Gli sviluppi che ci sono stati nell'AI nelle ultime settimane sono stati IMPRESSIONANTI. Ora le AI possono moltiplicarsi autonomamente e "assumere" nuovi agenti AI per lavorare in team tra di loro e risolvere task sempre più complesse.
Questi modelli stanno facendo tremare i bancari, in quanto andranno per forza di cose a ridefinire tutte le regole dell'analisi e della consulenza finanziaria tradizionale.
Ho testato a fondo questi nuovi modelli AI, applicandoli a tutto il mio sistema su www.stockstatistics.ai
Il chatbot che è venuto fuori è semplicemente impressionante.
Vi mostro come il nostro nuovo modello AI analizza i mercati in questo video, dove gli ho chiesto di mostrarmi cosa succede su SP500 quando cambia il presidente della FED, o che tipo di portafoglio vorrebbe avere lui in questo momento storico al netto dell'analisi settoriale
trovate tutto qui
https://youtu.be/BBCGiqWIOdY
Questi modelli stanno facendo tremare i bancari, in quanto andranno per forza di cose a ridefinire tutte le regole dell'analisi e della consulenza finanziaria tradizionale.
Ho testato a fondo questi nuovi modelli AI, applicandoli a tutto il mio sistema su www.stockstatistics.ai
Il chatbot che è venuto fuori è semplicemente impressionante.
Vi mostro come il nostro nuovo modello AI analizza i mercati in questo video, dove gli ho chiesto di mostrarmi cosa succede su SP500 quando cambia il presidente della FED, o che tipo di portafoglio vorrebbe avere lui in questo momento storico al netto dell'analisi settoriale
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Ecco cosa può fare davvero l'AI nell'analisi finanziaria (e perché i bancari stanno crollando)
Canale Telegram: https://t.me/cyclicalanalysis
info@stockmarket-statistics.com
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Se siete su X vi invito a seguire il nuovo profilo della pagina, trovate varie insight su cicli e altro:
https://x.com/StockStatsAI
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Stockstatistics.ai - Cyclical Analysis
https://youtu.be/hd-HRidkxRM
Nelle mie analisi, da mesi ripetevo che stavo acquistando petrolio sotto area 60 in quanto per me rappresentava un importante livello per posizionamenti di lungo termine.
Il petrolio ha fatto minimo nella settimana del 17 Dicembre, e il 19 notte ho pubblicato sul mio sito l'articolo a cui fa riferimento il video pubblico che misi su youtube il 21 dicembre.
Ho sottolineato più volte come il mio prezzo medio di carico fosse sotto l’area 58, e ho sottolineato più volte come a mio parere nel 2026 avremmo assistito al secondo capitolo della guerra tra Stati Uniti e Iran.
Il petrolio vedeva un minimo importante da farsi a fine 2025 ed eccoci qui. Se domani notte non si dovessero essere risolti i disordini nello stretto, penso che ci troveremo un gran bel regalo in portafoglio!
Il petrolio ha fatto minimo nella settimana del 17 Dicembre, e il 19 notte ho pubblicato sul mio sito l'articolo a cui fa riferimento il video pubblico che misi su youtube il 21 dicembre.
Ho sottolineato più volte come il mio prezzo medio di carico fosse sotto l’area 58, e ho sottolineato più volte come a mio parere nel 2026 avremmo assistito al secondo capitolo della guerra tra Stati Uniti e Iran.
Il petrolio vedeva un minimo importante da farsi a fine 2025 ed eccoci qui. Se domani notte non si dovessero essere risolti i disordini nello stretto, penso che ci troveremo un gran bel regalo in portafoglio!
In questo articolo ho raccolto tutti i migliori forecast condivisi coi clienti negli ultimi anni
https://www.stockstatistics.ai/it/post/tutte-le-previsioni-degli-ultimi-anni
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Secondo JP Morgan, la chiusura dello Stretto potrebbe mandare i prezzi fino a 120 - 130 dollari al barile, riflettendosi poi sull'inflazione che costringerebbe la FED a invertire la rotta di politica monetaria, rialzando i tassi.
I tempi di risoluzione della situazione iraniana giocheranno un ruolo essenziale sotto tanti fronti
I tempi di risoluzione della situazione iraniana giocheranno un ruolo essenziale sotto tanti fronti
Nuovo strumento Scanner disponibile nel sito. Frutto di ore di lavoro e migliaia di combinazioni di backtest, siamo riusciti a migliorare ulteriormente uno strumento che già batteva SP500 da anni.
In questa foto potete vedere la comparazione tra SP500, strategie di stagionalità e il nostro nuovo Scanner.
Questo scanner integra l'AI per fare una valutazione della robustezza della stagionalità unita all'analisi dei prezzi, incrociando decine di parametri per trovare ogni mese le migliori occasioni
In questa foto potete vedere la comparazione tra SP500, strategie di stagionalità e il nostro nuovo Scanner.
Questo scanner integra l'AI per fare una valutazione della robustezza della stagionalità unita all'analisi dei prezzi, incrociando decine di parametri per trovare ogni mese le migliori occasioni
Dow Jones - questo era il pattern che la piattaforma segnalava analizzando gli intorni del 15 Febbraio.
La linea verticale (evento zero preso in analisi) è il 15 Febbraio. Il pattern parlava decisamente chiaro: Da metà febbraio e per i successivi 30 giorni, ci si poteva aspettare una debolezza importante. Tutto come da aspettative.
La linea verticale (evento zero preso in analisi) è il 15 Febbraio. Il pattern parlava decisamente chiaro: Da metà febbraio e per i successivi 30 giorni, ci si poteva aspettare una debolezza importante. Tutto come da aspettative.
I titoli finanziari si trovano ufficialmente nella peggior condizione degli ultimi anni. La percentuale di titoli sopra la media 200 scende al 45%.
Peggio di lui fanno i tecnologici. Per trovare una situazione così degradata sui tecnologici si deve andare indietro alle grandi bolle.
Peggio di lui fanno i tecnologici. Per trovare una situazione così degradata sui tecnologici si deve andare indietro alle grandi bolle.
Situazione attuale su SPY (etf di sp500) su Call e Put. L'esposizione Put domina in modo schiacciante rispetto alle call su quasi tutti gli strike.
La situazione è la stessa su tutte le scadenze fino al 10 marzo.
Sul prossimo aggiornamento della dashboard, arriverà il quadro delle opzioni su tutti i mercati
La situazione è la stessa su tutte le scadenze fino al 10 marzo.
Sul prossimo aggiornamento della dashboard, arriverà il quadro delle opzioni su tutti i mercati
Siamo ora al test del supporto volumetrico chiave per SP500 su area 6700, in caso di rottura il quadro si degrada pesantemente
La Trump Strategy: 10 step per leggere il conflitto Iran e i mercati
Il conflitto USA/Israele–Iran non è un evento isolato. È l'ennesima applicazione di uno schema negoziale che Trump usa in modo identico da oltre un anno — tariffe, Venezuela, Groenlandia, Intel, India. Il pattern è sempre lo stesso.
I 10 step
Pressione verbale — Post su Truth Social, minacce, inviti a "fare un deal." Con l'Iran settimane di messaggi sulla "grande Armada," esattamente come con Groenlandia e Venezuela.
Posizionamento strategico visibile — Movimenti militari, alleanze esibite. Serve a rendere credibile la minaccia. A volte il deal si chiude già qui (caso Intel).
Il colpo del venerdì sera — Le azioni decisive arrivano dopo la chiusura dei mercati: strike su Iran, raid in Nigeria, tariffe sulla Cina, Venezuela — tutti tra venerdì e sabato. Il weekend serve da cuscinetto per assorbire lo shock.
I mercati comprano il ribasso — Futures violenti la domenica, ma rimbalzo rapido perché "tutti sanno che Trump vuole un deal."
Trump alza la posta — Retorica da guerra "forever," armi illimitate. È tattica: comunica che può sostenere il conflitto, non che lo vuole.
Il mercato prezza un conflitto prolungato — Qui siamo ora: Brent sopra $85, Dow −1.100, argento −20%. Non è reazione a un titolo, è repricing della durata del rischio.
Segnali condizionali di de-escalation — Compaiono riferimenti a negoziati "possibili," senza sembrare una ritirata. Tempi variabili: a volte giorni, a volte mesi.
Feedback loop mercati-politica — Petrolio alto, inflazione in salita, sentiment in calo costringono Trump verso il tavolo. Soglie chiave: Brent $90+, equity −5%, benzina +10%.
Il deal — Ogni conflitto finisce con un accordo presentato come vittoria della "massima pressione."
Repricing esplosivo — I mercati rimbalzano violentemente perché il posizionamento è troppo difensivo. Non migliorano i fondamentali, semplicemente il worst-case esce di scena.
Il punto chiave
Una guerra prolungata con l'Iran va contro tutto ciò che Trump vuole: essere il "presidente della pace," abbattere l'inflazione, benzina a $2/gallone — il tutto in un anno di midterm. Secondo JP Morgan, la chiusura dello Stretto di Hormuz porterebbe petrolio a $120-130 e inflazione al 5%. Un bagno di sangue per le elezioni di metà mandato.
La vera incognita oggi non è Trump — è tutto quello che Trump non controlla. Una rappresaglia iraniana su larga scala, un attacco a infrastrutture energetiche nel Golfo, il coinvolgimento di attori regionali non previsti, un incidente che escala prima che la diplomazia possa intervenire. Il rischio non sta nel copione di Trump, sta in ciò che il copione non può anticipare.
Finché il conflitto resta nei binari della strategia, il pattern regge. Ma una guerra vera ha variabili che nessuna tattica negoziale può governare completamente — e questo è il fattore che i mercati dovranno continuare a prezzare giorno per giorno.
Il conflitto USA/Israele–Iran non è un evento isolato. È l'ennesima applicazione di uno schema negoziale che Trump usa in modo identico da oltre un anno — tariffe, Venezuela, Groenlandia, Intel, India. Il pattern è sempre lo stesso.
I 10 step
Pressione verbale — Post su Truth Social, minacce, inviti a "fare un deal." Con l'Iran settimane di messaggi sulla "grande Armada," esattamente come con Groenlandia e Venezuela.
Posizionamento strategico visibile — Movimenti militari, alleanze esibite. Serve a rendere credibile la minaccia. A volte il deal si chiude già qui (caso Intel).
Il colpo del venerdì sera — Le azioni decisive arrivano dopo la chiusura dei mercati: strike su Iran, raid in Nigeria, tariffe sulla Cina, Venezuela — tutti tra venerdì e sabato. Il weekend serve da cuscinetto per assorbire lo shock.
I mercati comprano il ribasso — Futures violenti la domenica, ma rimbalzo rapido perché "tutti sanno che Trump vuole un deal."
Trump alza la posta — Retorica da guerra "forever," armi illimitate. È tattica: comunica che può sostenere il conflitto, non che lo vuole.
Il mercato prezza un conflitto prolungato — Qui siamo ora: Brent sopra $85, Dow −1.100, argento −20%. Non è reazione a un titolo, è repricing della durata del rischio.
Segnali condizionali di de-escalation — Compaiono riferimenti a negoziati "possibili," senza sembrare una ritirata. Tempi variabili: a volte giorni, a volte mesi.
Feedback loop mercati-politica — Petrolio alto, inflazione in salita, sentiment in calo costringono Trump verso il tavolo. Soglie chiave: Brent $90+, equity −5%, benzina +10%.
Il deal — Ogni conflitto finisce con un accordo presentato come vittoria della "massima pressione."
Repricing esplosivo — I mercati rimbalzano violentemente perché il posizionamento è troppo difensivo. Non migliorano i fondamentali, semplicemente il worst-case esce di scena.
Il punto chiave
Una guerra prolungata con l'Iran va contro tutto ciò che Trump vuole: essere il "presidente della pace," abbattere l'inflazione, benzina a $2/gallone — il tutto in un anno di midterm. Secondo JP Morgan, la chiusura dello Stretto di Hormuz porterebbe petrolio a $120-130 e inflazione al 5%. Un bagno di sangue per le elezioni di metà mandato.
La vera incognita oggi non è Trump — è tutto quello che Trump non controlla. Una rappresaglia iraniana su larga scala, un attacco a infrastrutture energetiche nel Golfo, il coinvolgimento di attori regionali non previsti, un incidente che escala prima che la diplomazia possa intervenire. Il rischio non sta nel copione di Trump, sta in ciò che il copione non può anticipare.
Finché il conflitto resta nei binari della strategia, il pattern regge. Ma una guerra vera ha variabili che nessuna tattica negoziale può governare completamente — e questo è il fattore che i mercati dovranno continuare a prezzare giorno per giorno.