A volte scegli un’esperienza
e dentro quell’esperienza incontri anche nuove persone.

Ma c’è un’altra cosa che questa giornata mi ha fatto pensare: quanto siamo davvero aperti a ricevere ciò che la vita ci offre?

A volte una possibilità arriva in una forma che non avevamo programmato.

Un invito.
Un’esperienza nuova.
Una persona che incontriamo.
Qualcuno che per una volta ci dice: “Vieni, ci penso io.”
Un’occasione che da soli, forse, non ci saremmo concessi.

E la nostra prima reazione può essere chiuderci:
“Non posso.”
“Non voglio disturbare.”
“Non voglio che qualcuno faccia qualcosa per me.”
“Meglio di no.”

Ma ricevere non significa approfittarsi.
E accettare non significa essere in debito.

Possiamo avere confini, scegliere ciò che ci fa bene e allo stesso tempo rimanere aperti alle possibilità.

Perché non tutto deve essere controllato, programmato o conquistato da soli.

A volte possiamo semplicemente riconoscere qualcosa di bello che arriva e permetterci di dire:

“Sì, questa possibilità la accolgo.”

Chissà quante esperienze, persone e strade nuove possono entrare nella nostra vita quando lasciamo una porta aperta. 🤎🐎
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👉 A volte il dolore più difficile da riconoscere è quello che, mentre lo vivi, continui a chiamare amore. Non tutti gli abusi arrivano urlando. Alcuni arrivano attraverso parole dolci, gesti apparentemente premurosi, silenzi, colpe ribaltate, confusione e piccoli pezzi di te che, giorno dopo giorno, iniziano a spegnersi. E magari il tuo corpo lo aveva già capito. Ti irrigidivi. Ti sentivi stanca. Confusa. In allerta. Ma la mente cercava ancora spiegazioni per restare.
Poi un giorno lo comprendi. E scopri che il prezzo non lo ha pagato soltanto il tuo cuore: lo hanno pagato la tua energia, la tua mente, il tuo corpo, le tue relazioni, le tue scelte e, a volte, persino le tue finanze.
Guarire allora non significa diventare improvvisamente forte. Significa tornare a credere a ciò che senti.
E scegliere te stessa, un giorno alla volta. Perché forse non devi diventare un’altra donna. Devi ritrovare quella che eri prima di iniziare a perderti.
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Le emozioni sono energia in movimento: attraversano anima, mente e corpo e ci preparano a proteggerci, reagire o creare.

La vergogna fa collassare l’energia.
La paura la contrae.
Il disgusto ci allontana da ciò che percepiamo come nocivo, invasivo o incompatibile.
Il desiderio ci dirige verso ciò che manca.
La rabbia difende un confine.
Il coraggio ci rimette in movimento.
L’amore permette all’energia di circolare.

Nessuna emozione è sbagliata: ognuna porta un’informazione. Anche il disgusto può segnalarci che una persona, un contatto, un ambiente o uno scambio non è ecologico per noi. Va ascoltato senza trasformarlo in disprezzo verso l’altro.

Anche l’accettazione dipende da ciò che accetti.

C’è un’accettazione che libera:

“Riconosco la realtà e scelgo ciò che è in armonia con me.”

E una che svuota:

“Mi adatto e continuo a dare più di quanto ricevo per non perdere la relazione, il lavoro, il denaro o l’approvazione.”

Se dai più di quanto ricevi nell’anima, nella mente, nel corpo o nelle finanze, la tua energia non circola: si consuma.

Non basta cambiare pensiero. A volte devi cambiare concretamente ambiente, relazioni, lavoro e persone con cui scambi le tue risorse.

Uno scambio ecologico non significa dare e ricevere le stesse cose, ma che nessuno debba svuotarsi affinché l’altro possa riempirsi.

Il punto di svolta è il coraggio: smettere di usare tutta la propria energia per adattarsi e iniziare a utilizzarla per scegliere una realtà diversa.

Quale ambiente devi lasciare e quale devi scegliere affinché lo scambio rispetti la tua anima, la tua mente, il tuo corpo e le tue finanze?

Questa mappa è uno strumento simbolico, non una misurazione scientifica.

Dialoghiamo.

Il Sentiero della Donna
Turcan Tatiana
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