capisco perché il caso Jeffrey Epstein dovrebbe interessare a qualcuno. È roba piuttosto noiosa, è squallido, ma è noioso e non capisco perché continui. Penso che solo le persone cattive, comprese le notizie false, vogliano continuare una cosa del genere
Il sospetto che Trump 'non capisca' o cerchi di minimizzare la situazione sorge anche ascoltando l’intervista ad Axios del luglio 2020. Ignorando in modo quasi surreale la gravità delle accuse, Trump ha spiegato e ribadito il suo augurio di “ogni bene” alla trafficante di minori Ghislaine Maxwell:
Tutto questo riguarda il suo ragazzo che è morto. E' morto in prigione. E' stato ucciso? E' stato un suicidio? Sì lo faccio, le auguro ogni bene
Resta allora una domanda sospesa: Trump è davvero una vittima del Deep State, o ha tutto l’interesse a mantenere i file Epstein lontani dalla luce per scopi prettamente personali?
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🇮🇹 THE REAL DONALD
Mentre in passato Donald Trump poteva vantarsi della fedeltà assoluta del suo elettorato, oggi nel fronte MAGA si aprono crepe vistose. La delusione dei suoi sostenitori, per l'insabbiamento in corso sul caso Epstein, non si placa. Dichiarazioni recenti, come quelle di Nick Fuentes ed Alex Jones, rivelano un profondo malessere all’interno dell'elettorato più radicale.
Per Trump la questione Epstein è una bufala inventata dai Democratici e i Repubblicani si sarebbero fatti ingannare. In realtà, ciò che emerge dimostra che sono state messe in atto azioni per proteggere Trump da ogni coinvolgimento.
Secondo il Senatore Richard J. Durbin, il suo ufficio avrebbe ricevuto informazioni preoccupanti sulla condotta dell'FBI. In una lettera del 18 luglio 2025, Durbin segnala che il Procuratore Bondi avrebbe fatto pressioni per trovare un migliaio di persone che esaminassero 100.000 registri di documentazione del caso Epstein, con l'istruzione di segnalare, e presumibilmente censurare, qualsiasi menzione del nome di Donald Trump.
Questa rivelazione arriva mentre il Presidente Trump ha chiesto a Pam Bondi di produrre testimonianze pertinenti del Gran Giurì, previa approvazione del tribunale. Esperti legali ritengono che un tale approccio non garantirebbe la trasparenza perché potrebbero essere escluse diverse prove correlate. Nonostante le dichiarazioni del DOJ per chiudere il caso Epstein, risulterebbero poi 4000 bonifici e dunque molte possibili piste da seguire per svelare anni di traffico sessuale internazionale di minori.
Il biglietto di auguri inviato da Donald a Jeffrey nel 2003, svelato dal WSJ e negato dal Presidente, sarebbe solo uno dei dettagli compatibili con lo stile di Trump.
Nel 1991 Trump giudicava il concorso “Look of the Year”, organizzato insieme a John Casablancas, la cui agenzia fu poi travolta dalle accuse di sfruttamento di minori. Casablancas, accusato anche di stupro, approfittava dei concorsi per intrattenere relazioni con ragazze giovanissime, che definiva "donne bambine". L'evento vedeva adolescenti dai 14 anni sfilare in costume sotto gli occhi di uomini adulti. A bordo dello yacht “Spirit of New York”, Trump ha partecipato a feste private con giovani modelle, la maggior parte minorenni.
Lo stesso Trump ha raccontato apertamente che, come proprietario di concorsi, entrava nei camerini “per ispezionare” le concorrenti durante i cambi, mentre erano nude, ammettendo che la sua posizione di potere gli permetteva di farlo senza conseguenze.
Diverse ex partecipanti hanno testimoniato situazioni sgradevoli. Tasha Dixon, Miss Arizona 2001, ha dichiarato che non solo Trump entrava nei camerini ma il personale faceva pressione perché le ragazze si avvicinassero a lui per parlargli nonostante si trovassero mezze nude, in stato di vulnerabilità.
Negli anni diverse donne hanno denunciato commenti sessisti di Trump, molestie sessuali fino a vere e proprie aggressioni.
In una registrazione del 2005, emersa durante la campagna presidenziale nel 2016 e confermata dallo stesso protagonista, Trump parla delle libertà che poteva prendersi con le donne, forte della sua celebrità di star e della sua posizione di potere:
Il video, registrato mentre si trovava a bordo di un autobus, contiene dichiarazioni che hanno suscitato indignazione. In pochi secondi mostra la differenza tra il personaggio pubblico ideato per la massa, e il vero Donald Trump
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Mentre in passato Donald Trump poteva vantarsi della fedeltà assoluta del suo elettorato, oggi nel fronte MAGA si aprono crepe vistose. La delusione dei suoi sostenitori, per l'insabbiamento in corso sul caso Epstein, non si placa. Dichiarazioni recenti, come quelle di Nick Fuentes ed Alex Jones, rivelano un profondo malessere all’interno dell'elettorato più radicale.
Per Trump la questione Epstein è una bufala inventata dai Democratici e i Repubblicani si sarebbero fatti ingannare. In realtà, ciò che emerge dimostra che sono state messe in atto azioni per proteggere Trump da ogni coinvolgimento.
Secondo il Senatore Richard J. Durbin, il suo ufficio avrebbe ricevuto informazioni preoccupanti sulla condotta dell'FBI. In una lettera del 18 luglio 2025, Durbin segnala che il Procuratore Bondi avrebbe fatto pressioni per trovare un migliaio di persone che esaminassero 100.000 registri di documentazione del caso Epstein, con l'istruzione di segnalare, e presumibilmente censurare, qualsiasi menzione del nome di Donald Trump.
Questa rivelazione arriva mentre il Presidente Trump ha chiesto a Pam Bondi di produrre testimonianze pertinenti del Gran Giurì, previa approvazione del tribunale. Esperti legali ritengono che un tale approccio non garantirebbe la trasparenza perché potrebbero essere escluse diverse prove correlate. Nonostante le dichiarazioni del DOJ per chiudere il caso Epstein, risulterebbero poi 4000 bonifici e dunque molte possibili piste da seguire per svelare anni di traffico sessuale internazionale di minori.
Il biglietto di auguri inviato da Donald a Jeffrey nel 2003, svelato dal WSJ e negato dal Presidente, sarebbe solo uno dei dettagli compatibili con lo stile di Trump.
Nel 1991 Trump giudicava il concorso “Look of the Year”, organizzato insieme a John Casablancas, la cui agenzia fu poi travolta dalle accuse di sfruttamento di minori. Casablancas, accusato anche di stupro, approfittava dei concorsi per intrattenere relazioni con ragazze giovanissime, che definiva "donne bambine". L'evento vedeva adolescenti dai 14 anni sfilare in costume sotto gli occhi di uomini adulti. A bordo dello yacht “Spirit of New York”, Trump ha partecipato a feste private con giovani modelle, la maggior parte minorenni.
Lo stesso Trump ha raccontato apertamente che, come proprietario di concorsi, entrava nei camerini “per ispezionare” le concorrenti durante i cambi, mentre erano nude, ammettendo che la sua posizione di potere gli permetteva di farlo senza conseguenze.
La cosa più divertente è che prima di uno spettacolo io vado nel backstage E tutte si stanno vestendo, preparando e tutto il resto. Sai, non ci sono uomini da nessuna parte. E mi ha permesso di entrare perché io sono il proprietario del concorso. E quindi lo sto ispezionando. Capisci? Lo sto ispezionando. Come un dottore. E sai, stanno lì senza vestiti. "State tutte bene?" E vedi queste donne dall'aspetto incredibile. Me la cavo in questo modo.
Diverse ex partecipanti hanno testimoniato situazioni sgradevoli. Tasha Dixon, Miss Arizona 2001, ha dichiarato che non solo Trump entrava nei camerini ma il personale faceva pressione perché le ragazze si avvicinassero a lui per parlargli nonostante si trovassero mezze nude, in stato di vulnerabilità.
Negli anni diverse donne hanno denunciato commenti sessisti di Trump, molestie sessuali fino a vere e proprie aggressioni.
In una registrazione del 2005, emersa durante la campagna presidenziale nel 2016 e confermata dallo stesso protagonista, Trump parla delle libertà che poteva prendersi con le donne, forte della sua celebrità di star e della sua posizione di potere:
Muovermi pesantemente su di loro... baciarle senza aspettare... afferrarle per i genitali
Il video, registrato mentre si trovava a bordo di un autobus, contiene dichiarazioni che hanno suscitato indignazione. In pochi secondi mostra la differenza tra il personaggio pubblico ideato per la massa, e il vero Donald Trump
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🇮🇹 WSJ: Trump era stato avvertito già a maggio dal DOJ di comparire numerose volte nei File Epstein
Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, il Dipartimento di Giustizia avrebbe informato Donald Trump che il suo nome compariva più volte nei fascicoli legati a Jeffrey Epstein. La rivelazione risale a maggio 2025, quando il procuratore generale Pam Bondi e il suo vice Todd Blanche avrebbero illustrato al presidente la presenza del suo nome in documenti giudiziari.
I riferimenti, tuttavia, non sarebbero prove di reato, ma citazioni non verificate raccolte durante anni d’indagine. Bondi ha spiegato che nei file figurano centinaia di nomi, molti dei quali mai coinvolti direttamente nelle attività criminali di Epstein.
La notizia ha fatto esplodere la polemica politica. Mentre Trump nega di essere stato informato in modo dettagliato e accusa il WSJ di diffamazione, la Casa Bianca ha bollato l’articolo come “fake news”.
Trump ha persino avviato una causa da 10 miliardi di dollari contro il giornale e Rupert Murdoch, accusandoli di aver orchestrato una campagna denigratoria.
Bondi, intanto, ha bloccato la pubblicazione di ulteriori file, citando la presenza di contenuti sensibili, tra cui immagini di abusi su minori.
I democratici parlano di “copertura orchestrata”, mentre i sostenitori di Trump difendono la decisione di non rilasciare materiali non pertinenti o pericolosi.
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Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, il Dipartimento di Giustizia avrebbe informato Donald Trump che il suo nome compariva più volte nei fascicoli legati a Jeffrey Epstein. La rivelazione risale a maggio 2025, quando il procuratore generale Pam Bondi e il suo vice Todd Blanche avrebbero illustrato al presidente la presenza del suo nome in documenti giudiziari.
I riferimenti, tuttavia, non sarebbero prove di reato, ma citazioni non verificate raccolte durante anni d’indagine. Bondi ha spiegato che nei file figurano centinaia di nomi, molti dei quali mai coinvolti direttamente nelle attività criminali di Epstein.
La notizia ha fatto esplodere la polemica politica. Mentre Trump nega di essere stato informato in modo dettagliato e accusa il WSJ di diffamazione, la Casa Bianca ha bollato l’articolo come “fake news”.
Trump ha persino avviato una causa da 10 miliardi di dollari contro il giornale e Rupert Murdoch, accusandoli di aver orchestrato una campagna denigratoria.
Bondi, intanto, ha bloccato la pubblicazione di ulteriori file, citando la presenza di contenuti sensibili, tra cui immagini di abusi su minori.
I democratici parlano di “copertura orchestrata”, mentre i sostenitori di Trump difendono la decisione di non rilasciare materiali non pertinenti o pericolosi.
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🇮🇹 CASA BLANCAS - The Backstage
Il viaggio di Donald Trump inizia nei locali notturni della New York degli anni ’70 e culmina con l’arrivo alla Casa Bianca. Un’ascesa costruita attraverso un percorso complesso, costellato di alleanze discutibili e amicizie controverse. Oggi, mentre tenta di prendere le distanze da lettere d’auguri dai toni ambigui, il passato racconta un uomo perfettamente inserito nella vita trasgressiva della Grande Mela, costellato di belle donne e divertimento. È in quell’ambiente che negli anni ‘80 Trump conosce John Casablancas, fondatore dell’agenzia Elite. Tra i due nasce un’amicizia e una collaborazione che ruota attorno a modelle giovanissime.
Ma negli anni ‘90 dietro le luci del glamour iniziano ad affiorare pesanti ombre. Accuse di sfruttamento, abusi, traffico di minori coinvolgono i nomi più noti dell’élite della moda: Casablancas, Jean-Luc Brunel, Gérard Marie, Claude Haddad. Un sistema opaco di predatori che, sorprendentemente, si intreccia con il caso del pedofilo Jeffrey Epstein. In questo grande puzzle dello sfruttamento sessuale, Epstein e Maxwell, gli agenti di modelle, i reali e i futuri presidenti sembrano gravitare negli stessi ambienti: feste esclusive, concorsi di bellezza, circoli elitari. Un intreccio torbido tra il mondo della moda e quello del potere. E se il caso Epstein fosse solo la punta di un iceberg molto più vasto?
Minutaggio
00:00:00 Intro
00:01:51 Gli anni '80 e il passato di Trump
00:05:46 L'insicurezza con le donne
00:12:26 Gli anni '90, Casablancas e Look of the Year
00:21:36 Voci di traffico sessuale e pedofilia
00:33:50 Inchieste sui predatori Marie, Brunel, Haddad
00:59:29 Intreccio con il traffico di Jeffrey Epstein
01:05:49 L'impero della moda di Trump
01:11:16 I potenti dietro lo sfruttamento
01:27:52 Trump e gli affari Brasiliani
01:30:54 Le tre mogli di Trump
01:45:30 Trump e il suo legame con Epstein
01:51:16 I dettagli inquietanti
02:15:57 Finale
Altri documentari su Donald Trump
- Il Salvatore dal lato oscuro
- Redemption - L'età dell'oro e del Messia
- Make Mossad Great Again
- Make Mossad Great Again [Vol.2]
- Make Mossad Great Again [Vol.3]
- The Real Donald
Per maggiori dettagli e se vuoi commentare vai all'articolo su Fact.Observer https://fact.observer/casa-blancas-the-backstage/
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Il viaggio di Donald Trump inizia nei locali notturni della New York degli anni ’70 e culmina con l’arrivo alla Casa Bianca. Un’ascesa costruita attraverso un percorso complesso, costellato di alleanze discutibili e amicizie controverse. Oggi, mentre tenta di prendere le distanze da lettere d’auguri dai toni ambigui, il passato racconta un uomo perfettamente inserito nella vita trasgressiva della Grande Mela, costellato di belle donne e divertimento. È in quell’ambiente che negli anni ‘80 Trump conosce John Casablancas, fondatore dell’agenzia Elite. Tra i due nasce un’amicizia e una collaborazione che ruota attorno a modelle giovanissime.
Ma negli anni ‘90 dietro le luci del glamour iniziano ad affiorare pesanti ombre. Accuse di sfruttamento, abusi, traffico di minori coinvolgono i nomi più noti dell’élite della moda: Casablancas, Jean-Luc Brunel, Gérard Marie, Claude Haddad. Un sistema opaco di predatori che, sorprendentemente, si intreccia con il caso del pedofilo Jeffrey Epstein. In questo grande puzzle dello sfruttamento sessuale, Epstein e Maxwell, gli agenti di modelle, i reali e i futuri presidenti sembrano gravitare negli stessi ambienti: feste esclusive, concorsi di bellezza, circoli elitari. Un intreccio torbido tra il mondo della moda e quello del potere. E se il caso Epstein fosse solo la punta di un iceberg molto più vasto?
Minutaggio
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00:01:51 Gli anni '80 e il passato di Trump
00:05:46 L'insicurezza con le donne
00:12:26 Gli anni '90, Casablancas e Look of the Year
00:21:36 Voci di traffico sessuale e pedofilia
00:33:50 Inchieste sui predatori Marie, Brunel, Haddad
00:59:29 Intreccio con il traffico di Jeffrey Epstein
01:05:49 L'impero della moda di Trump
01:11:16 I potenti dietro lo sfruttamento
01:27:52 Trump e gli affari Brasiliani
01:30:54 Le tre mogli di Trump
01:45:30 Trump e il suo legame con Epstein
01:51:16 I dettagli inquietanti
02:15:57 Finale
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🇮🇹 TRUMP-EPSTEIN: COVER-UP UPDATES
1. Il nome di Donald Trump nei documenti Epstein
Secondo quanto confermato da un articolo di Bloomberg, durante una revisione interna della documentazione sui reati sessuali di Epstein, l'FBI ha oscurato il nome di Trump e di altri personaggi di alto profilo. Questa decisione è stata giustificata citando esenzioni del FOIA relative alla privacy, poiché Trump era ancora un cittadino privato nel 2006 quando l’inchiesta è iniziata. Questa censura è avvenuta durante un meticoloso esame, ad opera di circa 1.000 agenti dell’FBI, incaricati di esaminare centinaia di migliaia di documenti. Il nome di Trump dunque appare più volte ma è stato cancellato. Il Procuratore generale Pam Bondi aveva però affermato che tutti i nomi sarebbero stati divulgati, non sarebbero state ammesse deroghe per mantenere privato il proprio nome, ad eccezione di minori, vittime o imputati collaboratori.
2. Ghislaine Maxwell trasferimento di favore
Ghislaine Maxwell, socia di Epstein e condannata per traffico di minori, è stata trasferita in un carcere federale di lusso in Texas, una struttura di minima sicurezza, sollevando dubbi su possibili favoritismi non compatibili con la gravità di crimini contro minori e sulle reali motivazioni di questo trattamento di favore.
3. Epstein "rubava" persone dalla Spa di Trump
Trump ha risposto a recenti domande dei giornalisti, a bordo dell'Air Force One, confermando che Epstein "rubava" personale dallo staff della sua SPA di Mar‑a‑Lago. Una volta accortosi che il comportamento veniva ripetuto, Trump decise di allontanare Epstein. Stando alle sue parole, anche Virginia Giuffre, vittima della tratta del noto pedofilo, era fra queste persone "rubate". La famiglia di Virginia Giuffre si è mostrata comprensibilmente scossa dal fatto che Trump si sia riferito a Virginia come ad un oggetto.
Nel 2000 dunque Trump sapeva che Epstein "rubava" persone, ragazze minorenni dalla sua Spa. Ma nel 2002 Trump ancora descriveva Epstein come un ragazzo fantastico, molto divertente, a cui piacevano le belle donne e giovani.
4. Dichiarazioni di Michael Wolff
Lo scrittore e biografo di Trump Michael Wolff ha riferito che Trump, parlando con una persona a lui vicina, si sarebbe difeso dalle voci di aver ucciso Epstein. Trump avrebbe dichiarato di non averlo fatto uccidere, riconoscendo però che molti lo volevano morto.
Il fatto di sapere che altri lo volessero morto suggerisce che Trump sia consapevole che Epstein conosceva troppi segreti scomodi.
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1. Il nome di Donald Trump nei documenti Epstein
Secondo quanto confermato da un articolo di Bloomberg, durante una revisione interna della documentazione sui reati sessuali di Epstein, l'FBI ha oscurato il nome di Trump e di altri personaggi di alto profilo. Questa decisione è stata giustificata citando esenzioni del FOIA relative alla privacy, poiché Trump era ancora un cittadino privato nel 2006 quando l’inchiesta è iniziata. Questa censura è avvenuta durante un meticoloso esame, ad opera di circa 1.000 agenti dell’FBI, incaricati di esaminare centinaia di migliaia di documenti. Il nome di Trump dunque appare più volte ma è stato cancellato. Il Procuratore generale Pam Bondi aveva però affermato che tutti i nomi sarebbero stati divulgati, non sarebbero state ammesse deroghe per mantenere privato il proprio nome, ad eccezione di minori, vittime o imputati collaboratori.
2. Ghislaine Maxwell trasferimento di favore
Ghislaine Maxwell, socia di Epstein e condannata per traffico di minori, è stata trasferita in un carcere federale di lusso in Texas, una struttura di minima sicurezza, sollevando dubbi su possibili favoritismi non compatibili con la gravità di crimini contro minori e sulle reali motivazioni di questo trattamento di favore.
3. Epstein "rubava" persone dalla Spa di Trump
Trump ha risposto a recenti domande dei giornalisti, a bordo dell'Air Force One, confermando che Epstein "rubava" personale dallo staff della sua SPA di Mar‑a‑Lago. Una volta accortosi che il comportamento veniva ripetuto, Trump decise di allontanare Epstein. Stando alle sue parole, anche Virginia Giuffre, vittima della tratta del noto pedofilo, era fra queste persone "rubate". La famiglia di Virginia Giuffre si è mostrata comprensibilmente scossa dal fatto che Trump si sia riferito a Virginia come ad un oggetto.
Nel 2000 dunque Trump sapeva che Epstein "rubava" persone, ragazze minorenni dalla sua Spa. Ma nel 2002 Trump ancora descriveva Epstein come un ragazzo fantastico, molto divertente, a cui piacevano le belle donne e giovani.
4. Dichiarazioni di Michael Wolff
Lo scrittore e biografo di Trump Michael Wolff ha riferito che Trump, parlando con una persona a lui vicina, si sarebbe difeso dalle voci di aver ucciso Epstein. Trump avrebbe dichiarato di non averlo fatto uccidere, riconoscendo però che molti lo volevano morto.
Il fatto di sapere che altri lo volessero morto suggerisce che Trump sia consapevole che Epstein conosceva troppi segreti scomodi.
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🇮🇹 STABLECOIN - Il cavallo di Troia della nuova prigione digitale
La ricercatrice e giornalista investigativa Whitney Webb e Mark Goodwin, caporedattore di Bitcoin Magazine e autore di Bitcoin Dollar, lanciano un allarme chiaro: la crescente adozione di stablecoin non rappresenta un progresso, ma una minaccia alla libertà finanziaria.
Sebbene presentate come uno strumento di stabilità e comodità, le stablecoin sono di fatto guinzagli digitali in cui ogni transazione è tracciabile, ogni saldo è programmabile, ogni conto è vulnerabile alla censura.
Figure di spicco come Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, e la senatrice Elizabeth Warren si sono espressi per un divieto totale delle criptovalute. Questo perché le banche commerciali vorrebbero essere le uniche ad emettere “dollari digitali” sotto forma di stablecoin, mantenendo così il potere di sorvegliare e programmare il denaro.
Le stablecoin, pur non essendo CBDC (Central Bank Digital Currencies), sono programmabili e controllabili allo stesso modo, con un aspetto ancora più inquietante: invece di affidarsi al governo, ci si affida a un’azienda privata, spesso priva di vincoli costituzionali. Il potere di limitare e sequestrare i fondi rimane identico, solo che passa ad entità private.
L’adozione di massa delle stablecoin permetterebbe a banche e governi di riscrivere le regole del sistema finanziario, arrogandosi la possibilità di decidere chi può accedere, cosa può comprare e quando.
La presunta stabilità viene ancorata al dollaro, il cui potere d’acquisto è tutt’altro che stabile ed è eroso costantemente dall’inflazione. Inoltre, queste monete digitali sono legate a riserve detenute da banche private: se la banca fallisce o l’emittente viene citato in giudizio, i fondi potrebbero svanire.
Il Genius Act impone che le stablecoin siano garantite da debito pubblico statunitense. Per poter emettere dollari digitali, i tecnologi dovranno finanziare il debito del governo, rafforzandone la posizione e centralizzandone il potere.
Le tre grandi minacce delle stablecoin, identiche a quelle delle CBDC, sono dunque:
1) programmabilità: possibilità di limitare dove, quando e come spendere i propri soldi. Come per le CBDC, possono essere imposte restrizioni, ad esempio bloccare acquisti di carburante se esaurita la quota CO2.
2) sequestrabilità: la facoltà di congelare o sottrarre fondi a discrezione dell’emittente, basandosi su comportamenti ritenuti "non conformi".
3) sorveglianza: ogni operazione su blockchain pubblica è visibile a chiunque, offrendo alle agenzie di intelligence un accesso illimitato e senza mandato alla cronologia delle transazioni
Le stablecoin private non offrono le tutele legali di una valuta statale e rendono pubblici i dati transazionali a livello globale. La blockchain è un registro pubblico, aperto, accessibile a chiunque. Entità di Intelligence, che oggi sono sempre più spesso private, potranno ottenere una sorveglianza illimitata e senza mandato su chiunque usi stablecoin su blockchain, perché ogni transazione è pubblica. In questo senso la situazione sarà peggiore rispetto alle CBDC perché non sarà solo il governo ad avere accesso ai dati, ma entità private che non offrono tutele. Questo, unito alla potenza analitica di aziende come Palantir, crea una piastra di Petri per la sorveglianza di massa globale.
Le stesse istituzioni che un tempo demonizzavano le criptovalute le stanno ora ricreando a loro immagine e somiglianza: strumenti chiusi, controllati e sorvegliabili. Dietro il marketing accattivante di denaro digitale stabile si nasconde la stessa trappola di sempre: denaro che può scadere, che può essere congelato o negato, il cui utilizzo dipende dalla conformità alle regole imposte. Come avvertono Webb e Goodwin, la maggior parte delle persone si accorgerà di ciò che ha perso solo quando sarà troppo tardi.
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La ricercatrice e giornalista investigativa Whitney Webb e Mark Goodwin, caporedattore di Bitcoin Magazine e autore di Bitcoin Dollar, lanciano un allarme chiaro: la crescente adozione di stablecoin non rappresenta un progresso, ma una minaccia alla libertà finanziaria.
Sebbene presentate come uno strumento di stabilità e comodità, le stablecoin sono di fatto guinzagli digitali in cui ogni transazione è tracciabile, ogni saldo è programmabile, ogni conto è vulnerabile alla censura.
Figure di spicco come Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, e la senatrice Elizabeth Warren si sono espressi per un divieto totale delle criptovalute. Questo perché le banche commerciali vorrebbero essere le uniche ad emettere “dollari digitali” sotto forma di stablecoin, mantenendo così il potere di sorvegliare e programmare il denaro.
Le stablecoin, pur non essendo CBDC (Central Bank Digital Currencies), sono programmabili e controllabili allo stesso modo, con un aspetto ancora più inquietante: invece di affidarsi al governo, ci si affida a un’azienda privata, spesso priva di vincoli costituzionali. Il potere di limitare e sequestrare i fondi rimane identico, solo che passa ad entità private.
L’adozione di massa delle stablecoin permetterebbe a banche e governi di riscrivere le regole del sistema finanziario, arrogandosi la possibilità di decidere chi può accedere, cosa può comprare e quando.
La presunta stabilità viene ancorata al dollaro, il cui potere d’acquisto è tutt’altro che stabile ed è eroso costantemente dall’inflazione. Inoltre, queste monete digitali sono legate a riserve detenute da banche private: se la banca fallisce o l’emittente viene citato in giudizio, i fondi potrebbero svanire.
Il Genius Act impone che le stablecoin siano garantite da debito pubblico statunitense. Per poter emettere dollari digitali, i tecnologi dovranno finanziare il debito del governo, rafforzandone la posizione e centralizzandone il potere.
Le tre grandi minacce delle stablecoin, identiche a quelle delle CBDC, sono dunque:
1) programmabilità: possibilità di limitare dove, quando e come spendere i propri soldi. Come per le CBDC, possono essere imposte restrizioni, ad esempio bloccare acquisti di carburante se esaurita la quota CO2.
2) sequestrabilità: la facoltà di congelare o sottrarre fondi a discrezione dell’emittente, basandosi su comportamenti ritenuti "non conformi".
3) sorveglianza: ogni operazione su blockchain pubblica è visibile a chiunque, offrendo alle agenzie di intelligence un accesso illimitato e senza mandato alla cronologia delle transazioni
Le stablecoin private non offrono le tutele legali di una valuta statale e rendono pubblici i dati transazionali a livello globale. La blockchain è un registro pubblico, aperto, accessibile a chiunque. Entità di Intelligence, che oggi sono sempre più spesso private, potranno ottenere una sorveglianza illimitata e senza mandato su chiunque usi stablecoin su blockchain, perché ogni transazione è pubblica. In questo senso la situazione sarà peggiore rispetto alle CBDC perché non sarà solo il governo ad avere accesso ai dati, ma entità private che non offrono tutele. Questo, unito alla potenza analitica di aziende come Palantir, crea una piastra di Petri per la sorveglianza di massa globale.
Le stesse istituzioni che un tempo demonizzavano le criptovalute le stanno ora ricreando a loro immagine e somiglianza: strumenti chiusi, controllati e sorvegliabili. Dietro il marketing accattivante di denaro digitale stabile si nasconde la stessa trappola di sempre: denaro che può scadere, che può essere congelato o negato, il cui utilizzo dipende dalla conformità alle regole imposte. Come avvertono Webb e Goodwin, la maggior parte delle persone si accorgerà di ciò che ha perso solo quando sarà troppo tardi.
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🇮🇹 LO STATO AGENTICO
24 lug 2025 - The Corbett Report si addentra in un whitepaper sullo "Stato Agentico", una guida del 'Global Government Technology Centre', un centro del World Economic Forum (WEF), per la trasformazione della pubblica amministrazione attraverso l'introduzione dell'Agentic AI.
James Corbett ne parla con il ricercatore svedese Jacob Nordangård, autore con un dottorato di ricerca in Tecnologia e Cambiamento Sociale, Master in Scienze Sociali e specializzazione in Cultura e produzione mediatica. Nordangård, autore del substack "Benvenuti nel vostro incubo: l'esternalizzazione dello stato agentico", spiega che il Global Government Technology Centre (GGTC) fa parte del WEF. Il centro, inaugurato a Berlino, si occupa in particolare di 'GovTech', dell'applicazione della tecnologia per migliorare i servizi e aiutare il governo.
La GovTech, come la Quarta Rivoluzione Industriale, trasformerà radicalmente i governi negli anni a venire. Viene preso in esame un documento, pubblicato a maggio 2025, intitolato appunto: “Lo Stato Agentico - Come l'intelligenza artificiale agentica rinnoverà 10 livelli funzionali della pubblica amministrazione”.
Lo "Stato Agentico" rappresenta un'evoluzione in senso tecnocratico della governance, in cui i sistemi AI saranno in grado di percepire, reagire, ragionare e decidere, riducendo al minimo l’intervento degli esseri umani. I tecnocrati si preparano ad automatizzare ed affinare tramite IA la gestione del bestiame, per consolidare il proprio potere.
Il whitepaper descrive 10 livelli funzionali. Due categorie specifiche "Risposta e resilienza alle crisi" e "Conformità e segnalazione" destano una certa preoccupazione.
In scenari di "poli-crisi", come pandemie, disastri climatici, disinformazione dannosa, si attiverebbe una risposta iper-consapevole orchestrata dall'IA. In pratica sarebbero gli algoritmi a decidere come gestire le emergenze.
Ciò che viene proposto è anche un'infrastruttura di simulazione, con la capacità di predire eventi futuri. Tutto verrebbe analizzato e simulato algoritmicamente, metodica che ricorda il progetto DARPA "Sentient World Simulation" che mirava a riprodurre il comportamento di intere società e creare un doppio digitale di ogni persona.
Dal 2025 la 'Gerarchia', i veri detentori del potere, dovrebbe iniziare ad 'esternalizzarsi', diventando più visibile. E l'AI sarà il meccanismo attraverso il quale questa Gerarchia imporrà il suo dominio nel nuovo ordine mondiale. Gli algoritmi AI determineranno l'obbedienza e la conformità alle regole. L'uso di "feedback" e persino il rilevamento delle emozioni nelle interazioni digitali diventeranno input per il perfezionamento delle politiche guidate dagli agenti AI.
I veri attori ai vertici desiderano questo tipo di sistema per consolidare il proprio potere e la schiavitù del genere umano.
In chiusura, la discussione lascia comunque agli ascoltatori una nota di speranza: l'AI, priva di intelligenza "divina", secondo Nordangård fallirà. Nel grande sistema dell'universo l'umanità non può essere completamente sopraffatta.
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24 lug 2025 - The Corbett Report si addentra in un whitepaper sullo "Stato Agentico", una guida del 'Global Government Technology Centre', un centro del World Economic Forum (WEF), per la trasformazione della pubblica amministrazione attraverso l'introduzione dell'Agentic AI.
James Corbett ne parla con il ricercatore svedese Jacob Nordangård, autore con un dottorato di ricerca in Tecnologia e Cambiamento Sociale, Master in Scienze Sociali e specializzazione in Cultura e produzione mediatica. Nordangård, autore del substack "Benvenuti nel vostro incubo: l'esternalizzazione dello stato agentico", spiega che il Global Government Technology Centre (GGTC) fa parte del WEF. Il centro, inaugurato a Berlino, si occupa in particolare di 'GovTech', dell'applicazione della tecnologia per migliorare i servizi e aiutare il governo.
La GovTech, come la Quarta Rivoluzione Industriale, trasformerà radicalmente i governi negli anni a venire. Viene preso in esame un documento, pubblicato a maggio 2025, intitolato appunto: “Lo Stato Agentico - Come l'intelligenza artificiale agentica rinnoverà 10 livelli funzionali della pubblica amministrazione”.
Lo "Stato Agentico" rappresenta un'evoluzione in senso tecnocratico della governance, in cui i sistemi AI saranno in grado di percepire, reagire, ragionare e decidere, riducendo al minimo l’intervento degli esseri umani. I tecnocrati si preparano ad automatizzare ed affinare tramite IA la gestione del bestiame, per consolidare il proprio potere.
Il whitepaper descrive 10 livelli funzionali. Due categorie specifiche "Risposta e resilienza alle crisi" e "Conformità e segnalazione" destano una certa preoccupazione.
In scenari di "poli-crisi", come pandemie, disastri climatici, disinformazione dannosa, si attiverebbe una risposta iper-consapevole orchestrata dall'IA. In pratica sarebbero gli algoritmi a decidere come gestire le emergenze.
Ciò che viene proposto è anche un'infrastruttura di simulazione, con la capacità di predire eventi futuri. Tutto verrebbe analizzato e simulato algoritmicamente, metodica che ricorda il progetto DARPA "Sentient World Simulation" che mirava a riprodurre il comportamento di intere società e creare un doppio digitale di ogni persona.
Dal 2025 la 'Gerarchia', i veri detentori del potere, dovrebbe iniziare ad 'esternalizzarsi', diventando più visibile. E l'AI sarà il meccanismo attraverso il quale questa Gerarchia imporrà il suo dominio nel nuovo ordine mondiale. Gli algoritmi AI determineranno l'obbedienza e la conformità alle regole. L'uso di "feedback" e persino il rilevamento delle emozioni nelle interazioni digitali diventeranno input per il perfezionamento delle politiche guidate dagli agenti AI.
I veri attori ai vertici desiderano questo tipo di sistema per consolidare il proprio potere e la schiavitù del genere umano.
In chiusura, la discussione lascia comunque agli ascoltatori una nota di speranza: l'AI, priva di intelligenza "divina", secondo Nordangård fallirà. Nel grande sistema dell'universo l'umanità non può essere completamente sopraffatta.
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🇮🇹 BILL GATES: Con il Presidente Trump parliamo di innovazione per curare o eradicare alcune malattie
Il 4 settembre 2025 il Presidente Trump ha ospitato una cena alla White House State Dining Room con decine di leader del settore tecnologico e dell’IA, inclusi Bill Gates, Mark Zuckerberg (Meta), Tim Cook (Apple), Sundar Pichai (Google), Sam Altman (OpenAI), Satya Nadella (Microsoft), Sergey Brin (Google), Safra Catz (Oracle) e altri dirigenti influenti, per promuovere investimenti tech nel contesto dell’AI Education Task Force.
La cena ha fatto seguito a un evento istituzionale legato all' Artificial Intelligence Education Task Force, presieduta dalla First Lady Melania Trump, a cui hanno partecipato molti dei CEO.
Trump ha invitato Gates come leader tecnologico influente e potenziale investitore nel paese, come dimostrato dai suoi commenti sull'innovazione sanitaria e manifatturiera.
Gates è stato posto accanto alla First Lady, segno di rilievo e rispetto nei confronti della sua figura.
Il suo invito appare legato sia al suo ruolo nella filantropia e tecnologia avanzata, sia alla sua capacità di dirigere investimenti significativi e sostenere iniziative chiave in AI e salute.
Gli obiettivi dichiarati:
• Promuovere investimenti tecnologici e infrastrutturali negli Stati Uniti.
• Riconoscere e favorire una linea politica pro-business e pro-innovazione, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale.
• Sottolineare il ruolo strategico degli investitori tecnologici nella leadership futura del Paese
Le parole di Bill Gates alla cena:
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Il 4 settembre 2025 il Presidente Trump ha ospitato una cena alla White House State Dining Room con decine di leader del settore tecnologico e dell’IA, inclusi Bill Gates, Mark Zuckerberg (Meta), Tim Cook (Apple), Sundar Pichai (Google), Sam Altman (OpenAI), Satya Nadella (Microsoft), Sergey Brin (Google), Safra Catz (Oracle) e altri dirigenti influenti, per promuovere investimenti tech nel contesto dell’AI Education Task Force.
La cena ha fatto seguito a un evento istituzionale legato all' Artificial Intelligence Education Task Force, presieduta dalla First Lady Melania Trump, a cui hanno partecipato molti dei CEO.
Trump ha invitato Gates come leader tecnologico influente e potenziale investitore nel paese, come dimostrato dai suoi commenti sull'innovazione sanitaria e manifatturiera.
Gates è stato posto accanto alla First Lady, segno di rilievo e rispetto nei confronti della sua figura.
Il suo invito appare legato sia al suo ruolo nella filantropia e tecnologia avanzata, sia alla sua capacità di dirigere investimenti significativi e sostenere iniziative chiave in AI e salute.
Gli obiettivi dichiarati:
• Promuovere investimenti tecnologici e infrastrutturali negli Stati Uniti.
• Riconoscere e favorire una linea politica pro-business e pro-innovazione, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale.
• Sottolineare il ruolo strategico degli investitori tecnologici nella leadership futura del Paese
Le parole di Bill Gates alla cena:
La cosa che lega la mia prima carriera, a cui dedico tempo perché l'IA è fenomenale, e la mia seconda carriera, è l 'innovazione, soprattutto in ambito sanitario, come vaccini o editing genetico.
Con il Presidente parliamo di portare l'innovazione americana a livello successivo per curare o eradicare alcune malattie.
Ha menzionato la polio, a cui siamo vicini. Non servono nuove scoperte scientifiche per quella. Per HIV e anemia falciforme servono, ma gli Stati Uniti hanno le basi per fare qualcosa di fantastico come Warp Speed.
Per noi l'IA significa un medico per tutti, un accesso facilitato alle cure mediche.
In Africa vogliamo che gli agricoltori abbiano ottimi consigli per migliorare i raccolti e che i bambini possano imparare accedendo a risorse educative di qualità.
Il lavoro di queste persone sta cambiando il mondo velocemente, aprendo nuove opportunità.
È fantastico riunirci per discutere come gli Stati Uniti possano guidare questo settore chiave, applicandolo ai più poveri e ai nostri cittadini.
Grazie per la vostra leadership, anche per aver creato questo gruppo.
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🎤🎧🇮🇹 𝗠𝗿.𝗚𝗹𝗼𝗯@𝗟 - Trump the Plan! (𝗢𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗩𝗶𝗱𝗲𝗼)
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Testo:⬇️
Direttamente dalle stanze del Nuovo Ordine Mondiale
Operazione Q-Anon
PSYOP controllata!
Tecnocrati al potere… Stato Agentico...
Intelligenza Artificiale… Palantir… Smart Grid...
Ma come non lo vedi? Non ci vuole mica Einstein
sotto il naso ti insabbio l'intero caso Epstein!
La lista non esiste: una Teoria del Complotto
il mio nome come la polvere nel tappeto finisce sotto!
Per rimuoverlo mille addetti all'FBI
un'operazione certosina alla Magnum P.I.!
Libertà finanziaria con le StableCoin
te le spegniamo da remoto: "INSERT COIN"!
Da Palantir alla "Mafia di PayPal"
questi son veri amici altro che i pro-pal
A Gaza c'è un genocidio l'ho letto su Yahoo
commissionato "dall'Eroe di Guerra" Netanyahu
L'osservo da lontano non sai quanto mi gasa
avere un attico di pregio vista Riviera a Gaza!
Il mio attentato a Butler? Un Fake ridicolo
dall'orecchio alle labbra di ketchup un rivolo!
Ordini esecutivi… Operazione Warp Speed...
Non crederai a Vax Daddy che rinnega i sieri Covid?
Sono il Padre del Vaccino ma mi acclami lo stesso
urlavi Norimberga pensa tu che fesso!
Il numero della Bestia? 13887…
quell'ordine esecutivo fa gridar vendette!
Q-Anon è una operazione psicologica
per farvi rimanere tutti sul divano con i Popcorn...
Tecnocrati al potere con la "Mafia di Paypal"!
Fate largo arriva il King della scacchiera
Un arrocco e mi prendo Gaza con la sua Riviera!
Nessun problema:dalla mia ho i Q-Anon
basta dirgli che "a Fauci nessun pardon"!
Con Bibi spianiamo la venuta del Messia
ora il Terzo Tempio non è piu' una profezia!
Menachem Mendel Schneerson della "setta" Lubavitch
è il mio Rebbe preferito e io sono la sua Bitch!
Ricordi? Il vaccino sicuro ed efficace!
Non osare criticarmi non ne sei capace!
Fidati del Piano ci sono i Cappelli Bianchi
ma una controllatina la darei ai tuoi globuli bianchi
L'Ultima Cena: la Silicon Valley alla mia tavola
tra Bill Gates, editing genetico e vino da favola
L'asse patriota Washington,Mosca, Pechino?
Quante stronzate! Non ci crederebbe manco un bambino!
Voglio il Nobel e la Pace sul pianeta Terra!
Il Pentagono ora è "il Dipartimento della Guerra"!
SION è minacciato volo a bombardare
per gli Eletti in Iran ho rischiato il nucleare
Stile mafioso: come Padrino ci so davvero fare
i dazi sono un'offerta che non puoi proprio rifiutare!
Ti ricordi che bei tempi Jeffrey?
Quante ne abbiamo combinate!
Eravamo grandi amici
e ti scrivevo che…
"Deve esserci di più nella vita che avere tutto..."
Caro amico Jeffrey scusami per il tuo lutto!
"Gli enigmi non invecchiano mai, notato?"
Beato te, dalla giustizia terrena ti sei salvato!
"Che ogni giorno sia un altro meraviglioso segreto..."
Buon compleanno Jeffrey!Insabbierò tutto per decreto!
Q-Anon è una operazione psicologica
per farvi rimanere tutti sul divano con i Popcorn...
Tecnocrati al potere con la "Mafia di Paypal"!
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Ricostruzione video generata in base alle dichiarazioni rilasciate da Michael Wolff, giornalista ed ex biografo di Donald Trump, in cui afferma che nel 2019 Jeffrey Epstein gli mostrò personalmente una dozzina di fotografie, tra cui quelle di Donald Trump in compagnia di giovani donne a seno nudo. In una delle foto le ragazze ridono e indicano una strana macchia sui suoi pantaloni. Queste foto risalgono alla fine degli anni '90 e sono state scattate nella lussuosa residenza di Epstein a Palm Beach
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