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Benvenuti nel primo canale dedicato al DeepWeb! Qui vi racconteremo tutto ciò che incontreremo durante il nostro cammino nella seconda faccia di Internet!

📆 17/7/2017

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🕵️‍♂️ Dark Web sempre più accessibile: il cybercrime “on demand” abbassa la soglia d’ingresso

Nel Dark Web il modello Cybercrime-as-a-Service (CaaS) continua a crescere, trasformando attacchi informatici e strumenti offensivi in veri servizi acquistabili online. Secondo diverse analisi di settore, kit di phishing, malware e accessi compromessi possono essere venduti a costi molto bassi, rendendo il cybercrime accessibile anche a utenti con competenze tecniche limitate.

Gli esperti evidenziano come marketplace clandestini e forum underground funzionino ormai con logiche simili a piattaforme e-commerce: supporto clienti, abbonamenti e perfino servizi “chiavi in mano” per campagne ransomware o furto credenziali. Questo modello ha contribuito alla diffusione di attacchi sempre più rapidi e automatizzati contro aziende e utenti privati.

La crescente industrializzazione del cybercrime sta diventando una delle principali sfide per governi e aziende, soprattutto perché abbassa drasticamente la barriera d’ingresso per nuovi attori malevoli.

🔗 Fonte: TechRadar

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🌍 Cyberwarfare globale: le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo Internet

Le crisi internazionali non si combattono più solo sul piano militare: oggi il cyberspazio è diventato un vero fronte strategico. Secondo il recente Global Cybersecurity Outlook 2026 del World Economic Forum, conflitti geopolitici, AI e frammentazione digitale stanno aumentando il numero di attacchi contro infrastrutture critiche, supply chain e sistemi governativi.

Gli esperti parlano ormai di guerra ibrida, dove campagne di disinformazione, attacchi DDoS, ransomware e operazioni cyber sponsorizzate dagli Stati accompagnano le tensioni internazionali in tempo reale. Anche reti Internet, data center e cavi sottomarini sono diventati asset strategici sempre più esposti a sabotaggi e operazioni offensive.

L’accelerazione dell’intelligenza artificiale sta inoltre rendendo gli attacchi più sofisticati e automatizzati, aumentando il rischio di escalation digitali con impatti concreti su economia, energia, trasporti e sicurezza nazionale.

🔗 Fonte: World Economic Forum

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🎓 ShinyHunters colpisce il settore education: rubati terabyte di dati da piattaforme scolastiche

Il gruppo cybercriminale ShinyHunters avrebbe sottratto oltre 3,6 TB di dati dalla piattaforma educativa Canvas di Instructure, utilizzata da migliaia di scuole e università nel mondo. Secondo le prime analisi, il breach coinvolgerebbe dati di studenti, docenti e staff, inclusi email, ID scolastici e messaggi privati.

L’attacco ha causato anche disservizi e blocchi della piattaforma durante il periodo degli esami in diversi atenei. Gli esperti avvertono che informazioni di questo tipo possono alimentare campagne di phishing mirato, furti d’identità e ulteriori attacchi contro istituzioni educative già spesso nel mirino del cybercrime.

Il caso conferma la crescente pressione dei gruppi di estorsione digitale contro il settore education, sempre più dipendente da infrastrutture cloud e piattaforme SaaS.

🔗 Fonte: TechCrunch

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⚠️ Texas accende i riflettori sui dispositivi medici cinesi: cresce l’allarme cyber-spionaggio

Negli Stati Uniti, il Texas ha avviato un’indagine su possibili rischi di cybersecurity e spionaggio digitale legati a dispositivi medici prodotti in Cina, dopo una serie di warning federali su vulnerabilità in apparecchi connessi utilizzati negli ospedali. L’attenzione si concentra soprattutto su sistemi di monitoraggio pazienti e dispositivi IoT sanitari potenzialmente esposti a backdoor software o accessi remoti non autorizzati.

Secondo le autorità statali, alcuni dispositivi potrebbero teoricamente consentire la trasmissione di dati sanitari sensibili verso server esterni o essere sfruttati come punto d’ingresso per attacchi alla rete ospedaliera. Il contesto è quello di una crescente preoccupazione per la supply chain tecnologica e per la sicurezza dei dispositivi medici connessi, sempre più integrati con infrastrutture cloud e sistemi digitali complessi.

Esperti di sicurezza evidenziano che il rischio non riguarda solo la privacy dei pazienti, ma anche la possibilità di manipolazione dei dati clinici, con impatti potenzialmente critici su diagnosi e trattamenti. Le agenzie federali USA hanno già emesso avvisi su specifici modelli di patient monitor con vulnerabilità note, spingendo diversi stati a rivedere procurement e policy di sicurezza.

Il caso si inserisce in una più ampia tensione geopolitica tra Stati Uniti e Cina, dove la cybersecurity è ormai diventata un elemento centrale della strategia di sicurezza nazionale.

🔗 Fonte: MD+DI (MDDI Online)

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🚨 Europol smantella “First VPN”: offline il servizio usato da ransomware gang e cybercriminali

Un’operazione internazionale coordinata da Europol, Francia e Paesi Bassi ha portato al takedown di First VPN, servizio VPN utilizzato da gruppi ransomware e attori cybercriminali per nascondere infrastrutture e attività malevole. Durante l’operazione sono stati sequestrati 33 server, diversi domini e identificati migliaia di utenti collegati ad attività illecite.

Secondo le autorità, la piattaforma veniva promossa nei forum underground come soluzione “bulletproof”, con promesse di anonimato totale, zero log e mancata cooperazione con le forze dell’ordine. L’FBI ha dichiarato che almeno 25 gruppi ransomware avrebbero sfruttato il servizio per attacchi, frodi e campagne di data theft.

Gli investigatori hanno inoltre ottenuto accesso ai database del servizio, generando nuove piste investigative su operazioni ransomware e cybercrime internazionali. Il caso conferma come le infrastrutture di anonimizzazione illegali siano ormai un obiettivo prioritario nelle operazioni contro il cybercrime globale.

🔗 Fonte: Europol

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🚨 CISA lancia l’allarme: vulnerabilità Microsoft e Adobe sfruttate attivamente negli attacchi

La CISA ha aggiornato il catalogo delle Known Exploited Vulnerabilities (KEV) aggiungendo nuove falle di sicurezza che colpiscono prodotti Microsoft e Adobe, già sfruttate in attacchi reali. Tra le vulnerabilità segnalate figurano bug che permettono escalation di privilegi, bypass delle protezioni di sicurezza ed esecuzione di codice remoto.

Secondo gli esperti, alcune delle falle riguardano componenti legacy ancora presenti in molte infrastrutture enterprise, mentre altre interessano sistemi più recenti come Windows Defender e Microsoft Exchange. La presenza nel catalogo KEV indica che gli exploit sono già utilizzati da gruppi cybercriminali e operatori ransomware, aumentando il rischio per aziende e PA.

CISA raccomanda l’applicazione immediata delle patch e una revisione delle policy di vulnerability management, soprattutto per ambienti esposti su Internet o con sistemi non aggiornati.

🔗 Fonte: CISA

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📱 Nuova ondata di smishing INPS: nel mirino carte di pagamento e dati personali

Il CERT-AGID ha segnalato una nuova campagna di smishing che sfrutta il nome dell’INPS e falsi “bonus carburante” per convincere le vittime a cliccare su link malevoli. Una volta aperta la pagina fake, ottimizzata per smartphone, gli utenti vengono guidati verso il furto di dati personali e soprattutto delle carte di credito.

Le analisi tecniche hanno individuato elementi riconducibili a Darcula, piattaforma di Phishing-as-a-Service nota per kit mobile-first e tecniche avanzate di offuscamento JavaScript. I dati rubati vengono inoltre cifrati e codificati prima dell’invio ai server degli attaccanti, rendendo più difficile il rilevamento delle campagne.

L’INPS ricorda che non invia SMS con link per richiedere dati bancari o documenti personali e invita gli utenti a verificare sempre dominio e autenticità delle comunicazioni ricevute.

🔗 Fonte: CyberSec Italia

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📱 Nuovo attacco zero-click su WhatsApp: nel mirino gli iPhone con iOS 16

Ricercatori di sicurezza hanno identificato una nuova campagna zero-click che colpisce utenti WhatsApp su iPhone con iOS 16, permettendo il takeover dell’account senza clic, QR code o notifiche visibili. Le vittime hanno segnalato messaggi inviati automaticamente ai contatti, mentre nella sezione “Dispositivi collegati” non compariva alcuna sessione sospetta.

Secondo le analisi forensi, l’attacco potrebbe sfruttare una catena di vulnerabilità tra il framework Apple ImageIO e il sistema di sincronizzazione multi-device di WhatsApp, consentendo agli attaccanti di creare sessioni parallele invisibili all’utente. Gli esperti parlano di una minaccia particolarmente insidiosa perché non richiede alcuna interazione da parte della vittima.

La mitigazione principale resta l’aggiornamento immediato di iOS e dell’app WhatsApp, oltre al controllo delle attività anomale sui propri account.

🔗 Fonte: SC Media

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🧠 Meta AI in crisi: una falla nel sistema di recupero account espone oltre 20.000 profili Instagram

Una vulnerabilità nel sistema di recupero account di Meta, basato su AI High Touch Support (HTS), ha permesso a cybercriminali di compromettere oltre 20.225 account Instagram. Il bug consentiva di attivare richieste di password reset senza verificare correttamente che l’email utilizzata appartenesse davvero all’account target, aprendo di fatto la porta a takeover completi in alcuni casi.

Secondo le analisi di sicurezza, il problema non risiedeva nell’intelligenza artificiale in sé, ma nella logica di verifica dell’identità integrata nel flusso di recovery: il sistema poteva inviare link di reset a indirizzi non associati all’account, sfruttabili dagli attaccanti per prendere il controllo dei profili. In diversi casi, questo ha permesso bypass di protezioni come la 2FA, soprattutto se non attivata dagli utenti.

Meta ha confermato l’incidente e dichiarato di aver disattivato temporaneamente il sistema HTS, corretto il bug e forzato il reset delle credenziali per gli account coinvolti. Le autorità di sicurezza evidenziano come questo episodio rappresenti un esempio critico di rischio emergente: l’uso di AI nei processi di account recovery, se non rigidamente controllato, può diventare un nuovo vettore di attacco ad alta automazione.

Il caso riaccende il dibattito sulla sicurezza delle piattaforme social, dove l’integrazione tra AI e funzioni sensibili come il recupero credenziali sta diventando sempre più profonda.

🔗 Fonte: Security Affairs

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🚔 Deepfake pornografici: oscurati due dei principali siti internazionali grazie a un’indagine partita dall’Italia

Un’operazione coordinata tra Polizia Postale italiana, autorità statunitensi e francesi ha portato al sequestro di due grandi piattaforme dedicate alla diffusione di deepfake pornografici non consensuali. L’indagine, avviata dopo una segnalazione della Polizia di Stato, ha permesso di individuare siti che ospitavano migliaia di immagini e video generati con l’AI ai danni di politiche, giornaliste, sportive e personaggi pubblici.

Le piattaforme contavano centinaia di migliaia di utenti e milioni di visualizzazioni mensili, confermando la crescita del fenomeno dei deepfake sessualmente espliciti come nuova forma di abuso digitale. Gli esperti sottolineano che questi contenuti rappresentano una seria minaccia per privacy, reputazione e sicurezza online, soprattutto perché sempre più facili da realizzare con strumenti basati sull’intelligenza artificiale generativa.

L’operazione segna un importante precedente nella cooperazione internazionale contro i crimini digitali e rafforza il dibattito sulla necessità di norme più severe per contrastare la diffusione di contenuti AI non consensuali.

🔗 Fonte: CyberScoop

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