Evoluzionari ~ Realtà Parallela
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Se rivoluzionario è colui che contrasta un sistema,
Evoluzionario è chi s'impegna per migliorarlo, dove può, come può, lì dove si trova,
esattamente la nostra Umana missione comune, giusto?
..verso maggiore Coscienza, Verità, Libertà, Bellezza
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In diretta dal porto di Trieste

Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sfollano violentemente i pacifici operai scioperanti con manganellate, idranti e lacrimogeni:
https://www.facebook.com/localteamtv/videos/462584385079016

Hanno attaccato a tradimento violando gli accordi secondo cui potevano procedere fino al 20, anche secondo lo sciopero indetto dalla FISI!

Mostriamo i video al mondo intero e procediamo con denunce internazionali!

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Trieste stasera.

Guardate invece qui ciò che mostrano di quella piazza in diretta live ingannando!

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RICORDIAMO ANCORA DI STARE TUTTI FERMI
🚫NESSUNO VADA A LAVORARE!

"SONO LORO, IL SISTEMA" CHE HANNO MOLTO BISOGNO DI NOI AL LAVORO❗️

NON SCIVOLATE NELLE "LORO" (DEL SISTEMA) BASSE FREQUENZE, PROVOCAZIONI, TRAPPOLE E VIOLENZE,
PERCHÉ LÌ VINCONO!🤷‍♂️

RESTIAMO ATTIVI SULLE NOSTRE FREQUENZE ELEVATE,
SU CUI STIAMO CREANDO IL NOSTRO AMOREVOLE FUTURO,
LA NOSTRA UMANA REALTÀ PARALLELA
,
PERCHÉ È QUI CHE VINCIAMO NOI💫

LORO STANNO PERDENDO DEFINITIVAMENTE OGNI GIORNO ADERENTI,
E LA CRESCITA DI COSCIENZA NON TORNA INDIETRO,
RESTIAMO CENTRATI SU AMORE, VERITÀ E GIUSTIZIA!

Ricordatevi Gandhi e di attuare ciò che scrivemmo 6 giorni fa,
è molto importante!:
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Al porto di Genova agenti di Polizia portano la colazione ai manifestanti e gli dicono: “tenete duro”❣️

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COMUNICATO DEL "COORDINAMENTO 15 OTTOBRE"

Trieste 19 ottobre 2021

In data odierna si è costituito il COORDINAMENTO 15 OTTOBRE, composto da: Dario Giacomini, Eva Genzo, Roberto Perga, Stefano Puzzer e Matteo Schiavon.
Il COORDINAMENTO INVITA tutti i Cittadini, le Associazioni ed i Movimenti, senza distinzione di categoria, a riconoscersi in questa battaglia democratica per la LIBERTA’ contro il GREEN PASS e L’OBBLIGO VACCINALE e a SOSTENERE con i propri membri il Coordinamento 15 Ottobre.
Da Trieste sollecitiamo TUTTE LE PIAZZA D’ITALIA A MANIFESTARE PACIFICAMENTE affinché si senta forte la voce delle nostre richieste contro la .profonda la divisione sociale che questi provvedimenti normativi e la loro applicazione hanno innescato.
Auspichiamo che l’incontro di sabato con i rappresentanti del Governo vada al cuore del problema.
Per la giornata di sabato 23 invitiamo tutti gli Italiani ad animare pacificamente e serenamente le proprie Piazze dotandole di maxischermi dove saranno trasmessi gli esiti della riunione tra il Coordinamento 15 ottobre e i rappresentanti del Governo.
Nel frattempo invitamo tutte le persone che credono nella causa a manifestare nelle proprie città.
Chi è già in viaggio sarà il benvenuto a Trieste fermo restando che allo stato attuale non siamo in grado di garantire supporto logistico per la notte di oggi e le notti future.
Ci vediamo sabato nelle Vostre piazze!!!

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Trieste, 21 ottobre 2021
Coordinamento 15 ottobre: annullamento delle manifestazioni del 22 e 23 ottobre a Trieste.
Comunicato n° 3/2021
In nome del senso di responsabilità che ha contraddistinto ogni iniziativa contro il green pass e l’obbligo vaccinale attuata finora, il Coordinamento 15 ottobre ha deciso di annullare il corteo ed il raduno in programma rispettivamente per venerdì 22 e sabato 23 ottobre a Trieste.
Dopo aver ottenuto l’autorizzazione da parte della Questura per entrambi gli eventi, il Coordinamento ha infatti ricevuto nel corso della giornata odierna ripetute, verificate e preoccupanti segnalazioni riguardanti l’arrivo in città di persone e gruppi a noi ignoti, anche da altre nazioni europee, determinati a commettere atti di violenza in un contesto che potrebbe prestarsi al riproporsi di una nuova strategia della tensione e degli opposti estremismi.
In un momento molto delicato per la città triestina, anche a seguito dei gravissimi fatti avvenuti lunedì 18 ottobre al Molo VII ai danni di persone inermi, il Coordinamento ritiene infatti sia indispensabile garantire la massima sicurezza ai tanti cittadini che vogliono esprimere il loro civile e pacifico dissenso al green pass e all’obbligo vaccinale.
L’annullamento è stato deciso anche per far sì che non venga compromesso in alcun modo l’incontro di sabato con la delegazione governativa.
Ogni cittadino italiano, associazione e movimento si senta libero di continuare a manifestare il proprio dissenso in maniera pacifica nelle proprie piazze.
Stefano Puzzer vi chiede di rimanere nelle vostre città e si impegna personalmente, sin da domenica, a portare a conoscenza di tutti l’esito dell’incontro con il Governo.
Sulla base di tale incontro verranno decise eventuali nuove iniziative.

Per quanto riguarda in particolare Trieste e le persone che ugualmente vi convergeranno spontaneamente il Coordinamento tiene a ribadire che:
- ribadiamo il nostro personale impegno per far sì che tutto si svolga in modo pacifico;
- ci dissociamo fin d’ora, con forza, da qualsiasi episodio violento dovesse accadere;
- confidiamo nella capacità di tutte le forze dell’ordine di saper isolare gli elementi pericolosi.

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Questa interrogazione presentata in Senato il 19 ottobre, dimostra che il ministero della salute (?!?) era a conoscenza dell’efficacia delle terapie domiciliari precoci e le ha colpevolmente ignorate, continuando a sostenere lo scellerato protocollo della vigile attesa e del paracetamolo per abbassare la febbre.
Ora si cominciano a contare i morti che si sarebbero potuti salvare!

Senato della Repubblica Italiana, legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02869 del 19 ottobre 2021 seduta 368

Eccolo:
GRANATO , CRUCIOLI , ANGRISANI , PARAGONE , LANNUTTI , GIANNUZZI - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
alcune inchieste giornalistiche di Angela Camuso per la trasmissione "Fuori dal coro", su "Rete 4", andate in onda a partire dal 19 gennaio 2021, hanno evidenziato come, a partire dal mese di aprile 2020 (dunque, poco tempo dopo l'inizio della pandemia da Sars-CoV-2) il Ministero della salute sia stato adeguatamente informato sull'esistenza di evidenze cliniche che dimostravano come ottenere, attraverso un uso combinato di farmaci del prontuario, una pronta guarigione dall'infezione (tra i medici italiani, vi sono: il professor Luigi Cavanna, il professo Alessandro Capucci, la primaria dell'ospedale di Pisa professoressa Roberta Ricciardi, il farmacologo Piero Sestili, il primario infettivologo Pierluigi Garavelli, la primaria Paola Varese, il cardiologo Paolo Salvucci, l'anestesista Matteo Ciuffrida, lo pneumologo Roberto Rossi, oltre a numerosissimi altri medici internisti e medici di base);
il protocollo ministeriale emanato in data successiva a questi appelli (novembre 2020) indicava ancora ai medici di base di non somministrare alcun farmaco ai malati di COVID-19, anche se sintomatici, nell'arco delle prime 72 ore dall'insorgenza dei sintomi, tranne il paracetamolo, e anche il successivo protocollo (attualmente in vigore ed emanato ad aprile 2021) associava al paracetamolo soltanto i "fans" (antinfiammatori comuni) nelle prime 72 ore dai sintomi;
il mix di farmaci somministrati precocemente, invece, agiva sulla sintomatologia e, dunque, preveniva o depotenziava i possibili effetti letali del virus, in linea con quanto fatto da sempre, fino al mese di febbraio 2020, dai medici di base in caso di influenza ed in linea con i principi cardine dell'infettivologia;
valutato che:
il Ministero e le altre autorità sanitarie pubbliche non potevano, dunque, non essere a conoscenza dell'esistenza e dell'efficacia di tali approcci terapeutici, facilmente applicabili e in grado di ridurre velocemente e drasticamente la letalità del virus che, in Italia, ha fatto registrare nella "seconda ondata" (autunno 2020) uno dei tassi di letalità più alti del mondo (3,5 su 100 soggetti malati di COVID-19);
fin dalla primavera 2020, difatti, erano stati inviati a Ministero, AIFA e CTS diversi appelli e segnalazioni da parte di diversi gruppi di medici che, iniziando a curare precocemente i malati di COVID-19, andavano scambiandosi man mano esperienze cliniche e si costituivano in associazioni. Ognuno di questi gruppi, autonomamente, era arrivato alle medesime conclusioni rispetto all'approccio terapeutico corretto in grado di contrastare l'infezione, basato sulla consapevolezza dell'assoluta necessità di un intervento farmacologico tempestivo e di un monitoraggio costante delle condizioni del paziente, sia attraverso visite a domicilio sia attraverso la telemedicina, onde contrastare un aggravamento irreversibile delle condizioni di salute;
continua qui...
...continua:
nonostante l'autorevolezza delle fonti da cui provenivano tali indicazioni non si è ritenuta neppure opportuna un'azione di verifica di quanto stava emergendo a livello clinico. Oggi, i risultati di guarigione di tale approccio di cura precoce sono straordinari: i malati di COVID-19, se trattati precocemente, anche in fasce ad alto rischio e con sintomatologia rilevante, guariscono in una percentuale superiore al 99 per cento: ciò nonostante le autorità sanitarie non abbiano preso in considerazione lo straordinario bacino di informazioni che arrivavano dalla "evidence based medicine", cioè la medicina fondata sulle prove di efficacia, riconosciuta da tutta la comunità scientifica come fondamentale;
peraltro, gli stessi rapporti dell'Istituto superiore di sanità indicavano nella prima ondata una media di attesa per i malati, poi morti, di 7 giorni (persino 10) dall'insorgenza dei sintomi al ricovero, e una media di 5 giorni durante la seconda ondata: questo è stato il periodo nell'arco del quale la maggior parte di questi malati, in seguito deceduti, era stata lasciata in isolamento, senza visita domiciliare da parte dei medici e senza alcuna terapia, tranne il paracetamolo per la febbre; i primi studi scientifici pubblicati invece, tra cui uno dell'istituto Mario Negri, indicavano intanto una letalità del COVID-19 sui malati trattati precocemente dell'1 per cento contro un'attesa letalità del 3,5 per cento secondo la media registrata dall'ISS. Nonostante tutte queste evidenze, le autorità sanitarie hanno persistito nello sconsigliare ai medici di base l'utilizzo di farmaci in fase precoce per il trattamento dell'infezione;
valutato, inoltre, che:
la motivazione addotta nelle stesse linee guida del Ministero, dove venivano sconsigliati determinati farmaci, veniva ricondotta all'assenza di studi scientifici in grado di comprovarne l'efficacia per il COVID-19, ma si fa notare che questi studi scientifici di verifica verso ciò che stava emergendo a livello clinico non sono mai stati promossi dalle stesse autorità che li invocavano, le quali non hanno avviato mai né sperimentazioni né trial clinici sul trattamento precoce che si stava rivelando efficace sul campo. Certamente, in un periodo d'emergenza come è stato quello della seconda ondata, i trial clinici non potevano essere messi a punto dai medici di base che erano impegnati sul campo a salvare la vita ai pazienti;
secondo quanto registrato da uno dei più grandi gruppi di medici esperti in terapie domiciliari, "ippocrateorg", su circa 67.000 persone curate (dei quali il 30 per cento appartenenti a fasce ad alto rischio di ospedalizzazione e malattia grave) sono stati registrati solo 6 decessi; questi ultimi hanno riguardato esclusivamente i pazienti arrivati a chiedere assistenza oltre le 72 ore dall'insorgenza dei sintomi e, dunque, già in una fase più avanzata dell'infezione senza aver subito alcun trattamento; considerato che anche i risultati clinici ottenuti dai medici di altre associazioni, come il comitato "Terapie domiciliari" promosso dall'avvocato Erich Grimaldi registrava un tasso di guarigione prossimo al 100 per cento sul totale dei malati (sintomatici), tra cui un terzo circa appartenenti a categorie a rischio (anziani e pluripatologici);
considerato che la somministrazione di tali farmaci per la cura del COVID-19 sotto appropriato controllo medico non ha mai causato effetti collaterali gravi, essendo questi farmaci di uso comune, già noti e diffusi in tutto il mondo per la cura domiciliare di comuni patologie; in sintesi, si rileva come con l'intervento farmacologico precoce combinato circa il 75 per cento dei decessi finora registrati per COVID-19 si sarebbe potuto evitare e si sarebbe potuto evitare l'80 per cento delle ospedalizzazioni,
continua qui...
...continua
si chiede di sapere:
per quali ragioni il Ministro in indirizzo non abbia preso in considerazione, in primo luogo nella seconda ondata pandemica (da ottobre 2020), le evidenze cliniche inviate all'attenzione del dicastero da parte di numerosi medici a partire dall'inizio della pandemia che, sulla base di un utilizzo combinato di farmaci del prontuario appositamente selezionati in relazione al singolo caso sottoposto al proprio esame, stavano dimostrando come la precocità della cura, sin dai primissimi stadi dell'infezione, fosse un elemento indispensabile ed imprescindibile ai fini della guarigione completa del paziente (ed in netta controtendenza rispetto alle indicazioni di vigile attesa per 72 ore e somministrazione del solo paracetamolo previsti dalle circolari ministeriali di novembre 2020 e aprile 2021);

per quali ragioni non abbia ritenuto né urgente né opportuno procedere alla pronta verifica di queste evidenze cliniche, promuovendo ricerche in tale direzione, le quali avrebbero potuto permettere una cura più rapida dell'infezione da Sars-CoV-2 e, conseguentemente, un decorso migliore;

perché non abbia ritenuto conveniente convocare, appena informato, i medici che stavano curando precocemente l'infezione con i farmaci del prontuario, di fatto disattendendo le indicazioni di cui ai protocolli ministeriali vigenti, onde appurare l'efficacia di un simile approccio terapeutico, basato su cure farmacologiche low cost e sul pronto intervento attivo;

perché abbia disatteso l'impegno a rendere i medici esperti di cure domiciliari del COVID-19, e impegnati sul campo, partecipi di un tavolo tecnico finalizzato alla revisione dei protocolli ministeriali come indicato nella mozione approvata dal Senato l'8 aprile 2021 (1-0160, testo 2) che impegnava il Governo in tal senso, posto che tra i firmatari del protocollo emanato in data successiva alla mozione non c'è neanche uno dei suddetti medici.

Fatelo girare il più possibile!

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Trieste, 21 ottobre 2021
Coordinamento 15 ottobre: annullamento delle manifestazioni del 22 e 23 ottobre a Trieste.

In nome del senso di responsabilità che ha contraddistinto ogni iniziativa contro il green pass e l’obbligo vaccinale attuata finora, il Coordinamento 15 ottobre ha deciso di annullare il corteo ed il raduno in programma rispettivamente per venerdì 22 e sabato 23 ottobre a Trieste.

Maggiori dettagli qui

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Esclusa Correlazione - Introduzione 1.11.pdf
4.2 MB
VA TUTTO BENE?

Facciamo chiarezza!

Di seguito una serie di considerazioni, supportate da informazioni ufficiali e da articoli di giornale, su che cosa stia realmente accadendo in Italia e che i media ufficiali non dicono.

Di fronte ai sempre più vili ricatti che il Governo sta mettendo in atto in materia di campagne vaccinali, è un dovere di ognuno di noi essere realmente informati sul perché si stia facendo tutto questo.

Stanno morendo moltissime persone (e anche ragazzi), forse proprio a seguito di questa sperimentazione genica, e sarebbe il caso di fermarsi a riflettere sul perché di questi "sacrifici".

Un ringraziamento speciale all’amministratore del sito esclusacorrelazione.it per l’enorme lavoro svolto in questi mesi!

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Ancona - all'entrata del porto, blocco del traffico a causa di una passeggiata infinita, tutta la giornata sulle strisce pedonali.
Fantastici!!!

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Ispirato dalla protesta dei portuali di Trieste e dedicato a tutte le persone che stanno lottando per buoni principi.

Testo e interpretazione di Veronica De Luca, musica fino al minuto 1:53 di Veronica De Luca, mentre la parte finale è un arrangiamento dell'"Inno" dei portuali di Trieste. Starring nel video: Marco Biagini e la gatta "Unica".

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Berlato ottiene dall'UE il rispetto della legge: “Non va discriminato chi non si vaccina”
di Anna Mirabile

La nota ufficiale dell’UE dà ragione a Berlato.
Il green pass agevola la libera circolazione fra Stati, non discrimina chi non si vaccina

Dopo l’interrogazione europea dell’Onorevole Antonio Maria Rinaldi della Lega contro il green pass (che non aveva avuto esito positivo per un atteggiamento europeo alla Ponzio Pilato), è stata la volta dell’Onorevole Sergio Berlato.

L’europarlamentare di Fratelli D’ Italia ha chiesto all’Unione Europea di far rispettare la legge 953 del 2021, superiore alla legge italiana, in base alla quale non vanno discriminati coloro che scelgono di non vaccinarsi o che non possono farlo. Istanza contraddetta dal passaporto verde.

Stavolta la nota ufficiale dell’UE gli ha dato ragione. Il green pass esiste per agevolare la libera circolazione fra gli Stati e non certo per calpestare i diritti degli italiani.

La nostra intervista a Sergio Berlato
Abbiamo intervistato Sergio Berlato per valutare cosa potrebbe accadere ora che la sua segnalazione è stata accolta.

Onorevole Berlato, dopo tante proteste di piazza, arriva grazie a lei, il primo segnale positivo dall’Europa.

I cittadini che non vogliono o non possono vaccinarsi, non vanno discriminati in base al regolamento comunitario 953 e a una risoluzione del Consiglio d’ Europa del 2021 che afferma la stessa identica cosa. Per questo ho presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea. A volte facciamo cose spiacevoli, sottolineando: “E’ l’Europa che ce lo chiede”.

Questa volta proprio l’Europa ci ha detto di non discriminare e io ho voluto che si rispettasse il regolamento comunitario. Ho chiesto anche che venisse emessa una procedura d’infrazione contro il governo italiano per il mancato rispetto della norma. Il certificato verde è stato creato per regolamentare i flussi in Europa e non certo per penalizzare i cittadini. L’ Europa ribadisce che nessun altro tipo di Green pass può essere richiesto al cittadino per poter usufruire delle proprie libertà individuali’’.

Il Green Pass, secondo l’UE serve solo per regolamentare i flussi
Cosa accadrà adesso?

Una volta che sarà accertata quest’infrazione da parte del governo italiano, la commissione procederà, intimando il rispetto del regolamento vigente in tutti gli Stati Membri dell’Unione europea. Il lasciapassare è comunitario; non ha nulla a che vedere con l’uso improprio italiano. Ho chiesto la procedura d’infrazione (ci sono delle procedure ben codificate) e quindi possiamo sperare che il governo poi ritiri quest’unicità italiana, rappresentata da questo strumento di ricatto vaccinale’’.

continua su https://t.me/Evoluzionari/842...
...continua da https://t.me/Evoluzionari/841

In quali tempi?

Ora ci sarà una comunicazione formale da parte dell’ Europa; l’Italia entro 30 giorni dovrà esibire la documentazione richiesta dalla Commissione europea per verificarne l’utilizzo improprio.

Perché solo in Italia questa pressione sui vaccini?

Draghi vuol far vedere alla nomenclatura europea che lui riesce a imporre cose intollerabili, usando l’Italia come cavia per mostrare fin dove si possono spingere nell’applicazione di un passaporto verde che, in realtà, ha ben altre finalità. E’ una vera e propria schedatura di stampo cinese che viene usata ai danni dei cittadini per dare loro dei punteggi di affidabilità, per le finanze e i comportamenti. Uno strumento di controllo. E’ inaccettabile.

Non si può discriminare chi non si vaccina
L’intervento dell’ Onorevole Francesca Donato contro le prepotenze del nostro governo e sui diritti violati, ha toccato l’Europa?

Siamo in diversi parlamentari ad agire separatamente, ma in modo convergente per tutelare la libertà. Se qualcuno decidesse d’inocularsi queste sostanze sperimentali (che la stessa Ema, Aifa e le case farmaceutiche dichiarano in fase di sperimentazione fino alla fine del 2023), di cui non si conoscono gli effetti avversi a breve e a lungo termine, io non lo criticherei. Perché allora chi lo rifiuta deve essere crocifisso?


Visto il mio ruolo di parlamentare europeo, io stesso non mi sono prestato alla vaccinazione, ma non avrei mai voluto essere costretto a farlo. Desta sospetti il continuo e sistematico occultamento della correlazione fra l’inoculazione del vaccino e i conseguenti decessi o danni che sono moltissimi. Le reazioni avverse, come lei sa, sono invece sistematicamente insabbiate per interessi economici. Ai medici è stato chiesto di minimizzare. E’ molto grave.

E’ un business ai danni delle persone?

L’affare consiste nel medicalizzare con infinite dosi persone sane, trattandole come se fossero malate. Draghi ha detto: ‘’Chi non si vaccina, muore o uccide’’. Poi ci hanno fatto credere che i vaccinati sono immunizzati per creare cosi l’illusione di ambienti sani. E’ una balla clamorosa. Abbiamo smascherato tutto questo con i dati d’ Israele, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, dove i vaccinati con tre dosi manifestano un riacutizzarsi delle infezioni e dei contagi. Chi si vaccina non è protetto, ma contrae e diffonde il virus, tanto quanto chi non si è vaccinato.

Non è vero che il vaccinato s’ammala in forma lieve, è una bugia. Possiamo constatarlo anche in Italia. Le evidenze scientifiche dimostrano anzi che chi contrae il virus lo prende nel 95 % dei casi in forma leggera, per la quota restante in forma sintomatica e solo in una percentuale inferiore all’ 1 %, si muore. Sappiamo però che le cure domiciliari per evitare i decessi, sono state sempre ignorate dal governo per dare valore alla tesi che: solo il vaccino ci può salvare. Non è così.

E ora ci dicono che bisogna fare due dosi l’anno per essere protetti, cosi le persone saranno costrette alla profilassi per sempre, ammesso che sopravvivano a queste tecniche nuove. Negare le cure domiciliari è stato delittuoso. Mi auguro che la Magistratura intervenga.

Fonte: https://www.romait.it/berlato-ottiene-dallue-il-rispetto-della-legge-non-va-discriminato-chi-non-si-vaccina.html

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Il giornalista Roberto Mazzoni spiega come il "green pass" sia solo l'antipasto di un progetto in cui il World Economic Forum e l'ONU lavorano da tanto tempo.
Dovrà essere rinnovato regolarmente come la patente, con la terza, quarta, quinta ed ennesima dose "vaccinale"... proprio come il sistema di controllo che vige in Cina, in combinazione col 5g.
Per questo dobbiamo usare tutte le forze per bloccare subito il "green pass"!

Video integrale di 66 minuti qui: https://www.youtube.com/watch?v=qyEw0NMyE0c

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