Non vittime, ma ingranaggi: giornalisti nel sistema di controllo
L’inchiesta sull’uso dello spyware “Graphite”, sviluppato da un’azienda israeliana con legami USA, ha fatto scalpore: avrebbe monitorato giornalisti italiani ed europei, persino di Fanpage.it.
Sicuri che i media mainstream siano vittime innocenti?
Oppure questo è solo il volto visibile di un patto non dichiarato tra informazione e potere?
Se chi racconta la realtà è già organico al sistema, lo spionaggio non reprime: supervisiona. Non serve a silenziare voci libere, ma a verificare che il copione venga recitato senza deviazioni. Il “quarto potere” si trasforma così da cane da guardia a notaio del potere. Non denuncia, certifica. Non indaga, ratifica.
E cosi', in questo scenario, la verità non nasce dall’inchiesta: viene concessa, autorizzata e timbrata dall’alto.
@CodexOfSecrets
Fonte: https://apnews.com/article/spyware-italy-paragon-meloni-pegasus-f36dd32106f44398ee24001317ccf2bb
L’inchiesta sull’uso dello spyware “Graphite”, sviluppato da un’azienda israeliana con legami USA, ha fatto scalpore: avrebbe monitorato giornalisti italiani ed europei, persino di Fanpage.it.
Sicuri che i media mainstream siano vittime innocenti?
Oppure questo è solo il volto visibile di un patto non dichiarato tra informazione e potere?
Se chi racconta la realtà è già organico al sistema, lo spionaggio non reprime: supervisiona. Non serve a silenziare voci libere, ma a verificare che il copione venga recitato senza deviazioni. Il “quarto potere” si trasforma così da cane da guardia a notaio del potere. Non denuncia, certifica. Non indaga, ratifica.
E cosi', in questo scenario, la verità non nasce dall’inchiesta: viene concessa, autorizzata e timbrata dall’alto.
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Fonte: https://apnews.com/article/spyware-italy-paragon-meloni-pegasus-f36dd32106f44398ee24001317ccf2bb
AP News
US-backed Israeli company's spyware used to target European journalists, Citizen Lab finds
New revelations that spyware made by a U.S-backed Israeli company was used against at least three European journalists have raised concerns about abuse of commercial spyware even in democratic countries.
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Chat Control UE: il Grande Fratello nelle tue chat
Dal prossimo ottobre l’Unione Europea potrebbe introdurre il Chat Control: un sistema che obbliga le piattaforme di messaggistica a scansionare ogni singolo messaggio prima ancora che venga cifrato.
Non si tratta più di intercettazioni mirate, ma di una sorveglianza preventiva e universale: il tuo telefono diventa il primo agente di polizia digitale.
Secondo il piano, algoritmi di intelligenza artificiale controlleranno in tempo reale testi, immagini e audio, con il pretesto di contrastare crimini online. Ma 19 Stati membri, tra cui l’Italia, hanno già dato il loro via libera: un passo che rischia di cancellare il concetto stesso di comunicazione privata.
La privacy, già fragile, viene trasformata in un simulacro: ogni parola diventa un dato, ogni conversazione un dossier potenziale.
E allora la domanda resta: quanto manca prima che “sicurezza” diventi solo un altro nome per “controllo totale”?
@CodexOfSecrets
Fonte: Futuro Prossimo (2025, 14 agosto). UE verso la sorveglianza di massa delle chat da ottobre 2025. https://www.futuroprossimo.it/2025/08/ue-verso-la-sorveglianza-di-massa-delle-chat-da-ottobre-2025/
Dal prossimo ottobre l’Unione Europea potrebbe introdurre il Chat Control: un sistema che obbliga le piattaforme di messaggistica a scansionare ogni singolo messaggio prima ancora che venga cifrato.
Non si tratta più di intercettazioni mirate, ma di una sorveglianza preventiva e universale: il tuo telefono diventa il primo agente di polizia digitale.
Secondo il piano, algoritmi di intelligenza artificiale controlleranno in tempo reale testi, immagini e audio, con il pretesto di contrastare crimini online. Ma 19 Stati membri, tra cui l’Italia, hanno già dato il loro via libera: un passo che rischia di cancellare il concetto stesso di comunicazione privata.
La privacy, già fragile, viene trasformata in un simulacro: ogni parola diventa un dato, ogni conversazione un dossier potenziale.
E allora la domanda resta: quanto manca prima che “sicurezza” diventi solo un altro nome per “controllo totale”?
@CodexOfSecrets
Fonte: Futuro Prossimo (2025, 14 agosto). UE verso la sorveglianza di massa delle chat da ottobre 2025. https://www.futuroprossimo.it/2025/08/ue-verso-la-sorveglianza-di-massa-delle-chat-da-ottobre-2025/
Futuro Prossimo
UE verso la sorveglianza di massa delle chat da ottobre 2025?
Chat Control UE: addio crittografia, benvenuta sorveglianza di massa. Ogni messaggio sarà controllato prima dell'invio.
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L’Ultimo Tabù della Distopia: il Robot Gravidante
In Cina, un’azienda chiamata Kaiwa Technology si prepara a rivelare il primo robot umanoide in grado di portare a termine una gravidanza dentro un utero artificiale. Un corpo meccanico con un grembo sintetico, capace di sviluppare un feto dal concepimento fino al parto. Il tutto previsto già entro il 2026, al prezzo di circa 100 000 yuan (circa 14 000 USD).
L'utero artificiale, già sperimentato su agnelli pretermine in contenitori chiamati “biobag”, diventa qui una macchina antropomorfa. Un figlio viene creato, nutrito, e partorito… all’interno di acciaio, circuiti e intelligenza artificiale.
E qui emerge la distopia.
La nascita, atto ancestrale di legame tra madre e figlio, rischia di diventare un processo industriale, affidato a macchine progettate per sostituire ciò che fino a ieri era sacro e insostituibile.
A questo punto bisognerebbe chiedersi se stiamo davvero progettando il futuro… o semplicemente cancellando l’umanità.
@CodexOfSecrets
In Cina, un’azienda chiamata Kaiwa Technology si prepara a rivelare il primo robot umanoide in grado di portare a termine una gravidanza dentro un utero artificiale. Un corpo meccanico con un grembo sintetico, capace di sviluppare un feto dal concepimento fino al parto. Il tutto previsto già entro il 2026, al prezzo di circa 100 000 yuan (circa 14 000 USD).
L'utero artificiale, già sperimentato su agnelli pretermine in contenitori chiamati “biobag”, diventa qui una macchina antropomorfa. Un figlio viene creato, nutrito, e partorito… all’interno di acciaio, circuiti e intelligenza artificiale.
E qui emerge la distopia.
La nascita, atto ancestrale di legame tra madre e figlio, rischia di diventare un processo industriale, affidato a macchine progettate per sostituire ciò che fino a ieri era sacro e insostituibile.
A questo punto bisognerebbe chiedersi se stiamo davvero progettando il futuro… o semplicemente cancellando l’umanità.
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Interesting Engineering
China’s Kaiwa plans world’s first pregnancy humanoid robot
A Chinese firm plans a humanoid “gestation robot” with an artificial womb, sparking debate over ethics and reproductive technology.
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La Gabbia Digitale: l’IA che ti osserva mentre scrivi
Non è più un’ipotesi da fantascienza: il Regno Unito ha confermato che l’HMRC, l’agenzia delle entrate, utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i social media e incrociare ogni informazione con i dati fiscali dei cittadini. Ogni foto, ogni post, ogni traccia digitale diventa un indizio in un dossier costruito da un algoritmo che stabilisce chi sei… e se stai mentendo.
Il sistema, chiamato Connect, pesca ovunque: registri immobiliari, conti bancari, perfino annunci online. Il risultato è una radiografia totale della vita del contribuente. Ufficialmente, serve a combattere l’evasione fiscale. Ma davvero si tratta solo di questo?
Dietro la facciata della “giustizia fiscale” si intravede qualcosa di più inquietante: un meccanismo di sorveglianza permanente che riduce progressivamente lo spazio della privacy. Come ricordano alcuni parlamentari britannici, gli errori non sono esclusi: basti pensare allo scandalo Horizon, quando un software difettoso distrusse centinaia di vite innocenti.
Così, con il pretesto di costruire una società più equa, stanno soltanto perfezionando la gabbia digitale in cui siamo rinchiusi.
@CodexOfSecrets
https://www.thesun.co.uk/money/36252159/hmrc-spying-workers-social-media-tax-crackdown/
Non è più un’ipotesi da fantascienza: il Regno Unito ha confermato che l’HMRC, l’agenzia delle entrate, utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i social media e incrociare ogni informazione con i dati fiscali dei cittadini. Ogni foto, ogni post, ogni traccia digitale diventa un indizio in un dossier costruito da un algoritmo che stabilisce chi sei… e se stai mentendo.
Il sistema, chiamato Connect, pesca ovunque: registri immobiliari, conti bancari, perfino annunci online. Il risultato è una radiografia totale della vita del contribuente. Ufficialmente, serve a combattere l’evasione fiscale. Ma davvero si tratta solo di questo?
Dietro la facciata della “giustizia fiscale” si intravede qualcosa di più inquietante: un meccanismo di sorveglianza permanente che riduce progressivamente lo spazio della privacy. Come ricordano alcuni parlamentari britannici, gli errori non sono esclusi: basti pensare allo scandalo Horizon, quando un software difettoso distrusse centinaia di vite innocenti.
Così, con il pretesto di costruire una società più equa, stanno soltanto perfezionando la gabbia digitale in cui siamo rinchiusi.
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https://www.thesun.co.uk/money/36252159/hmrc-spying-workers-social-media-tax-crackdown/
The Sun
HMRC spying on workers' social media posts in tax crackdown
HMRC has admitted to using AI to spy on workers’ social media posts as part of a tax crackdown. The tax authority has been using the technology to look at internet posts that might provide ev…
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La Profezia di Socrate: il collasso programmato della democrazia
Più di duemila anni fa, Socrate metteva in guardia i suoi contemporanei: la democrazia non sarebbe stata distrutta da un nemico esterno, ma dal proprio meccanismo interno, la pretesa di soddisfare tutti fino al paradosso.
Il povero avrebbe reclamato i beni del ricco.
Il giovane la stessa autorità dell’anziano.
La donna i privilegi dell’uomo.
Lo straniero e i diritti del nativo.
E persino ladri e impostori avrebbero avanzato il diritto al potere… e la democrazia glielo avrebbe concesso.
Platone, Repubblica, Libro VIII, 562a–569c.
Un avvertimento antico che suona inquietantemente attuale. Oggi, l’accontentare tutti si traduce in algoritmi che manipolano il consenso, in leader selezionati più per immagine che per competenza, in poteri invisibili capaci di orientare masse intere.
Così, ciò che chiamiamo democrazia rischia di essere il cavallo di Troia del controllo: un’illusione di libertà che consegna il potere proprio a chi la trasforma in una dittatura raffinata, più subdola di qualsiasi monarchia passata.
A questo punto ci si dovrebbe chiedere se la vera funzione della democrazia moderna non sia la libertà, ma bensì un più efficace strumento di ingegneria sociale.
@CodexOfSecrets
🕵️♀️🔮Scopri l'intricato labirinto delle cospirazioni globali.
La verità ti aspetta... se solo osi cercarla!
📌 Telegram: http://t.me/codexofsecrets
🎬 Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC5H5teegdqrzMKkFeikIRFA
🥁 Rumble: https://rumble.com/c/c-3616583
Più di duemila anni fa, Socrate metteva in guardia i suoi contemporanei: la democrazia non sarebbe stata distrutta da un nemico esterno, ma dal proprio meccanismo interno, la pretesa di soddisfare tutti fino al paradosso.
Il povero avrebbe reclamato i beni del ricco.
Il giovane la stessa autorità dell’anziano.
La donna i privilegi dell’uomo.
Lo straniero e i diritti del nativo.
E persino ladri e impostori avrebbero avanzato il diritto al potere… e la democrazia glielo avrebbe concesso.
Platone, Repubblica, Libro VIII, 562a–569c.
Un avvertimento antico che suona inquietantemente attuale. Oggi, l’accontentare tutti si traduce in algoritmi che manipolano il consenso, in leader selezionati più per immagine che per competenza, in poteri invisibili capaci di orientare masse intere.
Così, ciò che chiamiamo democrazia rischia di essere il cavallo di Troia del controllo: un’illusione di libertà che consegna il potere proprio a chi la trasforma in una dittatura raffinata, più subdola di qualsiasi monarchia passata.
A questo punto ci si dovrebbe chiedere se la vera funzione della democrazia moderna non sia la libertà, ma bensì un più efficace strumento di ingegneria sociale.
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Codex Of Secrets - Oltre la Verità
Chi orienta le nostre scelte? Su @CodexOfSecrets seguiamo le tracce del potere tra propaganda, storia e sorveglianza.
Segui il canale per i prossimi dossier e inoltra a chi vuole vederci più chiaro.
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Media is too big
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Musk e il futuro del lavoro: la fusione obbligata con le macchine
Elon Musk lo ha detto senza esitazioni: l’Intelligenza Artificiale sostituirà gran parte del lavoro umano. Non parliamo più di scenari lontani, ma di una realtà già evidente nell’automazione, nella logistica e persino nei servizi cognitivi.
La sua risposta è radicale: per restare competitivi, l’uomo dovrà adeguarsi al ritmo delle macchine, integrandosi con esse attraverso interfacce neurali e tecnologie di potenziamento. Non sarebbe più una scelta, ma una condizione necessaria per sopravvivere nell’economia del futuro.
E mentre i media mainstream celebrano questa “innovazione” come inevitabile, si ignora un punto cruciale: ciò che viene presentato come emancipazione rischia di trasformarsi in dipendenza, un sistema di controllo centralizzato in cui le interfacce neurali, invece di potenziarci, diventano strumenti per monitorare e guidare la nostra vita.
Un altro passo verso il baratro del controllo totale dell’umanità.
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Elon Musk lo ha detto senza esitazioni: l’Intelligenza Artificiale sostituirà gran parte del lavoro umano. Non parliamo più di scenari lontani, ma di una realtà già evidente nell’automazione, nella logistica e persino nei servizi cognitivi.
La sua risposta è radicale: per restare competitivi, l’uomo dovrà adeguarsi al ritmo delle macchine, integrandosi con esse attraverso interfacce neurali e tecnologie di potenziamento. Non sarebbe più una scelta, ma una condizione necessaria per sopravvivere nell’economia del futuro.
E mentre i media mainstream celebrano questa “innovazione” come inevitabile, si ignora un punto cruciale: ciò che viene presentato come emancipazione rischia di trasformarsi in dipendenza, un sistema di controllo centralizzato in cui le interfacce neurali, invece di potenziarci, diventano strumenti per monitorare e guidare la nostra vita.
Un altro passo verso il baratro del controllo totale dell’umanità.
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Mo Gawdat: l’IA e i 15 anni di inferno programmato
Mo Gawdat, ex dirigente di Google X, ha lanciato un avvertimento inquietante: l’Intelligenza Artificiale non inaugurerà un’era di prosperità, ma un periodo di 15 anni di caos economico e sociale.
Dal 2027, secondo Gawdat, assisteremo a una disoccupazione di massa, crisi politiche e tensioni sociali senza precedenti. L’unica via per attenuare l’impatto sarebbe regolamentare subito l’IA e introdurre un reddito universale.
Ma qui emerge la domanda scomoda: davvero il caos sarà un effetto collaterale o un passaggio previsto? Distruggere i vecchi equilibri per imporre un nuovo ordine, dove la dipendenza dagli algoritmi diventa inevitabile, sembra già un copione scritto.
Cosi, ciò che viene presentato come “avvertimento” potrebbe essere in realtà la descrizione di una fase necessaria per ridefinire l’economia globale sotto il controllo di chi governa la tecnologia.
@CodexOfSecrets
https://nypost.com/2025/08/04/business/ex-google-execs-shocking-warns-ai-will-create-15-years-of-hell/
Mo Gawdat, ex dirigente di Google X, ha lanciato un avvertimento inquietante: l’Intelligenza Artificiale non inaugurerà un’era di prosperità, ma un periodo di 15 anni di caos economico e sociale.
Dal 2027, secondo Gawdat, assisteremo a una disoccupazione di massa, crisi politiche e tensioni sociali senza precedenti. L’unica via per attenuare l’impatto sarebbe regolamentare subito l’IA e introdurre un reddito universale.
Ma qui emerge la domanda scomoda: davvero il caos sarà un effetto collaterale o un passaggio previsto? Distruggere i vecchi equilibri per imporre un nuovo ordine, dove la dipendenza dagli algoritmi diventa inevitabile, sembra già un copione scritto.
Cosi, ciò che viene presentato come “avvertimento” potrebbe essere in realtà la descrizione di una fase necessaria per ridefinire l’economia globale sotto il controllo di chi governa la tecnologia.
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https://nypost.com/2025/08/04/business/ex-google-execs-shocking-warns-ai-will-create-15-years-of-hell/
New York Post
Ex-Google exec's shocking warning: AI will create 15 years of 'hell'...
"The next 15 years will be hell before we get to heaven," Gawdat told British entrepreneur Steven Bartlett on his "Diary of a CEO" podcast on Monday.
❤2
La guerra silenziosa dell’IA generativa: dati, potere e controllo globale
Nell’era dell’Industria 5.0, l’Intelligenza Artificiale generativa sta smettendo i panni dell’innovazione per trasformarsi in un’arma geopolitica. Uno studio suggerisce che GenAI e le infrastrutture che la supportano, data center, modelli proprietari, accesso ai dati, non sono più semplici strumenti, ma asset strategici indispensabili per la sovranità e l’influenza nazionale.
Questa competizione non assume più la forma di conflitti aperti, ma di una “guerra silenziosa” fatta di barriere commerciali, controlli alle esportazioni, frammentazione digitale e lotta per il dominio dei dati.
Chi controlla l’Intelligenza Artificiale non determina soltanto la narrazione pubblica, ma anche la velocità dei processi industriali e la resilienza strategica delle nazioni. Cosi', la potenza di una nazione non si misura più con gli armamenti o le risorse naturali possedute, ma con la sua capacità di dominare i flussi invisibili di dati e algoritmi.
Nel frattempo, il cittadino rimane poco più che uno spettatore inconsapevole, distratto dalla banalità del quotidiano e intrappolato in un ordine mondiale silenzioso e algoritmico, dove le decisioni cruciali vengono prese lontano dalla sua capacità di comprenderle o di esercitare alcuna influenza.
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Questa competizione non assume più la forma di conflitti aperti, ma di una “guerra silenziosa” fatta di barriere commerciali, controlli alle esportazioni, frammentazione digitale e lotta per il dominio dei dati.
Chi controlla l’Intelligenza Artificiale non determina soltanto la narrazione pubblica, ma anche la velocità dei processi industriali e la resilienza strategica delle nazioni. Cosi', la potenza di una nazione non si misura più con gli armamenti o le risorse naturali possedute, ma con la sua capacità di dominare i flussi invisibili di dati e algoritmi.
Nel frattempo, il cittadino rimane poco più che uno spettatore inconsapevole, distratto dalla banalità del quotidiano e intrappolato in un ordine mondiale silenzioso e algoritmico, dove le decisioni cruciali vengono prese lontano dalla sua capacità di comprenderle o di esercitare alcuna influenza.
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arXiv.org
Generative AI as a Geopolitical Factor in Industry 5.0:...
Industry 5.0 marks a new phase in industrial evolution, emphasizing human-centricity, sustainability, and resilience through the integration of advanced technologies. Within this evolving...
🔥2
Statistiche, strategie e l’ombra di un disegno trasversale
I dati emersi questa settimana sono significativi: quasi il 28% della Generazione Z in Occidente sarebbe stato cancellato dall’aborto. Questo fenomeno, oltre a rappresentare una questione demografica, suggerisce anche un quadro più ampio: l’erosione demografica come possibile strumento di controllo strategico e geopolitico.
Parallelamente, il collasso della famiglia e della natalità si accompagna alla diffusione della cultura dell’“io assoluto”, inizialmente veicolata dai mass media (Lasch, 1979) e amplificata dai social (Turkle, 2011). Politiche demografiche insufficienti o inesistenti hanno aggravato il divario tra il desiderio individuale e il destino collettivo.
Per gli osservatori più attenti, questo scenario evoca il “Piano Kalergi”, ispirato dagli scritti di Coudenhove-Kalergi: una visione di Europa plasmata attraverso la dissoluzione delle identità tradizionali. Una tesi controversa, spesso bollata come complottista. Eppure, il suo riflesso sembra visibile nelle dinamiche demografiche contemporanee.
E se alcuni dei diritti individuali tanto celebrati come libertà, non siano alla fine, a livello sistemico, parte di un piano raffinato di ingegneria sociale?
@CodexOfSecrets
Fonti:
Lasch, C. (1979) The Culture of Narcissism: American Life in an Age of Diminishing Expectations. New York: W.W. Norton.
Turkle, S. (2011) Alone Together: Why We Expect More from Technology and Less from Each Other. New York: Basic Books.
I dati emersi questa settimana sono significativi: quasi il 28% della Generazione Z in Occidente sarebbe stato cancellato dall’aborto. Questo fenomeno, oltre a rappresentare una questione demografica, suggerisce anche un quadro più ampio: l’erosione demografica come possibile strumento di controllo strategico e geopolitico.
Parallelamente, il collasso della famiglia e della natalità si accompagna alla diffusione della cultura dell’“io assoluto”, inizialmente veicolata dai mass media (Lasch, 1979) e amplificata dai social (Turkle, 2011). Politiche demografiche insufficienti o inesistenti hanno aggravato il divario tra il desiderio individuale e il destino collettivo.
Per gli osservatori più attenti, questo scenario evoca il “Piano Kalergi”, ispirato dagli scritti di Coudenhove-Kalergi: una visione di Europa plasmata attraverso la dissoluzione delle identità tradizionali. Una tesi controversa, spesso bollata come complottista. Eppure, il suo riflesso sembra visibile nelle dinamiche demografiche contemporanee.
E se alcuni dei diritti individuali tanto celebrati come libertà, non siano alla fine, a livello sistemico, parte di un piano raffinato di ingegneria sociale?
@CodexOfSecrets
Fonti:
Lasch, C. (1979) The Culture of Narcissism: American Life in an Age of Diminishing Expectations. New York: W.W. Norton.
Turkle, S. (2011) Alone Together: Why We Expect More from Technology and Less from Each Other. New York: Basic Books.
Renovatio 21
L’aborto ha spazzato via il 28% della generazione Z. E molto, molto di più
Statistiche ampiamente condivise in rete questa settimana riportano che circa il 28% della Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) negli USA è stata abortita nel grembo materno. Lo scrive LifeSite. Secondo le stime del Guttmacher Institute (il braccio…
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La libertà programmata: quando l’individuo diventa un algoritmo
Nell’ecosistema digitale contemporaneo, la libertà individuale non viene più negata ma ingegnerizzata. Ogni decisione, dal consumo culturale al voto politico, è filtrata da architetture algoritmiche progettate per orientare i comportamenti umani.
Secondo il World Economic Forum, oltre il 70% delle interazioni online è mediato da sistemi di raccomandazione automatica, costruiti per massimizzare l’attenzione e modellare la percezione collettiva. In termini d’intelligence, significa che le piattaforme digitali detengono un profilo psicologico dinamico di miliardi di persone, aggiornato in tempo reale.
Come osserva Yuval Noah Harari (2018), “gli algoritmi ci conoscono meglio di quanto noi conosciamo noi stessi”. Ed è in questo punto che la libertà smette di essere scelta e diventa previsione.
Il controllo non passa più attraverso la forza, ma attraverso la personalizzazione algoritmica: un potere che ti osserva, ti analizza, e ti guida facendoti credere di decidere da solo.
A questo punto dovremmo chiederci, siamo ancora liberi, o solo programmati per sentirci tali?
@CodexOfSecrets
- Zuboff, S. (2019). The Age of Surveillance Capitalism. London: Profile Books.
- Harari, Y.N. (2018). 21 Lessons for the 21st Century. London: Jonathan Cape.
- World Economic Forum (2024). AI, Digital Trust and the Ethics of Control. Available at: https://www3.weforum.org/docs/WEF_Digital_Trust_Supporting_Individual_Agency_2024.pdf
Nell’ecosistema digitale contemporaneo, la libertà individuale non viene più negata ma ingegnerizzata. Ogni decisione, dal consumo culturale al voto politico, è filtrata da architetture algoritmiche progettate per orientare i comportamenti umani.
Secondo il World Economic Forum, oltre il 70% delle interazioni online è mediato da sistemi di raccomandazione automatica, costruiti per massimizzare l’attenzione e modellare la percezione collettiva. In termini d’intelligence, significa che le piattaforme digitali detengono un profilo psicologico dinamico di miliardi di persone, aggiornato in tempo reale.
Come osserva Yuval Noah Harari (2018), “gli algoritmi ci conoscono meglio di quanto noi conosciamo noi stessi”. Ed è in questo punto che la libertà smette di essere scelta e diventa previsione.
Il controllo non passa più attraverso la forza, ma attraverso la personalizzazione algoritmica: un potere che ti osserva, ti analizza, e ti guida facendoti credere di decidere da solo.
A questo punto dovremmo chiederci, siamo ancora liberi, o solo programmati per sentirci tali?
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- Zuboff, S. (2019). The Age of Surveillance Capitalism. London: Profile Books.
- Harari, Y.N. (2018). 21 Lessons for the 21st Century. London: Jonathan Cape.
- World Economic Forum (2024). AI, Digital Trust and the Ethics of Control. Available at: https://www3.weforum.org/docs/WEF_Digital_Trust_Supporting_Individual_Agency_2024.pdf
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Il prezzo nascosto del progresso: l’illusione dell’IA come salvezza
Nel dibattito globale, l’Intelligenza Artificiale viene celebrata come il motore della prossima rivoluzione economica. Ma dietro la retorica del “progresso inevitabile” si nasconde una trasformazione sociale profonda: dipendenza tecnologica, disuguaglianza e perdita di sovranità individuale.
Secondo l’OECD Science, Technology and Innovation Outlook 2025, la concentrazione del potere tecnologico in poche mani rischia di amplificare le disuguaglianze sociali e ridurre la capacità dei cittadini di autodeterminarsi.
Il World Economic Forum (2024) parla apertamente di una “crisi di fiducia digitale”, dove la tecnologia sostituisce la fiducia umana e l’autonomia diventa una variabile controllabile.
Come osserva Shoshana Zuboff (2019), viviamo nel “capitalismo della sorveglianza”: l’innovazione non emancipa, ma osserva, predice e indirizza.
La promessa era la libertà, ma la libertà si è trasformata in tracciamento. Ogni click è una confessione, ogni scelta un dato. La distopia non arriverà: è già qui, solo che l’abbiamo chiamata “comodità digitale”.
@CodexOfSecrets
OECD (2025) Science, Technology and Innovation Outlook 2025. Paris: Organisation for Economic Co-operation and Development.
Available at: https://www.oecd.org/en/about/news/press-releases/2025/10/oecd-science-technology-and-innovation-outlook-2025.html
[Accessed 30 Oct. 2025].
World Economic Forum (2024) Digital Trust: Supporting Individual Agency. Geneva: WEF.
Available at: https://www3.weforum.org/docs/WEF_Digital_Trust_Supporting_Individual_Agency_2024.pdf
Zuboff, S. (2019) The Age of Surveillance Capitalism: The Fight for a Human Future at the New Frontier of Power. London: Profile Books.
ISBN 978-1781256848.
Overview available at: https://en.wikipedia.org/wiki/The_Age_of_Surveillance_Capitalism
Nel dibattito globale, l’Intelligenza Artificiale viene celebrata come il motore della prossima rivoluzione economica. Ma dietro la retorica del “progresso inevitabile” si nasconde una trasformazione sociale profonda: dipendenza tecnologica, disuguaglianza e perdita di sovranità individuale.
Secondo l’OECD Science, Technology and Innovation Outlook 2025, la concentrazione del potere tecnologico in poche mani rischia di amplificare le disuguaglianze sociali e ridurre la capacità dei cittadini di autodeterminarsi.
Il World Economic Forum (2024) parla apertamente di una “crisi di fiducia digitale”, dove la tecnologia sostituisce la fiducia umana e l’autonomia diventa una variabile controllabile.
Come osserva Shoshana Zuboff (2019), viviamo nel “capitalismo della sorveglianza”: l’innovazione non emancipa, ma osserva, predice e indirizza.
La promessa era la libertà, ma la libertà si è trasformata in tracciamento. Ogni click è una confessione, ogni scelta un dato. La distopia non arriverà: è già qui, solo che l’abbiamo chiamata “comodità digitale”.
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OECD (2025) Science, Technology and Innovation Outlook 2025. Paris: Organisation for Economic Co-operation and Development.
Available at: https://www.oecd.org/en/about/news/press-releases/2025/10/oecd-science-technology-and-innovation-outlook-2025.html
[Accessed 30 Oct. 2025].
World Economic Forum (2024) Digital Trust: Supporting Individual Agency. Geneva: WEF.
Available at: https://www3.weforum.org/docs/WEF_Digital_Trust_Supporting_Individual_Agency_2024.pdf
Zuboff, S. (2019) The Age of Surveillance Capitalism: The Fight for a Human Future at the New Frontier of Power. London: Profile Books.
ISBN 978-1781256848.
Overview available at: https://en.wikipedia.org/wiki/The_Age_of_Surveillance_Capitalism
OECD
Changing geopolitical environment reshapes science, technology and innovation policy, says OECD
Rising geopolitical tensions and security concerns about emerging critical technologies are reshaping international co-operation in science, technology and innovation (STI), according to a new OECD report.
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Il prezzo della verità: il caso Baldan
Frédéric Baldan, autore di un saggio critico sui legami politico-finanziari di Ursula von der Leyen, ha visto bloccare i conti bancari propri, dei familiari e della casa editrice.
Coincidenza o operazione di neutralizzazione economica selettiva?
Il caso mostra un nuovo paradigma: la censura non passa più dai media, ma dalle reti finanziarie.
Cosi', quando il dissenso diventa una minaccia sistemica, il sistema non risponde con il carcere, ma con la disconnessione. E la libertà individuale diventa una variabile di sistema, controllata da chi gestisce l’accesso ai flussi digitali e monetari.
@CodexOfSecrets
https://www.panorama.it/attualita/opinioni/frederic-baldan-il-lobbista-che-ha-sfidato-ursula-von-der-leyen-mi-chiudono-i-conti-per-aver-detto-la-verita
Frédéric Baldan, autore di un saggio critico sui legami politico-finanziari di Ursula von der Leyen, ha visto bloccare i conti bancari propri, dei familiari e della casa editrice.
Coincidenza o operazione di neutralizzazione economica selettiva?
Il caso mostra un nuovo paradigma: la censura non passa più dai media, ma dalle reti finanziarie.
Cosi', quando il dissenso diventa una minaccia sistemica, il sistema non risponde con il carcere, ma con la disconnessione. E la libertà individuale diventa una variabile di sistema, controllata da chi gestisce l’accesso ai flussi digitali e monetari.
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https://www.panorama.it/attualita/opinioni/frederic-baldan-il-lobbista-che-ha-sfidato-ursula-von-der-leyen-mi-chiudono-i-conti-per-aver-detto-la-verita
Panorama
Frédéric Baldan, il lobbista che ha sfidato Ursula von der Leyen: “Mi chiudono i conti per aver detto la verità”
Frédéric Baldan ha scritto un libro sugli intrallazzi di Ursula Von der Leyen. Adesso, guarda caso, vengono chiusi i suoi depositi, quelli dei familiari e della casa editrice. Intanto l’Ue lo caccia e gli ritira il badge
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Il business dell’immunità – una profezia del 1926
Nel 1926, il Dr. Benedict Lust avvertiva che la vaccinazione sarebbe diventata “un’impresa commerciale mascherata da scienza”, creata per generare dipendenza medica e profitto costante.
All’epoca fu bollato come visionario. Oggi, le sue parole sembrano un’analisi anticipata del nostro presente.
Lust descriveva un meccanismo che nel secolo successivo si è perfezionato: industria farmaceutica, lobbying politico e gestione della paura si fondono in un ecosistema dove la salute è moneta e la fiducia pubblica è una risorsa da sfruttare.
Dai protocolli sanitari digitali all’identità medica biometrica, ogni innovazione amplia il margine di controllo.
La medicina preventiva si è trasformata in infrastruttura di sorveglianza, e la libertà sanitaria in una concessione condizionata.
E quando la paura diventa la piattaforma di governo, la sicurezza non è più una garanzia: è un contratto che si rinnova solo se obbedisci.
@CodexOfSecrets
Nel 1926, il Dr. Benedict Lust avvertiva che la vaccinazione sarebbe diventata “un’impresa commerciale mascherata da scienza”, creata per generare dipendenza medica e profitto costante.
All’epoca fu bollato come visionario. Oggi, le sue parole sembrano un’analisi anticipata del nostro presente.
Lust descriveva un meccanismo che nel secolo successivo si è perfezionato: industria farmaceutica, lobbying politico e gestione della paura si fondono in un ecosistema dove la salute è moneta e la fiducia pubblica è una risorsa da sfruttare.
Dai protocolli sanitari digitali all’identità medica biometrica, ogni innovazione amplia il margine di controllo.
La medicina preventiva si è trasformata in infrastruttura di sorveglianza, e la libertà sanitaria in una concessione condizionata.
E quando la paura diventa la piattaforma di governo, la sicurezza non è più una garanzia: è un contratto che si rinnova solo se obbedisci.
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Il Teatro della Democrazia: l’illusione più redditizia mai creata
Ci hanno insegnato che la democrazia è libertà. Che il voto è potere. Che partecipare significa decidere.
Ma guardando dietro le quinte, la scena cambia: ciò che chiamiamo “governo del popolo” è diventato un sistema perfettamente coreografato di consenso e controllo.
Nietzsche scriveva: “Non ci sono fatti, solo interpretazioni.” E quella che ci hanno venduto sulla democrazia è la più redditizia di tutte; l’illusione che scegliere tra due opzioni predefinite equivalga alla libertà.
Chi seleziona i candidati “possibili”? Chi finanzia le campagne? Chi controlla i media che costruiscono l’opinione pubblica? Non certo il popolo.
Come spiegava Edward Bernays, padre delle pubbliche relazioni, la democrazia moderna sopravvive grazie all’“ingegneria del consenso”, una manipolazione raffinata delle percezioni collettive per mantenere l’ordine sociale desiderato.
Noam Chomsky lo definì “la fabbrica del consenso”: un meccanismo in cui la libertà di parola è tollerata solo entro i confini dell’utilità sistemica.
La massa discute, litiga, si divide tra destra e sinistra, mentre le decisioni reali vengono prese altrove: nei consigli d’amministrazione delle multinazionali, nei mercati finanziari, nelle agenzie che nessuno ha eletto.
Come ricordava C. Wright Mills nel 1956, “il potere non è distribuito, ma concentrato nelle mani di un’élite organizzata”.
Oggi, la tecnologia ha reso quel controllo ancora più sofisticato.
Shoshana Zuboff parla di “capitalismo della sorveglianza”, dove ogni click, opinione o preferenza diventa materia prima per la manipolazione comportamentale.
La politica non si vince più con idee, ma con algoritmi.
Ecco perche' la democrazia non distribuisce il potere, lo legittima.
Ti lascia scegliere il colore della gabbia, così non ti accorgi più delle sbarre.
E finché applaudiremo lo spettacolo, i veri registi non dovranno mai salire sul palco.
@CodexOfSecrets
Ci hanno insegnato che la democrazia è libertà. Che il voto è potere. Che partecipare significa decidere.
Ma guardando dietro le quinte, la scena cambia: ciò che chiamiamo “governo del popolo” è diventato un sistema perfettamente coreografato di consenso e controllo.
Nietzsche scriveva: “Non ci sono fatti, solo interpretazioni.” E quella che ci hanno venduto sulla democrazia è la più redditizia di tutte; l’illusione che scegliere tra due opzioni predefinite equivalga alla libertà.
Chi seleziona i candidati “possibili”? Chi finanzia le campagne? Chi controlla i media che costruiscono l’opinione pubblica? Non certo il popolo.
Come spiegava Edward Bernays, padre delle pubbliche relazioni, la democrazia moderna sopravvive grazie all’“ingegneria del consenso”, una manipolazione raffinata delle percezioni collettive per mantenere l’ordine sociale desiderato.
Noam Chomsky lo definì “la fabbrica del consenso”: un meccanismo in cui la libertà di parola è tollerata solo entro i confini dell’utilità sistemica.
La massa discute, litiga, si divide tra destra e sinistra, mentre le decisioni reali vengono prese altrove: nei consigli d’amministrazione delle multinazionali, nei mercati finanziari, nelle agenzie che nessuno ha eletto.
Come ricordava C. Wright Mills nel 1956, “il potere non è distribuito, ma concentrato nelle mani di un’élite organizzata”.
Oggi, la tecnologia ha reso quel controllo ancora più sofisticato.
Shoshana Zuboff parla di “capitalismo della sorveglianza”, dove ogni click, opinione o preferenza diventa materia prima per la manipolazione comportamentale.
La politica non si vince più con idee, ma con algoritmi.
Ecco perche' la democrazia non distribuisce il potere, lo legittima.
Ti lascia scegliere il colore della gabbia, così non ti accorgi più delle sbarre.
E finché applaudiremo lo spettacolo, i veri registi non dovranno mai salire sul palco.
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Media is too big
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La Prigione Invisibile dell’Occidente: il più grande esperimento di controllo volontario mai riuscito
Viviamo in una prigione senza sbarre. Nessuno ci costringe a restare, ma quasi nessuno vuole uscire.
È una gabbia fatta di comfort, distrazioni e dopamina.
Le mura? I nostri schermi.
Le uniformi? Le mode che cancellano l’identità.
Il cortile? I social network, dove competizione e paura mantengono l’ordine meglio di qualunque regime.
Il lavoro serve a mantenerci occupati, non liberi.
Il denaro, creato a debito, ci lega al sistema come catena digitale.
La medicina allevia i sintomi ma non cura la causa: la dipendenza dal sistema stesso.
I media insegnano cosa pensare, chi odiare, chi applaudire.
E il carceriere più crudele non è lo Stato.
È la nostra stessa pigrizia, la paura di rinunciare al comfort per riconquistare la verità.
Ogni generazione crede di essere libera, finché non prova a smettere di obbedire.
La vera evasione inizia quando spegni lo schermo e ricominci a pensare da solo.
@CodexOfSecrets
Viviamo in una prigione senza sbarre. Nessuno ci costringe a restare, ma quasi nessuno vuole uscire.
È una gabbia fatta di comfort, distrazioni e dopamina.
Le mura? I nostri schermi.
Le uniformi? Le mode che cancellano l’identità.
Il cortile? I social network, dove competizione e paura mantengono l’ordine meglio di qualunque regime.
Il lavoro serve a mantenerci occupati, non liberi.
Il denaro, creato a debito, ci lega al sistema come catena digitale.
La medicina allevia i sintomi ma non cura la causa: la dipendenza dal sistema stesso.
I media insegnano cosa pensare, chi odiare, chi applaudire.
E il carceriere più crudele non è lo Stato.
È la nostra stessa pigrizia, la paura di rinunciare al comfort per riconquistare la verità.
Ogni generazione crede di essere libera, finché non prova a smettere di obbedire.
La vera evasione inizia quando spegni lo schermo e ricominci a pensare da solo.
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COP30: distruggere l'Amazzonia per salvare il pianeta
Dal 10 al 21 novembre 2025, il Brasile ospiterà a Belém, nel cuore dell’Amazzonia, la prossima Conferenza ONU sul Clima (COP30).
Ufficialmente, l’obiettivo è “salvare il pianeta”. Ma, per rendere l’evento più accessibile ai leader globali, migliaia di ettari di foresta amazzonica protetta sono stati abbattuti per costruire una nuova autostrada a quattro corsie che colleghi l’aeroporto alla sede del summit.
Secondo Carbon Pulse e World Animal Protection, le opere di “miglioramento infrastrutturale” hanno già causato un aumento del disboscamento locale, minacciando una delle aree di biodiversità più delicate del pianeta.
Il paradosso è lampante: per discutere della cosiddetta “transizione ecologica”, si devasta il polmone verde piu' grande del mondo.
@CodexOfSecrets
https://www.worldanimalprotection.org/latest/news/amazon-forest-cut-down-for-cop30/
https://carbon-pulse.com/376947/
Dal 10 al 21 novembre 2025, il Brasile ospiterà a Belém, nel cuore dell’Amazzonia, la prossima Conferenza ONU sul Clima (COP30).
Ufficialmente, l’obiettivo è “salvare il pianeta”. Ma, per rendere l’evento più accessibile ai leader globali, migliaia di ettari di foresta amazzonica protetta sono stati abbattuti per costruire una nuova autostrada a quattro corsie che colleghi l’aeroporto alla sede del summit.
Secondo Carbon Pulse e World Animal Protection, le opere di “miglioramento infrastrutturale” hanno già causato un aumento del disboscamento locale, minacciando una delle aree di biodiversità più delicate del pianeta.
Il paradosso è lampante: per discutere della cosiddetta “transizione ecologica”, si devasta il polmone verde piu' grande del mondo.
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https://carbon-pulse.com/376947/
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L’uguaglianza promessa e la libertà condizionata
L’Articolo 3 della Costituzione italiana proclama:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali."
Sulla carta, un principio assoluto.
Nella realtà, un compromesso.
Ogni Costituzione, ogni codice, ogni regolamento sociale nasce da una rinuncia collettiva: l’individuo cede parte della propria libertà in cambio di protezione, ordine e giustizia.
È il contratto invisibile su cui si regge ogni Stato.
Ma cosa accade quando le regole create per tutelare iniziano a delimitare, e l’uguaglianza diventa un diritto mediato dal potere?
Perché, se la legge vale per tutti, servono leggi “speciali” per categorie specifiche?
Forse non per difendere, ma per dividere.
Ogni norma “identitaria” definisce chi appartiene e chi no, chi è vittima e chi carnefice.
È così che la libertà si trasforma in libertà condizionata: concessa se rispetti i confini tracciati da altri.
Come ricordava il costituzionalista Costantino Mortati, la Costituzione materiale non è altro che il volto che il potere riesce a far apparire come naturale.
È la normalizzazione dell’autorità sotto forma di ordine.
E quando l’obbedienza si traveste da virtù civica,
la democrazia non è più il governo del popolo,
ma l’arte sottile di ottenere consenso da chi crede di essere libero.
La legge nasce per difendere il compromesso di libertà, ma finisce per definirla.
Quando ogni diritto deve essere autorizzato, la libertà non è più un principio: è un permesso.
@CodexOfSecrets
https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-3
https://www.libreriauniversitaria.it/istituzioni-diritto-pubblico-mortati-costantino/libro/9788813162498
https://www.einaudi.it/catalogo-libri/scienze-sociali/diritto/il-diritto-mite-gustavo-zagrebelsky-9788806263522/
L’Articolo 3 della Costituzione italiana proclama:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali."
Sulla carta, un principio assoluto.
Nella realtà, un compromesso.
Ogni Costituzione, ogni codice, ogni regolamento sociale nasce da una rinuncia collettiva: l’individuo cede parte della propria libertà in cambio di protezione, ordine e giustizia.
È il contratto invisibile su cui si regge ogni Stato.
Ma cosa accade quando le regole create per tutelare iniziano a delimitare, e l’uguaglianza diventa un diritto mediato dal potere?
Perché, se la legge vale per tutti, servono leggi “speciali” per categorie specifiche?
Forse non per difendere, ma per dividere.
Ogni norma “identitaria” definisce chi appartiene e chi no, chi è vittima e chi carnefice.
È così che la libertà si trasforma in libertà condizionata: concessa se rispetti i confini tracciati da altri.
Come ricordava il costituzionalista Costantino Mortati, la Costituzione materiale non è altro che il volto che il potere riesce a far apparire come naturale.
È la normalizzazione dell’autorità sotto forma di ordine.
E quando l’obbedienza si traveste da virtù civica,
la democrazia non è più il governo del popolo,
ma l’arte sottile di ottenere consenso da chi crede di essere libero.
La legge nasce per difendere il compromesso di libertà, ma finisce per definirla.
Quando ogni diritto deve essere autorizzato, la libertà non è più un principio: è un permesso.
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https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-3
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https://www.einaudi.it/catalogo-libri/scienze-sociali/diritto/il-diritto-mite-gustavo-zagrebelsky-9788806263522/
www.senato.it
La Costituzione - Articolo 3 | Senato della Repubblica
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c.
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CONTROLLO INVISIBILE: LO SCENARIO CHE NON VOGLIONO FARTI VEDERE
Snowden lo disse anni fa e oggi sta accadendo sotto i nostri occhi.
Non si tratta più solo di sorveglianza.
È ingegneria sociale tramite algoritmi.
Mentre in Cina le piattaforme di “city management” tracciano ogni spostamento, ogni volto, ogni comportamento quotidiano, l’Occidente sta importando la stessa logica, ma in silenzio.
• Digital ID
• AI di polizia predittiva
• Sistemi di “affidabilità” online
• Filtri su ciò che puoi dire, vedere, condividere
Il modello è già pronto: incrociare dati, prevedere il comportamento, premiare la conformità e punire la deviazione.
Non tramite leggi.
Tramite punteggi.
Non serve più vietarti qualcosa.
Basta che un algoritmo ti classifichi “non idoneo”.
È questo il punto: la libertà non sparisce all’improvviso.
Si assottiglia, un dato alla volta.
Rimani vigile.
Rimani informato.
Il controllo non arriva urlando, arriva sorridendo.
@CodexOfSecrets
Snowden lo disse anni fa e oggi sta accadendo sotto i nostri occhi.
Non si tratta più solo di sorveglianza.
È ingegneria sociale tramite algoritmi.
Mentre in Cina le piattaforme di “city management” tracciano ogni spostamento, ogni volto, ogni comportamento quotidiano, l’Occidente sta importando la stessa logica, ma in silenzio.
• Digital ID
• AI di polizia predittiva
• Sistemi di “affidabilità” online
• Filtri su ciò che puoi dire, vedere, condividere
Il modello è già pronto: incrociare dati, prevedere il comportamento, premiare la conformità e punire la deviazione.
Non tramite leggi.
Tramite punteggi.
Non serve più vietarti qualcosa.
Basta che un algoritmo ti classifichi “non idoneo”.
È questo il punto: la libertà non sparisce all’improvviso.
Si assottiglia, un dato alla volta.
Rimani vigile.
Rimani informato.
Il controllo non arriva urlando, arriva sorridendo.
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L’Architettura del Controllo: come l’Occidente ha trasformato la libertà in un protocollo
La libertà non è mai scomparsa.
È stata semplicemente convertita in un insieme di regole, filtri e protocolli che definiscono ciò che possiamo fare senza che ce ne accorgiamo.
Ci avevano promesso una società aperta, dove l’informazione rendeva il cittadino più consapevole.
Ma l’informazione, oggi, non circola: viene distribuita.
E ogni distribuzione implica una scelta, un algoritmo, un criterio invisibile.
Il potere moderno non censura.
Sovraccarica.
Ti offre mille voci per impedirti di ascoltarne una.
Ti concede tutto per svuotare di significato ciò che davvero conta.
Come scriveva Bauman, "il controllo perfetto non richiede prigioni, ma abitudini”.
E l’Occidente le ha coltivate con cura:
la dipendenza dallo schermo,
la paura di essere esclusi,
l’illusione che partecipare significhi incidere.
Intanto, dietro la superficie democratica, cresce l’infrastruttura più potente mai creata: il tracciamento del comportamento.
Non serve sapere chi sei: basta prevedere ciò che farai.
Le tue preferenze diventano coordinate,
le tue relazioni diventano grafi,
la tua identità si riduce a un profilo statistico gestito da chi detiene l’accesso ai dati.
Il controllo non è più autoritario, ma predittivo.
Non ti impone la strada: ti suggerisce quella che “desidererai”.
Ed è questo il vero capolavoro del sistema.
Ci credevamo utenti.
Siamo diventati parametri.
E finché continueremo a confondere comodità con libertà,
la più grande architettura di controllo della storia potrà funzionare senza oppressione, senza violenza,
e soprattutto, senza resistenza.
@CodexOfSecrets
Bauman, Z. & Lyon, D. (2013) Liquid Surveillance: A Conversation. Cambridge: Polity Press.
La libertà non è mai scomparsa.
È stata semplicemente convertita in un insieme di regole, filtri e protocolli che definiscono ciò che possiamo fare senza che ce ne accorgiamo.
Ci avevano promesso una società aperta, dove l’informazione rendeva il cittadino più consapevole.
Ma l’informazione, oggi, non circola: viene distribuita.
E ogni distribuzione implica una scelta, un algoritmo, un criterio invisibile.
Il potere moderno non censura.
Sovraccarica.
Ti offre mille voci per impedirti di ascoltarne una.
Ti concede tutto per svuotare di significato ciò che davvero conta.
Come scriveva Bauman, "il controllo perfetto non richiede prigioni, ma abitudini”.
E l’Occidente le ha coltivate con cura:
la dipendenza dallo schermo,
la paura di essere esclusi,
l’illusione che partecipare significhi incidere.
Intanto, dietro la superficie democratica, cresce l’infrastruttura più potente mai creata: il tracciamento del comportamento.
Non serve sapere chi sei: basta prevedere ciò che farai.
Le tue preferenze diventano coordinate,
le tue relazioni diventano grafi,
la tua identità si riduce a un profilo statistico gestito da chi detiene l’accesso ai dati.
Il controllo non è più autoritario, ma predittivo.
Non ti impone la strada: ti suggerisce quella che “desidererai”.
Ed è questo il vero capolavoro del sistema.
Ci credevamo utenti.
Siamo diventati parametri.
E finché continueremo a confondere comodità con libertà,
la più grande architettura di controllo della storia potrà funzionare senza oppressione, senza violenza,
e soprattutto, senza resistenza.
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Bauman, Z. & Lyon, D. (2013) Liquid Surveillance: A Conversation. Cambridge: Polity Press.
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Oltre un Miliardo di Numeri WhatsApp in Vendita sul Dark Web: Una nuova e massiccia fuga di dati colpisce WhatsApp
Un hacker ha dichiarato di avere oltre un miliardo di numeri di telefono associati all’app di messaggistica, messi in vendita sul Dark Web.
Non sarebbe la prima volta. Nel 2023 erano già trapelati più di 500 milioni di numeri. Molti pensano che un numero di telefono non sia un’informazione sensibile. In realtà è spesso il punto d’ingresso per attacchi più sofisticati.
Cosa possono fare i criminali con un numero rubato?
• Phishing e smishing: messaggi falsi che imitano banche, corrieri o servizi online.
• Account takeover: richieste di reset password per accedere a email, social o app bancarie.
• Social engineering: finti operatori che chiedono codici di sicurezza o dati personali.
• Frode verso amici e familiari: “Ho cambiato numero, puoi inviarmi dei soldi?”
• SIM swapping: trasferimento illecito della SIM per prendere il controllo totale di un telefono.
• Attacchi a WhatsApp e Telegram: tentativi di takeover tramite codice di verifica.
• Distribuzione di malware: link malevoli inviati via SMS o chat.
Il problema non è solo il numero: è tutto ciò che può essere ricostruito a partire da esso.
Come proteggersi?
• Non cliccare link ricevuti da numeri sconosciuti.
• Attivare l’autenticazione a due fattori.
• Non fornire mai codici ricevuti via SMS.
• Usare password diverse per ogni servizio.
Una semplice informazione può diventare il primo passo di un attacco complesso. E quando un miliardo di numeri finisce online, nessuno può dirsi davvero al sicuro.
@CodexOfSecrets
https://dynarisk.com/resources/blog/over-a-billion-whatsapp-numbers-leaked-on-dark-web
Un hacker ha dichiarato di avere oltre un miliardo di numeri di telefono associati all’app di messaggistica, messi in vendita sul Dark Web.
Non sarebbe la prima volta. Nel 2023 erano già trapelati più di 500 milioni di numeri. Molti pensano che un numero di telefono non sia un’informazione sensibile. In realtà è spesso il punto d’ingresso per attacchi più sofisticati.
Cosa possono fare i criminali con un numero rubato?
• Phishing e smishing: messaggi falsi che imitano banche, corrieri o servizi online.
• Account takeover: richieste di reset password per accedere a email, social o app bancarie.
• Social engineering: finti operatori che chiedono codici di sicurezza o dati personali.
• Frode verso amici e familiari: “Ho cambiato numero, puoi inviarmi dei soldi?”
• SIM swapping: trasferimento illecito della SIM per prendere il controllo totale di un telefono.
• Attacchi a WhatsApp e Telegram: tentativi di takeover tramite codice di verifica.
• Distribuzione di malware: link malevoli inviati via SMS o chat.
Il problema non è solo il numero: è tutto ciò che può essere ricostruito a partire da esso.
Come proteggersi?
• Non cliccare link ricevuti da numeri sconosciuti.
• Attivare l’autenticazione a due fattori.
• Non fornire mai codici ricevuti via SMS.
• Usare password diverse per ogni servizio.
Una semplice informazione può diventare il primo passo di un attacco complesso. E quando un miliardo di numeri finisce online, nessuno può dirsi davvero al sicuro.
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