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Benvenuti nel primo canale dedicato al DeepWeb! Qui vi racconteremo tutto ciò che incontreremo durante il nostro cammino nella seconda faccia di Internet!

📆 17/7/2017

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Uomo neozelandese riconosciuto colpevole di aver creato e distribuito pornografia infantile sul Darknet

Un uomo di Ashburton che ha filmato un bambino di 3 anni che lo tocca e ha pubblicato il video sul dark web è stato ritenuto colpevole di 15 accuse relative ad abusi sessuali su minori.

Circa un anno prima che Harry James Mitchell persuadesse il bambino di 3 anni a entrare nel suo veicolo al campeggio dove stavano entrambi, si è intrufolato nella camera da letto di un bambino di 7 anni e si è filmato mentre faceva atti indecenti accanto alla testa del ragazzo mentre dormiva.
Il 48enne aveva contestato cinque capi di imputazione per aver commesso un atto indecente con un minore di 12 anni, sette per aver fatto e distribuito una pubblicazione discutibile,
uno per possedere video pedopornografici e due per furto con scasso in un processo prima.

Giovedì, il giudice Maze ha dichiarato Mitchell colpevole di tutte le 15 accuse.
Mitchell è venuto a conoscenza della Taskforce Argos, un'unità di polizia australiana che indaga sullo sfruttamento e sugli abusi di minori online, dopo aver pubblicato sul darkweb immagini sessualmente esplicite della sua giovane vittima il 7 febbraio 2019.
Il giudice Maze ha detto che la polizia ha arrestato Mitchell il 14 febbraio e ha eseguito un mandato di perquisizione a casa sua il giorno successivo, sequestrando il suo computer dopo aver trovato le immagini che erano state distribuite sul darkweb.

Migliaia di immagini che ritraggono sadismo, bestialità e bambini in situazioni sessuali sono state recuperate da uno dei cinque dischi rigidi del computer.
Mitchell ha incontrato la sua prima vittima dopo essersi trasferito in una roulotte nella casa di famiglia del bambino di 7 anni.
"Aveva l'autorità di usare la cucina, il soggiorno, la lavanderia e il bagno, ma non le camere da letto", ha detto il giudice Maze. Una notte, Mitchell è entrato nella camera da letto del ragazzo indossando solo biancheria intima e ha iniziato a scattare fotografie e video sessualmente espliciti. La polizia ha trovato queste immagini sul computer dell'imputato, anni dopo essere state scattate.

"Gli sforzi del signor Mitchell per evitare di essere scoperti e non svegliare il bambino addormentato dimostrano che sapeva che le sue azioni erano indecenti", ha detto il giudice Maze.
Mitchell ha incontrato la sua seconda vittima in un campeggio. Facendo amicizia con il bambino di 3 anni, lo ha attirato nel veicolo dove dormiva e lo ha indotto a toccarlo, filmando l'atto indecente e pubblicandolo online.

Nel dettagliare le precedenti condanne di Mitchell, il giudice Maze ha detto che nel 1990 è stato condannato per aver commesso un atto indecente con un ragazzo sotto i 12 anni, nel 1999 due accuse per aver commesso un atto indecente con l'intento di insultare o offendere e nel 2002 è stato condannato per 10 capi di imputazione di possedere video pedopornografici.

Mitchell sarà incarcerato per la condanna il 25 febbraio 2021.
🎦 La Storia: Alexander Shulgin

Alexander Shulgin, o meglio, il padrino psichedelico, nasce negli USA nel 1925 e dedica tutta la sua vita allo studio ed alla scoperta di centinaia di molecole psichedeliche, affiancandosi nel panorama psicofarmacologico a figure preminenti quali quella di Albert Hofmann.

Nel 1954 consegue un dottorato di ricerca presso l’Università di Berkeley e da quel momento i suoi studi farmacologici, psichiatrici e psichedelici si intensificheranno, portandolo a lavorare presso diverse aziende, quali la Bio – Rad Labs (attiva nel campo biomedico) e la Dow Chemical, abbandonata nel 1966 per intraprendere gli studi di neurologia.

Nel corso della sua prolifica vita avrà stretti contatti collaborativi anche con l’agenzia federale antidroga statunitense (DEA): grazie ad essa gli verrà concessa una licenza (ritiratagli nel 1994) che gli permetterà di detenere e lavorare legalmente su droghe presenti nella “Schedule I” della DEA. Vi rientrano in questa scheda tutte quelle sostanze non ancora usate a scopo terapeutico e che sono a potenziale rischio di abuso da parte dei consumatori, quali cannabis, peyote, LSD, MDMA e, infine, eroina.

Gli studi di Shulgin si sono focalizzati molto sull’MDMA, cui creò una nuova sintetizzazione nel settembre del 1976 e a seguito della quale si auto somministrò 16 mg, da cui non trasse alcun effetto particolare. Gradualmente, con l’assunzione di 81 mg (dosaggio medio), capì di aver avuto il suo momento Eureka. A seguito di tale illuminazione, nello stesso anno, decise di proporre alla comunità scientifica l’uso dell’ecstasy nel campo psicologico: “Sasha” riteneva che, attraverso la somministrazione di piccole dosi, i pazienti, durante le loro sedute terapeutiche, si sarebbero sentiti maggiormente a loro agio e sciolti. A questo proposito è importante ricordare che la diffusione delle idee di Shulgin è da attribuire anche a Leo Zeff, psicologo di Oakland (California): egli viaggiò per tutto il territorio statunitense con l’unico scopo di fare conoscere gli effetti terapeutici dell’MDMA a centinaia di colleghi.

📝 Prosegue in un prossimo post

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🌐 Dark Market sequestrato dalle forze dell'ordine tedesche e arrestato il suo proprietario australiano

Uno dei più grandi mercati del mondo sul darkweb, è stato messo offline in un'operazione internazionale che ha coinvolto Germania, Australia, Danimarca, Moldova, Ucraina, Regno Unito (National Crime Agency) e USA (DEA, FBI e IRS).

Europol ha sostenuto la rimozione con analisi operative specialistiche e ha coordinato lo sforzo di collaborazione transfrontaliera dei paesi coinvolti.
I ministeri tedeschi nelle città di Coblenza e Oldenburg hanno rivelato martedì di aver chiuso quello che era "probabilmente il più grande mercato illegale sulla Darknet" chiamato DarkMarket e hanno arrestato l'uomo che si credeva operasse vicino al confine tedesco con la Danimarca.

L'uomo arrestato, ritenuto l'amministratore di DarkMarket, è un cittadino australiano di 34 anni. Il sospetto è stato portato davanti a un giudice ma ha rifiutato di parlare. È stato posto in custodia cautelare.

Statistiche del DarkMarket:
• quasi 500.000 utenti;
• più di 2 400 venditori;
• oltre 320 000 transazioni;
• più di 4650 bitcoin e 12800 monero trasferiti

Al tasso attuale, ciò equivale a una somma di oltre $170 milioni.

Il dipartimento centrale di investigazione criminale della città tedesca di Oldenburg ha arrestato un cittadino australiano che è il presunto operatore di DarkMarket vicino al confine tedesco-danese durante il fisne settimana.
L'indagine, condotta dall'unità crimine informatico della Procura della Repubblica di Coblenza, ha consentito agli agenti di individuare e chiudere il mercato, spegnere i server e sequestrare l'infrastruttura - più di 20server in Moldova e Ucraina supportati
dalla polizia criminale federale tedesca ufficio (BKA).
I dati memorizzati forniranno agli investigatori nuovi indizi per indagare ulteriormente su moderatori, venditori e acquirenti.

L'FBI americana, la divisione per l'applicazione della legge sui narcotici della DEA e l'autorità fiscale dell'IRS hanno preso parte all'indagine insieme ai loro colleghi tedeschi.
L'indagine ha coinvolto anche la polizia di Australia, Gran Bretagna, Danimarca, Svizzera, Ucraina e Moldova, con Europol che ha svolto un "ruolo di coordinamento".
🌐 Proprietario di un exchange di criptovalute condannato per riciclaggio di denaro

Il proprietario di un exchange di criptovalute, Rossen G. Iossifov, 53 anni, è stato condannato a 121 mesi di carcere negli USA per riciclaggio di denaro e violazione della legge Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (RICO).

Iossifov, secondo le informazioni rivelate durante le due settimane di processo, possedeva e gestiva RG Coins, un exchange di criptovalute con sede a Sofia, Bulgaria. In qualità di proprietario di RG Coins, Iossifov ha progettato intenzionalmente la sua piattaforma pensando al riciclaggio di denaro sporco. Nel farlo, Iossifov ha preso provvedimenti per limitare la sua responsabilità legale. Almeno cinque degli utenti di RG Coins erano membri di una rete di truffatori nota alle forze dell'ordine come AOAF Network.

In particolare, i membri dell'AOAF Network avevano organizzato una truffa su popolari siti web di vendite online, come craigslist ed eBay: vendevano beni di alto valore (tipicamente veicoli) che non esistevano. Una volta che le vittime inviavano il pagamento, i truffatori non inviavano i prodotti. Iossifov quindi si occupava di riciclare il denaro proveniente da queste truffe.

Secondo gli atti giudiziari, Iossifov ha fornito tassi di cambio più favorevoli ai membri della rete AOAF rispetto agli altri utenti. Inoltre, Iossifov non ha mai richiesto alcuna forma di verifica dell'identità da parte dei suoi clienti.

In tre anni, Iossifov ha riciclato cinque milioni di dollari attraverso il suo exchange. Dei cinque milioni di fondi riciclati, Iossifov ha guadagnato solamente 184.000 dollari.
👾 Malware: come riconoscere i metodi di diffusione

I malware sono la minaccia più comune per chiunque giri su Internet: tuttavia, molti malware sono noti, ma purtroppo non sono conosciuti i loro metodi di diffusione.

Conoscere questi metodi è molto utile, e di seguito vi illustreremo quelli più usati:
Phishing ed e-mail spam: l'obiettivo del phishing è quello di sottrarre informazioni sensibili e credenziali di accesso. Questi messaggi sembrano provenire da persone fidate, e contengono link o allegati infetti. Per questo motivo, bisogna sempre controllare accuratamente le email in arrivo, che spesso contengono notizie fake, errori ortografici, richiesta di informazioni personali e simili;
Siti fraudolenti: sono dei siti fake simili a quelli di noti marchi o aziende famose. I truffatori creano questi siti per indurre ignari utenti a scaricare applicazioni. Per evitare queste truffe, è bene controllare il dominio ufficiale in un motore di ricerca;
Unitá flash USB: i dispositivi USB sono molto popolari nella diffusione di malware. Spesso, i criminali usano tecniche di ingegneria sociale per collegare una chiavetta USB infetta in un pc. Per ridurre le possibilità di contaminazione, è necessario affidarsi ad un endpoint affidabile, in modo da scansionare qualsiasi supporto esterno.
📲 Classiscam, la truffa via Telegram: così rubano i nostri soldi

Una nuova truffa online, ribattezzata Classiscam, sta prendendo di mira gli utenti europei e russi sfruttando i bot Telegram per diffondere pagine pubblicitarie che imitano grandi marchi dell’e-commerce e famosi corrieri. Ecco come riconoscere la trappola e i consigli per non finirci dentro.

I truffatori sfruttano i bot Telegram per pubblicizzare pagine che imitano in maniera quasi perfetta le home page dei siti di e-commerce e di famosi corrieri impegnati nelle consegne a domicilio.
Con questa tecnica, oltre 40 gruppi criminali (come risulta dal rapporto pubblicato dai ricercatori della compagnia di threat hunting Group-IB) stanno intasando bacheche e forum online con falsi annunci pubblicitari usati per attirare gli utenti verso siti fraudolenti o pagine di phishing e sottrarre loro denaro e dati delle carte di credito.

📩 La truffa via Telegram e lo scam-as-a-service

La nuova truffa Classiscam conferma una tendenza sempre più diffusa negli ambienti del cyber crime: quello del malware-as-a-service che consiste nel fornire “servizi” malevoli pronti all’uso e personalizzabili a seconda del target di vittime o di mercati da colpire.

Nel caso particolare della truffa Classiscam, inoltre, non sono richieste conoscenze tecniche in quanto i bot Telegram usati dai criminal hacker che hanno ideato la frode online forniscono un kit completo di phishing. Il truffatore, quindi, ha solo bisogno di inviare al chatbot un link per ottenere il prodotto esca con cui far abboccare le sue vittime.

Addirittura, secondo i ricercatori di Group-IB, risultano essere al momento attivi più di 10 tipi di bot Telegram, ognuno per uno dei marchi sfruttati nella truffa.
Come se non bastasse, gli ideatori della truffa Classiscam offrono anche script che aiutano i truffatori ad accedere a siti stranieri e parlare con le vittime nella loro lingua.

🔬 I dettagli della truffa Classiscam

Il funzionamento della nuova truffa è abbastanza semplice. In pratica, sfruttando i bot Telegram i criminal diffondo in Rete migliaia di annunci offrendo macchine fotografiche, console di gioco, computer portatili, smartphone e altri dispositivi hi-tech a prezzi stracciati.

Nel momento in cui l’utente clicca su uno di questi annunci per approfittare dell’offerta, i criminal spostano la chat su app di messaggistica di terze parti, quindi meno presidiate e più difficili da intercettare.

Per rendere più credibile lo scambio di messaggi e le eventuali telefonate con i “clienti”, i truffatori utilizzano numeri di telefono con prefissi nazionali in modo da rendere più credibile il raggiro.
Una volta attivata la comunicazione, i truffatori chiedono al malcapitato di turno di fornire le sue informazioni di contatto per organizzare la consegna del pacco (che ovviamente non verrà mai recapitato).

A questo punto, il truffatore comunica all’acquirente l’indirizzo di un sito web che riproduce in tutto e per tutto quello del corriere o del marketplace, compreso anche il carrello e il modulo di pagamento.
In questo modo, il truffatore ottiene i dati di pagamento con cui è poi in grado di svuotare il conto corrente della malcapitata vittima o clonare la sua carta di credito.

🛡 Come difendersi da questa nuova truffa

Per proteggersi dai tentativi di truffa Classiscam è sufficiente seguire alcune semplici regole:
1. innanzitutto, è fondamentale controllare gli URL alle pagine Web che richiedono i dettagli per il pagamento,
2. è importante, mantenere la conversazione per la trattativa di acquisto sulla piattaforma ufficiale che intermedia la transazione,
3. infine, è sempre bene diffidare di sconti eccessivi su prodotti di marca e di prezzi incredibilmente bassi.
🌐 Exchange di criptovalute BuyUcoin violato: trapelati i dati di 325mila utenti

BuyUcoin, un noto exchange di criptovalute con sede in India, ha subito una grave violazione di sicurezza: i responsabili dell'attacco hanno divulgato sul Dark Web i dati sensibili di 325mila utenti.

I dati trapelati includono nomi, e-mail, numeri di cellulare, hash delle password, dettagli del portafoglio utente, dettagli bancari e storico dei depositi.

Il ricercatore Rajshekhar Rajaharia ha analizzato i dati trapelati: si tratta di un database dal peso di 6GB che contiene tre file di backup con i dati BuyUcoin.

Il furto di dati è stato scoperto dalla società di threat intelligence Kela Research. BuyUcoin deve ancora confermare l'accaduto, nel frattempo ha solo annunciato l'avvio di un'indagine.

Da quando i dati sono apparsi sul Dark Web, Buyucoin ha rilasciato due dichiarazioni ufficiali sull'incidente.

A metà del 2020, mentre conducevamo un esercizio di test di routine con dati fittizi, abbiamo affrontato un "incidente di sicurezza a basso impatto" in cui sono stati colpiti dati fittizi non sensibili. Vorremmo chiarire che nemmeno un singolo cliente è stato colpito durante l'incidente, ha scritto Shivam Thakral, il CEO della società. Successivamente ha pubblicato un'altra dichiarazione: "Stiamo indagando a fondo su ogni aspetto del rapporto sulle attività di cybercrimine da parte di gruppi stranieri a metà del 2020".
🎦 La Storia: Alexander Shulgin

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Profondamente affascinato dai frutti generati dalle sostanze psichedeliche, ed in particolare a seguito di una strabiliante assunzione di mescalina, produsse più di 200 molecole psichedeliche; è a lui che si deve attribuire la paternità della famiglia delle dimetossifeniletilamine, meglio conosciuta come 2C-x (o 2C). Le sostanze appartenenti al gruppo 2C-x, tra cui 2C-B, 2C-E, 2C-I, vengono sintetizzate da Shulgin a partire dal 1974 circa: grazie alla loro sintetizzazione verrà pubblicato PiHKAL (Phenethylamines I Have Known And Loved), manuale contenente istruzioni dettagliate su sintesi, analisi e dosaggi delle sostanze. Dal punto di vista tecnico – scientifico, la famiglia 2-feniletilammina contiene gruppi metossilici sulla 2^ e 5^ posizione dell’anello benzenico.

Tali psichedelici non nascono a scopo meramente ricreativo, bensì con l’obiettivo di poter essere utilizzati in ambito terapeutico, essenzialmente come il fine (poi naufragato) che Shulgin prospettava per l’MDMA. A causa della mancanza di ricerca scientifica e di sperimentazioni cliniche ufficiali, nessuno fu interessato a finanziare dispendiosi studi in merito agli effetti benefici e curativi che tali sostanze avevano il potenziale di produrre. In relazione all’auto somministrazione da parte di Shulgin di sostanze appartenenti al gruppo 2C non si sa molto, ma lui stesso afferma nel suo PiHKAL che il suo “punto di partenza abituale con una nuova sostanza è da 10 a 50 volte inferiore, in peso, rispetto al livello attivo conosciuto del suo analogo più vicino. […] Una volta stabilito che la dose iniziale scelta è stata priva di effetti di alcun tipo, aumento il dosaggio a giorni alterni.”

La popolarità ludica di sostanze quali 2C-B e affini scoppia negli Stati Uniti d’America nel 1985, dopo aver reso illegale l’uso dell’MDMA, ai tempi molto in voga – esattamente come tale sostanza, anche la famiglia delle 2C-x verrà presto introdotta, nel 1994, nella già nominata Schedule I della DEA. Probabilmente è anche a causa dell’abuso ricreativo di questi psichedelici che non verranno mai effettuate ricerche sulle loro capacità mediche: i moltissimi casi di overdose fatali costrinsero la comunità scientifica ad allontanarsi da tali sostanze. Inoltre, lo stesso Shulgin espresse risentimento in merito al tentativo, da parte di diversi “chimici” in erba, di lucrare e speculare attraverso la produzione di sostanze dichiarate come appartenenti alla famiglia delle 2C-x ma la cui purezza e sicurezza erano inesistenti.

Ancora ad oggi, il più grande problema che si ha con tali sostanze psichedeliche riguarda la carenza di informazioni in merito agli effetti ed ai pericoli: questa è stata una delle motivazioni per cui gli studi sull’MDMA, con fine terapeutico, sono (seppur lentamente e disinteressatamente) proseguiti, a discapito della ricerca medico – scientifica sulle sostanze del gruppo 2C-x.

✍🏻 @researchchemicalsitalia
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È da un po' che non escono i messaggi della domenica e, come avrete notato, ultimamente siamo... Un po' a corto di post.

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Riguardo a questo, invece, siamo disposti a pagare. Non abbiamo un budget alto, quindi non aspettativi molto.

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Specialmente per i video YouTube, ci serve qualcuno in grado di scrivere molto bene, informandosi più che adeguatamente riguardo all'argomento trattato ed usando solo fonti degne di nota. Tutto questo, comunque riuscendo a proporre un testo accattivante ed "avvolgente".


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💣 Uomo britannico viene condannato a 5 anni di carcere per aver tentato di acquistare delle granate su Dark Web

Mohammed Humza, 29 anni, di Fuller Road, Watford, non è apparso durante il suo processo di sette giorni a ottobre,
in cui è stato ritenuto colpevole di aver tentato di acquistare due granate da un venditore internazionale nel luglio 2016.

In sua assenza, è stato oggi incarcerato per cinque anni mentre gli ufficiali dell'Unità per le operazioni speciali della regione orientale (ERSOU) cercano di rintracciarlo.
Humza è descritto come 5’8(176cm), asiatico e di corporatura media.
Oltre a Watford, è noto per avere legami con Birmingham, Luton e Rochdale.
L'ispettore capo del detective Trevor Davidson, capo delle indagini presso ERSOU, ha dichiarato:
“La sentenza data a Humza è una chiara indicazione della gravità delle sue azioni e le nostre indagini per individuarlo sono in corso."

"Stiamo cercando l'aiuto del pubblico per garantire che sia portato di fronte alla giustizia che merita. "È importante notare che il reato è avvenuto qualche tempo fa e non ha ricevuto gli articoli che stava cercando di acquistare, tuttavia esorto il pubblico a non avvicinarsi a Humza e a contattare immediatamente la polizia o i Crimestoppers".

L'indagine ha scoperto che Humza ha utilizzato Bitcoin per pagare le granate sul dark web, elencando un altro indirizzo per la consegna nel tentativo di evitare il rilevamento.

Sebbene l'acquisto non fosse stato completato, Humza ha continuato a contattare il venditore e ha chiesto informazioni sulla disponibilità di altre granate e materiali esplosivi, insieme a una miccia detonatore.
Gli ufficiali dell'ERSOU hanno arrestato Humza nella sua casa di Watford nel novembre 2016.
Dopo aver cercato il suo indirizzo, alcuni dei suoi dispositivi elettrici sono stati sequestrati ed esaminati dagli investigatori. È stato scoperto che contenevano prove dell'intenzione di Humza di acquistare gli articoli,
comprese le ricerche di "F1 Grenade" e i dettagli di accesso per il suo account dark web.

Era stato rilasciato su cauzione prima del processo, ma poi è sfuggito alla polizia e non si è presentato in tribunale.
🌐 Noto venditore di documenti falsi arrestato in Germania

Le forze dell'ordine tedesche hanno arrestato un trio sospettato di gestire l'account del venditore "FakeIDDobby" su diversi mercati del Darkweb.

Secondo il comunicato stampa della polizia, i sospetti vendevano carte d'identità tedesche e documenti d'identità per Austria, Italia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria attraverso l'account del venditore "FakeIDDobby" su diversi market del Darkweb tra cui Wallstreet Market, Nightmare e Empire Market. La vendita dei documenti avrebbe fruttato ai sospetti un profitto di circa 45.000 euro.

Le indagini sono iniziate nel 2019 dopo che gli investigatori hanno trovato le inserzioni del trio per la vendita di documenti falsi sul Darkweb.

L'indagine ha portato alla scoperta dell'identità dei sospetti e delle transazioni di vendita. Gli investigatori hanno poi utilizzato le prove per acquisire mandati di perquisizione contro le proprietà degli indagati.

Il 20 gennaio 2021, gli investigatori hanno quindi eseguito mandati di perquisizione nelle case dei tre sospetti a Magdeburgo (Germania) e in un ufficio che era usato come laboratorio dai sospetti. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di dispositivi di archiviazione e di strumenti come stampanti, lastre di stampa, sigilli, prodotti chimici ed elementi in lamina.

La perquisizione ha anche portato all'arresto e alla detenzione di due 24enni che sono stati accusati di falsificazione di documenti. Il terzo sospetto, un 23enne, è stato arrestato e rilasciato al termine delle perquisizioni.

Se trovato colpevole, ognuno dei sospetti potrebbe essere condannato a un minimo di sei mesi e un massimo di dieci anni di carcere.
📮 Contesto socio-sanitario all'epoca di COVID-19

È ormai da un anno che, a livello globale, si vive un’asfissiante situazione emergenziale: in Italia sono molti gli ambiti che sono stati abbandonati a loro stessi, e, come sempre, tra questi figura quello delle tossicodipendenze e dell’uso di sostanze stupefacenti – campo di cui lo Stato si “occupa” superficialmente da sempre. Ogni anno viene presentata al Parlamento una relazione sul fenomeno delle tossicodipendenze, basata sui dati raccolti a livello nazionale l’anno precedente: l’ultima relazione cui si può accedere è quella stilata nel 2020 (dati aggiornati al 2019). Ad oggi, non è ancora stato presentato un rendiconto con i dati dell’anno appena passato, di qui la difficoltà a raccogliere dati statistici che siano precisi, ma già nella precedente si poteva leggere che “[…] Le conseguenze sociali ed economiche della pandemia da COVID-19 avranno un impatto di medio e lungo periodo più gravoso sulle popolazioni vulnerabili ed emarginate, che sono anche quelle maggiormente esposte ai rischi dell’uso di sostanze” – dunque, com’è cambiato l’uso (e abuso) di sostanze, durante e dopo il primo lockdown di marzo 2020?

A causa delle restrizioni governative lo spaccio su strada si è ridotto notevolmente, inducendo i consumatori, abituali e “nuovi”, ad acquistare quasi esclusivamente attraverso le piattaforme offerte dal dark web e dal mercato grigio. Inoltre, secondo quanto ipotizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si è assistito ad un cambio di rotta in merito alla scelta delle sostanze: benzodiazepine, alcool, oppiacei ed oppioidi sintetici sono stati preferiti a discapito di stimolanti quali MDMA, amfetamine e cocaina, maggiormente consumati nei luoghi di socializzazione. A ciò va aggiunto che il Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP) è stato in grado di rintracciare 33 nuove sostanze psicoattive, tra le quali figurano l’MDMB-4en-PINACA ed il 4F-MDMB-PINACA, due tipologie di cannabinoidi sintetici già parzialmente conosciute nel 2019.

Già prima dell’emergenza sanitaria, l’uso di oppiacei e oppioidi sintetici (fentanili) aveva subito una preoccupante impennata, basti guardare i dati in merito ai decessi per overdose, provocati principalmente da eroina e che, nel corso del 2019 sono stati 373, circa l’11% in più rispetto al 2018 e il 24% in più rispetto al 2017. A complicare la situazione interviene il 30% di diagnosi tardive di AIDS, raddoppiate rispetto a quelle registrate nel 2005: l’indebolimento del sistema immunitario dovuto dal virus dell’HIV rende tali soggetti tossicodipendenti ancor più vulnerabili dinnanzi all’infezione da SARS-CoV-2, poiché affrontano una serie di problemi e minacce per la propria salute polmonare. Secondo il National Institute on Drug Abuse (NIDA), dato che gli oppiacei e/o oppioidi agiscono sul tronco encefalico (localizzato alla base del cervello, e che lo mette in continuità diretta con il midollo spinale) e riducono la frequenza respiratoria, il loro consumo mette a rischio di overdose fatale o potenzialmente letale, e può anche causare una pericolosa riduzione del livello di ossigeno nel sangue. La mancanza di O2 può essere dannosa per il sistema nervoso centrale: mentre le cellule cerebrali possono resistere a brevi periodi di scarsa fornitura di ossigeno, si danneggiano gravemente quando la situazione persiste. Come sostenuto in numerose ricerche scientifiche, la malattia polmonare cronica aumenta il rischio di mortalità per overdose per chi assume tali sostanze, motivo per cui la ridotta capacità polmonare causata da COVID-19 può mettere in serio pericolo queste persone.

📝 Prosegue in un prossimo post

✍🏻 @researchchemicalsitalia
🚫 TikTok: verifica l’età mediante AI per vietarne l’uso agli under 13

La scorsa settimana l’autorità garante della privacy italiana ha chiesto di attuare delle azioni per tutelare i più giovani dopo la tragedia di Palermo, in cui una bambina di 10 anni morì a causa della “Blackout challange”.
Così la piattaforma di condivisione video prende provvedimenti per limitarne l’uso da parte dei bambini sotto i 13 anni.

Dal 9 febbraio TikTok chiederà di inserire nuovamente la propria data di nascita per effettuare il login e rimuoverà gli account degli utenti con meno di 13 anni. Per evitare escamotage da parte di questi, la piattaforma ha preso in considerazione l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e ne sta discutendo con il Garante privacy irlandese: "I dati del bambino sono già trattati, la differenza è usare questo trattamento per capire se ha meno di tredici anni", commenta Guido Scorza, componente del collegio del Garante privacy italiano e relatore del provvedimento su TikTok.
Poiché l’individuazione di tali soluzioni richiede un bilanciamento tra la necessità di accurate verifiche e il diritto alla protezione dei dati dei minori – spiega ancora Scorza in una nota ufficiale – la società si è impegnata ad avviare con l’Autorità privacy dell’Irlanda, Paese nel quale la piattaforma ha fissato il proprio stabilimento principale, una discussione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale a fini di age verification”.

TikTok inoltre ha anticipato l’inserimento di un bottone direttamente nell’app per segnalare gli utenti che sembrano avere meno di tredici anni. Con l’inserimento dell’AI rimane comunque il rischio di un illegittimo trattamento dei dati personali, anche di soggetti minori, a tal riguardo, il Garante dovrà continuare a vigilare sull’operato della piattaforma.
👮🏻‍♂️ Wallstreet Market: i presunti venditori verranno processati questo mese

Sono tre tedeschi di Herford, Nord Reno-Westfalia, gli uomini accusati di aver guadagnato oltre €211.000 attraverso 2.756 vendite sul famoso Walstreet Market, chiuso dalle forze dell’ordine nel maggio 2019. Quest’ultime, mediante le informazioni ottenute dai server sequestrati durante l’indagine di WSM, hanno scoperto che il gruppo aveva un fornitore nei Paesi Bassi.

Il gruppo è accusato di vendita di eroina, cocaina, ecstasy, anfetamine, metanfetamina e marijuana, per un totale di ben 22,7Kg di droga venduta nell’ultimo anno.
Il primo imputato, un 30enne di Herford, avrebbe fornito l’appartamento al gruppo come base operativa per la distribuzione della droga. Un altro imputato, un 31enne della stessa regione, avrebbe gestito l’operazione di distribuzione ed i conti del venditore sul darkweb, ricevendo gli ordini dai clienti ed inoltrando i dettagli ai suoi cospiratori. Infine l’ultimo imputato, un 28enne, si sarebbe occupato dei reclami dei clienti relativi alla qualità delle droghe, alla quantità o ai ritardi di spedizione, oltre ad aver assistito il leader del gruppo lasciando i pacchi negli uffici postali vicini.

Le forze dell'ordine tedesche hanno eseguito mandati di perquisizione e arresto nel maggio 2020. Durante una perquisizione negli appartamenti associati ai cospiratori, la polizia ha sequestrato droga, Bitcoin e armi da fuoco. L'inizio del processo è previsto per il 10 febbraio 2021.
💸 La polizia di Tokyo arresta 31 persone in relazione alla rapina al Coincheck del 2018

È stato scoperto che i sospetti avevano scambiato criptovaluta rubata su un exchange emerso nel darkweb dopo la rapina a Coincheck.

La polizia di Tokyo ha arrestato e accusato 31 persone in relazione all'hacking Coincheck del gennaio 2018, che ha visto il furto di circa 530 milioni di dollari (ora del valore di 38 milioni di dollari) dallo scambio di criptovaluta.
All'epoca, il furto ha provocato un maggiore controllo sul settore delle criptovalute, comprese le ispezioni in tutti gli scambi di criptovaluta a livello nazionale, l'emissione di ordini di miglioramento aziendale contro coloro con controlli interni scarsi e sistemi AML(Anti-Money Laundering) inadeguati e regole più severe per evitare che incidenti simili si verifichino in futuro.

Le persone sono state arrestate per aver scambiato presumibilmente più di 10 miliardi di JPY(YEN giapponesi, in base ai tassi di gennaio 2018) di criptovaluta NEM con altre valute digitali nonostante sapessero che le risorse erano state rubate, secondo rapporti locali.
La polizia afferma che presto concluderà la sua indagine sulle persone che si scambiano NEM rubati.

Nel marzo 2020, anche altre due persone, identificate come Masaki Kitamoto e Takayoshi Doi, sono state arrestate per scambio di NEM rubati a Coincheck.
Kitamoto ha ammesso di aver commesso un errore, sostenendo di aver rubato oltre 19 milioni di dollari dall'hacking di Coincheck.
🌐 La polizia tedesca sequestra 50 milioni di euro in Bitcoin, ma il criminale si rifiuta di fornire la password

La polizia tedesca ha sequestrato quasi 50 milioni di euro in Bitcoin ad un uomo condannato per truffa e accesso abusivo a sistema informatico. Peccato che quei soldi siano persi per sempre, il criminale infatti si rifiuta di fornire la private key.

Le forze dell'ordine di Kempten, una città della Baviera, hanno sequestrato un hardisk con oltre 1.500 Bitcoin durante un arresto nei confronti di un uomo accusato di truffa. 1.500 bitcoin, alla data odierna, equivalgono circa a 47 milioni di euro.

"Gli abbiamo chiesto di fornirci la password ma si è rifiutato, forse non la conosce nemmeno lui", ha spiegato il pubblico ministero Sebastian Murer. Una tesi molto risibile, visto che le criptovalute erano lo strumento usato dal criminale per guadagnarsi da vivere. L'uomo è stato condannato a 2 anni di carcere per aver installato un malware per il mining di criptovalute sui computer di centinaia di vittime ignare.

Che si ricordi la password o meno, a dire la verità, poco importa. Gli hardisk sono ora sotto il controllo delle forze dell’ordine. Quei 1.500 bitcoin vanno così ad aggiungersi all’immensa ricchezza in criptovalute andata persa per sempre. Secondo il New York Times, circa il 20% dei Bitcoin emessi fino ad oggi è contenuto in wallet andati persi o protetti da password che nessuno si ricorda più.
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In questa situazione allarmante i SerT sono stati dichiarati servizi essenziali e hanno continuato a lavorare garantendo la “terapia” a base di metadone, aumentandone la copertura fino a una settimana, ma non in tutta Italia è andata così. L’ItaNPUD, associazione di consumatori di sostanze psicoattive che si batte per la tutela dei diritti dei consumatori di sostanze stupefacenti, infatti, denuncia che molti centri sono stati chiusi e i servizi di Riduzione del Danno limitati; inoltre, sono stati interrotti i colloqui psicologici, le attività in gruppo delle comunità e molti SerD non hanno più accettato nuove persone, abbandonandole a loro stesse. Questo è uno tra i fattori che hanno contribuito non solo all’aumento dell’uso di sostanze come alcool e benzodiazepine (in grado di placare l’astinenza da oppiacei), bensì anche alla ricaduta di chi, da anni, era riuscito a rinascere grazie ad un vero percorso terapeutico di riabilitazione.

Nell’era pandemica, come già accennato, ciò che allarma specialmente tra la popolazione giovane, è anche l’esponenziale aumento dell’uso di alcolici, che si attesta attorno al 180% (fonte: ISS) – questo incremento è dovuto alla facilità di reperimento delle bevande alcoliche rispetto ad altre sostanze illegali, ma anche ai prezzi accessibili offerti dai rivenditori. In merito a ciò, il dottore Giovanni Galimberti, direttore presso il SerT di Monza, afferma che “[…] sono stati 160 gli accessi totali ai nostri servizi post lockdown, compresi di nuovi soggetti, ricaduti nella dipendenza e altri che hanno virato da altre dipendenze. Di questi sono 96 i nuovi mai conosciuti prima. Al di là del numero assoluto, a preoccuparmi maggiormente è stato proprio il boom di accessi appena terminate le restrizioni, ovvero tra maggio e giugno”.

Purtroppo per avere dati statistici precisi in merito all’aumento dell’uso di sostanze stupefacenti e del tasso di soggetti tossicodipendenti accertati, bisognerà aspettare l’annuale Relazione al Parlamento, ma i pochi dati che siamo riusciti a reperire riescono già a mettere in evidenza i danni che l’isolamento sociale prolungato è riuscito a produrre e che, probabilmente, continuerà a provocare.

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Come avrete notato, ultimamente siamo... Un po' a corto di post. Innanzitutto, prima di iniziare, colgo l'occasione per augurare una buona domenica e un buon San Valentino a tutti!

Ma torniamo a noi. Come stavo dicendo, gli articoli sul canale iniziano a scarseggiare. Stiamo quindi cercando qualcuno che sia disposto ad aiutarci a crearne di nuovi, settimanalmente o a seconda della disponibilità.
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🏦 Donna del New Jersey condannata a 63 mesi di prigione per frode bancaria da 2 milioni di dollari che coinvolge identità acquistate sul Darknet

Una donna della contea di Bergen, nel New Jersey, è stata condannata oggi a 5 anni e 2 mesi di prigione per un elaborato schema di franchi bancari che ha comportato perdite per oltre 2 milioni di dollari, ha annunciato il procuratore in carica Rachael Honig.

Alexis Taylor, 32 anni, di Hackensack, New Jersey, in precedenza si è dichiarata colpevole davanti al giudice distrettuale degli Stati Uniti John Michael Vazquez nella corte federale di Newark per un atto d'accusa, accusandola di cospirazione per commettere frode bancaria. Il giudice Vazquez ha emesso oggi la sentenza in videoconferenza.
Secondo i documenti depositati in questo caso e le dichiarazioni rese in tribunale:
Da marzo 2017 a giugno 2018, Taylor ha concordato con altri di eseguire uno schema per frodare varie istituzioni finanziarie situate nel New Jersey, New York e altrove.

Ha acquistato una quantità significativa di informazioni di identificazione personale rubate tramite il darkweb, comprese le informazioni sul conto bancario e le risposte alle domande di sicurezza online.
Taylor ha quindi utilizzato le informazioni per accedere ai conti delle vittime presso varie banche e altre istituzioni finanziarie.
Taylor, e altri che agivano sotto la sua direzione, si recavano nelle banche e impersonavano i titolari di conti delle vittime per prelevare fondi dai conti detenuti dalle vittime presso quelle istituzioni. Taylor comunicava anche con le banche per telefono e richiedeva che fossero effettuati bonifici dai conti delle vittime e sui conti detenuti da Taylor.
Infine, faceva parte del programma che Taylor si recasse a casa delle vittime e intercettasse le carte di debito e altri documenti finanziari dalla posta per facilitare la frode.

Oltre alla pena detentiva, il giudice Vazquez ha condannato Taylor a 4 anni di rilascio controllato.
Per il 10 maggio 2021 è prevista un'udienza per determinare quanto Taylor dovrebbe pagare per la restituzione.
🌐 Solo 270 indirizzi di criptovalute hanno riciclato più di un miliardo di dollari

Chainalysis, una nota società che si occupa di analizzare le blockchain delle criptovalute per tracciare il denaro, ha recentemente scoperto un enorme sistema di riciclaggio di denaro in criptovalute dal valore di 1,3 miliardi di dollari. Secondo Chainalysis, sarebbe gestito da appena 270 indirizzi.

L'uso illegale delle criptovalute ha a lungo preoccupato i governi e le forze dell'ordine, con il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen e il presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde che il mese scorso hanno entrambi chiesto una supervisione più stretta.

I 270 indirizzi alla base del report di Chainalysis gestirebbero il 55% dei fondi illeciti monitorati dallo studio. I numeri dell’economia sommersa in criptovalute, ad ogni modo, probabilmente sono estremamente più alti.

I fondi illeciti, si legge nell’analisi di Chainalysis, sono distribuiti in modo correlato ai volumi dell'economia in criptovalute delle diverse nazioni. Così non stupisce che in vertice alla classifica dei Paesi con il più alto scambio di fondi illeciti in Bitcoin e altre valute virtuali troviamo USA, Russia e Cina.

Le criptovalute negli ultimi anni hanno iniziato ad avere un ruolo da protagonista all’interno della cronaca internazionale. Solamente la scorsa settimana le autorità tedesche hanno sequestrato circa 50 milioni di euro in criptovalute. Soldi a cui lo Stato non avrà mai accesso, dato che il truffatore a cui sono stati sequestrati si rifiuta di rivelare la sua private key (ne abbiamo parlato in questo articolo).
💡Le allucinazioni collettive

L’affascinante tema delle allucinazioni collettive è, da sempre, oggetto di studio della psicologia transpersonale (o spirituale), una branca della psicologia che si occupa di integrare gli aspetti spirituali e trascendenti dell'esperienza umana con la struttura della psicologia moderna.

Ad oggi, le storie e le leggende circa tali particolari allucinazioni condivise sono piuttosto rare da rintracciare e quasi tutte – se non tutte, sono riconducibili ad un fenomeno comune: la segale cornuta. Ma di cosa si tratta? Innanzitutto, la segale è un cereale capillarmente diffuso in ambito culinario (sotto forma di farina) ideale per la preparazione di prodotti da forno; essa viene definita “cornuta” quando affetta da ergotismo. In questo caratteristico e singolare caso della natura, a causa del fungo claviceps purpurea, essa presenta delle piccole escrescenze a forma di corna, anche chiamate speroni: si tratta di veri e propri corpi fruttiferi del fungo contenenti diversi alcaloidi sia velenosi, sia psicoattivi appartenenti al gruppo delle ergotine, tra le quali viene annoverato l’acido lisergico, principale componente dell’LSD, acronimo per il termine tedesco Lysergsäurediethylamid, ovvero, dietilamide dell’acido lisergico.

Arcaiche testimonianze di visioni allucinogene collettive ci giungono dalla Grecia, e risalgono al periodo miceneo (1600 – 1100 a.C.!), durante il quale cominciò a diffondersi la celebrazione dei riti eleusini, propri del culto della dea Demetra, e che ebbero seguito anche in Italia, a Roma: vi presero parte il filosofo Cicerone ed anche imperatori quali Adriano e Marco Aurelio. Attraverso la celebrazione rigorosamente segreta di tali riti (suddivisi in due fasi, i “piccoli misteri” ed i “grandi misteri”) gli iniziati credevano che avrebbero ottenuto la giusta ricompensa dopo la morte; qual è il ruolo della segale cornuta? I “Misteri” comprendevano visioni e invocazioni a una vita oltre la morte, per tale ragione alcuni studiosi sono propensi a ritenere che il loro potere derivasse da agenti psichedelici, collegati all’assunzione del ciceone, bevanda sacra a base di acqua, menta e orzo (probabilmente contaminata dall’amanita muscaria) e dall’utilizzo di pane prodotto con segale affetta da ergotismo. Negli anni ’60 lo scrittore inglese Robert Graves, inoltre, notò che nel bassorilievo di Farsalo (del V secolo a.C.) erano rappresentate Demetra e sua figlia Persefone intente a scambiarsi dei funghi riconducibili al genere psylocibe, consumati per le loro proprietà psicoattive dovute agli alcaloidi psicotropi della psilocibina e psilocina.

📍In foto: nell'ambito dei misteri eleusini si fa riferimento al bassorilievo di Farsalo.

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