ESSERCI il tuo potenziale in atto
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Non esiste una tecnica
capace di risolvere ogni problema,
ma esiste sempre un incontro tra persone
capace di trovare una soluzione.
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Il corpo non dimentica.

Accumula tensioni, blocchi e fatiche quotidiane che spesso la mente razionale non riesce a spiegare.

Se oggi senti le spalle pesanti o il respiro corto, fermati un minuto.

Fai tre respiri profondi, espira lasciando andare la tensione e ascolta cosa ha da dirti quel punto del corpo.

La consapevolezza è il primo passo per sbloccarsi.
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Aspettare il momento perfetto per stare bene o per iniziare un cambiamento è il modo migliore per rimanere fermi.

La verità è che le condizioni ideali non esisteranno mai.

Il benessere si costruisce nelle piccole scelte quotidiane, in mezzo al caos.

Qual è un micro-passo che puoi fare oggi per te stesso?
scrivilo nei commenti
A volte ci sentiamo bloccati non perché manchino le capacità, ma perché stiamo proiettando nel presente vecchi schemi del passato.

Se ti trovi davanti a una scelta o a un momento di tensione, chiediti:
"Questa reazione appartiene a chi sono oggi o a chi ero ieri?".

Riconoscerlo toglie potere al vecchio blocco.
Dire di sì a tutti significa spesso dire di no a se stessi.

Mettere un confine sano non è un atto di egoismo, ma un atto di rispetto verso la propria energia e il proprio potenziale.

C'è qualcosa a cui oggi avresti voluto dire "no" per proteggere il tuo spazio?

Pensaci... e scrivilo nei commenti
Se la giornata è frenetica e i pensieri corrono troppo veloci, prova questa tecnica di ancoraggio non verbale:

appoggia i piedi ben saldi a terra, chiudi gli occhi per 30 secondi e concentrati esclusivamente sulla percezione fisica del contatto con il pavimento. Senti il peso, la stabilità.

Ripartire da qui cambia la qualità della tua presenza.
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Ci focalizziamo tantissimo su cosa dire e come dirlo, ma la comunicazione più potente passa attraverso canali non verbali: l'atteggiamento, la postura, lo stato emotivo che proiettiamo all'esterno.

Le persone non ricordano solo le tue parole, ricordano come le hai fatte sentire.

Come stai comunicando oggi con la tua sola presenza?
​Il tuo problema non sei tu.

​Il tuo problema sono le delusioni memorizzate nel tuo corpo.

​Ogni risentimento, ogni errore vissuto come catastrofico, ogni trauma crea una tensione fisica che racchiude un vissuto emozionale.

Per evitare di soffrire di nuovo, il tuo sistema si blocca: ed è questo che altera l'efficacia delle tue azioni e confonde i tuoi pensieri.

​La soluzione?
La soluzione non sta nella logica. La soluzione è liberare il corpo da quelle tensioni, insieme al passato che contengono.

​Non serve spiegarlo a parole. È un'esperienza che si comprende solo nel momento esatto in cui il corpo si alleggerisce e ritrova la sua fluidità. I risultati di chi ha già provato questo sblocco lo confermano.
Il potenziale non è qualcosa che devi "acquistare" o aggiungere dall'esterno; è qualcosa che hai già dentro, ma che spesso è coperto da sovrastrutture, tensioni o paure.

Il lavoro non è aggiungere, ma togliere ciò che sovraccarica.

Alleggerisci il carico oggi, un pezzetto alla volta.
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IL CORPO RACCONTA CIÒ CHE LA MENTE NON DICE

​Spesso pensiamo al trauma come a un ricordo "mentale", ma la verità è molto più profonda. Già nel 1889 Pierre Janet intuì che i traumi vengono memorizzati nel corpo sotto forma di "memoria procedurale".

​Cosa significa concretamente?

​PROGRAMMI DI DIFESA: Il nostro corpo conserva automatismi che un tempo ci hanno protetto, ma che oggi rischiano di riproporsi in contesti dove non servono più, limitandoci.

​IL LIMITE DELLA LOGICA: Come spiega Peter Levine in Trauma e Memoria, non possiamo risolvere un dolore radicato nel sistema nervoso usando solo la logica.

​LA VIA SOMATICA: La vera trasformazione avviene quando impariamo ad ascoltare il corpo. Per farlo, si lavora direttamente sulle sensazioni e sulle emozioni che il corpo vive rispetto al problema attuale, che si riattivano in modo analogo a quelle dell'esperienza originaria. Solo riconoscendo e riscrivendo queste "procedure" somatiche possiamo liberarci dagli automatismi.

​È proprio in questo spazio, tra sensazione e consapevolezza, che si muove il mio lavoro con ESSERCI: il tuo potenziale in atto. Non si tratta di spiegare il dolore, ma di dare al corpo una nuova procedura per stare bene.
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Il "Pilota Automatico" della Tristezza 
Ti è mai capitato? Appena ti rilassi e sei assorto nei pensieri, la mente scivola da sola su un passato che non c'è più o sul pensiero di essere "diverso", facendoti sentire subito triste.
A livello neuropsicologico, quando sei distratto si attiva una rete profonda collegata direttamente all'amigdala (il centro emotivo). Il cervello profondo non distingue un pensiero da un fatto reale: per lui quella mancanza è un pericolo presente, e reagisce rilasciando stress nel corpo (nodo alla gola o peso al petto). Se si ripete, diventa un automatismo sottocorticale.
Come spegnere il circuito? La logica è troppo lenta. Usa il corpo per interrompere il pattern: appena il pensiero parte verso il basso, fai un respiro profondo e premi forte i piedi a terra o stringi il pollice nel pugno per 5 secondi.
Spostando l'attenzione sul corpo, riattivi la corteccia e spegni l'allarme profondo.
A te capita spesso?
*​IL CORPO RAGIONA PRIMA DELLA MENTE*

​Siamo abituati a pensare che il cervello sia il "capo supremo" che controlla ogni nostra azione ed emozione. La neurologia moderna, però, ci racconta una storia diversa.

​Il nostro corpo è attraversato da una vera e propria rete di intelligenza diffusa:

L'INTESTINO (Il Secondo Cervello): Oltre 500 milioni di neuroni. L'80% delle informazioni viaggia dall'intestino al cervello, non il contrario.

​IL CUORE: Possiede un sistema nervoso autonomo di circa 40.000 neuroni in grado di percepire, elaborare e influenzare i nostri stati emotivi prima che la mente se ne renda conto.

L'INTEROCEZIONE E IL LINGUAGGIO DEL CORPO
​Questa capacità del sistema nervoso di mappare costantemente le sensazioni interne si chiama interocezione.
​Il corpo percepisce una tensione, un blocco, un'emozione o persino un'eredità familiare profonda, e reagisce. La nostra mente razionale arriva subito dopo: è lo "storyteller" che cerca di tradurre quella sensazione fisica in parole, pensieri o immagini.

​La prossima volta che senti un "nodo allo stomaco" o un'intuizione improvvisa, non liquidarla come una suggestione. Il tuo corpo ha già capito cosa sta succedendo... il cervello sta solo cercando di raccontartelo.

​Ascoltare la memoria del corpo significa accedere a un potenziale che la sola logica non potrà mai raggiungere.

ESSERCI: il tuo potenziale in atto