Forwarded from Il virus della fede
1) COME PIO IX GUARÌ DALL’EPILESSIA E DIVENNE INFALLIBILE
Tra il 1868 e il 1870 nella basilica di San Pietro si svolse uno degli eventi più grotteschi ed esilaranti nella storia dell’umanità, che per fortuna venne interrotto dai Bersaglieri italiani con la Breccia di Porta Pia e la Presa di Roma il 20 settembre del 1870.
Si trattò del Concilio Vaticano I che definì il tragicomico dogma dell’Infallibilità papale. Un successo così travolgente che il Concilio fu aggiornato al 20 ottobre del 1870, ma non fu mai ripreso. Fu chiuso quasi un secolo dopo da Giovanni XXIII nel 1960!
L’artefice di questa burla teologica fu il senigalliese “Giovanni Maria Battista Pietro Pellegrino Isidoro Mastai-Ferretti”: già il suo chilometrico nome sembra una beffa goliardica e non ispira una grande autorevolezza…
A soli 5 anni, a causa di un grave trauma cerebrale (cadde in un torrente), iniziò a soffrire di gravi crisi epilettiche tanto che in seguito dovette interrompere gli studi, rinunciare alla leva e alla Guardia Pontificia.
La storiella della guarigione all’età di 23 anni durante un pellegrinaggio a Loreto è una frottola agiografica, che fa il paio con la panzana da minorati mentali della casa di una certa Maria di Nazareth traportata in volo da esseri alati immaginari chiamati angeli, prima nei pressi di Fiume, poi ad Ancona, quindi a Porto Recanati, poi sul Monte Prodo e quindi nel bel mezzo della strada tra Recanati e Porto Recanati, ovvero l’odierna Loreto: angeli suburbani a scartamento ridotto, si direbbe… (continua)
Tra il 1868 e il 1870 nella basilica di San Pietro si svolse uno degli eventi più grotteschi ed esilaranti nella storia dell’umanità, che per fortuna venne interrotto dai Bersaglieri italiani con la Breccia di Porta Pia e la Presa di Roma il 20 settembre del 1870.
Si trattò del Concilio Vaticano I che definì il tragicomico dogma dell’Infallibilità papale. Un successo così travolgente che il Concilio fu aggiornato al 20 ottobre del 1870, ma non fu mai ripreso. Fu chiuso quasi un secolo dopo da Giovanni XXIII nel 1960!
L’artefice di questa burla teologica fu il senigalliese “Giovanni Maria Battista Pietro Pellegrino Isidoro Mastai-Ferretti”: già il suo chilometrico nome sembra una beffa goliardica e non ispira una grande autorevolezza…
A soli 5 anni, a causa di un grave trauma cerebrale (cadde in un torrente), iniziò a soffrire di gravi crisi epilettiche tanto che in seguito dovette interrompere gli studi, rinunciare alla leva e alla Guardia Pontificia.
La storiella della guarigione all’età di 23 anni durante un pellegrinaggio a Loreto è una frottola agiografica, che fa il paio con la panzana da minorati mentali della casa di una certa Maria di Nazareth traportata in volo da esseri alati immaginari chiamati angeli, prima nei pressi di Fiume, poi ad Ancona, quindi a Porto Recanati, poi sul Monte Prodo e quindi nel bel mezzo della strada tra Recanati e Porto Recanati, ovvero l’odierna Loreto: angeli suburbani a scartamento ridotto, si direbbe… (continua)
Forwarded from Covid Truffa: Cronache dal virus che non c'è (Nulla Veritas)
1) CHI VA PIANO DIVENTA MUSULMANO
La giunta Pidiota di Jesi, condita con un po’ di Verde, 5 Stelle avariate, qualche avanzo Sinistro e Republicano, condito con spruzzatine di Casa delle Donne e Rete femminista, colpisce ancora.
Ce ne eravamo già occupati per la fanatica, dispendiosa e antipopolare campagna “Zona 30” che aveva disseminato tutta Jesi di cartelli stradali, avvisi, giganteschi pitture a colori sulle strade, a nostre spese e a nostro danno...
Si, perché è impossibile, oltre che sadico, mantenere e imporre quella velocità. Si tratta solo una delle tante angherie che servono a tenere sotto ricatto chi guida, di chi vorrebbe trasformare il mondo in grande asilo d’infanzia, dove controllare, dominare e plasmare a proprio piacimento la popolazione (qui).
Ora gli autoproclamatosi tutori dei cittadini ci riprovano con la nuova campagna “Vai piano”, sempre a nostre spese, disseminando la città di manifesti e bandierine con slogan infantili e immagini di ogni tipo, tra cui quella odiosa - in quanto simbolo di oppressione femminile e sostituzione etnica - di una donna con
burqa che spinge una carrozzina con bambino.
Il caso è esploso, oltre che nei media locali, anche in quelli nazionali (1 , 2 , 3 , 4 , 5 , 6 , 7), tutti (im)marcescibilmente schierati con il verbo fasullo e criminale dell’inclusione, dell’antirazzismo, dell’ islamofobia e via imbrogliando.
Si vede che sono ormai esaurite le bustarelle dell’USAID, ma stanno arrivano quelle dell’UE... Ma come è finita poi? (continua).
La giunta Pidiota di Jesi, condita con un po’ di Verde, 5 Stelle avariate, qualche avanzo Sinistro e Republicano, condito con spruzzatine di Casa delle Donne e Rete femminista, colpisce ancora.
Ce ne eravamo già occupati per la fanatica, dispendiosa e antipopolare campagna “Zona 30” che aveva disseminato tutta Jesi di cartelli stradali, avvisi, giganteschi pitture a colori sulle strade, a nostre spese e a nostro danno...
Si, perché è impossibile, oltre che sadico, mantenere e imporre quella velocità. Si tratta solo una delle tante angherie che servono a tenere sotto ricatto chi guida, di chi vorrebbe trasformare il mondo in grande asilo d’infanzia, dove controllare, dominare e plasmare a proprio piacimento la popolazione (qui).
Ora gli autoproclamatosi tutori dei cittadini ci riprovano con la nuova campagna “Vai piano”, sempre a nostre spese, disseminando la città di manifesti e bandierine con slogan infantili e immagini di ogni tipo, tra cui quella odiosa - in quanto simbolo di oppressione femminile e sostituzione etnica - di una donna con
burqa che spinge una carrozzina con bambino.
Il caso è esploso, oltre che nei media locali, anche in quelli nazionali (1 , 2 , 3 , 4 , 5 , 6 , 7), tutti (im)marcescibilmente schierati con il verbo fasullo e criminale dell’inclusione, dell’antirazzismo, dell’ islamofobia e via imbrogliando.
Si vede che sono ormai esaurite le bustarelle dell’USAID, ma stanno arrivano quelle dell’UE... Ma come è finita poi? (continua).
Forwarded from Covid Truffa: finti oppositori, imbonitori, questuanti (Nulla Veritas)
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VACANZE UCRAINE (COL FIOR DEL MONDO )
Da oggi fino al 5 ottobre i soliti millantatori mente-catto si faranno una vacanza in Ucraina, in stile turismo della morte (o dark tourism in stile Flottilla), prima a Kiev e poi Kharkiv, tutto ben mascherato col nome di “Giubileo della speranza”.
Non poteva mancare (qui) il sindaco di Jesi Fiordelmondo, quello della pandemenza, dei 30 all’ora e della segnaletica col burqa.
Insieme a lui altre 110 persone tra sindaci, assessori, consiglieri, Anci, Azione Cattolica, Agesci, Comunione e Liberazione, Acli, ecc. Tanto alla fine paghiamo tutto noi.
La litania fasulla e redditizia della “pace”e della “non violenza” sarà il solito ritornello dominante, ovviamente solo un pretesto per propalare la peggiore propaganda filoucraina e filo UE, con i soliti russi cattivi, invasori e comunisti, magari.
L’idea è stata del Nunzio Apostolico in Ucraina, il lituano mons. Visvaldas Kulbokas, uno sgherro di primo pelo ammantato di porpora, nominato da Bergoglio: basta vedere il suo ghigno per capire chi abbiamo di fronte.
L’organizzazione è curata dell’ennesima catto-setta pacifinta, chiamata “Project Mean - Movimento Europeo di Azione Nonviolenta", il cui presidente Angelo Moretti si distinse sempre per il suo "filantropismo vaccinale".
Ucraina, Palestina, cambiamento climatico, identità di genere, immigrazionismo, Unione Europea e via distruggendo: gli sponsor e i protagonisti delle varie agende globaliste sono di volta in volta sempre gli stessi.
Da oggi fino al 5 ottobre i soliti millantatori mente-catto si faranno una vacanza in Ucraina, in stile turismo della morte (o dark tourism in stile Flottilla), prima a Kiev e poi Kharkiv, tutto ben mascherato col nome di “Giubileo della speranza”.
Non poteva mancare (qui) il sindaco di Jesi Fiordelmondo, quello della pandemenza, dei 30 all’ora e della segnaletica col burqa.
Insieme a lui altre 110 persone tra sindaci, assessori, consiglieri, Anci, Azione Cattolica, Agesci, Comunione e Liberazione, Acli, ecc. Tanto alla fine paghiamo tutto noi.
La litania fasulla e redditizia della “pace”e della “non violenza” sarà il solito ritornello dominante, ovviamente solo un pretesto per propalare la peggiore propaganda filoucraina e filo UE, con i soliti russi cattivi, invasori e comunisti, magari.
L’idea è stata del Nunzio Apostolico in Ucraina, il lituano mons. Visvaldas Kulbokas, uno sgherro di primo pelo ammantato di porpora, nominato da Bergoglio: basta vedere il suo ghigno per capire chi abbiamo di fronte.
L’organizzazione è curata dell’ennesima catto-setta pacifinta, chiamata “Project Mean - Movimento Europeo di Azione Nonviolenta", il cui presidente Angelo Moretti si distinse sempre per il suo "filantropismo vaccinale".
Ucraina, Palestina, cambiamento climatico, identità di genere, immigrazionismo, Unione Europea e via distruggendo: gli sponsor e i protagonisti delle varie agende globaliste sono di volta in volta sempre gli stessi.
Forwarded from Covid Truffa: Cronache dal virus che non c'è (Nulla Veritas)
2) UNO SQUARCIO DI LIBERTÀ
È bello vedere uno spicchio di cielo azzurro dove prima c’era una donna con burqa e annesso maomettino (qui); un raggio di luce dove prima c’era il nero della morte, il buio dell’oppressione, il pallore della segregazione, la marea letale dell’invasione etnica.
Le bandierine del paternalismo oppressivo, della subdola propaganda immigrazionista e islamica, sono in gran parte ancora lì, ma almeno un segno di reazione c’è stato e speriamo questa storia costerà molto cara elettoralmente alla settaria e corrotta classe politica locale sedicente sinistro-progressista.
L'ideologia di molti membri di questa giunta è tossica e andrebbero cacciati via a calci nel sedere, chiunque ne prenda il posto: forse saranno altrettanto deleteri, ma costoro sono il nostro pericolo numero uno:
gli stessi che ci hanno perseguitato e ucciso durante la finta pandemia, ma che con il loro progetto di sostituzione etnica, fanno di peggio mettendo a rischio il futuro di intere civiltà e popolazioni.
(Del simbolismo della mano della bandierina sulla destra ce ne occuperemo in un post successivo) Prima parte
È bello vedere uno spicchio di cielo azzurro dove prima c’era una donna con burqa e annesso maomettino (qui); un raggio di luce dove prima c’era il nero della morte, il buio dell’oppressione, il pallore della segregazione, la marea letale dell’invasione etnica.
Le bandierine del paternalismo oppressivo, della subdola propaganda immigrazionista e islamica, sono in gran parte ancora lì, ma almeno un segno di reazione c’è stato e speriamo questa storia costerà molto cara elettoralmente alla settaria e corrotta classe politica locale sedicente sinistro-progressista.
L'ideologia di molti membri di questa giunta è tossica e andrebbero cacciati via a calci nel sedere, chiunque ne prenda il posto: forse saranno altrettanto deleteri, ma costoro sono il nostro pericolo numero uno:
gli stessi che ci hanno perseguitato e ucciso durante la finta pandemia, ma che con il loro progetto di sostituzione etnica, fanno di peggio mettendo a rischio il futuro di intere civiltà e popolazioni.
(Del simbolismo della mano della bandierina sulla destra ce ne occuperemo in un post successivo) Prima parte
Forwarded from Covid truffa clericali, teocratici, santoni, reazionari
3) JESI COME IL QATAR
Il Comune di Jesi ha sostituito a tempi di record, con soldi pubblici e a scapito di altri servizi, il cartello stradale raffigurante una donna con burqa che spinge una carrozzina che era stato bruciato per protesta nella parte relativa alla figura incriminata (qui e qui).
Il segnale, rappresentando la popolazione italiana con un una etnia e religione particolari e del tutto estranei, viola il principio supremo della laicità dello Stato, l’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso e tenta di rendere consuete e legittimare leggi ispirate alla sharia di Stati islamici, configurando in astratto persino un attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato, volto a sottomettere il territorio italiano ad una sovranità straniera.
Abbiamo anche scoperto la probabile fonte di ispirazione del segnale stradale creato dal Comune di Jesi. Si tratta di una segnaletica di attraversamento pedonale di Doha, capitale del Qatar, fotografato il 16 Novembre 2022, in occasione della Coppa del Mondo di Calcio FIFA del 2022 (qui).
Stesso colore di base marrone-rossastro, stesso colore bianco per la silhouette della donna velata. Se aggiungiamo un passeggino e le braccia protese della donna il risultato è quasi identico.
Prima parte - Seconda parte
Il Comune di Jesi ha sostituito a tempi di record, con soldi pubblici e a scapito di altri servizi, il cartello stradale raffigurante una donna con burqa che spinge una carrozzina che era stato bruciato per protesta nella parte relativa alla figura incriminata (qui e qui).
Il segnale, rappresentando la popolazione italiana con un una etnia e religione particolari e del tutto estranei, viola il principio supremo della laicità dello Stato, l’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso e tenta di rendere consuete e legittimare leggi ispirate alla sharia di Stati islamici, configurando in astratto persino un attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato, volto a sottomettere il territorio italiano ad una sovranità straniera.
Abbiamo anche scoperto la probabile fonte di ispirazione del segnale stradale creato dal Comune di Jesi. Si tratta di una segnaletica di attraversamento pedonale di Doha, capitale del Qatar, fotografato il 16 Novembre 2022, in occasione della Coppa del Mondo di Calcio FIFA del 2022 (qui).
Stesso colore di base marrone-rossastro, stesso colore bianco per la silhouette della donna velata. Se aggiungiamo un passeggino e le braccia protese della donna il risultato è quasi identico.
Prima parte - Seconda parte
Forwarded from Covid Truffa: Cronache dal virus che non c'è (Nulla Veritas)
4) RESISTENZA ANTISLAMICA A JESI
Di nuovo bruciata l’effige della donna con burqa di una segnaletica stradale voluta dal Comune di Jesi (qui), già bruciata in precedenza (qui) e poi subito ripristinata (qui).
Un piccolo ma simbolico atto di resistenza contro la campagna di islamizzazione dei sinistri della giunta jesina, come dimostra il fatto che per la seconda volta gli encomiabili attivisti antimusulmani e antimmigrazionisti, non hanno bruciato l’intera bandierina ma solo il punto in cui è raffigurato il burqa, odioso simbolo di oppressione femminile e sostituzione etnica.
In questo gesto (qui) non c’è nessun danno per la città e per le casse comunali, danno che invece è stato fatto da chi ha speso molti soldi della comunità per queste oscene campagne maomettane mascherate da campagne per la sicurezza stradale (qui).
Il sindaco Fiordelmondo e il vicesindaco Samuele Animali, che con i loro gruppi politici hanno appoggiato in pieno la dittatura sanitaria e i criminali protocolli ospedalieri, domiciliari e vaccinali, hanno sfoderato la solita retorica fasulla "dell’ignobile atto vandalico e dell’attacco premeditato ai valori democratici”.
“Non è più solo vandalismo, ma una vera e propria sfida... In attesa di individuare i responsabili, la città risponda in maniera chiara ed univoca, isolando gli autori e chi li istiga".
I responsabili di cosa? Di avere bruciacchiato 10 cm di un insulso pezzo di stoffa senza valore? Quando i loro amici propal o antagonisti e dei Centri Sociali mettono a ferro e fuoco diverse città con decine di milioni di danni, senza mai nessuno che paghi?
L'unica cosa giusta detta dal vice sindaco: “Non è vandalismo, ma una sfida”. E noi, che siamo "istigatori", speriamo che questa sfida continui come segno di “resistenza” (quel termine che a loro piace tanto a parole), fino a quando tutti i "Qatariani" stendardi col burqa non verranno rimossi.
Prima parte - Seconda parte - Terza Parte
Di nuovo bruciata l’effige della donna con burqa di una segnaletica stradale voluta dal Comune di Jesi (qui), già bruciata in precedenza (qui) e poi subito ripristinata (qui).
Un piccolo ma simbolico atto di resistenza contro la campagna di islamizzazione dei sinistri della giunta jesina, come dimostra il fatto che per la seconda volta gli encomiabili attivisti antimusulmani e antimmigrazionisti, non hanno bruciato l’intera bandierina ma solo il punto in cui è raffigurato il burqa, odioso simbolo di oppressione femminile e sostituzione etnica.
In questo gesto (qui) non c’è nessun danno per la città e per le casse comunali, danno che invece è stato fatto da chi ha speso molti soldi della comunità per queste oscene campagne maomettane mascherate da campagne per la sicurezza stradale (qui).
Il sindaco Fiordelmondo e il vicesindaco Samuele Animali, che con i loro gruppi politici hanno appoggiato in pieno la dittatura sanitaria e i criminali protocolli ospedalieri, domiciliari e vaccinali, hanno sfoderato la solita retorica fasulla "dell’ignobile atto vandalico e dell’attacco premeditato ai valori democratici”.
“Non è più solo vandalismo, ma una vera e propria sfida... In attesa di individuare i responsabili, la città risponda in maniera chiara ed univoca, isolando gli autori e chi li istiga".
I responsabili di cosa? Di avere bruciacchiato 10 cm di un insulso pezzo di stoffa senza valore? Quando i loro amici propal o antagonisti e dei Centri Sociali mettono a ferro e fuoco diverse città con decine di milioni di danni, senza mai nessuno che paghi?
L'unica cosa giusta detta dal vice sindaco: “Non è vandalismo, ma una sfida”. E noi, che siamo "istigatori", speriamo che questa sfida continui come segno di “resistenza” (quel termine che a loro piace tanto a parole), fino a quando tutti i "Qatariani" stendardi col burqa non verranno rimossi.
Prima parte - Seconda parte - Terza Parte
Forwarded from Covid truffa clericali, teocratici, santoni, reazionari
5) E FUORI TRE! (BURQA A JESI)
Continua il boicottaggio dei manifesti di propaganda islamica e immigrazionista (qui) della Giunta sinistra e covidiota di Jesi, da parte di misteriosi attivisti che a metà settembre avevano bruciato l’effige della donna con burqa (qui), odioso simbolo di oppressione femminile e sostituzione etnica, poi ripristinata dal Comune (qui), ma poi di nuovo bruciata ai primi di novembre (qui), quindi di nuovo ripristinata pochi giorni fa, ma poi staccata quasi del tutto l’altro ieri (foto 3).
Sembra proprio che i “resistenti” antimaomettani vadano avanti imperterriti in questa opera di sabotaggio simbolico, probabilmente fino a quando tale segnaletica criminale musulmana non verrà rimossa.
Se la cricca comunale degli Hallofili ci tiene proprio a questa segnaletica di taglio qatariano, li invitiamo a pagarsela coi propri soldi e mettersela a casa propria o magari a sostituirla con la nostra bozza di bandierina della foto 4! Alla prossima puntata! (continua)
Continua il boicottaggio dei manifesti di propaganda islamica e immigrazionista (qui) della Giunta sinistra e covidiota di Jesi, da parte di misteriosi attivisti che a metà settembre avevano bruciato l’effige della donna con burqa (qui), odioso simbolo di oppressione femminile e sostituzione etnica, poi ripristinata dal Comune (qui), ma poi di nuovo bruciata ai primi di novembre (qui), quindi di nuovo ripristinata pochi giorni fa, ma poi staccata quasi del tutto l’altro ieri (foto 3).
Sembra proprio che i “resistenti” antimaomettani vadano avanti imperterriti in questa opera di sabotaggio simbolico, probabilmente fino a quando tale segnaletica criminale musulmana non verrà rimossa.
Se la cricca comunale degli Hallofili ci tiene proprio a questa segnaletica di taglio qatariano, li invitiamo a pagarsela coi propri soldi e mettersela a casa propria o magari a sostituirla con la nostra bozza di bandierina della foto 4! Alla prossima puntata! (continua)