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La crisi è entrata in una fase potenzialmente non umana. Occorre un nuovo sapere, autonomo e circolare, rispetto all’egemonia culturale dominante. Oggi, dalle idee di Giulietto Chiesa, sorge La Casa del Sole, per ripartire da un nuovo giro intorno al Sole
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CasaDelSoleTG 01.07.26 🔴 Helsinki apre all’atomica, Mosca chiude i valichi

-Finlandia apre all’atomica, Mosca chiude i valichi di Jeff Hoffman – Il gas di Mattei, ossigeno per Milei di Margherita Furlan -Trump non rinuncia alla Libia di Gionata Chatillard – Gaza, la deportazione travestita da libertà di Jeff Hoffman -Washington nega il genocidio, Tiro brucia di Jeff Hoffman -Il missile che divide i BRICS…

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Il missile che divide i BRICS

di Margherita Furlan

Gli Emirati Arabi Uniti e l’India stringono i tempi. A maggio, mentre il presidente emiratino accoglieva il capo del governo indiano Modi, i due Paesi hanno alzato l’obiettivo del loro interscambio: duecento miliardi di dollari entro il 2032, dopo aver già oltrepassato i cento miliardi con cinque anni di anticipo. Ma il capitolo che pesa non è quello commerciale. È quello militare.

Secondo fonti governative indiane riprese dall’agenzia Reuters, Abu Dhabi negozia l’acquisto del missile da crociera supersonico BrahMos e del sistema di comando e controllo per la difesa aerea Akashteer. Il primo è un vettore offensivo che vola a quasi tre volte la velocità del suono, con una gittata di duecentonovanta chilometri nella versione per l’esportazione. Il secondo intreccia radar, sensori e batterie in una sola rete, e potrebbe saldarsi agli apparati americani Patriot e Thaad già schierati negli Emirati.
Qui il quadro si fa nitido. Il BrahMos nasce da un programma c
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Gaza, la deportazione travestita da libertà

di Jeff Hoffman

Cambia l'etichetta, non l'obiettivo. Israele rilancia il trasferimento dei palestinesi fuori dalla Striscia.Lo rivelano i media israeliani. Secondo l'emittente Channel 13, ripresa dall'agenzia turca Anadolu, il governo Netanyahu ha ordinato ai propri apparati di sicurezza di abbandonare la formula «migrazione volontaria» e di adottarne una più presentabile all'estero: «Free Movement Plan», piano di libera circolazione. La sostanza non muta: indurre quanti più gazawi possibile ad andarsene.

Non è un'idea improvvisa. Ad aprile Netanyahu aveva affidato il fascicolo alla consigliera Caroline Glick; a dicembre Channel 12 descriveva un esodo organizzato per terra, mare e aria. I sondaggi con Somaliland e Repubblica Democratica del Congo sono naufragati: secondo Haaretz, nessun Paese vuole farsi complice.

Lo sfondo è devastante: oltre 73.000 morti, più di 173.000 feriti, quasi il 90 per cento delle infrastrutture raso al suolo. L'Onu denuncia da mesi t
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Il gas di Mattei, ossigeno per Milei

di Margherita Furlan

L’Eni entra nel gas argentino: trentadue per cento di tre giacimenti, in cordata con Abu Dhabi. A guadagnarci, oltre al cane a sei zampe, sono le casse esauste del governo Milei.

Lunedì l’Eni ha firmato l’ingresso in tre blocchi di Vaca Muerta, in Argentina. L’estrazione è a terra, nel grande bacino di scisti della Patagonia: il gas è quello non convenzionale, lo stesso che da anni fa sognare Buenos Aires. Il gruppo di San Donato ne rileva il trentadue per cento. Altrettanto va a XRG, il braccio internazionale del colosso petrolifero di Abu Dhabi. A condurre i lavori resta la statale argentina YPF, con il trentasei per cento. Partecipazione dell’Eni è dunque di minoranza (trentadue per cento): operatore e controllo restano a YPF (trentasei per cento). È una cordata che mette insieme lo Stato argentino, una compagnia privata italiana e il capitale sovrano di Abu Dhabi.
Lo scopo è uno: trasformare quel gas in gas naturale liquefatto e spedirlo oltre
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L’arcipelago Vanuatu nel cortile di Canberra

di Jeff Hoffman


Lunedì, a Canberra, i primi ministri Anthony Albanese e Jotham Napat hanno firmato l'Accordo Nakamal: un patto di sicurezza ed economia che vieta qualsiasi base militare straniera sul suolo di Vanuatu. Tradotto: niente basi cinesi. In cambio, l'Australia promette circa 500 milioni di dollari in dieci anni e si conferma primo socio economico e di sicurezza dell'isola.

La cornice è la rivalità con Pechino, primo creditore dell'arcipelago e finanziatore di un molo a Luganville, dove durante la guerra sorgeva la maggiore installazione statunitense del Pacifico. Canberra e Washington temono uno scalo navale della Marina cinese.

Vanuatu, però, non si è arresa del tutto. Nove mesi fa aveva respinto una prima bozza giudicata lesiva della propria sovranità; oggi ha cancellato il diritto di veto australiano e conserva un'intesa separata con la Cina. La sua linea resta il non allineamento: «amici di tutti, nemici di nessuno».
Pechino reagisce con freddezz
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Somalia, gli f-16 di ankara e il greggio

di Jeff Hoffman

Trentacinque «miliziani» uccisi, dice Mogadiscio. A colpire sono i caccia turchi. Ma sotto la lotta al terrorismo corre una partita per il petrolio somalo.

Martedì mattina, nell’area di Godey, regione del Basso Scebeli. Il ministero della Difesa somalo ha annunciato una serie di incursioni aeree condotte dall'esercito nazionale «in coordinamento» con le forze armate di Ankara. A operare, secondo il comunicato, ci sono stati gli F-16 turchi.

Il bilancio diffuso dalle autorità parla di circa trentacinque combattenti di al-Shabaab eliminati e oltre venti feriti. Bersagli dichiarati: grotte, depositi di armi, rifugi. Il ministero riferisce esplosioni secondarie, segno, sostiene, di arsenali occultati. Nessun conteggio indipendente conferma i numeri. Il gruppo qaedista, come nota l'agenzia cinese Xinhua, non ha commentato.

Il dato va maneggiato con cautela. Organizzazioni come Airwars documentano da mesi vittime civili nei raid dei partner stranieri in
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Trump non rinuncia alla Libia

di Gionata Chatillard

La Libia non sfugge al nuovo disegno geopolitico che la Casa Bianca sta cercando di imprimere agli equilibri internazionali. Lunedì, a Washington, il segretario di Stato Marco Rubio ha ricevuto Saddam Haftar, figlio del maresciallo Khalifa, l’uomo forte della Cirenaica. Ovvero di quella parte della Libia contrapposta alla Tripolitania, sostenuta invece dall'Occidente dopo la caduta di Muammar Gheddafi. Da allora - era l'ottobre del 2011 - il Paese africano non ha più ritrovato un'unità politica.

Dopo diversi tentativi falliti, a ricomporre il puzzle ci sta provando adesso Washington. Rubio ha dichiarato che le parti hanno fatto passi in avanti per superare la frammentazione e avviare un percorso di riunificazione. Nel colloquio con Haftar, il segretario di Stato ha dichiarato di aver esaminato possibili forme di cooperazione per favorire la pace e ricomporre le istituzioni militari, economiche e politiche della Libia.

Il capo della diplomazia statunitens
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Washington nega il genocidio, Tiro brucia

di Jeff Hoffman

Il segretario alla Salute americano ribalta l'accusa: lo sterminio, sostiene, colpisce ebrei e cristiani, non i palestinesi. Nelle stesse ore, le rovine romane di Tiro mostrano la distruzione lasciata dai raid israeliani.

Robert Kennedy junior, capo del dicastero della Salute a Washington, ha difeso Israele in televisione: nel Medio Oriente, affermando che il vero annientamento è quello di ebrei e cristiani, ridotti nei Paesi arabi a poche migliaia, mentre i palestinesi sarebbero anzi cresciuti di numero, mentre il calo dei cristiani a Gaza viene ricondotto da più studi all'emigrazione e alle condizioni economiche, non a un piano di sterminio.

Le immagini dei media non occidentali raccontano altro. A Tiro, in Libano, i raid israeliani hanno colpito il sito romano di Al-Bass, patrimonio UNESCO: una colonna decapitata, mosaici lesionati. Lo documentano Reuters e Associated Press. Il ministro libanese della Cultura parla di «distruzione sistematica»
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Finlandia apre all'atomica, mosca chiude i valichi

di Jeff Hoffman

Primo luglio, doppia mossa sul confine russo-finlandese: Helsinki cancella il divieto storico sulle armi nucleari, il Cremlino sospende sette valichi ferroviari. E a una settimana da Ankara, l'Alleanza atlantica non trova l'intesa su Kiev

Da oggi entra in vigore la modifica alla legge sull'energia nucleare del 1987: per la prima volta nella storia del Paese cade il divieto di importare, far transitare e immagazzinare ordigni atomici. Il presidente Stubb ha firmato. Il governo precisa di non voler ospitare testate sul proprio suolo, ma soltanto di allinearsi agli standard dell'Alleanza. L'ambasciata russa a Helsinki ha già replicato: Mosca ne terrà conto nella propria pianificazione militare.

Nelle stesse ore, con un decreto, il Cremlino sospende il traffico ferroviario attraverso sette varchi: cinque verso la Finlandia, uno con l'Estonia, uno con la Lettonia. Nessuna motivazione ufficiale. Segnale politico più che misura concreta: solo due
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Scisma nella Chiesa, musica Trap e decadenza tout court

Declino della società e minaccia di scisma all’interno della chiesa derivano dalla stessa radice o sono questioni separate? E l’uomo e la donna occidentali sono in grado di percepire la realtà per quello che è? L’egoismo espanso e il narcisismo patologico sono la causa o l’effetto di una società in declino? Di questo e…

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CasaDelSoleTG 02.07.26 🔴 Tutti a Teheran per l’addio a Khamenei

-Oltre 30 Paesi a Teheran per l’addio a Khamenei di Gionata Chatillard -Gerusalemme: terra confiscata al costo di un dollaro di Jeff Hoffman -Palantir al fianco d’Israele di Margherita Furlan -Wall street si compra la guerra di Jeff Hoffman -Gli algoritmi che scelgono i bersagli di Jeff Hoffman -Kiev conta i caduti, la NATO…

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Kiev conta i caduti, la NATO temporeggia

di Jeff Hoffman

Il 18 giugno Russia e Ucraina hanno compiuto l'ennesima restituzione di caduti. Mosca ha consegnato cinquecentoventidue salme, riavendone trentatré. A maggio il rapporto era analogo: cinquecentoventotto contro quarantuno. Uno squilibrio che si ripete da mesi. La sproporzione racconta un conflitto che il vertice atlantico di Ankara, la settimana prossima, eviterà di guardare in faccia.

Dal fronte arriva una cifra estrema. Apti Alaudinov, vicecapo della Direzione politico-militare della Difesa russa e comandante delle forze Akhmat, in un'intervista all'agenzia di Stato RIA Novosti sostiene che fra Sumy e Kursk giacerebbero ancora centinaia di migliaia di soldati ucraini mai recuperati.

Le stime occidentali più alte contano circa centoquarantamila morti dall'inizio delle ostilità nel 2022; il progetto indipendente UALosses elenca quasi novantottomila dispersi. Numeri gravissimi, eppure distanti dalla contabilità che arriva da Mosca.

Resta il nodo po
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Nord Stream: un colpevole, nessun mandante

di Jeff Hoffman

Berlino incrimina un ufficiale ucraino per il sabotaggio dei gasdotti. Dopo tre anni, un solo nome. Resta la domanda: chi ha dato l'ordine?

La procura federale tedesca ha formalizzato l'accusa contro Serhiy Kuznetsov, quarantanove anni, ex agente dei servizi di Kiev e capitano dell'esercito ucraino. Secondo gli inquirenti guidò il commando che nel settembre 2022 collocò le cariche sui tubi del gasdotto, al largo dell'isola danese di Bornholm. La squadra sarebbe salpata da Rostock sullo yacht Andromeda con documenti falsi, per poi immergersi con esplosivo militare ad alto potenziale. Impronte e tracce chimiche lo inchioderebbero. È stato preso in Italia nel 2025, estradato a novembre. Nega tutto: dice di essere rimasto in Ucraina e invoca l'immunità del militare.

La ricostruzione di Berlino si ferma a un uomo di medio grado e a una barca a vela. Ma un secondo indagato, fermato in Polonia, è stato scarcerato da un tribunale di Varsavia e mai consegn
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Palantir al fianco d’Israele

di Margherita Furlan

Alex Karp si proclama il dirigente più apertamente schierato con Israele. E lo annuncia mentre la sua azienda vende agli apparati militari israeliani gli strumenti che scelgono chi colpire.

Il tono è netto. «Sono l’amministratore delegato più pubblicamente solidale con Israele», ha detto Karp, come riferito dall’emittente statunitense CNBC. E ancora: «Penso che Israele sia dalla parte del bene». A chi solleva obiezioni oppone una liquidazione secca: metà di chi contesta Israele, sostiene, in fondo non ne accetta l’esistenza.
Dietro la presa di posizione morale c’è un modello d’affari. Palantir, fondata da Karp con Peter Thiel, rifornisce da anni di analisi dei dati massivi i servizi e la difesa di Tel Aviv: un consiglio d’amministrazione riunito in Israele, un’intesa siglata con il ministero della Difesa dopo il sette ottobre 2023. Karp non si nasconde: ha rivendicato quella scelta persino a costo di veder partire alcuni dipendenti e ripete che l’azienda se
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Lo Studio Ovale batte moneta

di Margherita Furlan

Un miliardo e quattrocento milioni di dollari in un anno, incassati dal presidente degli Stati Uniti grazie alle criptovalute. La dichiarazione patrimoniale certifica la saldatura fra cassa personale e carica pubblica.

Il documento, novecentoventisette pagine depositate all’Ufficio per l’etica di governo, copre il primo anno del secondo mandato di Donald Trump. La voce più pesante: seicentotrentacinque milioni in diritti di licenza legati alla sua moneta meme, il gettone lanciato pochi giorni prima dell’insediamento, salito oltre i settanta dollari e oggi ridotto a poco più di uno.

Chi ha comprato tardi ha perso quasi tutto; la famiglia, che riscuote a monte diritti e commissioni, no. Altri cinquecento milioni arrivano da World Liberty Financial, la società di criptovalute avviata con i figli e con la famiglia dell’inviato Steve Witkoff. Le attività digitali hanno scavalcato alberghi e complessi turistici come prima voce di reddito presidenziale e in un
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Gerusalemme: terra confiscata al costo di un dollaro

di Jeff Hoffman

Israele e Stati Uniti firmano l'accordo per l'ambasciata permanente a Gerusalemme. Il terreno è un'ex caserma costruita su suolo sottratto a famiglie palestinesi. Il canone d'affitto: un dollaro.

Primo luglio, ministero degli Esteri israeliano. Il capo della diplomazia Gideon Sa'ar e l'ambasciatore statunitense Mike Huckabee firmano l'intesa che assegna il complesso Allenby, nel settore meridionale di Gerusalemme, alla futura sede diplomatica americana. Presente il sindaco Moshe Lion. Huckabee consegna a Sa'ar una banconota da un dollaro: il canone simbolico dell'affitto.

Il registro della cerimonia è messianico. L'ambasciatore, pastore evangelico, sostiene che «Dio prese quella decisione 3.800 anni fa» e promette di piantare la bandiera a stelle e strisce in «una massa enorme di cemento», definendo la scelta irreversibile. Sa'ar evoca l'«alleanza incrollabile» e lancia «un messaggio ai nostri nemici».

Su quel terreno, però, grava una s
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Wall street si compra la guerra

di Jeff Hoffman

La più grande banca americana entra da padrona nella fabbrica delle armi, con Jamie Dimon che impegna capitali colossali nella base industriale del Pentagono.

JPMorgan Chase, primo istituto di credito degli Stati Uniti, non vuole più soltanto prestare denaro ai fornitori del Pentagono: vuole possederli. Il piano si chiama Security and Resiliency Initiative: millecinquecento miliardi di dollari in dieci anni per finanziare difesa, intelligenza artificiale, minerali critici, catene di approvvigionamento. Dentro quel perimetro, dieci miliardi di capitale proprio della banca entrano come quote dirette in produttori di armi, officine di droni intelligenti, miniere di terre rare. Dimon avverte che potrebbe raddoppiarli.

A guidare l'operazione è Todd Combs, ex uomo di Berkshire Hathaway. Il gruppo incontra ogni settimana i funzionari di Pentagono, Energia, Commercio. Tra gli obiettivi, i sottomarini nucleari. Il banchiere ripete una tesi secca: servono molte più sp
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Gli algoritmi che scelgono i bersagli

di Jeff Hoffman

Le grandi società tecnologiche americane sono entrate nella catena di comando bellica. Un'inchiesta tedesca parla di aiuti a Kiev su via libera riservato di Trump; dietro, la macchina che sceglie chi colpire.

Il quotidiano Die Welt, con un'analisi del colonnello Markus Reisner, sostiene che Washington avrebbe dato semaforo verde ai colossi digitali per rafforzare l'esercito ucraino: i satelliti Starlink di Musk, il software Maven di Palantir che individua le difese aeree russe. Tesi plausibile ma prudente: quelle imprese collaborano con Kiev dal primo giorno.

Il nodo vero sta più a fondo. Lo stesso apparato che guida i colpi in Ucraina è quello collaudato contro l'Iran. Secondo il Washington Post, il Maven di Palantir, integrato con l'intelligenza artificiale Claude di Anthropic, ha proposto centinaia di obiettivi, coordinate esatte e priorità di fuoco: bersagliamento in tempo reale.

Serve però una distinzione. Palantir è l'infrastruttura consenziente
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Caracas trema, washington ne approfitta

di Jeff Hoffman

Novecento militari americani sono in Venezuela, ufficialmente per i soccorsi. Sopra Caracas volano i droni. A sei mesi dalla cattura di Maduro, l'aiuto ha il volto dell'esercito.

Due scosse, magnitudo 7,2 e 7,5, a meno di un minuto l'una dall'altra. Mercoledì scorso il Venezuela crolla: palazzi sventrati, migliaia di persone sotto le macerie. Al sesto giorno, dalle rovine è stato estratto vivo un solo bambino di tre anni. In questo scenario Washington schiera la propria forza.

Lo rivela la Reuters, che intervista il generale Francis Donovan, capo del Comando Sud. Novecento uomini dentro il Paese, altri ottocento fra Porto Rico e Curaçao. I marine per primi tra le rovine, poi l'aeroporto riaperto, assetti navali e aerei. Ma nei cieli volano pure quattro o cinque droni Reaper, e da Miami una cellula di analisi, parole sue, «rafforza il quadro informativo»: gli stessi mezzi impiegati per sorvegliare l'emisfero, ora sopra la capitale.

L'ufficiale non ce
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Oltre 30 Paesi a Teheran per l'addio a Khamenei

di Gionata Chatillard

Da Mosca a Pechino, passando per Islamabad, Nuova Delhi e L'Avana, alti funzionari e rappresentanti di oltre 30 Paesi si stanno in queste ore recando in Iran per prendere parte alle solenni esequie dell'ayatollah Seyyed Ali Khamenei, assassinato in un attacco israeliano-statunitense lo scorso 28 febbraio, nel primo giorno della cosiddetta Guerra dei 40 Giorni.

Per Teheran, si tratta dei funerali di Stato più imponenti di sempre. Le cerimonie, della durata di 6 giorni, si svolgeranno in 5 città, una di queste nel vicino Iraq. Le celebrazioni funebri inizieranno sabato con l'esposizione della salma di Khamenei presso il complesso di preghiera della Grande Moschea di Teheran. Le processioni proseguiranno poi nella capitale fino a lunedì, mentre il giorno successivo si sposteranno nella città santa di Qom, per poi proseguire a Najaf e Karbala, in Iraq. Infine, il 9 luglio, la salma di Khamenei farà ritorno nella Repubblica Islamica per esser
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L'isola di kushner, di fronte all'italia

di Jeff Hoffman

Tirana torna a bruciare. Trentun giorni di mobilitazione contro l'isola di Kushner, ora scontri dopo la visita degli eurodeputati. E quell'isola guarda dritta verso la Puglia.

La miccia è Sazan: isolotto disabitato all'imbocco della baia di Valona, un tempo base militare del regime comunista, oggi promesso a un resort di lusso da un miliardo e quattrocento milioni. Dietro il progetto, la società americana degli investitori Jared Kushner e Ivanka Trump, insieme a capitali qatarioti schermati da trust olandesi. Per autorizzarlo, il governo di Edi Rama ha piegato le norme sulle aree protette, aprendo cinque stelle dentro un parco nazionale.

Da un mese la «rivoluzione dei fenicotteri» riempie le piazze: in un solo giorno fino a duecentocinquantamila persone. Martedì, dopo la visita di eurodeputati verdi tra cui l'italiana Ilaria Salis, la tensione deflagra: uova e pietre contro il parlamento, la polizia carica, sei fermi. Rama liquida tutto come «isteri
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