RIPULIRE I PROFILI FACEBOOK POST MORTEM PER LA VERGOGNA
Il profilo Facebook di Anna D’Ettore, un tempo stracolmo della peggiore propaganda a favore della criminale dittatura sanitaria e della genocida campagna vaccinale, è stato prontamente ripulito.
La ricerca con le parole chiave “covid” e “virus” danno risultato zero, mentre per il termine “vaccini” solo un paio di innocui, ma significativi post, il che dà la misura del dilagante terrore che la morte di personaggi pubblici sia associata all’inoculazione del siero tossico.
Ciò che si è salvato dalla furia autocensoria è comunque più che sufficiente per dare un’idea del personaggio. Ecco alcuni link dei post riprodotti nelle immagini qui sopra:
- Introdurre il reato di femminicidio patriarcale invece di parlare dei tamponi gratuiti ai novax (sic!);
- La scuola deve rieducare i figli maschi psicopatici, perché la famiglia non è in grado di farlo;
- Un post sui “pericolosi virus di 50 mila anni fa scongelati, dedicato ai negazionisti climatici;
- Un tributo a un “cugino medico in prima linea";
- Bisogna donare e inoculare il vaccino contro il covid all'Africa e a tutto il terzo mondo.
Il profilo Facebook di Anna D’Ettore, un tempo stracolmo della peggiore propaganda a favore della criminale dittatura sanitaria e della genocida campagna vaccinale, è stato prontamente ripulito.
La ricerca con le parole chiave “covid” e “virus” danno risultato zero, mentre per il termine “vaccini” solo un paio di innocui, ma significativi post, il che dà la misura del dilagante terrore che la morte di personaggi pubblici sia associata all’inoculazione del siero tossico.
Ciò che si è salvato dalla furia autocensoria è comunque più che sufficiente per dare un’idea del personaggio. Ecco alcuni link dei post riprodotti nelle immagini qui sopra:
- Introdurre il reato di femminicidio patriarcale invece di parlare dei tamponi gratuiti ai novax (sic!);
- La scuola deve rieducare i figli maschi psicopatici, perché la famiglia non è in grado di farlo;
- Un post sui “pericolosi virus di 50 mila anni fa scongelati, dedicato ai negazionisti climatici;
- Un tributo a un “cugino medico in prima linea";
- Bisogna donare e inoculare il vaccino contro il covid all'Africa e a tutto il terzo mondo.
Forwarded from Il virus della fede
Media is too big
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OBBROBRI DI EBBRI EBREI
(video razzi-sta e anti-scemita: bombardare quì, prego)
Dedicato all’Angelo Santo Pasquale, protettore degli ebrei e alla sua puttina Meloni
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Dedicato all’Angelo Santo Pasquale, protettore degli ebrei e alla sua puttina Meloni
BIDIBI BODIBI BU! IL COVID NON C’È PIÙ! (e mai c'era stato)
A Propaganda Live e a tutta LA 7A, tanti auguri di Tachipirina e vigile attesa! E che il Long Covid sia sempre con voi!
A Propaganda Live e a tutta LA 7A, tanti auguri di Tachipirina e vigile attesa! E che il Long Covid sia sempre con voi!
SPERIAMO SI AVVERI QUANTO PRIMA
(non il titolo, ma la foto)
E visto che il Tetro-Tedros si trova a Devil-Davos, speriamo in un grande X botto: gli daremo la soddisfazione di dichiararli tutti trapassati per covid.
(qui l'articolo dell'ANSIA con l'imbarazzante quanto ben augurante foto: tutte Notizie d'Origine Check Adulterata!)
(non il titolo, ma la foto)
E visto che il Tetro-Tedros si trova a Devil-Davos, speriamo in un grande X botto: gli daremo la soddisfazione di dichiararli tutti trapassati per covid.
(qui l'articolo dell'ANSIA con l'imbarazzante quanto ben augurante foto: tutte Notizie d'Origine Check Adulterata!)
1) LE ORIGINI DELLE “ ZONA 30 / CITTÀ 30 ”
Il primo decennio per la sicurezza stradale di ONU e OMS (2011-2020)
Da sottolineare il tenore salvifico e messianico dei documenti, apparentemente per scopi "umanitari e benefici". In realtà si tratta di campagne globali che nascondono progetti di riorganizzazione mondiale, lanciate sempre in momenti di crisi epocali, come vedremo anche nel post successivo: in quegli anni eravamo ancora nel pieno del tracollo economico per la crisi dei subprime del 2008 e in piena crisi del Debito sovrano in Europa e in Italia in particolare, del 2010-2011.
Il primo decennio per la sicurezza stradale di ONU e OMS (2011-2020)
Da sottolineare il tenore salvifico e messianico dei documenti, apparentemente per scopi "umanitari e benefici". In realtà si tratta di campagne globali che nascondono progetti di riorganizzazione mondiale, lanciate sempre in momenti di crisi epocali, come vedremo anche nel post successivo: in quegli anni eravamo ancora nel pieno del tracollo economico per la crisi dei subprime del 2008 e in piena crisi del Debito sovrano in Europa e in Italia in particolare, del 2010-2011.
Primo decennio di azione
Con la risoluzione del 10 maggio 2010, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il periodo 2011-2020 “Decennio di Azione per la Sicurezza Stradale”, con l’obiettivo di stabilizzare e quindi ridurre il livello previsto di vittime della strada nel mondo, aumentando le attività condotte a livello nazionale, regionale e globale.
Governi, agenzie internazionali, organizzazioni della società civile, aziende private - tutti noi che percorriamo le strade del mondo - sono incoraggiati a pianificare e ospitare un evento l'11 maggio 2011 che segnerà il lancio ufficiale del Decennio di azione per la sicurezza stradale 2011-2020.
Il Decennio di azione per la sicurezza stradale può aiutare tutti i paesi a percorrere il percorso verso un futuro più sicuro... Oggi, i partner di tutto il mondo stanno pubblicando piani nazionali o cittadini per il Decennio, ospitando discussioni politiche e consentendo alle persone colpite da incidenti stradali di condividere ampiamente le loro storie. Ora dobbiamo dare una marcia in più a questa campagna e indirizzare il nostro mondo verso strade più sicure. Insieme possiamo salvare milioni di vite.
Il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon - Messaggio sul lancio del Decennio di azione per la sicurezza stradale, 11 maggio 2011
2) ALLE ORIGINI DELLE “ ZONA 30 / CITTÀ 30 ”
Il secondo decennio per la sicurezza stradale di ONU e OMS (2021-2030)
Siamo nell’agosto del 2020. È curioso che nel pieno di una “terribile pandemia che provoca milioni morti” l’ONU e l’OMS non hanno meglio da fare che lanciare, con la risoluzione 74/299, il “Secondo decennio di azione per la sicurezza stradale”.
O forse era proprio il momento migliore per accelerare e forzare ancora di più la "nuova riorganizzazione mondiale", visto che la finta pandemia e il finto virus offrivano una copertura ideale.
D’altronde con i lockdown, i coprifuoco e la chiusura delle attività produttive, già da mesi il trasporto privato era stato quasi del tutto azzerato, quello pubblico ridimensionato e c'era stato un “promettente” assaggio delle “Città Zero”.
I filantropi della “sicurezza stradale globale, dei milioni di vite salvate e del futuro sicuro”, adesso potevano abbandonare la pietosa copertura delle vittime di incidenti stradali e diventare più sfrontati, mettendoci dentro gli altri obbiettivi civetta quali limitare il consumo di carburante, l’inquinamento atmosferico/acustico e l’incipiente “apocalisse climatica” (a dir loro), per centrare invece quelli reali come limitare l’acquisto e l’uso delle auto, spingere per la produzione di auto elettriche, per arrivare infine ad una “mobilità lenta e sostenibile” (l’odiosa parolina magica usata ormai su tutto), che per gran parte delle popolazioni vorrebbe dire al contrario un immobilismo rapido e insostenibile:
l’impossibilità di comprare un’auto, di avere un lavoro, uno stipendio, di essere autonomo e libero, per poi dipendere dai sussidi statali, essere ricattabile su tutto e controllato in ogni momento della sua vita con i sofisticati mezzi di sorveglianza nel frattempo diventati pervasivi e onnipresenti.
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Il secondo decennio per la sicurezza stradale di ONU e OMS (2021-2030)
Siamo nell’agosto del 2020. È curioso che nel pieno di una “terribile pandemia che provoca milioni morti” l’ONU e l’OMS non hanno meglio da fare che lanciare, con la risoluzione 74/299, il “Secondo decennio di azione per la sicurezza stradale”.
O forse era proprio il momento migliore per accelerare e forzare ancora di più la "nuova riorganizzazione mondiale", visto che la finta pandemia e il finto virus offrivano una copertura ideale.
D’altronde con i lockdown, i coprifuoco e la chiusura delle attività produttive, già da mesi il trasporto privato era stato quasi del tutto azzerato, quello pubblico ridimensionato e c'era stato un “promettente” assaggio delle “Città Zero”.
I filantropi della “sicurezza stradale globale, dei milioni di vite salvate e del futuro sicuro”, adesso potevano abbandonare la pietosa copertura delle vittime di incidenti stradali e diventare più sfrontati, mettendoci dentro gli altri obbiettivi civetta quali limitare il consumo di carburante, l’inquinamento atmosferico/acustico e l’incipiente “apocalisse climatica” (a dir loro), per centrare invece quelli reali come limitare l’acquisto e l’uso delle auto, spingere per la produzione di auto elettriche, per arrivare infine ad una “mobilità lenta e sostenibile” (l’odiosa parolina magica usata ormai su tutto), che per gran parte delle popolazioni vorrebbe dire al contrario un immobilismo rapido e insostenibile:
l’impossibilità di comprare un’auto, di avere un lavoro, uno stipendio, di essere autonomo e libero, per poi dipendere dai sussidi statali, essere ricattabile su tutto e controllato in ogni momento della sua vita con i sofisticati mezzi di sorveglianza nel frattempo diventati pervasivi e onnipresenti.
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Secondo decennio di azione
Nell'agosto 2020, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 74/299 'Migliorare la sicurezza stradale globale', proclamando il decennio di azione per la sicurezza stradale 2021-2030, con l'ambizioso obiettivo di prevenire almeno il 50% dei decessi e dei feriti da incidenti stradali entro il 2030.
Nella stessa risoluzione, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha richiesto all'OMS e alle Commissioni regionali delle Nazioni Unite, in collaborazione con altri partner della Collaborazione per la sicurezza stradale delle Nazioni Unite e altre parti interessate, di preparare un piano d'azione del Secondo Decennio come documento guida per supportare l'attuazione dell'obiettivo del Decennio. Il Piano Globale è stato pubblicato nell'ottobre 2021
(Continua)
3) IL COMUNCIATO UFFICIALE DELL'OMS IN TUTTO IL SUO TEDROS SPLENDORE
Nel settembre 2020, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione A/RES/74/299 'Migliorare la sicurezza stradale globale', proclamando il Decennio di azione per la sicurezza stradale 2021-2030, con l'ambizioso obiettivo di prevenire almeno il 50% delle vittime della strada e infortuni entro il 2030. L’OMS e le commissioni regionali delle Nazioni Unite, in collaborazione con altri partner della Collaborazione per la sicurezza stradale delle Nazioni Unite, hanno sviluppato un Piano globale per il decennio di azione, che è stato pubblicato nell’ottobre 2021.
Il Piano globale è in linea con la Dichiarazione di Stoccolma, sottolineando l'importanza di un approccio olistico alla sicurezza stradale e invitando a continui miglioramenti nella progettazione di strade e veicoli; miglioramento delle leggi e delle forze dell'ordine; e fornitura di cure di emergenza tempestive e salvavita per i feriti. Il Piano Globale riflette anche la promozione, da parte della Dichiarazione di Stoccolma, di politiche volte a promuovere gli spostamenti a piedi, in bicicletta e l’uso dei trasporti pubblici come modi di trasporto intrinsecamente sani e rispettosi dell’ambiente.
I progressi compiuti durante il precedente decennio di azione per la sicurezza stradale 2011-2020 hanno gettato le basi per un'azione accelerata negli anni a venire. Tra i risultati vi sono l'inclusione della sicurezza stradale nell'agenda globale per la salute e lo sviluppo, un'ampia diffusione di orientamenti scientifici su ciò che funziona, il rafforzamento di partenariati e reti e la mobilitazione di risorse. Questo nuovo decennio di azione offre l'opportunità di sfruttare i successi e le lezioni degli anni precedenti e di basarsi su di essi per salvare più vite umane.
#LOVE30! BAMBINE PIONIERE DELLA SICUREZZA STRADALE IN IRAN: IN MISSIONE PER CONTO DELL’OMS!
(Presto anche a Bologna e in tutta Italia!)
Come risaputo, in Sicilia il problema non è la mafia ma il traffico (veloce) e in Iran il problema non è la teocrazia criminale, ma il traffico delle ambulanze (quando ti portano in ospedale dopo averti picchiato a morte perché non porti il velo o indossi abiti succinti).
D'altronde se per tre anni gran parte della popolazione mondiale si è bevuta la storiella (tragica) della finta pandemia, del finto virus e del "vaccino" miracoloso, perché non dovrebbe credere ad idiozie per decerebrati come "Io amo i 30 Km/h!" oppure "Strade per la vita!", per giunta propalate dall'Iran?
“Sesta Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale delle Nazioni Unite: # Stradeperlavita # Amo30”
Foto: "Pioniere della sicurezza stradale - Iran"
(Qui il link alla pagina dell'OMS)
#Iran #Teocrazia
(Presto anche a Bologna e in tutta Italia!)
Come risaputo, in Sicilia il problema non è la mafia ma il traffico (veloce) e in Iran il problema non è la teocrazia criminale, ma il traffico delle ambulanze (quando ti portano in ospedale dopo averti picchiato a morte perché non porti il velo o indossi abiti succinti).
D'altronde se per tre anni gran parte della popolazione mondiale si è bevuta la storiella (tragica) della finta pandemia, del finto virus e del "vaccino" miracoloso, perché non dovrebbe credere ad idiozie per decerebrati come "Io amo i 30 Km/h!" oppure "Strade per la vita!", per giunta propalate dall'Iran?
“Sesta Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale delle Nazioni Unite: # Stradeperlavita # Amo30”
Foto: "Pioniere della sicurezza stradale - Iran"
(Qui il link alla pagina dell'OMS)
#Iran #Teocrazia