RIMOSSI DUE POST DAI CANALI COVID TRUFFA: LE IENE DI MERDASET ORDINANO, IL PENNIVENDOLO DUROV UBBIDISCE
Telegram ha rimosso due nostri post del canale “Covid Truffa Marche” e “Covid Truffa Norimberga”, con la scusa ridicola della violazione del copyright, visto che si trattava di un video-commento su un servizio giornalistico delle Iene e che telegram pullula di programmi e film pirata di ogni genere, senza alcun problema.
In realtà dopo la chiusura reiterata e banditesca del canale “Basta dittatura” (chiuso proprio perché è uno dei pochi che si oppone sul serio alla tirannia genocida in atto), questo sembra presagire un giro di vite verso quei pochissimi canali di vera opposizione, mentre gli altri folcloristici e finti canali del dissenso, non vengono minimamente toccati, perché non danno alcun fastidio, anzi sono complementari e funzionali alla dittatura.
Il post con il video si può ancora vedere qui, ma temiamo che presto verrà rimosso. https://t.me/CovidTruffaNews/253
Telegram ha rimosso due nostri post del canale “Covid Truffa Marche” e “Covid Truffa Norimberga”, con la scusa ridicola della violazione del copyright, visto che si trattava di un video-commento su un servizio giornalistico delle Iene e che telegram pullula di programmi e film pirata di ogni genere, senza alcun problema.
In realtà dopo la chiusura reiterata e banditesca del canale “Basta dittatura” (chiuso proprio perché è uno dei pochi che si oppone sul serio alla tirannia genocida in atto), questo sembra presagire un giro di vite verso quei pochissimi canali di vera opposizione, mentre gli altri folcloristici e finti canali del dissenso, non vengono minimamente toccati, perché non danno alcun fastidio, anzi sono complementari e funzionali alla dittatura.
Il post con il video si può ancora vedere qui, ma temiamo che presto verrà rimosso. https://t.me/CovidTruffaNews/253
Forwarded from Covid Truffa Libri: una pagina al giorno
“CARABINIERE, FACCIA IL LADRO, È MOLTO PIÙ ONESTO”.
FORZE DELLORDINE: AGUZZINI IERI, AGUZZINI OGGI.
“Si ricordi di quello che sta vedendo, si ricordi che lei ne è complice e si comporti di conseguenza.”
“Ma che cosa posso fare io?”
“Faccia il ladro, è molto più onesto.”
Primo Levi a un carabiniere italiano di guardia al suo convoglio ferroviario in partenza per Auschwitz, il 22 febbraio 1944.
(Massimo Dini, Stefano Jesurum - Primo Levi. Le opere e i giorni - Rizzoli, 1992)
FORZE DELLORDINE: AGUZZINI IERI, AGUZZINI OGGI.
“Si ricordi di quello che sta vedendo, si ricordi che lei ne è complice e si comporti di conseguenza.”
“Ma che cosa posso fare io?”
“Faccia il ladro, è molto più onesto.”
Primo Levi a un carabiniere italiano di guardia al suo convoglio ferroviario in partenza per Auschwitz, il 22 febbraio 1944.
(Massimo Dini, Stefano Jesurum - Primo Levi. Le opere e i giorni - Rizzoli, 1992)
Forwarded from Covid Truffa Libri: una pagina al giorno
LE DITTATURE NON POSSONO INSTAURARSI E SOPRAVVIVERE SENZA LA COMPLICITÀ DEI CITTADINI
Ciò che è successo nel passato si ripete oggi con gli stessi meccanismi e l'uomo sembra non imparare mai dalla storia.
Basta sostituire la parola "ebrei" con "non vaccinati" e "razzismo etnico" con "razzismo sanitario" e i crimini di oggi si disvelano nel loro orrore, persino peggiore di allora.
“Non si trattò solo di coloro che compirono materialmente gli arresti: polizia, carabinieri, finanzieri, membri della Milizia o della Guardia nazionale repubblicana (GNR) e volontari fascisti; ma di coloro che compilarono le liste delle vittime: dagli impiegati comunali e statali dell’anagrafe razzista, ai funzionari di polizia che trasformarono i nomi degli elenchi in mandati di arresto; dal prefetto e dal questore che firmarono gli ordini di cattura, giù giù lungo la scala gerarchica fino alle dattilografe che ne compilarono i documenti.
Partecipe e complice fu anche chi sequestrò e confiscò beni ebraici, spendendo ore, talora intere giornate, a descrivere nei più minuti dettagli i patrimoni requisiti, mettendoli sotto chiave oppure trasportandoli e consegnandoli ad altro ufficio o autorità, o – caso non insolito – accaparrandoseli per uso proprio, oppure per lucro attraverso la vendita.
Vi furono inoltre le responsabilità dei delatori: di chi segnalò, denunciò, consegnò, tradì le vittime ebree, cioè i propri concittadini, talora i propri vicini e persino i propri amici. E così via nella catena delle responsabilità e nelle molteplici, talora apparentemente innocue, fasi e procedure: chi guidò il camion o la corriera o il vaporetto che trasferì i prigionieri; chi sorvegliò le celle o i campi di transito; chi costruì quei campi o li rifornì di vettovaglie. Infine coloro che stettero a guardare, rivolsero lo sguardo altrove, ignorarono volutamente quanto stava avvenendo...
Tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945, nell’infuriare del conflitto mondiale e della guerra civile, migliaia di italiani parteciparono e contribuirono dunque in prima, seconda e terza fila alla distruzione degli ebrei, assicurando alla morte oltre seimila vittime, dopo cinque anni di persecuzioni che, dal 1938, avevano isolato e segregato il gruppo ebraico, additandolo come inferiore e infine tentando di espellerlo definitivamente dal corpo della nazione.
In queste pagine vogliamo raccontare chi, in quali contesti, con quali motivazioni e in che modo partecipò nel nostro paese al genocidio degli ebrei. E vogliamo farlo mettendo in primo piano i carnefici, dopo che negli ultimi anni troppo spesso si è parlato soltanto dei salvatori, correndo così il rischio che sulla scena appaiano solo le vittime e i giusti e restino invece in modo crescente, se non definitivamente, nell’ombra i persecutori".
(I carnefici italiani: Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-1945 - Simon Levis Sullam)
Ciò che è successo nel passato si ripete oggi con gli stessi meccanismi e l'uomo sembra non imparare mai dalla storia.
Basta sostituire la parola "ebrei" con "non vaccinati" e "razzismo etnico" con "razzismo sanitario" e i crimini di oggi si disvelano nel loro orrore, persino peggiore di allora.
“Non si trattò solo di coloro che compirono materialmente gli arresti: polizia, carabinieri, finanzieri, membri della Milizia o della Guardia nazionale repubblicana (GNR) e volontari fascisti; ma di coloro che compilarono le liste delle vittime: dagli impiegati comunali e statali dell’anagrafe razzista, ai funzionari di polizia che trasformarono i nomi degli elenchi in mandati di arresto; dal prefetto e dal questore che firmarono gli ordini di cattura, giù giù lungo la scala gerarchica fino alle dattilografe che ne compilarono i documenti.
Partecipe e complice fu anche chi sequestrò e confiscò beni ebraici, spendendo ore, talora intere giornate, a descrivere nei più minuti dettagli i patrimoni requisiti, mettendoli sotto chiave oppure trasportandoli e consegnandoli ad altro ufficio o autorità, o – caso non insolito – accaparrandoseli per uso proprio, oppure per lucro attraverso la vendita.
Vi furono inoltre le responsabilità dei delatori: di chi segnalò, denunciò, consegnò, tradì le vittime ebree, cioè i propri concittadini, talora i propri vicini e persino i propri amici. E così via nella catena delle responsabilità e nelle molteplici, talora apparentemente innocue, fasi e procedure: chi guidò il camion o la corriera o il vaporetto che trasferì i prigionieri; chi sorvegliò le celle o i campi di transito; chi costruì quei campi o li rifornì di vettovaglie. Infine coloro che stettero a guardare, rivolsero lo sguardo altrove, ignorarono volutamente quanto stava avvenendo...
Tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945, nell’infuriare del conflitto mondiale e della guerra civile, migliaia di italiani parteciparono e contribuirono dunque in prima, seconda e terza fila alla distruzione degli ebrei, assicurando alla morte oltre seimila vittime, dopo cinque anni di persecuzioni che, dal 1938, avevano isolato e segregato il gruppo ebraico, additandolo come inferiore e infine tentando di espellerlo definitivamente dal corpo della nazione.
In queste pagine vogliamo raccontare chi, in quali contesti, con quali motivazioni e in che modo partecipò nel nostro paese al genocidio degli ebrei. E vogliamo farlo mettendo in primo piano i carnefici, dopo che negli ultimi anni troppo spesso si è parlato soltanto dei salvatori, correndo così il rischio che sulla scena appaiano solo le vittime e i giusti e restino invece in modo crescente, se non definitivamente, nell’ombra i persecutori".
(I carnefici italiani: Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-1945 - Simon Levis Sullam)
Forwarded from Covid Truffa Libri: una pagina al giorno
LA VITA QUOTIDAINA AI TEMPI DELL'OPPRESSIONE E DELLA TIRANNIA: CRIMINI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE
Oggi come allora la distopia si respira nell’aria, nella "banalità" dell'orrore, nell'insensatezza degli eventi, con gli stessi paradossi e contrasti stridenti, le stesse atmosfere e le inquietanti affinità.
"La sera di sabato 5 dicembre 1943, alcune ore prima della retata di ebrei che a Venezia avrebbe condotto all’arresto di oltre centosessanta tra uomini, donne e bambini, il giovane pianista Arturo Benedetti Michelangeli teneva un concerto al Teatro La Fenice. L’indomani, poche ore dopo che gli ebrei arrestati fossero stati provvisoriamente consegnati alle carceri locali, la squadra cittadina di calcio disputava un incontro allo stadio di Sant’Elena. Gli arresti erano avvenuti nottetempo, in una città avvolta dall’oscuramento, nel cuore di un inverno piuttosto rigido.
Mentre prendeva avvio anche a Venezia il genocidio degli ebrei, le giornate scorrevano come sempre, in un intreccio indissolubile di vita e di morte: forse il prefetto che aveva dato l’ordine di arresto degli ebrei aveva poi assistito al concerto di Benedetti Michelangeli. E qualcuno, tra i poliziotti o tra i volontari fascisti che avevano partecipato agli arresti, poche ore più tardi si era recato allo stadio per assistere alla partita domenicale.
Pure in un contesto di guerra totale e di guerra civile, la maggior parte degli eventi era dunque inserita nell’ordinaria quotidianità; altri sembravano rispondere a una logica diversa, completamente nuova e, per così dire, rovesciata: quella del genocidio. Così la polizia, garante dell’ordine e della sicurezza, arrestava una parte della popolazione in base alla sua origine e appartenenza, ora considerata straniera e nemica. Per questo, alcune settimane più tardi, un gruppo di minori ebrei veniva trasferito da Venezia al campo di concentramento e transito di Fossoli di Carpi: da una parte per ricongiungere i ragazzi ai propri genitori nel frattempo tradotti lì; dall’altra avviandoli al medesimo destino di morte dei loro familiari, nelle mani dei tedeschi che di lì a poco li avrebbero deportati ad Auschwitz e sterminati.
In una Venezia occupata dai tedeschi, ma al riparo dai bombardamenti e quindi sovraffollata, capitale della cultura di Salò e sede di ambasciate presso la neonata Repubblica sociale italiana, erano aperti svariati cinema, gli alberghi traboccavano, la gente ballava in feste e ritrovi. Nel centro della città, tra l’andirivieni frequente della gente, un ebreo collaborazionista e il questurino che lavorava con lui per arrotondare il proprio stipendio attendevano di riconoscere ebrei sfuggiti all’identificazione e all’arresto per consegnarli alla polizia italiana o, dietro congruo compenso, direttamente ai tedeschi. Le scuole erano aperte, si stampavano libri e giornali, si tenevano conferenze: tra queste, in una sala dell’ala napoleonica affacciata su piazza San Marco e affollata di un numeroso pubblico, colto e partecipe, si teneva la lezione di un affermato medico veneziano su “Israele” come “malattia dell’umanità”.
L’alta cultura e persino la scienza, assieme alla propaganda, offrivano giustificazione e sostegno al genocidio in corso. Non occorreva che il conferenziere nominasse esplicitamente quanto stava avvenendo agli ebrei: era sufficiente evocare il “pericolo” che si annidava ovunque, il “tradimento” da vendicare e il “male” da estirpare; bastava alludere al giusto, inevitabile destino che si stava compiendo per chi del male era causa o incarnazione. Da oltre cinque anni il fascismo con i suoi mezzi politici, amministrativi e di propaganda aveva fatto propria, imposta e diffusa la “difesa della razza” come questione vitale per la società italiana nel suo assetto totalitario... Allo stesso tempo l’antisemitismo era divenuto questione di ordinaria amministrazione – anche per la gente che ne leggeva soltanto sui giornali – affidata alla burocrazia statale, agli organi di polizia e alle strutture militari del partito".
(I carnefici italiani: Scene dal genocidio degli ebrei)
Oggi come allora la distopia si respira nell’aria, nella "banalità" dell'orrore, nell'insensatezza degli eventi, con gli stessi paradossi e contrasti stridenti, le stesse atmosfere e le inquietanti affinità.
"La sera di sabato 5 dicembre 1943, alcune ore prima della retata di ebrei che a Venezia avrebbe condotto all’arresto di oltre centosessanta tra uomini, donne e bambini, il giovane pianista Arturo Benedetti Michelangeli teneva un concerto al Teatro La Fenice. L’indomani, poche ore dopo che gli ebrei arrestati fossero stati provvisoriamente consegnati alle carceri locali, la squadra cittadina di calcio disputava un incontro allo stadio di Sant’Elena. Gli arresti erano avvenuti nottetempo, in una città avvolta dall’oscuramento, nel cuore di un inverno piuttosto rigido.
Mentre prendeva avvio anche a Venezia il genocidio degli ebrei, le giornate scorrevano come sempre, in un intreccio indissolubile di vita e di morte: forse il prefetto che aveva dato l’ordine di arresto degli ebrei aveva poi assistito al concerto di Benedetti Michelangeli. E qualcuno, tra i poliziotti o tra i volontari fascisti che avevano partecipato agli arresti, poche ore più tardi si era recato allo stadio per assistere alla partita domenicale.
Pure in un contesto di guerra totale e di guerra civile, la maggior parte degli eventi era dunque inserita nell’ordinaria quotidianità; altri sembravano rispondere a una logica diversa, completamente nuova e, per così dire, rovesciata: quella del genocidio. Così la polizia, garante dell’ordine e della sicurezza, arrestava una parte della popolazione in base alla sua origine e appartenenza, ora considerata straniera e nemica. Per questo, alcune settimane più tardi, un gruppo di minori ebrei veniva trasferito da Venezia al campo di concentramento e transito di Fossoli di Carpi: da una parte per ricongiungere i ragazzi ai propri genitori nel frattempo tradotti lì; dall’altra avviandoli al medesimo destino di morte dei loro familiari, nelle mani dei tedeschi che di lì a poco li avrebbero deportati ad Auschwitz e sterminati.
In una Venezia occupata dai tedeschi, ma al riparo dai bombardamenti e quindi sovraffollata, capitale della cultura di Salò e sede di ambasciate presso la neonata Repubblica sociale italiana, erano aperti svariati cinema, gli alberghi traboccavano, la gente ballava in feste e ritrovi. Nel centro della città, tra l’andirivieni frequente della gente, un ebreo collaborazionista e il questurino che lavorava con lui per arrotondare il proprio stipendio attendevano di riconoscere ebrei sfuggiti all’identificazione e all’arresto per consegnarli alla polizia italiana o, dietro congruo compenso, direttamente ai tedeschi. Le scuole erano aperte, si stampavano libri e giornali, si tenevano conferenze: tra queste, in una sala dell’ala napoleonica affacciata su piazza San Marco e affollata di un numeroso pubblico, colto e partecipe, si teneva la lezione di un affermato medico veneziano su “Israele” come “malattia dell’umanità”.
L’alta cultura e persino la scienza, assieme alla propaganda, offrivano giustificazione e sostegno al genocidio in corso. Non occorreva che il conferenziere nominasse esplicitamente quanto stava avvenendo agli ebrei: era sufficiente evocare il “pericolo” che si annidava ovunque, il “tradimento” da vendicare e il “male” da estirpare; bastava alludere al giusto, inevitabile destino che si stava compiendo per chi del male era causa o incarnazione. Da oltre cinque anni il fascismo con i suoi mezzi politici, amministrativi e di propaganda aveva fatto propria, imposta e diffusa la “difesa della razza” come questione vitale per la società italiana nel suo assetto totalitario... Allo stesso tempo l’antisemitismo era divenuto questione di ordinaria amministrazione – anche per la gente che ne leggeva soltanto sui giornali – affidata alla burocrazia statale, agli organi di polizia e alle strutture militari del partito".
(I carnefici italiani: Scene dal genocidio degli ebrei)
Forwarded from Covid Truffa: finti oppositori, imbonitori, questuanti
Forwarded from Covid truffa - Norimberga
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Ciak, si gira: fandemia finta, genocidio vero, criminali certi
Il film "Abigail" è stato girato in Russia e distribuito il 22 agosto 2019, solo 4 mesi prima dell'inizio del golpe sanitario mondiale targato Cina-Bill Gates-OMS- Big Pharma e camuffato da fandemia virale. Ma il “film” reale è durato anche troppo e il limite…
Forwarded from Covid truffa - Norimberga
Media is too big
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Merry Christmas... genocide!
Forwarded from Covid Truffa Genocidio sanitario
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Merry ChristVax and Crappy New Year!
Forwarded from Covid truffa vaccino
I CRIMINALI SERIALI SONO PER NATURA MENTITORI SERIALI...🤣
E' evidente che la storia dei "contagi" è un falso problema che serve solo a depistare. Non si mettono alle corde questi delinquenti dicendo che il "grenn pass non evita i contagi"! Così ci faremmo solo del male perchè daremmo loro motivo di inventare sempre un pretesto per "combattere i contagi": tamponi e mascherine sempre e per tutti, nuovi vaccini per varianti, nuove limitazioni, ecc.! Non è questa la strada!
Non ci sono proprio "contagi da evitare", né con il siero tossico, né senza. L'influenza fa come sempre il suo corso: ogni anno ci sono da 5 a 8 milioni di Italiani a letto con influenza e relative complicazioni respiratorie: decine di migliaia purtroppo ne muoiono.
In questa stagione la mortalità infatti sale da 1800 a 2500-3000 al giorno. Da sempre. Niente di nuovo. Nel 2017 ci fu un eccesso di mortalità di 65 mila persone e non era "Covid", come non è oggi. I decessi in più dal 2020 in poi sono avvenuti solo a causa dei protocolli anticovid e dei "vaccini", non per al tri motivi.
https://t.me/stopdittatura_proteste/2905
E' evidente che la storia dei "contagi" è un falso problema che serve solo a depistare. Non si mettono alle corde questi delinquenti dicendo che il "grenn pass non evita i contagi"! Così ci faremmo solo del male perchè daremmo loro motivo di inventare sempre un pretesto per "combattere i contagi": tamponi e mascherine sempre e per tutti, nuovi vaccini per varianti, nuove limitazioni, ecc.! Non è questa la strada!
Non ci sono proprio "contagi da evitare", né con il siero tossico, né senza. L'influenza fa come sempre il suo corso: ogni anno ci sono da 5 a 8 milioni di Italiani a letto con influenza e relative complicazioni respiratorie: decine di migliaia purtroppo ne muoiono.
In questa stagione la mortalità infatti sale da 1800 a 2500-3000 al giorno. Da sempre. Niente di nuovo. Nel 2017 ci fu un eccesso di mortalità di 65 mila persone e non era "Covid", come non è oggi. I decessi in più dal 2020 in poi sono avvenuti solo a causa dei protocolli anticovid e dei "vaccini", non per al tri motivi.
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BASTA DITTATURA❗️UFFICIALE
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❗️AVANTI TUTTA FINCHÉ LA DITTATURA NON SARÀ DISTRUTTA
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Forwarded from Covid Truffa: finti oppositori, imbonitori, questuanti
SILVER: AUGURI SACCENTI, DOZZINALI E PREDITTIVI DI UN NEO-VACCINATO?
Che senso ha scrivere “DOVRETE ammettere che sono stato l’UNICO a non avervi detto CAZZATE” senza rendersi conto di essere borioso, arrogante e anche sguaiato? E’ l’inizio di un delirium da divetto Youtube? Che fino a poco fa monetizzava i video con tanta pubblicità, ora invece no perché Youtube glielo impedisce? Che ogni tanto collabora con i venduti di ByoBlu che infatti mandano in onda i suoi video?
E perché predisporre le persone alla rassegnazione dicendo con sicumera sprezzante che di sicuro “sarà un altro anno di merda” invece di spronare le persone a lottare contro questo sistema criminale? Programmazione predittiva per indurre i resistenti alla resa?
Stanno succedendo strane cose tra i presunti oppositori, cosi come non è proprio chiaro il senso della frase detta alla fine del video “Non ditemi di credere alla scienza!”: Silver si è andato a “vaccinare” sul serio, per finta o solo per mettere le mani avanti per il futuro?
Che senso ha scrivere “DOVRETE ammettere che sono stato l’UNICO a non avervi detto CAZZATE” senza rendersi conto di essere borioso, arrogante e anche sguaiato? E’ l’inizio di un delirium da divetto Youtube? Che fino a poco fa monetizzava i video con tanta pubblicità, ora invece no perché Youtube glielo impedisce? Che ogni tanto collabora con i venduti di ByoBlu che infatti mandano in onda i suoi video?
E perché predisporre le persone alla rassegnazione dicendo con sicumera sprezzante che di sicuro “sarà un altro anno di merda” invece di spronare le persone a lottare contro questo sistema criminale? Programmazione predittiva per indurre i resistenti alla resa?
Stanno succedendo strane cose tra i presunti oppositori, cosi come non è proprio chiaro il senso della frase detta alla fine del video “Non ditemi di credere alla scienza!”: Silver si è andato a “vaccinare” sul serio, per finta o solo per mettere le mani avanti per il futuro?
Forwarded from Covid Truffa: finti oppositori, imbonitori, questuanti
(1) FRANCESCO TOSCANO: EX ASSESSORE COMUNE GIOIA TAURO, COMMISSARIATO E SCIOLTO PER ‘NDRANGHETA (continua...)
Forwarded from Covid Truffa: finti oppositori, imbonitori, questuanti
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(2) IL DUO FRANCESCO TOSCANO - GIUSEPPE PEDÀ ARTEFICI DELLA GIUNTA DI GIOA TAURO CON LA COALIZIONE ROOSVELT. TRA MASSONERIA, ‘NDRANGHETA E IMPRENDITORIA MAFIOSO-STATALE
Il sindaco Giuseppe Pedà: Presidente della Ferrovie della Calabria (Sic!) e del consorzio TPL, candidato con il PDL alle Europee del 2009, alle Politiche del 2013 e alle regionali del 2014, noto imprenditore della distribuzione dei carburanti e della ristorazione.
La Coalizione Roosvelt era formata dal Movimento Roosevelt, Forza Italia, UDC, Nuovo Centro Destra/ Area popolare (Angelino Alfano) e altre liste fasulle acchiappa voti.
Movimento Roosevelt: Francesco Toscano era il Segretario (in cambio ebbe l’assessorato alla Cultura e altre deleghe), mentre il Presidente era il massone Gioele Magaldi Gran Maestro del Grande Oriente Democratico (quello perennemente intervistato in “Border Nights” da Fabio Frabetti, altro socio del “club”). [continua...]
Il sindaco Giuseppe Pedà: Presidente della Ferrovie della Calabria (Sic!) e del consorzio TPL, candidato con il PDL alle Europee del 2009, alle Politiche del 2013 e alle regionali del 2014, noto imprenditore della distribuzione dei carburanti e della ristorazione.
La Coalizione Roosvelt era formata dal Movimento Roosevelt, Forza Italia, UDC, Nuovo Centro Destra/ Area popolare (Angelino Alfano) e altre liste fasulle acchiappa voti.
Movimento Roosevelt: Francesco Toscano era il Segretario (in cambio ebbe l’assessorato alla Cultura e altre deleghe), mentre il Presidente era il massone Gioele Magaldi Gran Maestro del Grande Oriente Democratico (quello perennemente intervistato in “Border Nights” da Fabio Frabetti, altro socio del “club”). [continua...]
Forwarded from Covid Truffa: finti oppositori, imbonitori, questuanti
(3) IL GRANDE ORIENTE DI MAGALDI E TUTTI I LIBERI MURATORI VOTANO PEDÀ A GIOIA TAURO
Il Movimento Roosevelt è una vera e propria testa di ponte della massoneria in politica. Il Presidente è Gioele Magaldi (Gran Maestro del Grande Oriente Democratico), Francesco Toscano ne era il Segretario e Giuseppe Pedà uno dei soci fondatori:
una operazione studiata a tavolino per avere incarichi istituzionali e il controllo sulle giunte comunali, cosa che poi avvenne a Gioia Tauro con la carica di sincado a Pedà e quella di assessore alla cultura a Toscano. [continua...]
Il Movimento Roosevelt è una vera e propria testa di ponte della massoneria in politica. Il Presidente è Gioele Magaldi (Gran Maestro del Grande Oriente Democratico), Francesco Toscano ne era il Segretario e Giuseppe Pedà uno dei soci fondatori:
una operazione studiata a tavolino per avere incarichi istituzionali e il controllo sulle giunte comunali, cosa che poi avvenne a Gioia Tauro con la carica di sincado a Pedà e quella di assessore alla cultura a Toscano. [continua...]
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(4) QUANDO FRANCESCO TOSCANO ANDAVA ALLE FESTE DELLA CONTESSA DEODATO CON SALVINI E PEDÀ...
Nella foto una delle tipiche "feste" della contessa Deodato...
Nel video tutta la vicenda e altre foto inquietanti...
Nella foto una delle tipiche "feste" della contessa Deodato...
Nel video tutta la vicenda e altre foto inquietanti...