Covid Truffa: Cronache dal virus che non c'è
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"Io non sono cattivo, è che mi disegnano così"

"Le folle non hanno mai provato il desiderio della verità. Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno" (Sigmund Freud)
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4) UN VIRUS DISTRATTO

A novembre del 2025 si parlava di un milione di sfollati in 862 campi che vivevano nelle tende (spesso teloni) nella Striscia di Gaza, anche se i dati sono gonfiati visto che provengono da organismi globalisti e militanti come l’Unrwa dell’ONU (qui e qui), dal Ministero della Salute di Gaza di Hamas (qui) e da media prezzolati e mondialisti come ad esempio Vatican News (qui).

In ogni caso un numero enorme di persone, senza acqua corrente e servizi igienici, con poco cibo e acqua da bere, vivono in tendopoli umide (spesso allagate), sporche, infestate da roditori (topi e ratti), pidocchi, cimici, pulci, zecche e insetti e che si trovano in mezzo a liquami e acque reflue, a montagne di rifiuti e rovine, dove migliaia di persone vanno a rovistare!

In queste condizioni e con questi numeri è impossibile che non ci sia stata mai una “epidemia” di hantavirus, se davvero esistesse! E questa situazione non va avanti da 6 mesi, ma da anni visto che tra il 2024 e il 2025 si parlava addirittura di due milioni di sfollati che vivevano nelle tende!

(Foto e video: discarica a Khan Younis, 30 ottobre 2025; campo di Bureij, 21 settembre 2025; Gaza City 25 maggio 2025; Islam Abu Taeima, madre di cinque figli, cerca cibo nella spazzatura)

Parte1 - Parte2 - Parte3 - (Covid truffa, 16 maggio 2026)
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5) TEORIE SPAZZATURA
Dall’immondizia di Gaza a quella di Ushuaia: perché la teoria del virus dei topi è falsa

1) Il 29 marzo 2026 l’ornitologo olandese Leo Schilperoord, considerato il “caso indice” dell’epidemia di hantavisur nella nave MV Hondius, si è recato presso la discarica di Ushuaia, per osservare specie di uccelli rari (birdwatching)

2) I sintomi della malattia sono iniziati il 6 aprile, ma otto giorni sono una finestra di incubazione troppo stretta per un decorso così fulmineo (morte 11 aprile) (qui)

3) Non c'è mai stato alcun caso di hantavirus nella città capoluogo di Ushuaia e in tutta la provincia della Terra del fuoco (qui).

4) Il topo muschiato dalla coda lunga (colilargo), ritenuto responsabile del virus, non è presente nella provincia.

5) La discarica è sorvegliata all’ingresso e possiede alte recinzioni perimetrali: difficile, oltre che proibito, entrarci (qui)

6) L’osservazione degli uccelli avviene a debita distanza con l’uso di cannocchiali e macchine fotografiche

7) Decine di operai movimentano e compattano ogni giorno la spazzatura con ruspe, bulldozer, escavatori e compattatori gommati, ma nessuno si è mai infettato (qui)

8) Ci sono migliaia di discariche a cielo aperto nel mondo in condizioni disastrose (qui), eppure non ci sono casi di hantavirus.

(Foto: la discarica incriminata di Ushuaia, Terra del fuoco, Argentina)

Parte1 - Parte2 - Parte3 - Parte4 - (Covid truffa, 17 maggio 2026)
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Forwarded from Il virus della fede
COINCIDENZE
Che strano... Tutti quelli che soffrono di disturbi psichiatrici, che falciano le persone con l'auto a tutta velocità e che accoltellano i passanti, sono musulmani e hanno un nome arabo, (tipo Salim El Koudri)! Ci sarà un motivo per questa singolare coincidenza?

Adesso ce lo spiegheranno per bene Mattarella, la Meloni, Leone XIV e la Schlein. (Ap)pendiamo dalle loro labbra...

(Covid Truffa, 17 maggio 2026)
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Forwarded from Il virus della fede
CAMUFFAMENTI
Ci sono volute molte ore prima che i banditi dei media di regime pronunciassero la parola attentatore, che rivelassero le sue origini marocchine e che svelassero il suo inequivocabile nome.

Per coprire la natura terroristica musulmana dell’atto criminale, hanno sciorinato, come sempre avviene, una sequela imbarazzante di ridicoli pseudonimi:

- L’italiano
- Il trentunenne
- Il laureato
- Il giovane
- L’incensurato
- L’uomo
- L’autista (Sky TG24)

Il premio per il più spregevole appellativo censorio, va sicuramente ai clown di SKY TG24: il termine “autista” raggiunge vette insuperabili di comicità involontaria se non fosse che siamo di fronte ad un terribile crimine.

(Covid truffa, 17 maggio 2026)
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DOVE È NATO SALIM EL KOUDRI?

“L’attentatore di Modena Salim El Koudri è arrivato in Italia a 5 anni con la famiglia dal Marocco, diventando poi italiano quando ne aveva 14”


Mentre tutti i media di regime da oltre due giorni ci dicono in coro (sospetto) che il criminale attentatore islamico è nato in provincia di Bergamo, improvvisamente oggi ci capita di ascoltare per caso il TG radiofonico di Radio 24 (qui, minuto 6:36)

Si tratta della rubrica “Effetto giorno”, presentato da Alessio Maurizi, che è l’edizione “di punta” dei notiziari giornalieri , non qualcosa di ordinario: il meglio del peggio, insomma.

Nel suo servizio il giornalista Alessandro Arona, ha detto l'opposto sulla nascita di El Koudri e non sembra frutto di una svista, dato che si tratta di una frase ben costruita e argomentata.

Difficile sapere come stanno veramente le cose, perché tutti hanno interesse a mentire su questa storia (anche il centro-destra). A questo punto ci hanno portato: dubitare di qualsiasi cosa dicano, anche quella che sembra più banale.

(Covid truffa, 18 maggio 2026)
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4) TUTTI I PIDIOTI SONO UGUALI, MA ALCUNI SONO PIÙ MAIALI DELGI ALTRI

Fabio Braglia, presidente Provincia di Modena: PD
Michele De Pascale, presidente Regione Emilia-Romagna: PD
Massimo Mezzetti, sindaco di Modena: PD


La classe politica che governa l’Emilia Romagna è lo specchio di oltre la metà della popolazione, ormai schiava del mito rivoluzionario, poi diventato progressista, quindi riformista e oggi globalista.

Si tratta di una società schiava del suo stereotipo immaginario, rinchiusa nel suo passato, ormai in decomposizione, che viene ben rappresentata dall’aspetto fisico della sua stessa classe politica, sulla quale si potrebbe fare un trattato di fisiognomica.

Coloro che scelgono nelle varie compagini elettive, veri comitati d’affari parassitari, la peggiore feccia politica immigrazionista, filoislamica e woke, poi non si devono lamentare se qualche preziosa “risorsa” gioca a birilli umani nelle strade con un’auto.

Ognuno ha il destino che si merita. Siamo vicini SOLO ai tanti cittadini che sono vittime di questa ideologia perversa e suicida e che lottano contro di essa.

Parte1 - Parte2 - Parte3 - (Covid truffa, 19 maggio 2026)
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5) EROI DI CARTA PESTA: LA SINDROME DEL BUON SAMARITANO
Come l’apparato politico e mediatico trasforma in eroismo, il dissennato gesto di un cittadino ammaestrato nel deleterio “filantropismo” salvifico catto-comunista in salsa PD

- È stato Luca Signorelli ad aprire la portiera dell'auto che era bloccata, facendo uscire il criminale islamico

- “L’attentatore non faceva apposta ad investire i passanti, ma forse era sotto effetto di alcool o droghe!”

- “Non è un attentato, è un poveretto che non si ritrova. Non penso fosse un attentato” (ripetuto due volte).


Altro che eroe! Come si capisce da queste frasi, la sua mente plagiata si rifiuta di vedere quello che è successo:

- Il sabato pomeriggio, via Emilia centro a Modena è completamente chiusa al traffico: Signorelli ha visto l’ingresso dell’auto a tutta velocità in una zona pedonale, puntare e investire le persone e aveva sotto gli occhi una donna con le gambe tranciate dall’auto, poi ha visto il criminale fuggire e poi ferirlo con un coltello, ma nonostante questo nega l’evidenza!

Ciò vuol dire essere affetti da una nevrosi ideologica che ti porta a negare la realtà a causa delle catene mentali inoculate dalla propria setta politica: ”accoglienza, immigrati, deboli, poveri e oppressi, ecc.”

- La scusa del fumo che usciva dall’auto (che nessuna immagine ha ripreso) l’ha tirata fuori nelle interviste successive, per cercare di mitigare il suo gesto avventato.

- Quando ha visto che l’attentatore è fuggito, ha iniziato ad inseguirlo, ma solo per il senso di colpa di ciò che aveva causato.

- Non è stato lui a disarmare l’attentatore, come afferma, ma le altre due persone intervenute dopo.

Ma la cosa più strana è la sua affermazione categorica: “Non era italiano!” Come mai questa strana sicurezza che fosse straniero? Lo ha sentito parlare in arabo?

Parte1 - Parte2 - Parte3 - Parte4 - (Covid truffa, 19 maggio 2026)
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Forwarded from Covid Truffa: Cronache dal virus che non c'è (Nulla Veritas)
INFLUENCER AD.ARIA: GALLINE PREOCCUPATE PER L'UOMO

Solo quando l’ultimo pollo sarà morto dalle risate sarà chiaro che i resoconti dell’orrore sono più contagiosi della BSE, della SARS e dell’H5N1
(Zimmermann Kurt, Weltwoche, 27 Ottobre 2005)


Cosi titolerebbe il Chicken Sera, se esistesse. Di sicuro riuscirebbe ad avere una tiratura maggiore dell’omonimo Corriere, che ormai può contare su un numero sempre minori di “polli” (da spennare).

La schermata del sito di RaiNews, riproduce invece una pagina di rimando a numerosi articoli che trattano della “nuova emergenza” dell’influenza Aviaria (con tanto di annessi vaccini) ormai arrivata alla quarantottesima versione:

a dar retta e questi cialtroni virali (giornalisti, medici, politici, ecc) l’umanità sarebbe estinta da un pezzo e Noè starebbe preparando la sua decima Arca (sempre a proposito di cialtronaggini...)

Ma come è stato possibile arrivare a questo punto? Perché non abbiamo maturato un consapevolezza collettiva e reagito duramente diversi decenni fa, quando già era tutto palesemente fasullo e pianificato?

Come vedremo nei prossimi post ci furono in passato durissime quanto legittime azioni difensive in alcune parti del mondo e alcune voci profetiche e coraggiose anche tra i giornalisti, ma tutto poi fu rapidamente sommerso, isolato, silenziato e infine spento, con la complicità delle grandi masse ipnotizzate.
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PANDEMIA DA ANATRE A DONDOLO E ALTRI GIOCHI (segue da qui)

"Non vi preoccupate, parleremo più tardi dei pitbull e dei terrier assassini. Ma prima torniamo brevemente alle galline assassine e alle anatre assassine.

Questa settimana è stato revocato l'obbligo di permanenza nella stalla
[nota 1] e, come se nulla fosse accaduto, le galline assassine e le anatre assassine potranno nuovamente attaccarci.

Solo poche settimane fa gli animali piumati hanno quasi spazzato via la nostra razza, e ora i bambini giocano di nuovo con loro.

Ci avviciniamo alla fine dell'anno e torniamo a toccare l'evento mediatico del 2005 che ha oscurato tutto. L'estinzione dell'umanità per influenza aviaria è stata la più grande isteria mediatica di tutti i tempi.


Rispetto all’eradicazione dell’umanità da parte dell’influenza aviaria, anche la precedente eradicazione dell’umanità da parte della Sars impallidiva al confronto, per non parlare dell’eradicazione dell’umanità da parte dell’Ebola.

Durante le sei settimane della fase dell'influenza aviaria, dal 1° ottobre al 12 novembre, i giornali svizzeri hanno parlato in 1411 articoli della minaccia di morte che veniva dal cielo.


Vediamo chi era particolarmente isterico. Contiamo quanti giorni e in quanti articoli l'influenza aviaria era presente nelle rubriche in questa fase.

Passiamo quindi alla distribuzione dei premi. I giornali più isterici della Svizzera sono il Basler Zeitung e il Neue Zürcher Zeitung. Hanno concesso ai loro lettori solo due giorni senza influenza aviaria tra il 1 ottobre e il 12 novembre 2005. Il giornale meno isterico della Svizzera è Blick.

Ops. Ora anche il più stupido editorialista dei media si rende conto che la sua valutazione richiede un'interpretazione. È quindi positivo che la scorsa settimana sia scoppiata un'altra isteria mediatica, vale a dire il trambusto che circonda i pitbull assassini e i terrier assassini.

Quindi ripetiamo la nostra pratica nell'area cinica e contiamo quanti articoli sul tema dei pitbull e dei cani da combattimento sono apparsi solo la scorsa settimana.

Ebbene, il mondo è cambiato. Il confronto tra uccelli assassini e cani assassini ci mostra la differenza. L’influenza aviaria non era un argomento da tabloid. Qui sono stati i media seri a stendere il tappeto di minacce diffuse e scenari apocalittici pseudo-scientifici.

Boulevard
[nota 2] invece, non specula nella diffusione di teorie pseudo-scientifiche: ha sempre bisogno di vittime, carnefici e colpevoli chiaramente identificabili. Una occasione perfetta quella dei pitbull.

Un bambino morto, tre bestie assetate di sangue, una madre che piange, malvagi proprietari di cani da attacco - e poi la politica che aveva fallito.

Nel giro di una settimana, oltre 100.000 lettori di Blick hanno firmato la petizione “Divieto dei Pitbull” lanciata dal tabloid. Hanno firmato 147 parlamentari.

Chi ha sempre considerato la nostra “Classe politique
[nota 3] un gruppo opportunistico e ricreativo ne ha avuto conferma dalle 147 firme.

147 deputati dell'Assemblea federale
hanno firmato una petizione indirizzata all'Assemblea federale, di cui forse l'Assemblea federale nemmeno se ne occuperà. Si afferma ufficialmente che chiunque presenti una petizione “non ha diritto al trattamento materiale della petizione”.

Quando 147 deputati dell'Assemblea federale si mobilitano con una petizione, non si può che congratularsi con una campagna scandalistica così magistrale. E imparare da essa.

Se durante l'influenza aviaria un'anatra a dondolo dell'Emmental
[nota 4] avesse contagiato un bambino con il virus H5N1, tutto sarebbe stato diverso.

Alla fine i 147 parlamentari avrebbero firmato la petizione di Blick “Divieto delle anatre a dondolo”.

(Kurt W. Zimmermann - Die Weltwoche - 15.12.2005 - Titolo e foto sono nostri - Titolo originale “
Die Bestienlisten 2005”, "La lista delle bestie del 2005") [nota 5]
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Forwarded from Covid Truffa: Cronache dal virus che non c'è (Nulla Veritas)
NOTE (Anatre a dondolo e altri giochi)

Nota1 : “Obbligo di stalla”, ricorda molto “Restiamo tutti a casa”, il confinamento, l’isolamento e le quarantene della farsa pandemica del 2020, dove tutti i cittadini erano diventati carne da macello per protocolli ospedalieri e poi animali da allevamento intensivo per la sperimentazione del siero tossico.

Nota2 : "Boulevard": giornali leggeri, coloriti, di cronaca locale o di gossip.

Nota3 : "Classe politique": espressione francese usata per indicare i deputati del parlamento svizzero (Assemblea Federale) che anche lì godono di pessima reputazione, ma che perlomeno vengono chiamati “signore e signora” (vedi qui), non con il disgustoso "onorevoli" usato in Italia.

Nota4 : "Emmental": valle svizzera che prende il nome dal fiume Emme che a sua volta dà il nome al noto formaggio svizzero.

Nota5 : “Die Weltwoche” è un settimanale svizzero in lingua tedesca. Non sappiamo se Kurt W. Zimmermann durante l’ancora più criminale farsa “covid” abbia mantenuto la stessa linea o si sia adeguato, come il 99,99 % dei suoi colleghi. Per ora meglio gustarci solo l’acume, l’ironia e il coraggio di questo capolavoro del 2005!
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Forwarded from Covid Truffa: Cronache dal virus che non c'è (Nulla Veritas)
1) COME GLI AFRICANI SI DIFESERO DALLE ORDE DELL’OMS

Medici, infermieri, esperti, funzionari, missionari, volontari, Ong, Croce Rossa, Chiese di tutte le confessioni, sorosiani e gatesiani, con la complicità dei corrotti capi di governo e amministratori locali, rinchiusero intere città e villaggi, vaccinarono a forza, rapirono, deportarono in lager "ospedalieri", somministrarono antivirali e protocolli “speciali”, uccidendo migliaia di persone, conteggiandole poi come morti di Ebola.

"Facely Camara è un giovane giornalista radiofonico. Lavora per Zaly Liberté FM, un’emittente della Guinea, ed è tirocinante alla Search for Common Ground, un’organizzazione no-profit per la risoluzione dei conflitti attiva in molti Paesi africani.

Il 16 settembre 2014, insieme a un collega giornalista e a un tecnico, Facely si aggrega a una delegazione di funzionari medici e amministrativi diretta a Womey, un remoto villaggio delle foreste guineane, per una campagna di sensibilizzazione sull’ebola.

Due giorni dopo, il suo corpo e quelli di altri sette membri della missione, tra cui un pastore evangelico, vengono ritrovati trucidati nella fossa biologica di una scuola.

I superstiti del massacro, fuggiti nella boscaglia, raccontano di essere stati assaliti con mazze, pietre e machete dagli abitanti del villaggio, convinti che l’équipe di salute pubblica fosse giunta per spargere il morbo.

Non senza contraddizione, la paura della malattia convive però con la convinzione che il virus non esista. Un agente di polizia riferisce che, per la gente del posto, l’ebola «non è altro che un’invenzione dei bianchi per uccidere i neri».

Poco più di due settimane prima, il 29 agosto, a Nzérékoré, la città di Facely, si era verificato un altro agguato. Mentre irroravano disinfettante nella zona del mercato, gli operatori sanitari erano stati aggrediti con l’accusa che l’ebola fosse una “bugia” e che ci fosse una cospirazione per avvelenare di proposito la popolazione. Il tumulto si era poi allargato fino all’ospedale, provocando 22 feriti.

Episodi simili vengono riportati anche nelle confinanti Liberia e Sierra Leone, entrambe colpite dall’epidemia. Nella baraccopoli di West Point, ai margini della capitale liberiana Monrovia, il 16 agosto la folla saccheggia un centro per la quarantena, rubando equipaggiamento medico, cibo, persino le lenzuola insanguinate dei malati, e libera i pazienti.

Un mese dopo, a Matainkay, in Sierra Leone, vengono attaccati gli addetti alle sepolture mentre è in corso un lockdown nazionale di tre giorni per fermare la propagazione del virus.

Medici Senza Frontiere e la Croce Rossa riferiranno di altri casi di violenza per tutto il 2014: nella sola Guinea, i volontari della Croce Rossa subiranno una media di dieci attacchi al mese nella seconda parte dell’anno.

L’ostilità verso le misure di contenimento si inserisce tuttavia in un contesto di decisioni sanitarie e politiche talora insensibili e controproducenti. In Liberia, ad esempio, il governo dispone il confinamento domestico per il tracciamento dei contatti, senza però procurare i viveri e l’assistenza igienico-sanitaria di base.

Quando le ambulanze prelevano i casi sospetti, ai parenti viene di rado comunicato dove vengono portati i loro cari, se sono risultati positivi o se sono infine sopravvissuti.

Cominciano così a viaggiare voci secondo cui le unità per il trattamento dell’ebola sarebbero campi di sterminio e alle vittime verrebbero asportati sangue e organi per essere rivenduti sul mercato nero. La stessa epidemia sarebbe una gigantesca montatura a scopo di lucro delle autorità e delle Ong.

Le migliaia di persone che assaltano l’ospedale di Kenema, in Sierra Leone, tentando di far scappare i degenti e di incendiare la struttura, gridano che il virus non esiste, che è un’invenzione dei politici per ricevere aiuti internazionali, addirittura una copertura per eseguire rituali cannibalistici ". (continua)


(Foto: una bambina ritenuta malata viene sequestrata per la quarantena) #ebola

(Covid truffa, 21 agosto 2024)
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2) CRONACHE AFRICANE DEL “VIRUS” TARGATO OMS DEL 2014

Per impersonare alla perfezione un nazista, ci vuole un attore nazista, dicevano in un vecchio film. Allo stesso modo per capire bene i crimini dei globalisti sanitari, ci vuole un globalista come l’autore del passo virgolettato pubblicato nel post precedente, tratto dal libro L’ideologia della paura di Jacopo Di Miceli.

A dispetto delle intenzioni “anticomplottiste” di questo pamphlet, il libro in realtà è una miniera di notizie e considerazioni che confermano l’esatto opposto della tesi di fondo dell’autore. Il tipico caso di espiazione dei propri misfatti tramite la confessione involontaria, mediante accuse rivolte ad altri.

(Foto 2014, Nbc. Liberia. Bambino ritenuto infetto, trascinato via a forza dalla manovalanza locale di Ong e Oms e deportato in un centro di isolamento e quarantena. Alcuni di questi bambini, separati dalle loro famiglie e nel clima di prevaricazione, disperazione e caos del momento, furono poi oggetto di schiavitù sessuale, prostituzione e commercio di organi)
#ebola
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SONO SOLO GRAN MARCHETTE
Bennato è ormai il vice prugna secchia”, la brutta copia di Springsteen, la sua versione italiota. E’ la fine ingloriosa del mito del ribellismo moralista musicale, della sedicente musica impegnata, di protesta, delle canzoni spacciata come arte “contro” il potere.

Anche quando fingono di essere dei senza partito, in realtà ne sono funzionali e subordinati, essendo allineati a tutte i nuovi dogmi della sinistra woke, a partire dalla farsa pandemica, ai "vaccini", al green e all’immigrazionismo, che è il crimine peggiore di tutti.

La mostra delle opere pittoriche di Edoardo Bennato ("In cammino") ne è la manifestazione suprema: una apologia suicida dell’invasione e della sostituzione etnica, promossa dall’assessore alla cultura di Roma Massimiliano Smeriglio:

ex parlamentare di Rifondazione Comunista, ex assessore di Roma con SEL, ex europarlamentare del PD, ora di Alleanza Verdi e Sinistra, tralasciando tutte le altre innumerevoli capriole politiche.

Che qualcuno possa scegliere il nome “Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria” dimostra il grado di contorcimento mentale di questi ceffi e certifica la loro sudditanza al verbo ebraico e al dogma olocaustiano.

Ma il quaquaraquà canterino non si è fatto scrupolo di fare comunella con questa marmaglia criminale, diventando lui stesso uno dei personaggi contro cui inveiva nella sua “canzonetta”.

(Covid truffa, 29 maggio 2026)
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