Forwarded from L'invasione degli ultraspot
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UNINERO: BATTE, WOKE, SEMPRE
C’era una volta l’italianissima Unieuro, nata nel 1937 a Brisighella. Diverse le denominazioni, le acquisizioni e le fusioni nel corso dei vari decenni. Nel 2020 si rese protagonista di uno degli spot nostrani più ributtanti, per legittimare la dittatura sanitaria di Conte e Speranza di cui abbiamo parlato qui (UniNeuro).
Alla fine nel 2021 - complice il reset economico provocato dalla farsa pandemica - arrivano i francesi di Iliad che diventano azionisti di maggioranza. E le cose peggiorano.
Pochi mesi fa, nell’ottobre del 2024, la “svolta” definitiva: l’azienda è stata acquistata al 71,5 % dal colosso francese Fnac di proprietà del miliardario ceco, Daniel Kretinsky.
E dove c’è lo zampino della Francia infetta di Macron, il globalismo impazza in ogni forma e lo si vede anche da questa pubblicità, dove la presenza della modella nera, rasata, sbattuta in faccia e in bella posa, ha uno scopo palesemente provocatorio, propagandistico e immigrazionista, per abituare l’occhio e il cervello dei nativi, che in un primo tempo si convinceranno che sia tutto nomale.
In un secondo tempo, il calo demografico dei nativi e la conseguente mutazione del corpo elettorale a favore degli immigrati (come sta avvenendo ad es. in Gran Bretagna), porranno le basi per la definitiva sostituzione etnica, che entrerà nella sua terza fase irreversibile.
C’era una volta l’italianissima Unieuro, nata nel 1937 a Brisighella. Diverse le denominazioni, le acquisizioni e le fusioni nel corso dei vari decenni. Nel 2020 si rese protagonista di uno degli spot nostrani più ributtanti, per legittimare la dittatura sanitaria di Conte e Speranza di cui abbiamo parlato qui (UniNeuro).
Alla fine nel 2021 - complice il reset economico provocato dalla farsa pandemica - arrivano i francesi di Iliad che diventano azionisti di maggioranza. E le cose peggiorano.
Pochi mesi fa, nell’ottobre del 2024, la “svolta” definitiva: l’azienda è stata acquistata al 71,5 % dal colosso francese Fnac di proprietà del miliardario ceco, Daniel Kretinsky.
E dove c’è lo zampino della Francia infetta di Macron, il globalismo impazza in ogni forma e lo si vede anche da questa pubblicità, dove la presenza della modella nera, rasata, sbattuta in faccia e in bella posa, ha uno scopo palesemente provocatorio, propagandistico e immigrazionista, per abituare l’occhio e il cervello dei nativi, che in un primo tempo si convinceranno che sia tutto nomale.
In un secondo tempo, il calo demografico dei nativi e la conseguente mutazione del corpo elettorale a favore degli immigrati (come sta avvenendo ad es. in Gran Bretagna), porranno le basi per la definitiva sostituzione etnica, che entrerà nella sua terza fase irreversibile.
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IL CORTIGIANO JONNY
Saviano, in un video delirante, tramite frasi allusive nel tipico linguaggio mafioso, invita ripetutamente all’omicidio politico di Musk e di Trump e al ricorso alla lotta armata.
Il tono inquietante, le smorfie e ghigni malefici che si stampano sul viso di questo sgherro di regime, sarebbero già sufficienti a qualificarlo. Ma per capire la gravità di queste parole del sanguisuga dell’antimafia, basta ricordare che non ci sono solo i due tentativi di omicidio di Trump con fucili di precisione, ma anche l’esplosione di un auto della Tesla imbottita di esplosivo, davanti al Trump Hotel avvenuta tre settimane fa.
La matrice di questi attentati è chiara come la luce del sole: si tratta sì del cosiddetto Stato Profondo, che però non è una entità astratta, ma è disseminato ovunque: nella CIA, nell’FBI, nella NATO, nell’apparato industriale militare, nell’esercito, nelle forze di Polizia, nelle varie “istituzioni” governative federali e locali, nel partito Democratico soprattutto (ma anche in quello Repubblicano), in Hollywood, nei grandi fondi d’investimento, nella Borsa, in Amazon, in Google, in Meta, nei vari “filantropi” e miliardari di tutto il mondo, nelle tre grandi confessioni religiose, nell’ONU, nell’OMS, in BigTech, in Big Pharma, nell’Unione Europea, con interessi e poteri così giganteschi, da non fermarsi di fronte a niente.
E Saviano non si trova a disagio in questa compagnia, perché ne è parte integrante. L’unico che dimostra di disprezzare la democrazia è proprio lui. Mentre appoggia di buon grado tutte le elite “progressiste” che spesso non hanno un mandato elettorale diretto, giudica invece pericolosi, antidemocratici o “tiranni violenti”, coloro che hanno ricevuto un mandato elettorale forte e chiaro, come Trump, Meloni, Orban, Milei, ecc. (al di là del giudizio politico su di essi).
L’allusione minacciosa al ricorso agli “strumenti” della Resistenza, ovvero all’uso delle armi per abbattere Primi Ministri, Presidenti e governi democraticamente eletti, è delirante e del tutto rovesciata, perché in questo caso sarebbe lui a impersonare i golpisti e i fascisti woke contro cui bisognerebbe “resistere”.
(In HD su Youtube - non monetizzato)
Saviano, in un video delirante, tramite frasi allusive nel tipico linguaggio mafioso, invita ripetutamente all’omicidio politico di Musk e di Trump e al ricorso alla lotta armata.
“La fine di Elon Musk sarà una fine violenta… La tirannide della sua prassi insieme al suo sodale Trump non potranno che portare a una caduta violenta. Il loro il loro epilogo politico sarà probabilmente nel sangue.
Cadranno per mano di coloro che hanno esaltato. È chiara la parabola finale, perché mai nella storia chi si è comportato con tale violenza e con tale fame di potere è riuscito a sopravvivere.
Mask e i suoi sodali italiani finiranno per mano di coloro che hanno aizzato nell'orrore del complottismo, dell'odio verso I migranti... Chissà se ci toccherà scappare o avere ancora gli strumenti della Resistenza…
Il tono inquietante, le smorfie e ghigni malefici che si stampano sul viso di questo sgherro di regime, sarebbero già sufficienti a qualificarlo. Ma per capire la gravità di queste parole del sanguisuga dell’antimafia, basta ricordare che non ci sono solo i due tentativi di omicidio di Trump con fucili di precisione, ma anche l’esplosione di un auto della Tesla imbottita di esplosivo, davanti al Trump Hotel avvenuta tre settimane fa.
La matrice di questi attentati è chiara come la luce del sole: si tratta sì del cosiddetto Stato Profondo, che però non è una entità astratta, ma è disseminato ovunque: nella CIA, nell’FBI, nella NATO, nell’apparato industriale militare, nell’esercito, nelle forze di Polizia, nelle varie “istituzioni” governative federali e locali, nel partito Democratico soprattutto (ma anche in quello Repubblicano), in Hollywood, nei grandi fondi d’investimento, nella Borsa, in Amazon, in Google, in Meta, nei vari “filantropi” e miliardari di tutto il mondo, nelle tre grandi confessioni religiose, nell’ONU, nell’OMS, in BigTech, in Big Pharma, nell’Unione Europea, con interessi e poteri così giganteschi, da non fermarsi di fronte a niente.
E Saviano non si trova a disagio in questa compagnia, perché ne è parte integrante. L’unico che dimostra di disprezzare la democrazia è proprio lui. Mentre appoggia di buon grado tutte le elite “progressiste” che spesso non hanno un mandato elettorale diretto, giudica invece pericolosi, antidemocratici o “tiranni violenti”, coloro che hanno ricevuto un mandato elettorale forte e chiaro, come Trump, Meloni, Orban, Milei, ecc. (al di là del giudizio politico su di essi).
L’allusione minacciosa al ricorso agli “strumenti” della Resistenza, ovvero all’uso delle armi per abbattere Primi Ministri, Presidenti e governi democraticamente eletti, è delirante e del tutto rovesciata, perché in questo caso sarebbe lui a impersonare i golpisti e i fascisti woke contro cui bisognerebbe “resistere”.
(In HD su Youtube - non monetizzato)
DAL GRETINISMO CLIMATICO A QUELLO DSPIANO
Il nuovo che havanza (non si butta via niente)
A sinistra una foto di gruppo con Riccardo Carpani durante il “Fridays for Future”, lo sciopero contro il “cambiamento climatico” fondato da Greta Thunberg.
A destra una foto di oggi del raduno nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare (DSP) con il responsabile Giovani dell’Emilia Romagna, Riccardo Carpani appunto, il cui viso si staglia sopra la testa rasata di Rizzo (presente anche Toscano).
(la scritta "There’s no planet B" pitturata sui bracci del giovane che sta accanto a Riccardo Carpani, è uno dei tanti slogan insulsi del movimento di Greta Thunberg)
Il nuovo che havanza (non si butta via niente)
A sinistra una foto di gruppo con Riccardo Carpani durante il “Fridays for Future”, lo sciopero contro il “cambiamento climatico” fondato da Greta Thunberg.
A destra una foto di oggi del raduno nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare (DSP) con il responsabile Giovani dell’Emilia Romagna, Riccardo Carpani appunto, il cui viso si staglia sopra la testa rasata di Rizzo (presente anche Toscano).
(la scritta "There’s no planet B" pitturata sui bracci del giovane che sta accanto a Riccardo Carpani, è uno dei tanti slogan insulsi del movimento di Greta Thunberg)
LE CATENE MENTALI DI CATTO E SINISTRI
"Che brutta cosa incatenare dei 'migranti' mentre vengono 'deportati!'”.
Frasi insulse come queste non vengono dette solo dai professionisti della menzogna imperanti in Italia, ma anche da alcuni di quelli che si definiscono antisistema (soprattutto catto, "progressisti" e sinistri), che per motivi ideologici negano che la chiusura dei confini e la reimmigrazione vengono prima di ogni altra questione.
D’altronde è bastato mostrare per qualche giorno la Salis in catene per "commuovere" molti italioti, consentendogli di prendere 176.368 voti e ritrovarci l’ennesima parassita sinistroide sul groppone.
In realtà si tratta di clandestini e pericolosi criminali, che devono essere legati e ammanettati per impedire atti violenti o la fuga. Sono procedure standard negli Stati Uniti, usate sia durante la presidenza Obama che quella Biden. Anche in Italia le manette sono obbligatorie quando il soggetto è pericoloso, ci sono pericoli di fuga o solo per difficoltà di controllo negli spostamenti.
Mica vengono picchiati o hanno il viso emaciato per le percosse, cosa che ovviamente non è consentita. Insomma una banale foto di clandestini e criminali legati da una catena, che vengono espulsi dagli Stati Uniti. E gli va anche bene, perché in realtà dovrebbero essere processati e condannati ad anni di carcere. Altro che umiliazione o trattamento degradante!
(In alto la foto pubblicata dal profilo X della Casa bianca con il testo tradotto in Italiano, dedicato ai finti oppositori nostrani. La foto è accompagnata dal seguente testo: “Come promesso, il presidente Trump sta inviando un messaggio forte al mondo: chi entra illegalmente negli Stati Uniti andrà incontro a gravi conseguenze.”
"Che brutta cosa incatenare dei 'migranti' mentre vengono 'deportati!'”.
Frasi insulse come queste non vengono dette solo dai professionisti della menzogna imperanti in Italia, ma anche da alcuni di quelli che si definiscono antisistema (soprattutto catto, "progressisti" e sinistri), che per motivi ideologici negano che la chiusura dei confini e la reimmigrazione vengono prima di ogni altra questione.
D’altronde è bastato mostrare per qualche giorno la Salis in catene per "commuovere" molti italioti, consentendogli di prendere 176.368 voti e ritrovarci l’ennesima parassita sinistroide sul groppone.
In realtà si tratta di clandestini e pericolosi criminali, che devono essere legati e ammanettati per impedire atti violenti o la fuga. Sono procedure standard negli Stati Uniti, usate sia durante la presidenza Obama che quella Biden. Anche in Italia le manette sono obbligatorie quando il soggetto è pericoloso, ci sono pericoli di fuga o solo per difficoltà di controllo negli spostamenti.
Mica vengono picchiati o hanno il viso emaciato per le percosse, cosa che ovviamente non è consentita. Insomma una banale foto di clandestini e criminali legati da una catena, che vengono espulsi dagli Stati Uniti. E gli va anche bene, perché in realtà dovrebbero essere processati e condannati ad anni di carcere. Altro che umiliazione o trattamento degradante!
(In alto la foto pubblicata dal profilo X della Casa bianca con il testo tradotto in Italiano, dedicato ai finti oppositori nostrani. La foto è accompagnata dal seguente testo: “Come promesso, il presidente Trump sta inviando un messaggio forte al mondo: chi entra illegalmente negli Stati Uniti andrà incontro a gravi conseguenze.”
POVERI MIGRANTI...
Ecco solo alcuni dei criminali clandestini arrestati tra il 24 e 25 gennaio, subito dopo l'insediamento del Presidente Trump. Come mai media, forze di polizia, governatori e giudici sanno chi sono e dove si trovano questi soggetti, ma nessuno li ha denunciati o arrestati prima?
Perchè scoperchiare questo pentolone marcio sarebbe incompatibile con la fasulla narrazione dell'accoglienza, dell'inclusione, dei diritti, dell'opera umanitaria, della solidarietà e della carità, su cui mangiano e fanno carriera centinaia di ONG, esponenti e associazioni delle tre grandi religioni confessionali, comitati e collettivi Democratici e "progressisti" e personaggi del mondo dello spettacolo e di Hollywood e svelerebbero il disastro sociale provocato dal fenomeno dell'immigrazione.
#reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 27 gennaio 2025)
Ecco solo alcuni dei criminali clandestini arrestati tra il 24 e 25 gennaio, subito dopo l'insediamento del Presidente Trump. Come mai media, forze di polizia, governatori e giudici sanno chi sono e dove si trovano questi soggetti, ma nessuno li ha denunciati o arrestati prima?
Perchè scoperchiare questo pentolone marcio sarebbe incompatibile con la fasulla narrazione dell'accoglienza, dell'inclusione, dei diritti, dell'opera umanitaria, della solidarietà e della carità, su cui mangiano e fanno carriera centinaia di ONG, esponenti e associazioni delle tre grandi religioni confessionali, comitati e collettivi Democratici e "progressisti" e personaggi del mondo dello spettacolo e di Hollywood e svelerebbero il disastro sociale provocato dal fenomeno dell'immigrazione.
#reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 27 gennaio 2025)
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IL BESTIARIO DI ANNA WOKE FRANK
(Riprendiamo un video e articolo pubblicato un anno fa (qui), oggi di incredibile attualità, perché la cancrena immigrazionista è arrivata al suo apice ed è destinata a sconvolgere il quadro politico internazionale).
Gli scafisti non sono dei criminali ma degli eroici e romantici “velai”; esaltazione dell’immigrazione clandestina libera e totale; di occupazioni e devastazioni di palazzi pubblici e privati; di vagabondaggio e teppismo di bande giovanili di immigrati di seconda generazione, incannati e pieni di tatuaggi e orecchini; esaltazione del furto e del borseggio; criminalizzazione di coloro che vogliono il blocco dei clandestini e il loro rimpatrio, equiparati a “negazionisti”, “razzisti” e antisemiti.
Questo è il risultato che si ottiene quando un costosissimo film di animazione (Anna Frank e il diario segreto) è coprodotto da Israele, Francia, Benelux; ha un regista israeliano come Ari Folman; un potente produttore cinematografico e TV ucraino come Oleksandr Rodnjanskyj; viene finanziato da governi, da enti israeliani ed ebraici di ogni tipo; dallo Stato di Victoria (Australia), dall’Unione Europea, dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco.
Il tutto controllato dalla Fondazione Svizzera Anna Frank (fondata dal padre), che detiene i diritti economici universali sul famoso e controverso Diario, un vero colosso economico che dona poi i suoi guadagni alla New Israel Fund (NIF), a sua volta finanziata a pieni mani dal miliardario ungherese Soros.
Il Diario di Anna Frank è ormai diventato un vero feticcio, strumento della peggiore propaganda globalista, immigrazionista, gender e vaccinista, per una ragazzina in realtà molto sopravvaluta e quasi divinizzata, quando il suo destino tragico è stato quello di altri milioni di bambini, in situazioni anche peggiori, come nel caso di quelli russi e sovietici, sterminati in campi di concentramento a cielo aperto durante l’invasione tedesca e di cui non mancano testimonianze del tutto ignorate, su cui torneremo con articoli e video in futuro.
(Riprendiamo un video e articolo pubblicato un anno fa (qui), oggi di incredibile attualità, perché la cancrena immigrazionista è arrivata al suo apice ed è destinata a sconvolgere il quadro politico internazionale).
Gli scafisti non sono dei criminali ma degli eroici e romantici “velai”; esaltazione dell’immigrazione clandestina libera e totale; di occupazioni e devastazioni di palazzi pubblici e privati; di vagabondaggio e teppismo di bande giovanili di immigrati di seconda generazione, incannati e pieni di tatuaggi e orecchini; esaltazione del furto e del borseggio; criminalizzazione di coloro che vogliono il blocco dei clandestini e il loro rimpatrio, equiparati a “negazionisti”, “razzisti” e antisemiti.
Questo è il risultato che si ottiene quando un costosissimo film di animazione (Anna Frank e il diario segreto) è coprodotto da Israele, Francia, Benelux; ha un regista israeliano come Ari Folman; un potente produttore cinematografico e TV ucraino come Oleksandr Rodnjanskyj; viene finanziato da governi, da enti israeliani ed ebraici di ogni tipo; dallo Stato di Victoria (Australia), dall’Unione Europea, dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco.
Il tutto controllato dalla Fondazione Svizzera Anna Frank (fondata dal padre), che detiene i diritti economici universali sul famoso e controverso Diario, un vero colosso economico che dona poi i suoi guadagni alla New Israel Fund (NIF), a sua volta finanziata a pieni mani dal miliardario ungherese Soros.
Il Diario di Anna Frank è ormai diventato un vero feticcio, strumento della peggiore propaganda globalista, immigrazionista, gender e vaccinista, per una ragazzina in realtà molto sopravvaluta e quasi divinizzata, quando il suo destino tragico è stato quello di altri milioni di bambini, in situazioni anche peggiori, come nel caso di quelli russi e sovietici, sterminati in campi di concentramento a cielo aperto durante l’invasione tedesca e di cui non mancano testimonianze del tutto ignorate, su cui torneremo con articoli e video in futuro.
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LE CATENE DI TRUMP?
Questo è un video del profilo ufficiale X di John Modlin, Chief Patrol Agent Tucson Sector (Agente capo pattuglia, settore Tucson), della pattuglia di frontiera degli Stati Uniti.
Un video con immagini crude, al cui confronto la foto pubblicata da Trump pochi giorni fa è una carezza. Il comandante in persona commenta e pubblicizza le immagini con evidente scopo dissuasivo:
“Le conseguenze dell'ingresso illegale sono reali. Non rischiare la vita attraversando illegalmente il deserto dell'Arizona, solo per essere rispedito indietro!”
Il problema è che di questo video non si trovano tracce nei media di regime ed è difficilissimo trovarlo in rete. Ma, miracolosamente, in questi giorni ha iniziato ad essere pubblicato con commenti drammatici e denigratori verso Trump.
Ma a quando risalirà questo video? Domani pubblicheremo il link e la schermata originale del post con la data!
#reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 29 gennaio 2025)
Questo è un video del profilo ufficiale X di John Modlin, Chief Patrol Agent Tucson Sector (Agente capo pattuglia, settore Tucson), della pattuglia di frontiera degli Stati Uniti.
Un video con immagini crude, al cui confronto la foto pubblicata da Trump pochi giorni fa è una carezza. Il comandante in persona commenta e pubblicizza le immagini con evidente scopo dissuasivo:
“Le conseguenze dell'ingresso illegale sono reali. Non rischiare la vita attraversando illegalmente il deserto dell'Arizona, solo per essere rispedito indietro!”
Il problema è che di questo video non si trovano tracce nei media di regime ed è difficilissimo trovarlo in rete. Ma, miracolosamente, in questi giorni ha iniziato ad essere pubblicato con commenti drammatici e denigratori verso Trump.
Ma a quando risalirà questo video? Domani pubblicheremo il link e la schermata originale del post con la data!
#reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 29 gennaio 2025)
CATENE, DOLCI E DEMOCRATICHE CATENE DI BIDEN…
Il video che abbiamo pubblicato nell’articolo precedente risale al 29 giugno 2023, in pieno mandato Biden, ma non lo troveremo da nessuna parte, come non c’è traccia di titoloni e reazioni “indignate”, come quelle inscenate per la foto pubblicata pochi giorni fa da Trump, che al confronto è poco più di una carezza…
In ogni caso le espulsioni di massa non solo vanno fatte, ma vanno aumentate in modo esponenziale e in Italia va reintrodotto l'ingresso illegale come reato penale grave e non minore come adesso, punito con una banale sanzione pecuniaria che oltretutto nessuno paga.
Chi ha dubbi o è contrario poi non si deve lamentare se le nostre città sono invivibili, se abbondano degrado, sporcizia, vagabondaggio, furti nelle case, rapine, borseggi, vandalismo, spaccio, risse, accoltellamenti, molestie, stupri, omicidi, ecc.
Durante le operazioni di espulsione non è possibile lasciare liberi i clandestini, perché il pericolo di fuga è altissimo e se anche solo uno di loro cercasse di fuggire, a catena altri tenterebbero di farlo, e sarebbe impossibile placcare 10 persone insieme.
Anche perché l’alternativa negli Stati Uniti sarebbe sparare a chi fugge, quindi molto meglio essere immobilizzati che rischiare una pallottola.
Si possono trovare metodi di costrizione meno invasivi? Certo, si possono trovare soluzioni, materiali o tecnologie migliori, ma la sostanza deve rimanere la stessa.
(qui il link del video originale) #reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 29 gennaio 2025)
Il video che abbiamo pubblicato nell’articolo precedente risale al 29 giugno 2023, in pieno mandato Biden, ma non lo troveremo da nessuna parte, come non c’è traccia di titoloni e reazioni “indignate”, come quelle inscenate per la foto pubblicata pochi giorni fa da Trump, che al confronto è poco più di una carezza…
In ogni caso le espulsioni di massa non solo vanno fatte, ma vanno aumentate in modo esponenziale e in Italia va reintrodotto l'ingresso illegale come reato penale grave e non minore come adesso, punito con una banale sanzione pecuniaria che oltretutto nessuno paga.
Chi ha dubbi o è contrario poi non si deve lamentare se le nostre città sono invivibili, se abbondano degrado, sporcizia, vagabondaggio, furti nelle case, rapine, borseggi, vandalismo, spaccio, risse, accoltellamenti, molestie, stupri, omicidi, ecc.
Durante le operazioni di espulsione non è possibile lasciare liberi i clandestini, perché il pericolo di fuga è altissimo e se anche solo uno di loro cercasse di fuggire, a catena altri tenterebbero di farlo, e sarebbe impossibile placcare 10 persone insieme.
Anche perché l’alternativa negli Stati Uniti sarebbe sparare a chi fugge, quindi molto meglio essere immobilizzati che rischiare una pallottola.
Si possono trovare metodi di costrizione meno invasivi? Certo, si possono trovare soluzioni, materiali o tecnologie migliori, ma la sostanza deve rimanere la stessa.
(qui il link del video originale) #reimmigrazione
(questo post è stato pubblicato il 29 gennaio 2025)
“È FINITA L’EPOCA D’ORO DEL COVID, DEGLI UTILI MILIARDARI”
La pacchia è finita, ma il genocidio sierale e seriale ormai è stato compiuto e nessuno ancora ha pagato. É una giusta nemesi per coloro che erano stati assunti dalla Pfizer di Ascoli per produrre un siero tossico ed ora vengono licenziati perché il lavoro sporco è stato fatto.
E’ il momento che comprendano che hanno collaborato attivamente ad una spietata dittatura sanitaria e che meriterebbero, come minimo, di essere obbligati a guardarsi un album con decine di migliaia di foto di persone assassinate negli ospedali o dopo la somministrazione del siero, così come ad alcuni cittadini tedeschi fu imposto a suo tempo di guardare le fosse piene di cadaveri nei campi di concentramento nazisti.
Come allora, quasi tutti avevano capito, ma nessuno ha voluto vedere, per non rinunciare al quieto vivere e non perdere i propri privilegi. Poi, però prima o poi, la storia ti presenta il conto.
(tratto dal Corriere Adriatico; articolo leggibile sono con abbonamento, qui in basso la schermata dell'articolo integrale)
La pacchia è finita, ma il genocidio sierale e seriale ormai è stato compiuto e nessuno ancora ha pagato. É una giusta nemesi per coloro che erano stati assunti dalla Pfizer di Ascoli per produrre un siero tossico ed ora vengono licenziati perché il lavoro sporco è stato fatto.
E’ il momento che comprendano che hanno collaborato attivamente ad una spietata dittatura sanitaria e che meriterebbero, come minimo, di essere obbligati a guardarsi un album con decine di migliaia di foto di persone assassinate negli ospedali o dopo la somministrazione del siero, così come ad alcuni cittadini tedeschi fu imposto a suo tempo di guardare le fosse piene di cadaveri nei campi di concentramento nazisti.
Come allora, quasi tutti avevano capito, ma nessuno ha voluto vedere, per non rinunciare al quieto vivere e non perdere i propri privilegi. Poi, però prima o poi, la storia ti presenta il conto.
(tratto dal Corriere Adriatico; articolo leggibile sono con abbonamento, qui in basso la schermata dell'articolo integrale)
CorriereAdriatico.it
È finita l’epoca d’oro del Covid: Pfizer fa scattare i licenziamenti ad Ascoli
ASCOLI È finita l’epoca d’oro del Covid, degli utili miliardari, delle assunzioni e del potenziamento degli stabilimenti in tutto il mondo. La Pfizer ha annunciato ai sindacati...
Corriere adriatico del 29/01/2025
Forwarded from Il virus della fede
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A CHE SERVE BRUCIARE IL CORANO? A MOSTRARE CHE CI SONO CANAGLIE DI ALLAH PRONTE A SGOZZARTI PER AVER DATO FUOCO A DELLA CARTA
29 giugno 2023. Siamo proprio nei giorni della festa islamica più importante dopo la fine del Ramadan, quella di “Eid al Adha”, ovvero “Festa dello sgozzamento”, nome che trasmette subito una piacevole sensazione di “Religione di pace” (eterna, però).
Siamo nel quartiere di Sodermalm nel centro di Stoccolma, nella grande moschea di Medborgarplatsen. Salwan Momika, è un cittadino iracheno di 37 anni, residente in Svezia, quindi “uno di loro” che ha vissuto per anni in mezzo a loro e li conosce bene. Il suo gesto di bruciare il corano quindi vale doppio.
E’ un ateo e militante antislamista, temine che oggi ha molta più legittimità e importanza del ritrito e abusato “antifascista” di sinistra memoria, che viene ancora brandito a casaccio da pidioti e soci, alla stregua degli inquisitori che gridavano “anatema!” contro gli eretici da condannare a morte.
Il termine fasullo "islamofobia" lo hanno inventato loro per ingraziarsi i musulmani, ma non ha alcun senso, ovviamente. A meno che non si voglia dire che è sensato parlare di fascismofobia.
#Allahsnackbar!
29 giugno 2023. Siamo proprio nei giorni della festa islamica più importante dopo la fine del Ramadan, quella di “Eid al Adha”, ovvero “Festa dello sgozzamento”, nome che trasmette subito una piacevole sensazione di “Religione di pace” (eterna, però).
Siamo nel quartiere di Sodermalm nel centro di Stoccolma, nella grande moschea di Medborgarplatsen. Salwan Momika, è un cittadino iracheno di 37 anni, residente in Svezia, quindi “uno di loro” che ha vissuto per anni in mezzo a loro e li conosce bene. Il suo gesto di bruciare il corano quindi vale doppio.
E’ un ateo e militante antislamista, temine che oggi ha molta più legittimità e importanza del ritrito e abusato “antifascista” di sinistra memoria, che viene ancora brandito a casaccio da pidioti e soci, alla stregua degli inquisitori che gridavano “anatema!” contro gli eretici da condannare a morte.
Il termine fasullo "islamofobia" lo hanno inventato loro per ingraziarsi i musulmani, ma non ha alcun senso, ovviamente. A meno che non si voglia dire che è sensato parlare di fascismofobia.
#Allahsnackbar!