Covid Truffa Marche
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8) La giudice tutelare che ha convalidato la richiesta illegittima di TSO allo studente di Fano, è SABRINA CARBINI, giudice del tribunale di Pesaro, dove è sindaco, guarda caso, Matteo Ricci (PD).

Giudici, primari, presidi, sindaci, dirigenti, prefetture e questure fanno parte dello stesso circuito politico- amministrativo-affaristico-clientelare, muovendosi all’unisono ognuno a difesa dell’altro, perché spesso cresciuti insieme nello stesso brodo sociale e culturale o perché legati da privilegi e prebende comuni, più forti di qualsiasi differenza.

Nelle foto: la giudice SABRINA CARBINI insieme al sindaco di Pesaro Matteo Ricci; durante una lezione agli studenti, dove spiega con un "processo simultato" (macabro presagio), il valore del "rispetto delle regole e dell’accertamento dei fatti e delle responsabilità" (sic!)
https://urly.it/3cxf3 https://urly.it/3cxf4 https://urly.it/3cxf5
10) TSO FANO. PROCURATRICE TODESCHINI DÀ RAGIONE AL SINDACO: TORNANO GLI SPETTRI DEL “METODO BIBBIANO”

La procuratrice della Repubblica di Pesaro Cristina Tedeschini, in una intervista al Corriere Adriatico ha appoggiato in pieno la ricostruzione ridicola e menzognera del sindaco di Fano Massimo Seri, compiendo un vero e proprio illecito, perché in questo modo sta cercando di indirizzare le indagini che devono partire a seguito della molte denunce fatte contro il sindaco stesso, le forze dell’ordine, la preside, i medici, gli infermieri e le due strutture ospedaliere coinvolte: deve dimettersi!
Ora cercano di applicare il “metodo Bibbiano” (ovvero la complicità tra autorità amministrative, mediche, giudiziare e mass media, per compiere degli illeciti con vantaggi economici o politici o di carriera reciproci) anche su tutti coloro che osano mettere in discussione il dogma della (finta) pandemia.
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Qui l'articolo completo del "Corriere Adriatico" in versione PDF
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Auguri speciali a Mancini per la sua vittoria ingloriosa fatta sulle pelle degli italiani!
Ci vediamo a Norimberga, Robertino…
LE FAMIGLIE DELLE VITTIME DEI SIERI GENICI INIZIANO A NASCONDERE L’INOCULAZIONE E I GIORNALI LOCALI INSABBIANO LE NOTIZIE
Vittime e carnefici. Famiglie e giornalisti criminali. Un patto scellerato per nascondere la "vaccinazione" di chi muore per "malore".

Come il caso di Oscar Gabbani di Pesaro: prima dose di Astrazeneca l’8 aprile 2021. Ma nei giornali nazi-covidisti Il Resto del Carlino e Corriere Adriatico non ce n’è traccia. Come non si parla della seconda dose fatta probabilmente i primi di luglio (12 settimane l’intervallo previsto). Visto che la morte è avvenuta il 18 luglio, la tempistica è sovrapponibile a quella di migliaia di altre vittime. Come le modalità: “dolori muscolari”, poi dalla guardia medica che dice tutto bene e la morte dopo poche ore.

I nazi-vaccinisti responsabili della morte di questa e di altre migliaia di persone hanno pure il macabro cinismo di esprimere “toccanti parole di cordoglio”, mentre i giornali corrotti fanno da grancassa alle veline del sadico sindaco di turno...
LA NUOVA FRONTIERA DEI CRIMINI SANITARI: “FAR MORIRE” DI FALSE PATOLOGIE CHI MUORE PER "VACCINO"
Accordo paramafioso tra procure e ospedali: niente indagini formali, ma solo autopsie interne fatte da medici corrotti per attestare la morte per patologie che il paziente non aveva mai avuto ed escludere la morte per vaccino.

DUE GIORNI DOPO IL VACCINO Mario Bertoni di Senigallia, “ha iniziato a sentirsi poco bene e venerdì la corsa in ospedale dove è morto. AI SANITARI HA DETTO SOLO DI AVER FATTO IL VACCINO E DI STARE BENE.” Tradotto: “Io stavo bene, poi ho fatto il vaccino ed ora sto male”.

Leggete queste vette di giornalismo criminale: “MARIO BERTONI DI SALUTE STAVA BENE, ALMENO COSÌ CREDEVA
È STATA DISPOSTA INTERNAMENTE L’AUTOPSIA CHE HA CHIARITO L’ACCADUTO. IL 59ENNE AVEVA VALORI MOLTO ALTI DI DIABETE CHE IGNORAVA" Chiaro il trucco, no?

Chi ha fatto il siero non si deve preoccupare: non morirà mica per il “vaccino”, ma di una grave patologia che non sapeva nemmeno di avere! Che è tutta un’altra morte...
Da Piazza Cavour a Corso Garibaldi, poi al Teatro le Muse davanti alla sede RAI, quindi Piazza del Plebiscito e infine Palazzo Municipale. All'inizio ha fatto un breve discorso Carlo Negri.