Covid Truffa Libri
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2) EDUCAZIONE AL CANNIBALISMO: LA PRIMA COMUNIONE

“Considerate una delle pietre angolari della fede cattolica: ‘Mediante la consacrazione si opera la transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Sotto le specie consacrate del pane e del vino, Cristo stesso, vivente e glorioso, è presente in maniera viva, reale e sostanziale, il suo Corpo e Sangue con la sua anima e divinità.’ (dal Catechismo della Chiesa cattolica di Roma).

Gesù Cristo, che, come è noto, è nato da una vergine, l'ha fatta in barba alla morte ed è asceso al cielo in carne e ossa, adesso può essere mangiato sotto forma di ostia. Poche parole in latino pronunciate sul vostro vino preferito e potete anche bere il suo sangue. Si può mettere in dubbio che chiunque sostenesse in modo autonomo queste credenze sarebbe preso per matto?

Abbiamo vari termini per descrivere le persone che abbracciano molte credenze per le quali non esiste una giustificazione razionale. Se le loro credenze sono estremamente comuni, le chiamiamo "religiose". Altrimenti, quegli individui vengono definiti "matti", "psicotici" o "illusi". La maggioranza dei credenti è perfettamente sana, naturalmente, compresi coloro che commettono atrocità in nome delle loro credenze.

Nella nostra società è considerato normale credere che il Creatore dell'universo possa ascoltare i nostri pensieri, mentre è sintomo di malattia mentale credere che stia comunicando con noi in codice Morse attraverso la pioggia che batte sui vetri della camera da letto. Così, anche se in genere le persone religiose non sono folli, le loro credenze lo sono in modo assoluto.

Tutte le religioni si sono limitate a canonizzare pochi frutti dell'ignoranza e dello squilibrio mentale degli antichi e a tramandarli a noi, come se si trattasse di verità primordiali.

(La fine della fede - Sam Harris - Nuovi Mondi Media, 2006)
(Articolo precedente qui)
UN LEGGE DEVE IMPEDIRE A NO VAX E NEGAZIOSTI CLIMATICI DI PARLARE

Anzitutto, si dovrebbe parlare di scientificamente corretto, che significa rispettare l’oggettività dei fatti. Cosa sia scientificamente corretto lo stabilisce la scienza, però, e la legge dovrebbe proibire agli ignoranti di dire la loro su ciò che ignorano, appunto.

Lasciando umilmente la parola agli specialisti
si eviterebbero tanti inutili discorsi dei nullologi e dei tuttologi, che vengono troppo spesso inutilmente amplificati dai media.

Per esempio, le opinioni dei no-vax ai tempi del Covid. O quelle dei negazionisti climatici ai tempi del riscaldamento globale
.

(Piergiorgio Odifreddi - C'è del marcio in Occidente – pag. 169 )
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1) COME GLI AFRICANI SI DIFESERO DALLE ORDE DELL’OMS

Medici, infermieri, esperti, funzionari, missionari, volontari, Ong, Croce Rossa, Chiese di tutte le confessioni, sorosiani e gatesiani, con la complicità dei corrotti capi di governo e amministratori locali, rinchiusero intere città e villaggi, vaccinarono a forza, rapirono, deportarono in lager "ospedalieri", somministrarono antivirali e protocolli “speciali”, uccidendo migliaia di persone, conteggiandole poi come morti di Ebola.

"Facely Camara è un giovane giornalista radiofonico. Lavora per Zaly Liberté FM, un’emittente della Guinea, ed è tirocinante alla Search for Common Ground, un’organizzazione no-profit per la risoluzione dei conflitti attiva in molti Paesi africani.

Il 16 settembre 2014, insieme a un collega giornalista e a un tecnico, Facely si aggrega a una delegazione di funzionari medici e amministrativi diretta a Womey, un remoto villaggio delle foreste guineane, per una campagna di sensibilizzazione sull’ebola.

Due giorni dopo, il suo corpo e quelli di altri sette membri della missione, tra cui un pastore evangelico, vengono ritrovati trucidati nella fossa biologica di una scuola.

I superstiti del massacro, fuggiti nella boscaglia, raccontano di essere stati assaliti con mazze, pietre e machete dagli abitanti del villaggio, convinti che l’équipe di salute pubblica fosse giunta per spargere il morbo.

Non senza contraddizione, la paura della malattia convive però con la convinzione che il virus non esista. Un agente di polizia riferisce che, per la gente del posto, l’ebola «non è altro che un’invenzione dei bianchi per uccidere i neri».

Poco più di due settimane prima, il 29 agosto, a Nzérékoré, la città di Facely, si era verificato un altro agguato. Mentre irroravano disinfettante nella zona del mercato, gli operatori sanitari erano stati aggrediti con l’accusa che l’ebola fosse una “bugia” e che ci fosse una cospirazione per avvelenare di proposito la popolazione. Il tumulto si era poi allargato fino all’ospedale, provocando 22 feriti.

Episodi simili vengono riportati anche nelle confinanti Liberia e Sierra Leone, entrambe colpite dall’epidemia. Nella baraccopoli di West Point, ai margini della capitale liberiana Monrovia, il 16 agosto la folla saccheggia un centro per la quarantena, rubando equipaggiamento medico, cibo, persino le lenzuola insanguinate dei malati, e libera i pazienti.

Un mese dopo, a Matainkay, in Sierra Leone, vengono attaccati gli addetti alle sepolture mentre è in corso un lockdown nazionale di tre giorni per fermare la propagazione del virus.

Medici Senza Frontiere e la Croce Rossa riferiranno di altri casi di violenza per tutto il 2014: nella sola Guinea, i volontari della Croce Rossa subiranno una media di dieci attacchi al mese nella seconda parte dell’anno.

L’ostilità verso le misure di contenimento si inserisce tuttavia in un contesto di decisioni sanitarie e politiche talora insensibili e controproducenti. In Liberia, ad esempio, il governo dispone il confinamento domestico per il tracciamento dei contatti, senza però procurare i viveri e l’assistenza igienico-sanitaria di base.

Quando le ambulanze prelevano i casi sospetti, ai parenti viene di rado comunicato dove vengono portati i loro cari, se sono risultati positivi o se sono infine sopravvissuti.

Cominciano così a viaggiare voci secondo cui le unità per il trattamento dell’ebola sarebbero campi di sterminio e alle vittime verrebbero asportati sangue e organi per essere rivenduti sul mercato nero. La stessa epidemia sarebbe una gigantesca montatura a scopo di lucro delle autorità e delle Ong.

Le migliaia di persone che assaltano l’ospedale di Kenema, in Sierra Leone, tentando di far scappare i degenti e di incendiare la struttura, gridano che il virus non esiste, che è un’invenzione dei politici per ricevere aiuti internazionali, addirittura una copertura per eseguire rituali cannibalistici ". (continua)


(Foto: una bambina ritenuta malata viene sequestrata per la quarantena) #ebola
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2) CRONACHE AFRICANE DEL “VIRUS” TARGATO OMS DEL 2014

Per impersonare alla perfezione un nazista, ci vuole un attore nazista, dicevano in un vecchio film. Allo stesso modo per capire bene i crimini dei globalisti sanitari, ci vuole un globalista come l’autore del passo virgolettato pubblicato nel post precedente, tratto dal libro L’ideologia della paura di Jacopo Di Miceli.

A dispetto delle intenzioni “anticomplottiste” di questo pamphlet, il libro in realtà è una miniera di notizie e considerazioni che confermano l’esatto opposto della tesi di fondo dell’autore. Il tipico caso di espiazione dei propri misfatti tramite la confessione involontaria, mediante accuse rivolte ad altri.

(Foto 2014, Nbc. Liberia. Bambino ritenuto infetto, trascinato via a forza dalla manovalanza locale di Ong e Oms e deportato in un centro di isolamento e quarantena. Alcuni di questi bambini, separati dalle loro famiglie e nel clima di prevaricazione, disperazione e caos del momento, furono poi oggetto di schiavitù sessuale, prostituzione e commercio di organi)
#ebola
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WHITE GUILT (COLPA BIANCA)
Il razzismo contro i bianchi al tempo della società multietnica

"In queste pagine è richiamato, senza filtri, il più controverso tabù dell’Occidente multietnico: il razzismo contro gli europei e i loro discendenti.

Che sia auto-inflitta dalle élite culturali della sinistra progressista o perpetrata nei bassifondi delle periferie più desolate, questa forma di discriminazione colpisce quotidianamente milioni di individui, ai quali viene contestato un peccato originale: essere bianchi.

Dalle metropoli americane alle banlieue parigine, dalle fattorie del Sud Africa ai fiordi della Scandinavia, dalle aule parlamentari ai salotti televisivi, dalle cattedre universitarie alla stampa patinata: la cronaca degli eventi, rigorosamente censurata dai media mainstream, assume i tratti di un’ecatombe silenziosa.

Emanuele Fusi compie un viaggio nei meandri di questa isteria progressista che – dietro la maschera dei “diritti civili” – cela una pericolosa tentazione auto-razzista, pronta a ridisegnare i parametri della democrazia e ad operare evidenti cortocircuiti culturali:

buona parte degli attacchi in questione, infatti, proviene da un’intellighenzia occidentale che appartiene – etnicamente parlando – al medesimo ceppo delle sue vittime.

L’autore passa in rassegna gli interventi di moltissimi esponenti impegnati in questa feroce opera di etno-masochismo: accademici e opinionisti di sicura fama, giornalisti ed esponenti politici di primo piano, magnati della finanza internazionale e stelle dello spettacolo.

Quella in atto – a giudicare dai curriculum dei protagonisti – è una forma di razzismo autorizzata e “politicamente corretta”, che nessuno denuncia e condanna. Il “pensiero unico” – in linea con l’omologazione planetaria tesa a sradicare ogni forma di identità – sembra porci dinanzi ad una scelta drammatica: il meticciato universale o la meritata estinzione."


(Emanuele Fusi, White guilt, Passaggio al bosco, 2019 - 180 pag.)
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CIAO, RUSSI! LOTTA A NAZISMO E FASCISMO, MA PER COSA?

Con l’inizio dell’Operazione speciale della Russia in Ucraina, è iniziata l’isteria collettiva antirussa, ben orchestrata e alimentata fino alla paranoia dalla Nato, dall’UE, dai governi occidentali, dai giornalisti e intellettuali di regime.

Nel discorso della Zakharova si fa cenno ad un tema che è stato sempre tabù in Italia, ovvero la presenza massiccia di partigiani sovietici nel nostro territorio. Il libro “Ciao, Russi. Partigiani sovietici in Italia, 1943-1945” era l’unico che se ne occupava.

Ma nel clima di deliro russofobico, anche questo libro ha subito una vera e propria “damnatio memoria”: non solo non è stato mai più ristampato, ma non se ne trova più nessuna traccia in rete, nemmeno nei siti di vendita di oggetti usati, su cui di solito è possibile trovare qualsiasi libro.

La citazione storica della Zakharova è meritoria, ma troppo semplificatrice, schematica e propagandistica. Infatti il fenomeno della Resistenza partigiana è complesso, poiché al suo interno c’erano diverse correnti che lottavano non per la libertà tout court, ma per instaurare una nuova egemonia ideologica e politica:

da una parte le Brigate Garibaldi, a guida comunista (preponderanti) e dall’altra quelle cattoliche e monarchiche (minoritarie), nessuna delle quali però aveva reali finalità democratiche, ma piuttosto di instaurazione di una variante di un regime autoritario e repressivo.

Solo le Brigate Giustizia e Libertà, legate al Partito d’azione, di ispirazione repubblicana e laica, avevano finalità, almeno in teoria, autenticamente democratiche. I partigiani sovietici in Italia furono circa 5000, in gran parte russi, azeri e georgiani ed ebbero un ruolo importante: 425 rimasero uccisi.

Abbiamo un debito enorme con essi e il loro sacrificio va sempre ricordato. Ma bisogna anche rammentare alla Zakharova che la loro azione era finalizzata alla costruzione di uno stato socialista con guida a partito unico: non proprio un modello “democratico e liberale”.

Come per la lotta contro la dittatura globalista, non conta solo contro cosa si lotta, ma per cosa si lotta.
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2) COME IL PAPA DIVENNE RISIBILE
(prosegue da qui) "Lo storico Ferdinand Gregorovius, già il 19 giugno 1870, aveva notato nel suo diario:

“Recentemente il Papa ha voluto mettere alla prova la propria infallibilità, come i francesi i loro nuovi fucili ad ago; durante una passeggiata ha gridato a un paralitico: “Alzati e cammina”... Il povero diavolo ha cercato di fare quello che gli veniva detto, ma è stramazzato nuovamente a terra. La cosa ha molto contrariato il vice-dio. L'aneddoto viene già riportato dai giornali. Sono convinto che sia pazzo”.


Il conte Harry von Arnim-Suckow riferiva, in data 8 febbraio 1971, al cancelliere imperiale principe Otto Bismarck, come Pio IX si fosse cimentato nei panni del taumaturgo.

“Qui tutti raccontano come il Papa, passando l'anno scorso davanti alla chiesa della Trinità dei Monti, dicesse a uno storpio che stava là seduto: “Alzati e cammina!” Quella volta però l'esperimento non ebbe successo”.


Le facoltà intellettuali del Papa andavano declinando. “Egli dimentica le cose da un giorno all'altro”, dichiarava mons. William Clifford, mentre molti vescovi parlavano di un vegliardo che tornava all’infanzia.... I suoi discorsi, anche in occasioni ufficiali, facevano spesso un'impressione penosa. Il Papa non pesava più le proprie parole. Fin troppo spesso il cardinale segretario di Stato Antonelli era costretto a intervenire per rimediare ai danni causati da espressioni incaute sfuggite a Pio IX durante le udienze...

Alcuni, tra cui diversi vescovi, lo ritenevano un folle, oppure parlavano di manifestazioni patologiche

Su Pio IX Du Camp condivide la mia opinione, cioè che egli, dal 1848, fosse malato di mente in forma maligna”, annotava nel suo diario lo storico cattolico della Chiesa Franz Xaver Kraus.


(Tratto da "Come il papa divenne infallibile. Retroscena del Concilio Vaticano I" di Hasler August Bernhard - Ed. Claudiana, 1982)

Prima parte: Come Pio IX guarì dall’epilessia e divenne infallibile
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1) TRA CELESTINO V E BONIFACIO VIII: I CONCLAVI DEGLI ORRORI
La presunta divisione tra chiesa progressista e conservatrice è solo una cortina fumogena per coprire la lampante realtà: la Chiesa cattolica è una istituzione medioevale e criminale, il papa il suo monarca assoluto e cardinali la sua corte.

"Tutto comincia con un assassinio misterioso, di cui ancora oggi non si è sicuri. A venire ammazzato è Celestino V, il papa che inventa il giubileo. Ad ammazzarlo, si è quasi certi, è papa Bonifacio VIII, che sarà suo elettore, e poi, alla fine, mandante del suo assassinio. E che anche lui farà una finaccia.

L'Italia del 1300 è dilaniata da scontri e guerre sanguinose, con un re di Francia che la fa da padrone, Filippo il Bello, osteggiato solo dal viceré di Napoli.

La Chiesa è allo sbando. La Curia di Roma è fatta di cardinali corrotti e venali, quasi sempre figli delle grandi famiglie feudali (Orsini, Colonna...) rozze e rissose, che considerano il papato un loro feudo e il soglio pontificio un trono dal quale succhiare soldi e far fuori i nemici.

Roma è un borgo fatto di tuguri sparsi tra le grandi rovine dell'antica capitale. Sono solo trentamila abitanti, con dentro la Curia e il papa che vivono del soglio, delle decime che questo spilla alla società feudale italiana ed europea.

È il 29 agosto del 1294. Un giorno caldissimo. In Conclave, dopo una lunga empasse tra i cardinali pro-francesi e i pro-napoletani, viene fuori un outsider, un non allineato. Pietro Angeleri da Morrone ha fama di ex asceta: ora è un potente abate dell'abbazia di Collemaggio… Lui sarà papa col nome di Celestino V.

Celestino è un mistico, certo, ma contrariamente all'immaginetta che gli hanno cucito addosso non è il timido, irresoluto, debole papa che "fece per viltade il gran rifiuto", come dice padre Dante. Per niente.

Intanto è un omone grande e grosso, alto più di un metro e ottanta, per quei tempi un gigante. Poi ha fatto davvero l'eremita, ha vissuto all'aperto e mangiato radici, il che vuol dire essere forti, fisicamente e psichicamente.

Non passa neanche un mese da quella sua trionfale ascesa al soglio e Celestino fa una mossa arditissima, senza precedenti nella storia della chiesa, che avrà conseguenze per lui e per i secoli a venire. Concede l'Indulgenza Plenaria a chi visiterà la sua chiesa madre di Santa Maria di Collemaggio, vicino all'Aquila.

"Indulgenza Plenaria" vuol dire, in quel cupo 1300, che puoi aver rubato, ammazzato, fatto qualsiasi cosa, ma se vai a Collemaggio e ti penti, ne esci pulito. (E tutti ci credono, e ti considerano tale).

Era già successo per quelli che andavano alle crociate a Gerusalemme, nei secoli passati. Ma quelli si giocavano la vita: o erano massacratori o finivano massacrati. Ma in questa Europa del 1300 terrorizzata dall'Inferno, con i fuochi, i diavoli, e "l'atroce eterno dolore", l'Indulgenza Plenaria è l'arma atomica: risolutrice.

L'Indulgenza Plenaria è così importante per popoli cattolici che uomini e donne traverseranno tutta Europa per venire a Roma ad ottenerla. Ma Celestino li sta ora chiamando a Collemaggio.

Lui non fa parte della Curia romana. Anzi, non metterà nemmeno mai piede a Roma. L'offerta di Indulgenza Plenaria alla sua abbazia gli attira immediatamente frotte di pellegrini.

Di Celestino si disse che era nelle mani di re Carlo di Napoli, perché fece una dozzina di cardinali a lui vicini, di cui sette francesi.

Celestino non ha certo esperienza delle faide, trame, tranelli, trabocchetti della Curia romana. È stato eletto con il supporto di Latino Malabranca e di Benedetto Caetani (quello che diventerà Bonifacio VIII e lo farà ammazzare), ma nemmeno a Roma.

Caetani (poi Bonifacio) cercherà disperatamente di convincerlo a non abdicare. È uno studioso di diritto canonico e insiste sulla terribilità del gesto senza precedenti che può lacerare la chiesa (forse spezzarla in due tronconi?). Celestino molla: è il 13 dicembre" (continua)

[tratto da "Veridica Storia dei giubilei - Da un assassinio (1300) ad un imbroglio (2000)"]
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3) CELESTINO V E BONIFACIO VIII TRA INDULEGENZE E ASSASSINIO
(prosegue da qui e qui)
Undici giorni dopo il Caetani, suo grande elettore, sostenuto da Malabranca, sale al soglio. Celestino [appena dimessosi,ndr] va a congratularsi con Caetani, ora Bonifacio VIII. Bonifacio lo fa arrestare sul posto. Lo fa immediatamente portare e rinchiudere nella Rocca del Fumone

Revoca tutto quel che Celestino ha fatto da papa. In primis, la promulgazione della Indulgenza Plenaria per i pellegrini che già stanno riversandosi su Collemaggio.

L'ascesa al soglio di Caetani è fastosa, imponente, pomposa: il nuovo papa traversa Roma a cavallo, con il re di Francia e il re d'Ungheria che gli tengono le briglie. È il 24 dicembre: un giorno freddo, ma chiaro.

Bonifacio, un uomo alto, imponente ha sessantotto anni; è nato ad Anagni. Ha una visione della chiesa opposta a quella di Celestino ed una sconfinata ambizione.

Anche i suoi scopi sono il contrario di quelli di Celestino e presto chiarissimi a tutti: vuole mettere il potere del papa, cioè il suo, al di sopra di ogni potere temporale. È Natale.

Ma i romani si precipitano in San Pietro e già il giorno dopo cominciano ad arrivare da fuori. In pochi giorni inizia il pellegrinaggio verso Roma.

Insomma, Bonifacio ha scippato l'idea a Celestino. Celestino intanto riesce a fuggire, liberato dai suoi celestiniani e fugge verso Brindisi, verso l'imbarco forse verso Bisanzio. Ma viene catturato e riportato nella Rocca e là ucciso.

Ucciso con un grosso chiodo, come dissero i medici dell'Ottocento, che studiarono il suo cranio, o forse è un pugnale o un piccone che glielo fracassa come hanno detto recentissimi studi.

Comunque ucciso dagli uomini di Bonifacio su ordine di Bonifacio di cui era prigioniero. Un Bonifacio assassino che aveva bisogno di soldi, di potere, di fulgore per contrastare Filippo il Bello, i siciliani suoi nemici e, suoi grandi avversari interni, i Colonna.

Cosa meglio del giubileo per consolidare prestigio, raccogliere soldi e onori per sé e per la Chiesa di Roma? Roma aveva una pessima fama.

Ma c'é grande fame d'indulgenze, c'è voglia di pellegrinaggi: c'è il centenario. E un pontefice che vuole affermare il suo potere su tutti. E i pellegrini che continuano ad arrivare sempre più numerosi a San Pietro.

"... Noi, affidandoci alla misericordia di Dio ... nella pienezza del potere apostolico, a tutti coloro che in quest'anno Mille e Trecento, appena iniziato, e in ogni anno centesimo che seguirà, entreranno con riverenza nelle basiliche dei santi Pietro e Paolo in Roma, sinceramente pentiti e confessati, o che sinceramente si confesseranno e pentiranno, in questo presente e in ogni anno centesimo a venire, concediamo non solo un'indulgenza più piena e più ampia, ma l'Indulgenza Plenaria di tutti i loro peccati...".

[tratto da "Veridica Storia dei giubilei - Da un assassinio (1300) ad un imbroglio (2000)"]
(Prima parte / Seconda parte)
DA KENNEDY A ZELENSKY: I GRANDI DELLA STORIA!?!

Che brutta fine sta facendo la grande casa editrice “Newton Compton”, che nei decenni passati aveva dato la possibilità a milioni di persone di acquistare a poco prezzo i grandi classici di filosofi, scrittori e scienziati (quelli veri), a partire dai famosi volumetti “100 pagine a 1000 lire”; e poi saggi storici, politici, di attualità, con un’attenzione particolare a pensatori liberi, non allineati e allergici al pensiero unico.

Ora invece abbiamo questo genere di “operazioni” editoriali: il libro sulla destra con l’immagine di Kennedy è la raccolta di discorsi di personaggi “famosi e importanti”, nell’edizione del 2021.

Quello sulla sinistra è lo stesso identico libro nell’edizione del 2022, dopo l’inizio del conflitto russo-ucraino, a cui però è stato aggiunto un discorso di Zelensky (sic!), che ha sostituito persino Kennedy nell’immagine di copertina.

Al di là della scarsa utilità di questo genere di libri celebrativi e retorici, si tratta di un autentico caso di prostituzione editoriale, probabilmente ben foraggiata, in cui la figura di Kennedy è stata sostituita da un pagliaccio, golpista e ducetto come Zelensky.
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2) COMUNISLAM
A proposito dei nuovi sinistri utili idioti dell’Islam (qui)

Questo è un breve ma strepitoso brano di un film lungo e complesso dal titolo REDS. E’ la storia del giornalista, scrittore e militante comunista americano Jhon Reed, testimone e protagonista della Rivoluzione d’Ottobre del 1917 in Russia, morto a Mosca e sepolto sotto le Mura del Cremlino.

Il film si ispira in parte anche al famoso libro di Reed “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” un resoconto dettagliato e fedele della Rivoluzione Bolscevica.

Sin da subito egli fu testimone del cinismo, della manipolazione, del tradimento dei proclami di giustizia sociale ed emancipazione dalle superstizioni religiose, soprattutto nei paesi mediorientali dell’ex Impero zarista, dove l’islam venne invece usato con l’inganno per favorire le varie rivoluzioni nazionali.

Prima parte qui
1) KALERGI? NO, PAMIO ’S FARLOKKIES
Tutte le frasi riportate da Pamio e attribuite a Kalergi sono false ed inventate (qui il post completo). Basterebbe un poco di buon senso per notare che sono grossolane, sgrammaticate e puerili.

Per rendere rozzamente plausibili queste citazioni vi sono state inserite alcune parole usate da Kalergi nelle sue opere (ne parleremo nei prossimi articoli).

Pamio sa benissimo che sono citazioni false, perché è un personaggio scafato e scrittore prolifico, ma il suo fanatismo ideologico e il suo equilibrio psichico compromesso, lo spingono a mentire, a imbrogliare e a manipolare decine di migliaia di persone, prima di tutto per ricevere donazioni e vendere i suoi vari prodotti e poi per diffondere la sua inquietante e folle ideologia esoterica, occulta e misterica che abbiamo descritto più volte (qui).

Negli anni passati era successa la stessa cosa con alcune frasi del tutto inventate attribuite ad Attali (qui e qui), poi a Schwab persino con un video di Silver Nervuti (qui).

La cosa paradossale è che nelle opere di questi personaggi criminali ma non sprovveduti come Attali, Schwab e Kalergi, si trovano centinaia di frasi, concetti e visioni filosofiche che ci hanno condotto al punto in cui siamo oggi, ma per poterlo provare ed esplicitare è necessario leggere, studiare ed elaborare decine di libri e documenti e poi citarli con riferimenti precisi, cosa che pochissime persone oggi sono disposte o hanno la capacità di fare.

Motivo per cui costoro preferiscono seguire il guru o il santone di turno che gli offre tutte le risposte, le "verità", le pillole e le polpettine (avvelenate) già pronte ad essere ingoiate, con i risultati di un impressionante analfabetismo, credulità e dabbenaggine, anche nel cosiddetto mondo “antisistema” (continua).
SIAMO TUTTI FRATELLI… MUSULMANI

E così Borgonovo, con la prefazione a questo libro, ha messo il sigillo finale alla sua triste parabola di finto oppositore, anche se per la verità ce lo eravamo giocato già da un pezzo (1, 2, 3, 4, 5, 6).

Dopo questo gemellaggio editoriale con il calif-fiato di Saif Eddine Abouabid (qui) si è capito bene per cosa lavora adesso Borgonovo: ad una alleanza tra islamismo e cattolicesimo per far trionfare un giorno le rispettive teocrazie nei propri paesi... fratelli.

E pensare che nel 2017 Borgonovo aveva scritto persino un libro contro la "follia islamica", insieme a Belpietro! Che brutta fine adesso!

(Saif Eddine Abouabid - Allah, patria, famiglia. Al di là di ogni incomprensione, noi siamo fratelli! - prefazione di Francesco Borgonovo - ed. Il Cerchio – anno 2025 - La foto è aggiunta da noi, non fa parte della copertina)
1) I CRIMINI CRISTIANI NELLA GAZA PAGANA

"I cristiani erano concentrati a Maiuma perché Gaza era rimasta prevalentemente pagana: la sua vita pubblica era infatti ancora caratterizzata dalle tradizionali cerimonie pagane.

A Gaza vi erano otto templi: ad Helios, Afrodite, Apollo, Kore, Ecate, il Thychaion (il tempio dedicato alla Tyche), lo Heroeion e il Marneion, il più grande e celebre, dedicato al dio principale, Marnas, il Baal locale, collegato allo Zeus nato a Creta.

Nel marzo del 395 arrivò a Gaza il nuovo vescovo [San Porfirio di Gaza, ndr], un monaco sulla cui vita siamo informati da una biografia scritta dal suo diacono, Marco… Porfirio cercò di far attuare i decreti teodosiani che ingiungevano di distruggere i templi. Con l’eccezione del Marneion, gli riuscì di far chiudere gli altri nel 398

L’attacco [del Marneion, ndr] ebbe inizio con la distruzione della statua di Afrodite che si trovava di fronte al Marneion il 1° maggio del 402… Poco dopo arrivò la forza militare guidata da Cinegio [“un pio cristiano ripieno di zelo”]. I soldati e la folla di cristiani, compresi quelli di Maiuma, si rivolsero prima di tutto contro il Marneion, ma inutilmente.

I sacerdoti avevano fortificato le porte di ingresso e portato negli adyta, le celle sotterranee dove avevano luogo i pronunciamenti oracolari, tutti gli oggetti preziosi del Marneion e degli altri templi che erano riusciti a raccogliere. Da lì, attraverso cunicoli sotterranei, si erano allontanati.

Respinti, soldati e folla si diressero verso gli altri templi, abbattendoli e mettendoli a fuoco, dopo aver portato via il materiale prezioso che trovavano. Dopo dieci giorni di saccheggi e distruzioni, Porfirio e Cinegio si consacrarono all’assalto del Marneion.

Le opinioni su cosa fare erano divise: alcuni dicevano che doveva essere raso al suolo, altri che doveva essere bruciato, altri infine che doveva essere purificato e santificato, trasformandolo in una chiesa di Dio… Occorreva formare una miscela esplosiva di pece, zolfo e grasso di maiale, cospargere le porte di bronzo e dare fuoco

I soldati e la turba furiosa dei cristiani si precipitarono nel tempio per raccogliere tutto ciò che di prezioso vi era. Marco racconta che quando le ceneri furono portate via e tutti gli “abomini” furono distrutti, il “santo” Porfirio decise che ciò che rimaneva dei materiali di marmo del Marneion… fosse usato per pavimentare una strada di fronte al tempio.

Nella loro guerra per la conquista dello spazio sacro, i cristiani di Gaza avevano seguito le regole di decontaminazione e risacralizzazione degli spazi sacri che Costantino aveva inaugurato nella costruzione della basilica del Santo Sepolcro.

Poco dopo, nel recinto del tempio si iniziarono i lavori della nuova basilica dedicata ad Eudossia, che la stessa imperatrice finanziò. Il lavoro di conquista dello spazio sacro da parte di Porfirio e dei suoi poteva dirsi concluso" (continua).

(Giovanni Filoramo - La croce e il potere. I cristiani da martiri a persecutori - Laterza, 2011)
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2) MONACI CRISTIANI PRECURSORI DELL’ISIS

(prosegue da qui) “Questi templi sono ora oggetto di una violenta e sistematica distruzione, soprattutto nelle campagne, ad opera di bande fanatiche di uomini vestiti di nero, i monaci

più voraci degli elefanti, affaticati dal gran numero delle bevute, fatte grazie agli schiavi, che porgono loro, in mezzo ai loro canti, la coppa (ricolma di vino), nascondendo questi misfatti sotto il pallore che hanno acquisito artificialmente. Sì, Principe, approfittando della legge in vigore, si gettano sui templi, recando con sé legno, pietra, ferro o, in mancanza, impiegando mani e piedi [...] si abbattono i tetti, si gettano in basso le statue, si strappano dal suolo gli altari; quanto ai sacerdoti [pagani,ndr] essi devono tacere o morire. Una volta buttato giù il primo tempio, si corre al secondo, e poi al terzo: una catena ininterrotta di trofei, tutti contrari alla legge. [Libanio. Orazione n. 30 Pro templis, 386 e.v., ndr]


I monaci fanatici sono il bersaglio preferito della polemica di Libanio; essi sono «quella gente che riempie le caverne delle loro persone e la cui temperanza si ferma ai loro mantelli». La sua descrizione rivaleggia con quella che ci ha lasciato nelle sue Vite dei filosofi un altro autore pagano, Eunapio:

Erano all’apparenza uomini, ma conducevano esistenze da porci, e commettevano e permettevano apertamente innumerevoli delitti. Consideravano pietà il manifestare disprezzo verso le cose divine. In quei giorni infatti chiunque indossasse una veste nera e decidesse di comportarsi in maniera indecorosa in pubblico, possedeva il potere di un tiranno; a tale grado di virtù era giunta la razza umana.


Libanio
insiste sul fatto che questi monaci agiscono in violazione di ogni norma di civile convivenza e ben al di là dei provvedimenti stessi imperiali in materia religiosa. Inutile è ogni appello all’autorità civile, spesso complice e istigatrice, o a quella della Chiesa stessa: i vescovi approvano l’operato dei monaci, nonostante questa violenza contraddica i precetti stessi della fede cristiana.

Alle vittime, agli amanti del buon ordine (non a caso, nella conclusione del discorso si allude alla possibile reazione armata dei proprietari nelle campagne), non resta che appellarsi alla suprema autorità, perché ristabilisca, anche con l’uso dell’esercito, il rispetto della legge." (continua)

(Giovanni Filoramo - La croce e il potere. I cristiani da martiri a persecutori - Laterza, 2011)

(Nella foto San Nicola mentre distrugge i templi pagani insieme ad orde di monaci e cristiani, in un affresco nel Monastero di Esphigmenou (Grecia). San Nicola è stato sempre rappresentato come un uomo buono che portava regali ai bambini nella notte tra il 5 e 6 dicembre, dando poi origine in occidente alla figura di Santa Claus / Babbo Natale. In realtà era un vescovo fanatico, intollerante e dogmatico, tanto che si narra che al Concilio di Nicea del 325 prese a schiaffi il teologo Ario, che tra l'altro trovò rifugio per anni in Palestina).

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