LE CATENE MENTALI DI CATTO E SINISTRI
"Che brutta cosa incatenare dei 'migranti' mentre vengono 'deportati!'”.
Frasi insulse come queste non vengono dette solo dai professionisti della menzogna imperanti in Italia, ma anche da alcuni di quelli che si definiscono antisistema (soprattutto catto, "progressisti" e sinistri), che per motivi ideologici negano che la chiusura dei confini e la reimmigrazione vengono prima di ogni altra questione.
D’altronde è bastato mostrare per qualche giorno la Salis in catene per "commuovere" molti italioti, consentendogli di prendere 176.368 voti e ritrovarci l’ennesima parassita sinistroide sul groppone.
In realtà si tratta di clandestini e pericolosi criminali, che devono essere legati e ammanettati per impedire atti violenti o la fuga. Sono procedure standard negli Stati Uniti, usate sia durante la presidenza Obama che quella Biden. Anche in Italia le manette sono obbligatorie quando il soggetto è pericoloso, ci sono pericoli di fuga o solo per difficoltà di controllo negli spostamenti.
Mica vengono picchiati o hanno il viso emaciato per le percosse, cosa che ovviamente non è consentita. Insomma una banale foto di clandestini e criminali legati da una catena, che vengono espulsi dagli Stati Uniti. E gli va anche bene, perché in realtà dovrebbero essere processati e condannati ad anni di carcere. Altro che umiliazione o trattamento degradante!
(In alto la foto pubblicata dal profilo X della Casa bianca con il testo tradotto in Italiano, dedicato ai finti oppositori nostrani. La foto è accompagnata dal seguente testo: “Come promesso, il presidente Trump sta inviando un messaggio forte al mondo: chi entra illegalmente negli Stati Uniti andrà incontro a gravi conseguenze.”
"Che brutta cosa incatenare dei 'migranti' mentre vengono 'deportati!'”.
Frasi insulse come queste non vengono dette solo dai professionisti della menzogna imperanti in Italia, ma anche da alcuni di quelli che si definiscono antisistema (soprattutto catto, "progressisti" e sinistri), che per motivi ideologici negano che la chiusura dei confini e la reimmigrazione vengono prima di ogni altra questione.
D’altronde è bastato mostrare per qualche giorno la Salis in catene per "commuovere" molti italioti, consentendogli di prendere 176.368 voti e ritrovarci l’ennesima parassita sinistroide sul groppone.
In realtà si tratta di clandestini e pericolosi criminali, che devono essere legati e ammanettati per impedire atti violenti o la fuga. Sono procedure standard negli Stati Uniti, usate sia durante la presidenza Obama che quella Biden. Anche in Italia le manette sono obbligatorie quando il soggetto è pericoloso, ci sono pericoli di fuga o solo per difficoltà di controllo negli spostamenti.
Mica vengono picchiati o hanno il viso emaciato per le percosse, cosa che ovviamente non è consentita. Insomma una banale foto di clandestini e criminali legati da una catena, che vengono espulsi dagli Stati Uniti. E gli va anche bene, perché in realtà dovrebbero essere processati e condannati ad anni di carcere. Altro che umiliazione o trattamento degradante!
(In alto la foto pubblicata dal profilo X della Casa bianca con il testo tradotto in Italiano, dedicato ai finti oppositori nostrani. La foto è accompagnata dal seguente testo: “Come promesso, il presidente Trump sta inviando un messaggio forte al mondo: chi entra illegalmente negli Stati Uniti andrà incontro a gravi conseguenze.”
POVERI MIGRANTI...
Ecco solo alcuni dei criminali clandestini arrestati tra il 24 e 25 gennaio, subito dopo l'insediamento del Presidente Trump. Come mai media, forze di polizia, governatori e giudici sanno chi sono e dove si trovano questi soggetti, ma nessuno li ha denunciati o arrestati prima?
Perchè scoperchiare questo pentolone marcio sarebbe incompatibile con la fasulla narrazione dell'accoglienza, dell'inclusione, dei diritti, dell'opera umanitaria, della solidarietà e della carità, su cui mangiano e fanno carriera centinaia di ONG, esponenti e associazioni delle tre grandi religioni confessionali, comitati e collettivi Democratici e "progressisti" e personaggi del mondo dello spettacolo e di Hollywood e svelerebbero il disastro sociale provocato dal fenomeno dell'immigrazione.
#reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 27 gennaio 2025)
Ecco solo alcuni dei criminali clandestini arrestati tra il 24 e 25 gennaio, subito dopo l'insediamento del Presidente Trump. Come mai media, forze di polizia, governatori e giudici sanno chi sono e dove si trovano questi soggetti, ma nessuno li ha denunciati o arrestati prima?
Perchè scoperchiare questo pentolone marcio sarebbe incompatibile con la fasulla narrazione dell'accoglienza, dell'inclusione, dei diritti, dell'opera umanitaria, della solidarietà e della carità, su cui mangiano e fanno carriera centinaia di ONG, esponenti e associazioni delle tre grandi religioni confessionali, comitati e collettivi Democratici e "progressisti" e personaggi del mondo dello spettacolo e di Hollywood e svelerebbero il disastro sociale provocato dal fenomeno dell'immigrazione.
#reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 27 gennaio 2025)
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IL BESTIARIO DI ANNA WOKE FRANK
(Riprendiamo un video e articolo pubblicato un anno fa (qui), oggi di incredibile attualità, perché la cancrena immigrazionista è arrivata al suo apice ed è destinata a sconvolgere il quadro politico internazionale).
Gli scafisti non sono dei criminali ma degli eroici e romantici “velai”; esaltazione dell’immigrazione clandestina libera e totale; di occupazioni e devastazioni di palazzi pubblici e privati; di vagabondaggio e teppismo di bande giovanili di immigrati di seconda generazione, incannati e pieni di tatuaggi e orecchini; esaltazione del furto e del borseggio; criminalizzazione di coloro che vogliono il blocco dei clandestini e il loro rimpatrio, equiparati a “negazionisti”, “razzisti” e antisemiti.
Questo è il risultato che si ottiene quando un costosissimo film di animazione (Anna Frank e il diario segreto) è coprodotto da Israele, Francia, Benelux; ha un regista israeliano come Ari Folman; un potente produttore cinematografico e TV ucraino come Oleksandr Rodnjanskyj; viene finanziato da governi, da enti israeliani ed ebraici di ogni tipo; dallo Stato di Victoria (Australia), dall’Unione Europea, dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco.
Il tutto controllato dalla Fondazione Svizzera Anna Frank (fondata dal padre), che detiene i diritti economici universali sul famoso e controverso Diario, un vero colosso economico che dona poi i suoi guadagni alla New Israel Fund (NIF), a sua volta finanziata a pieni mani dal miliardario ungherese Soros.
Il Diario di Anna Frank è ormai diventato un vero feticcio, strumento della peggiore propaganda globalista, immigrazionista, gender e vaccinista, per una ragazzina in realtà molto sopravvaluta e quasi divinizzata, quando il suo destino tragico è stato quello di altri milioni di bambini, in situazioni anche peggiori, come nel caso di quelli russi e sovietici, sterminati in campi di concentramento a cielo aperto durante l’invasione tedesca e di cui non mancano testimonianze del tutto ignorate, su cui torneremo con articoli e video in futuro.
(Riprendiamo un video e articolo pubblicato un anno fa (qui), oggi di incredibile attualità, perché la cancrena immigrazionista è arrivata al suo apice ed è destinata a sconvolgere il quadro politico internazionale).
Gli scafisti non sono dei criminali ma degli eroici e romantici “velai”; esaltazione dell’immigrazione clandestina libera e totale; di occupazioni e devastazioni di palazzi pubblici e privati; di vagabondaggio e teppismo di bande giovanili di immigrati di seconda generazione, incannati e pieni di tatuaggi e orecchini; esaltazione del furto e del borseggio; criminalizzazione di coloro che vogliono il blocco dei clandestini e il loro rimpatrio, equiparati a “negazionisti”, “razzisti” e antisemiti.
Questo è il risultato che si ottiene quando un costosissimo film di animazione (Anna Frank e il diario segreto) è coprodotto da Israele, Francia, Benelux; ha un regista israeliano come Ari Folman; un potente produttore cinematografico e TV ucraino come Oleksandr Rodnjanskyj; viene finanziato da governi, da enti israeliani ed ebraici di ogni tipo; dallo Stato di Victoria (Australia), dall’Unione Europea, dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco.
Il tutto controllato dalla Fondazione Svizzera Anna Frank (fondata dal padre), che detiene i diritti economici universali sul famoso e controverso Diario, un vero colosso economico che dona poi i suoi guadagni alla New Israel Fund (NIF), a sua volta finanziata a pieni mani dal miliardario ungherese Soros.
Il Diario di Anna Frank è ormai diventato un vero feticcio, strumento della peggiore propaganda globalista, immigrazionista, gender e vaccinista, per una ragazzina in realtà molto sopravvaluta e quasi divinizzata, quando il suo destino tragico è stato quello di altri milioni di bambini, in situazioni anche peggiori, come nel caso di quelli russi e sovietici, sterminati in campi di concentramento a cielo aperto durante l’invasione tedesca e di cui non mancano testimonianze del tutto ignorate, su cui torneremo con articoli e video in futuro.
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LE CATENE DI TRUMP?
Questo è un video del profilo ufficiale X di John Modlin, Chief Patrol Agent Tucson Sector (Agente capo pattuglia, settore Tucson), della pattuglia di frontiera degli Stati Uniti.
Un video con immagini crude, al cui confronto la foto pubblicata da Trump pochi giorni fa è una carezza. Il comandante in persona commenta e pubblicizza le immagini con evidente scopo dissuasivo:
“Le conseguenze dell'ingresso illegale sono reali. Non rischiare la vita attraversando illegalmente il deserto dell'Arizona, solo per essere rispedito indietro!”
Il problema è che di questo video non si trovano tracce nei media di regime ed è difficilissimo trovarlo in rete. Ma, miracolosamente, in questi giorni ha iniziato ad essere pubblicato con commenti drammatici e denigratori verso Trump.
Ma a quando risalirà questo video? Domani pubblicheremo il link e la schermata originale del post con la data!
#reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 29 gennaio 2025)
Questo è un video del profilo ufficiale X di John Modlin, Chief Patrol Agent Tucson Sector (Agente capo pattuglia, settore Tucson), della pattuglia di frontiera degli Stati Uniti.
Un video con immagini crude, al cui confronto la foto pubblicata da Trump pochi giorni fa è una carezza. Il comandante in persona commenta e pubblicizza le immagini con evidente scopo dissuasivo:
“Le conseguenze dell'ingresso illegale sono reali. Non rischiare la vita attraversando illegalmente il deserto dell'Arizona, solo per essere rispedito indietro!”
Il problema è che di questo video non si trovano tracce nei media di regime ed è difficilissimo trovarlo in rete. Ma, miracolosamente, in questi giorni ha iniziato ad essere pubblicato con commenti drammatici e denigratori verso Trump.
Ma a quando risalirà questo video? Domani pubblicheremo il link e la schermata originale del post con la data!
#reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 29 gennaio 2025)
CATENE, DOLCI E DEMOCRATICHE CATENE DI BIDEN…
Il video che abbiamo pubblicato nell’articolo precedente risale al 29 giugno 2023, in pieno mandato Biden, ma non lo troveremo da nessuna parte, come non c’è traccia di titoloni e reazioni “indignate”, come quelle inscenate per la foto pubblicata pochi giorni fa da Trump, che al confronto è poco più di una carezza…
In ogni caso le espulsioni di massa non solo vanno fatte, ma vanno aumentate in modo esponenziale e in Italia va reintrodotto l'ingresso illegale come reato penale grave e non minore come adesso, punito con una banale sanzione pecuniaria che oltretutto nessuno paga.
Chi ha dubbi o è contrario poi non si deve lamentare se le nostre città sono invivibili, se abbondano degrado, sporcizia, vagabondaggio, furti nelle case, rapine, borseggi, vandalismo, spaccio, risse, accoltellamenti, molestie, stupri, omicidi, ecc.
Durante le operazioni di espulsione non è possibile lasciare liberi i clandestini, perché il pericolo di fuga è altissimo e se anche solo uno di loro cercasse di fuggire, a catena altri tenterebbero di farlo, e sarebbe impossibile placcare 10 persone insieme.
Anche perché l’alternativa negli Stati Uniti sarebbe sparare a chi fugge, quindi molto meglio essere immobilizzati che rischiare una pallottola.
Si possono trovare metodi di costrizione meno invasivi? Certo, si possono trovare soluzioni, materiali o tecnologie migliori, ma la sostanza deve rimanere la stessa.
(qui il link del video originale) #reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 29 gennaio 2025)
Il video che abbiamo pubblicato nell’articolo precedente risale al 29 giugno 2023, in pieno mandato Biden, ma non lo troveremo da nessuna parte, come non c’è traccia di titoloni e reazioni “indignate”, come quelle inscenate per la foto pubblicata pochi giorni fa da Trump, che al confronto è poco più di una carezza…
In ogni caso le espulsioni di massa non solo vanno fatte, ma vanno aumentate in modo esponenziale e in Italia va reintrodotto l'ingresso illegale come reato penale grave e non minore come adesso, punito con una banale sanzione pecuniaria che oltretutto nessuno paga.
Chi ha dubbi o è contrario poi non si deve lamentare se le nostre città sono invivibili, se abbondano degrado, sporcizia, vagabondaggio, furti nelle case, rapine, borseggi, vandalismo, spaccio, risse, accoltellamenti, molestie, stupri, omicidi, ecc.
Durante le operazioni di espulsione non è possibile lasciare liberi i clandestini, perché il pericolo di fuga è altissimo e se anche solo uno di loro cercasse di fuggire, a catena altri tenterebbero di farlo, e sarebbe impossibile placcare 10 persone insieme.
Anche perché l’alternativa negli Stati Uniti sarebbe sparare a chi fugge, quindi molto meglio essere immobilizzati che rischiare una pallottola.
Si possono trovare metodi di costrizione meno invasivi? Certo, si possono trovare soluzioni, materiali o tecnologie migliori, ma la sostanza deve rimanere la stessa.
(qui il link del video originale) #reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 29 gennaio 2025)
“È FINITA L’EPOCA D’ORO DEL COVID, DEGLI UTILI MILIARDARI”
La pacchia è finita, ma il genocidio sierale e seriale ormai è stato compiuto e nessuno ancora ha pagato. É una giusta nemesi per coloro che erano stati assunti dalla Pfizer di Ascoli per produrre un siero tossico ed ora vengono licenziati perché il lavoro sporco è stato fatto.
E’ il momento che comprendano che hanno collaborato attivamente ad una spietata dittatura sanitaria e che meriterebbero, come minimo, di essere obbligati a guardarsi un album con decine di migliaia di foto di persone assassinate negli ospedali o dopo la somministrazione del siero, così come ad alcuni cittadini tedeschi fu imposto a suo tempo di guardare le fosse piene di cadaveri nei campi di concentramento nazisti.
Come allora, quasi tutti avevano capito, ma nessuno ha voluto vedere, per non rinunciare al quieto vivere e non perdere i propri privilegi. Poi, però prima o poi, la storia ti presenta il conto.
(tratto dal Corriere Adriatico; articolo leggibile sono con abbonamento, qui in basso la schermata dell'articolo integrale)
La pacchia è finita, ma il genocidio sierale e seriale ormai è stato compiuto e nessuno ancora ha pagato. É una giusta nemesi per coloro che erano stati assunti dalla Pfizer di Ascoli per produrre un siero tossico ed ora vengono licenziati perché il lavoro sporco è stato fatto.
E’ il momento che comprendano che hanno collaborato attivamente ad una spietata dittatura sanitaria e che meriterebbero, come minimo, di essere obbligati a guardarsi un album con decine di migliaia di foto di persone assassinate negli ospedali o dopo la somministrazione del siero, così come ad alcuni cittadini tedeschi fu imposto a suo tempo di guardare le fosse piene di cadaveri nei campi di concentramento nazisti.
Come allora, quasi tutti avevano capito, ma nessuno ha voluto vedere, per non rinunciare al quieto vivere e non perdere i propri privilegi. Poi, però prima o poi, la storia ti presenta il conto.
(tratto dal Corriere Adriatico; articolo leggibile sono con abbonamento, qui in basso la schermata dell'articolo integrale)
CorriereAdriatico.it
È finita l’epoca d’oro del Covid: Pfizer fa scattare i licenziamenti ad Ascoli
ASCOLI È finita l’epoca d’oro del Covid, degli utili miliardari, delle assunzioni e del potenziamento degli stabilimenti in tutto il mondo. La Pfizer ha annunciato ai sindacati...
Corriere adriatico del 29/01/2025
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A CHE SERVE BRUCIARE IL CORANO? A MOSTRARE CHE CI SONO CANAGLIE DI ALLAH PRONTE A SGOZZARTI PER AVER DATO FUOCO A DELLA CARTA
29 giugno 2023. Siamo proprio nei giorni della festa islamica più importante dopo la fine del Ramadan, quella di “Eid al Adha”, ovvero “Festa dello sgozzamento”, nome che trasmette subito una piacevole sensazione di “Religione di pace” (eterna, però).
Siamo nel quartiere di Sodermalm nel centro di Stoccolma, nella grande moschea di Medborgarplatsen. Salwan Momika, è un cittadino iracheno di 37 anni, residente in Svezia, quindi “uno di loro” che ha vissuto per anni in mezzo a loro e li conosce bene. Il suo gesto di bruciare il corano quindi vale doppio.
E’ un ateo e militante antislamista, temine che oggi ha molta più legittimità e importanza del ritrito e abusato “antifascista” di sinistra memoria, che viene ancora brandito a casaccio da pidioti e soci, alla stregua degli inquisitori che gridavano “anatema!” contro gli eretici da condannare a morte.
Il termine fasullo "islamofobia" lo hanno inventato loro per ingraziarsi i musulmani, ma non ha alcun senso, ovviamente. A meno che non si voglia dire che è sensato parlare di fascismofobia.
#Allahsnackbar!
29 giugno 2023. Siamo proprio nei giorni della festa islamica più importante dopo la fine del Ramadan, quella di “Eid al Adha”, ovvero “Festa dello sgozzamento”, nome che trasmette subito una piacevole sensazione di “Religione di pace” (eterna, però).
Siamo nel quartiere di Sodermalm nel centro di Stoccolma, nella grande moschea di Medborgarplatsen. Salwan Momika, è un cittadino iracheno di 37 anni, residente in Svezia, quindi “uno di loro” che ha vissuto per anni in mezzo a loro e li conosce bene. Il suo gesto di bruciare il corano quindi vale doppio.
E’ un ateo e militante antislamista, temine che oggi ha molta più legittimità e importanza del ritrito e abusato “antifascista” di sinistra memoria, che viene ancora brandito a casaccio da pidioti e soci, alla stregua degli inquisitori che gridavano “anatema!” contro gli eretici da condannare a morte.
Il termine fasullo "islamofobia" lo hanno inventato loro per ingraziarsi i musulmani, ma non ha alcun senso, ovviamente. A meno che non si voglia dire che è sensato parlare di fascismofobia.
#Allahsnackbar!
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PRIGIONIERI A CASA PROPRIA
L’altro ieri, mercoledì 29 gennaio, durante una diretta notturna su TikTok, il rifugiato iracheno Salwan Momika è stato colpito con armi da fuoco nella sua casa vicino Stoccolma, in Svezia e poi deceduto in ospedale (qui il nostro articolo del 5 luglio 2023, con le immagini e il racconto del corano bruciato pochi giorni prima).
Di origini cristiano-cattoliche, uomo con una storia molto tormentata, come il paese in cui viveva: in Iraq aveva militato in formazioni militari cristiane come il Battaglione Spirito di Dio Gesù Figlio di Maria, parte integrante delle Brigate irachene di Imam Ali, sostenute anche dell’Iran (sciiti e cristiani si ritenevano affini), per combattere lo Stato Islamico dell’ISIS.
Proprio per riscattarsi da questo tragico passato in cui i membri delle varie religioni si scannavano tra loro anche all’interno della stessa confessione, aveva pubblicamente rinnegato il cristianesimo e abbracciato l’ateismo dopo il suo arrivo in Germania.
Ottenne quindi asilo in Svezia, ma nel 2023, come ritorsione per aver dato a fuoco il corano, invece di essere protetto fu messo sotto processo per “agitazione contro un gruppo etnico”, solita accusa falsa e censoria, visto che i musulmani non sono una etnia e che lui stesso era iracheno.
Per giunta non gli fu rinnovato il permesso di soggiorno e fu ordinata la sua espulsione dal paese. Cercò rifugio in Norvegia nel 2024, dove invece venne arrestato e poi “deportato” in Svezia, dove iniziò a raccogliere fondi per chiedere asilo negli Stati Uniti.
Ma non gli è stato lasciato il tempo di farlo. E’ evidente il fallimento totale delle cosiddette democrazie liberali, che non solo non proteggono chi lotta contro il totalitarismo islamico, ma sembrano persino operare affinché queste persone siano liquidate in modo o nell’altro.
Infatti a seguito dei suoi incendi pubblici del corano era stata data alle fiamme per due volte l'ambasciata in Iraq e accoltellati cittadini svedesi. Non sorprenderebbe quindi che per “Ragion di Stato” e per garantire la “sicurezza nazionale” (nuovo mantra giustificazionista per legittimare crimini “democratici”), qualcuno abbia chiuso un occhio o addirittura favorito questo omicidio politico, servendosi di gruppi islamici.
Trovarsi nel proprio territorio un vero e proprio esercito islamico dormiente - pronto ad entrare in azione quando non sono gradite le leggi o la libertà di espressione dei paesi ospitanti - è un vulnus mortale per la sovranità di una nazione, tanto da giustificare misure urgenti e draconiane di reimmigrazione, estese anche alle seconde e terze generazioni, che rappresentano un pericolo persino maggiore delle prime.
#Islam
L’altro ieri, mercoledì 29 gennaio, durante una diretta notturna su TikTok, il rifugiato iracheno Salwan Momika è stato colpito con armi da fuoco nella sua casa vicino Stoccolma, in Svezia e poi deceduto in ospedale (qui il nostro articolo del 5 luglio 2023, con le immagini e il racconto del corano bruciato pochi giorni prima).
Di origini cristiano-cattoliche, uomo con una storia molto tormentata, come il paese in cui viveva: in Iraq aveva militato in formazioni militari cristiane come il Battaglione Spirito di Dio Gesù Figlio di Maria, parte integrante delle Brigate irachene di Imam Ali, sostenute anche dell’Iran (sciiti e cristiani si ritenevano affini), per combattere lo Stato Islamico dell’ISIS.
Proprio per riscattarsi da questo tragico passato in cui i membri delle varie religioni si scannavano tra loro anche all’interno della stessa confessione, aveva pubblicamente rinnegato il cristianesimo e abbracciato l’ateismo dopo il suo arrivo in Germania.
Ottenne quindi asilo in Svezia, ma nel 2023, come ritorsione per aver dato a fuoco il corano, invece di essere protetto fu messo sotto processo per “agitazione contro un gruppo etnico”, solita accusa falsa e censoria, visto che i musulmani non sono una etnia e che lui stesso era iracheno.
Per giunta non gli fu rinnovato il permesso di soggiorno e fu ordinata la sua espulsione dal paese. Cercò rifugio in Norvegia nel 2024, dove invece venne arrestato e poi “deportato” in Svezia, dove iniziò a raccogliere fondi per chiedere asilo negli Stati Uniti.
Ma non gli è stato lasciato il tempo di farlo. E’ evidente il fallimento totale delle cosiddette democrazie liberali, che non solo non proteggono chi lotta contro il totalitarismo islamico, ma sembrano persino operare affinché queste persone siano liquidate in modo o nell’altro.
Infatti a seguito dei suoi incendi pubblici del corano era stata data alle fiamme per due volte l'ambasciata in Iraq e accoltellati cittadini svedesi. Non sorprenderebbe quindi che per “Ragion di Stato” e per garantire la “sicurezza nazionale” (nuovo mantra giustificazionista per legittimare crimini “democratici”), qualcuno abbia chiuso un occhio o addirittura favorito questo omicidio politico, servendosi di gruppi islamici.
Trovarsi nel proprio territorio un vero e proprio esercito islamico dormiente - pronto ad entrare in azione quando non sono gradite le leggi o la libertà di espressione dei paesi ospitanti - è un vulnus mortale per la sovranità di una nazione, tanto da giustificare misure urgenti e draconiane di reimmigrazione, estese anche alle seconde e terze generazioni, che rappresentano un pericolo persino maggiore delle prime.
#Islam
LA FECCIA FILOISLAMICA DI GIORGIO BIANCHI
Questo il commento di un certo “ErCavarierennero” sotto la notizia ripresa dal noto photomentalist Giorgio Bianchi, dell’omicidio di Salwan Momika, il militante antislamico che aveva bruciato più volte il corano.
Ci sono diversi post di Bianchi e di Giubbe Rosse (di cui parleremo) che giustificano subdolamente le minacce della Turchia alla Svezia, le proteste e gli atti di violenza dei militonti musulmani e che tollerano e favoriscono commenti criminali come quello riportato. Tanto per capire chi sono i seguaci tipo di questi due fuffuencer.
Veri analfabeti politici, conoscono solo tre parole (Mossad, sionisti, freepalestine) che ripetono a pappagallo senza nemmeno sapere il significato. Sarà uno dei quei decerebrati in mascherina che mesi fa gridavano “free, free palestine”?
(chi volesse "complimentarsi" con l'aguzzino filoislamico ErCavarierennero, può scrivergli qui: https://t.me/Ercavar oppure @Ercavar )
#GiorgioBianchi #GiubbeRosse #Islam
“Un Mossad in meno. Molto ossigeno che non verrà più sprecato”.
Questo il commento di un certo “ErCavarierennero” sotto la notizia ripresa dal noto photomentalist Giorgio Bianchi, dell’omicidio di Salwan Momika, il militante antislamico che aveva bruciato più volte il corano.
Ci sono diversi post di Bianchi e di Giubbe Rosse (di cui parleremo) che giustificano subdolamente le minacce della Turchia alla Svezia, le proteste e gli atti di violenza dei militonti musulmani e che tollerano e favoriscono commenti criminali come quello riportato. Tanto per capire chi sono i seguaci tipo di questi due fuffuencer.
Veri analfabeti politici, conoscono solo tre parole (Mossad, sionisti, freepalestine) che ripetono a pappagallo senza nemmeno sapere il significato. Sarà uno dei quei decerebrati in mascherina che mesi fa gridavano “free, free palestine”?
(chi volesse "complimentarsi" con l'aguzzino filoislamico ErCavarierennero, può scrivergli qui: https://t.me/Ercavar oppure @Ercavar )
#GiorgioBianchi #GiubbeRosse #Islam
GIUBBE GROSSE, CERVELLI MINI
Giorgio Bianchi e Giubbe Rosse, sono un po’ come Gianni e Pinnotto, sono sempre in coppia, ma invece di far ridere, fanno piangere.
Dopo il commento sull’assassinio dell’ateo antislamico Salwan Momika apparso sotto il post del photomentalist, ora vediamo i commenti sotto lo stesso post del canale Giubbe Rosse.
Basta un’occhiata veloce per rendersi conto delle tare mentali di chi frequenta quel canale dove si pratica la respirazione bocca a bocca al social-nazionalismo, anche in versione islamico-putiniana (vedere qui).
“Liberateli” scrive divertito Pietro Minute (@PietroMinute), riferendosi alle 5 persone arrestate perché sospettate di avere ucciso il rifugiato iracheno che aveva bruciato il corano e poi gli altri commenti gaudenti, tipici degli aspiranti sadici.
Sbobbe glosse, cervelli chini.
#islam #SalwanMomika #GiubbeRosse #GiorgioBianchi
"Finiamo con l'Ucraina e proseguiamo con quei Paesi che insultano il Corano".
(Ramzan Kadyrov, capo di Stato della Cecenia, macellaio islamico e pupillo di Putin, riferendosi a Svezia e Danimarca)
Giorgio Bianchi e Giubbe Rosse, sono un po’ come Gianni e Pinnotto, sono sempre in coppia, ma invece di far ridere, fanno piangere.
Dopo il commento sull’assassinio dell’ateo antislamico Salwan Momika apparso sotto il post del photomentalist, ora vediamo i commenti sotto lo stesso post del canale Giubbe Rosse.
Basta un’occhiata veloce per rendersi conto delle tare mentali di chi frequenta quel canale dove si pratica la respirazione bocca a bocca al social-nazionalismo, anche in versione islamico-putiniana (vedere qui).
“Liberateli” scrive divertito Pietro Minute (@PietroMinute), riferendosi alle 5 persone arrestate perché sospettate di avere ucciso il rifugiato iracheno che aveva bruciato il corano e poi gli altri commenti gaudenti, tipici degli aspiranti sadici.
Sbobbe glosse, cervelli chini.
#islam #SalwanMomika #GiubbeRosse #GiorgioBianchi
FONDI ILLECITI AL PARTITO LABURISTA TRAMITE LA FABIAN SOCIETY
L’APPF (Autorità per i Partiti politici e le fondazioni politiche europee) dell’UE, ha multato con 30.000 sterline la FEPS (Fondazione per gli Studi Progressisti Europei) per aver finanziato con 30 mila sterline la “Fabian Society” che è fondatrice e affiliata al Partito Laburista inglese e di cui è membro anche il primo ministro Keyr Starmer.
Il finanziamento è illecito in quanto la FEPS riceve fondi dall’UE e quindi non potrebbe finanziare, nemmeno indirettamente, alcun partito politico.
Insomma, si inventano ogni tipo di Autorità, Fondazione e Commissione per sistemare una pletora di burocrati e parassiti di partito, che dovrebbero controllare se stessi e chi li ha nominati e poi si finanziano e si fanno le multe da soli, sbandierandone una per coprire mille episodi che rimangono nascosti.
Per tumori come quelli dell’Unione Europea (come di Starmer e compagni, che sono peggio anche se sono fuori dell'UE) non c’è cura che tenga: solo l’asportazione totale risolve il problema.
L’APPF (Autorità per i Partiti politici e le fondazioni politiche europee) dell’UE, ha multato con 30.000 sterline la FEPS (Fondazione per gli Studi Progressisti Europei) per aver finanziato con 30 mila sterline la “Fabian Society” che è fondatrice e affiliata al Partito Laburista inglese e di cui è membro anche il primo ministro Keyr Starmer.
Il finanziamento è illecito in quanto la FEPS riceve fondi dall’UE e quindi non potrebbe finanziare, nemmeno indirettamente, alcun partito politico.
Insomma, si inventano ogni tipo di Autorità, Fondazione e Commissione per sistemare una pletora di burocrati e parassiti di partito, che dovrebbero controllare se stessi e chi li ha nominati e poi si finanziano e si fanno le multe da soli, sbandierandone una per coprire mille episodi che rimangono nascosti.
Per tumori come quelli dell’Unione Europea (come di Starmer e compagni, che sono peggio anche se sono fuori dell'UE) non c’è cura che tenga: solo l’asportazione totale risolve il problema.
The Telegraph
Labour could face investigation over EU funding
European group fined after it gave £30,000 to Fabian Society, an affiliate of Sir Keir Starmer’s party