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LEVANTE 27.02.2026 🔴 Bioeconomia: la nuova frontiera del conflitto?
Cosa si cela dietro la nuova spinta russa verso la bioeconomia? Il IV Forum delle Tecnologie Future, appena conclusosi a Mosca, ci offre uno spaccato affascinante e complesso delle ambizioni della Federazione Russa, una vera e propria dichiarazione d’intenti. In questo video analizziamo i punti chiave dell’evento: L’annuncio di Putin: un nuovo progetto nazionale…
https://casadelsole.tv/levante-27-02-2026-🔴-bioeconomia-la-nuova-frontiera-del-conflitto/
Cosa si cela dietro la nuova spinta russa verso la bioeconomia? Il IV Forum delle Tecnologie Future, appena conclusosi a Mosca, ci offre uno spaccato affascinante e complesso delle ambizioni della Federazione Russa, una vera e propria dichiarazione d’intenti. In questo video analizziamo i punti chiave dell’evento: L’annuncio di Putin: un nuovo progetto nazionale…
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Mosca: Forum delle tecnologie del futuro di Margherita Furlan
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Michele Putrino: come proteggere la psiche dalla gabbia tecnocratica
La burocrazia dell’esistenza sembra poter entrare nelle pieghe più nascoste del nostro quotidiano, ma si può convivere con questo sistema di controllo tecnologico senza permettere che esso intacchi sul nostro equilibrio interiore? Perché è meglio evitare i palliativi anestetici che il sistema ci offre? Cosa si intende con “salire sulle cime più alte e…
https://casadelsole.tv/michele-putrino-come-proteggere-la-psiche-dalla-gabbia-tecnocratica/
La burocrazia dell’esistenza sembra poter entrare nelle pieghe più nascoste del nostro quotidiano, ma si può convivere con questo sistema di controllo tecnologico senza permettere che esso intacchi sul nostro equilibrio interiore? Perché è meglio evitare i palliativi anestetici che il sistema ci offre? Cosa si intende con “salire sulle cime più alte e…
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📆 Vi aspettiamo oggi, SABATO 28 FEBBRAIO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 17.00
🔴DIRETTA🔴LEVANTE 28.02.2026 🔴 OLTRE LA GUERRA: un appello alla ragione
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/BulUxnBHWMc
Mentre il mondo trattiene il fiato per l'esplosione del conflitto in Medio Oriente, con l'attacco israeliano che ha infiammato Teheran e fa temere una nuova escalation globale, noi abbiamo riunito voci autorevoli e controcorrente per aiutarvi a capire cosa sta realmente accadendo.
Che scenario si apre? Siamo di fronte all'inizio di una guerra lunga o a un'azione chirurgica? E quale ruolo gioca la "maledizione dell'ottavo decennio" che aleggia sul futuro di Israele ?
Ne parliamo con:
🎙 Moni Ovadia – Attore, intellettuale e profondo conoscitore delle culture mediorientali, ci aiuterà a leggere le radici profonde di questo scontro, smontando la retorica bellicista e analizzando il rischio di una "realpolitik che ci trascina sull'orlo del baratro".
🎙 Vincenzo Maddaloni – Maestro di vita e di valori, giornalista e saggista, porterà la sua visione "laica" su cosa significhi davvero convivere con la guerra.
🎙 Margherita Furlan – Giornalista, in diretta da Mosca, ci guiderà nell'analisi geopolitica: cosa cambia negli equilibri mondiali? L'Iran è davvero isolato? E quale sarà il prezzo che pagheremo in termini di energia e stabilità?
🎙 Antonio Mazzeo – Saggista e giornalista, ci racconterà le contraddizioni di un conflitto che rischia di fare terra bruciata di ogni speranza di pace.
🎙In studio Jeff Hoffman
Non una semplice cronaca, ma un approfondimento per capire cosa si nasconde dietro le notizie che leggiamo. Perché il conflitto tra Israele e Iran non è solo una questione di missili, ma un nodo storico, religioso e politico che riguarda il futuro di tutti noi.
Collegati ora. La guerra si ferma con la conoscenza, non con l'indifferenza.
#MoniOvadia #VincenzoMaddaloni #MargheritaFurlan #AntonioMazzeo #NoGuerraNoNato #Russia #Tecnologia #Putin #Futuro #Geopolitica #Economia #Globalnews #GiuliettoChiesa
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Che scenario si apre? Siamo di fronte all'inizio di una guerra lunga o a un'azione chirurgica? E quale ruolo gioca la "maledizione dell'ottavo decennio" che aleggia sul futuro di Israele ?
Ne parliamo con:
🎙 Moni Ovadia – Attore, intellettuale e profondo conoscitore delle culture mediorientali, ci aiuterà a leggere le radici profonde di questo scontro, smontando la retorica bellicista e analizzando il rischio di una "realpolitik che ci trascina sull'orlo del baratro".
🎙 Vincenzo Maddaloni – Maestro di vita e di valori, giornalista e saggista, porterà la sua visione "laica" su cosa significhi davvero convivere con la guerra.
🎙 Margherita Furlan – Giornalista, in diretta da Mosca, ci guiderà nell'analisi geopolitica: cosa cambia negli equilibri mondiali? L'Iran è davvero isolato? E quale sarà il prezzo che pagheremo in termini di energia e stabilità?
🎙 Antonio Mazzeo – Saggista e giornalista, ci racconterà le contraddizioni di un conflitto che rischia di fare terra bruciata di ogni speranza di pace.
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Stasera ci sarà la serata conclusiva del Festival di Sanremo.
Ma RT Doc Italia vi propone l'alternativa:
Alle 20:30 (ora italiana) verrà pubblicata l'intera cerimonia di apertura del IV Festival internazionale di Cinema Documentario RT Doc "Il tempo dei nostri eroi"
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Apocalisse in Medio Oriente: ucciso Khamenei. Il mondo trattiene il fiato
di Margherita Furlan
La Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, è stato ucciso nel corso dei massicci bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele. La notizia, dapprima smentita e poi rimbalzata da tutte le cancellerie, è stata confermata da fonti israeliane e statunitensi e, infine, dalla stessa televisione di Stato iraniana, che ha annunciato 40 giorni di lutto nazionale. Con lui sarebbero morti almeno altri 5-10 altissimi esponenti del governo iraniano, in quella che si configura come una vera e propria operazione di decapitazione del potere teocratico di Teheran.
Un terremoto di proporzioni bibliche ha scosso il Medio Oriente. La notte di fuoco che ha fatto tremare Teheran non ha portato via solo obiettivi militari o infrastrutture strategiche: ha spezzato la spina dorsale della Rivoluzione islamica. La Guida Suprema, Ali Khamenei, l'uomo che per quasi quarant'anni ha incarnato il potere assoluto della Repubblica Islamica, non c'è più. I sette missili che hanno ridotto in macerie il suo complesso, probabilmente i temibili bunker buster GBU-57, hanno aperto una voragine non solo nel terreno, ma nel cuore stesso dei Pasdaran.
«Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa è la più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese», ha scritto su Truth Donald Trump, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe visionato personalmente le immagini del cadavere recuperato tra le macerie. Solo ore prima il ministro degli Esteri Araghchi aveva tentato di gettare fumo negli occhi del mondo, dichiarandolo «ancora vivo». Poi, il silenzio e infine l'amara ammissione: la televisione di Stato ha annunciato 40 giorni di lutto nazionale e una settimana di vacanze pubbliche, un segnale inequivocabile per una nazione sciita.
Il bilancio di sangue al vertice
L'operazione non si è fermata al numero uno. Il complesso residenziale di Khamenei, trasformato in un fortino, è stato polverizzato, e con esso una parte significativa della nomenklatura. Secondo le prime ricostruzioni, tra le vittime eccellenti ci sarebbero Ali Shamkhani, influente consigliere di Khamenei per la sicurezza, e il comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione, Mohammad Pakpour. Tra le macerie sono stati trovati anche i corpi del genero e della nuora della Guida. Colpita anche la residenza dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, dove tre guardie del corpo sono rimaste uccise. Fonti locali riferiscono di attacchi che hanno interessato almeno 20 delle 31 province, con un tributo di vite umane che, secondo le prime stime, supera i 200 morti e i 750 feriti. L'operazione scatenata da Washington e Tel Aviv è stata di una violenza inaudita. Un missile ha colpito una scuola elementare nella provincia di Hormozgan, uccidendo decine di bambine. «Sono sgomento. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi», ha dichiarato il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, che solo due giorni fa aveva mediato l'ultimo round di colloqui a Ginevra, dove si era registrata un'intesa senza precedenti sulla questione nucleare.
Teheran, la Rivoluzione al bivio
Se la diplomazia internazionale trattiene il fiato, nelle strade dell'Iran il clima è a dir poco surreale e spaccato in due. Contrariamente a ogni previsione, la morte del "Rahbar" non ha scatenato solo ondate di odio anti-americano. In decine di città, da Teheran a Karaj, da Isfahan a Shiraz, migliaia di giovani sono scesi in piazza per festeggiare.
Dall'esilio, Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo Scià, ha parlato chiaro: «Con la morte di Khamenei, la Repubblica Islamica è finita. Ogni tentativo di nominare un successore è destinato a fallire».
Dall'altra parte dello spettro, le milizie filo-iraniane e i fedelissimi mostrano i muscoli.
di Margherita Furlan
La Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, è stato ucciso nel corso dei massicci bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele. La notizia, dapprima smentita e poi rimbalzata da tutte le cancellerie, è stata confermata da fonti israeliane e statunitensi e, infine, dalla stessa televisione di Stato iraniana, che ha annunciato 40 giorni di lutto nazionale. Con lui sarebbero morti almeno altri 5-10 altissimi esponenti del governo iraniano, in quella che si configura come una vera e propria operazione di decapitazione del potere teocratico di Teheran.
Un terremoto di proporzioni bibliche ha scosso il Medio Oriente. La notte di fuoco che ha fatto tremare Teheran non ha portato via solo obiettivi militari o infrastrutture strategiche: ha spezzato la spina dorsale della Rivoluzione islamica. La Guida Suprema, Ali Khamenei, l'uomo che per quasi quarant'anni ha incarnato il potere assoluto della Repubblica Islamica, non c'è più. I sette missili che hanno ridotto in macerie il suo complesso, probabilmente i temibili bunker buster GBU-57, hanno aperto una voragine non solo nel terreno, ma nel cuore stesso dei Pasdaran.
«Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa è la più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese», ha scritto su Truth Donald Trump, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe visionato personalmente le immagini del cadavere recuperato tra le macerie. Solo ore prima il ministro degli Esteri Araghchi aveva tentato di gettare fumo negli occhi del mondo, dichiarandolo «ancora vivo». Poi, il silenzio e infine l'amara ammissione: la televisione di Stato ha annunciato 40 giorni di lutto nazionale e una settimana di vacanze pubbliche, un segnale inequivocabile per una nazione sciita.
Il bilancio di sangue al vertice
L'operazione non si è fermata al numero uno. Il complesso residenziale di Khamenei, trasformato in un fortino, è stato polverizzato, e con esso una parte significativa della nomenklatura. Secondo le prime ricostruzioni, tra le vittime eccellenti ci sarebbero Ali Shamkhani, influente consigliere di Khamenei per la sicurezza, e il comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione, Mohammad Pakpour. Tra le macerie sono stati trovati anche i corpi del genero e della nuora della Guida. Colpita anche la residenza dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, dove tre guardie del corpo sono rimaste uccise. Fonti locali riferiscono di attacchi che hanno interessato almeno 20 delle 31 province, con un tributo di vite umane che, secondo le prime stime, supera i 200 morti e i 750 feriti. L'operazione scatenata da Washington e Tel Aviv è stata di una violenza inaudita. Un missile ha colpito una scuola elementare nella provincia di Hormozgan, uccidendo decine di bambine. «Sono sgomento. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi», ha dichiarato il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, che solo due giorni fa aveva mediato l'ultimo round di colloqui a Ginevra, dove si era registrata un'intesa senza precedenti sulla questione nucleare.
Teheran, la Rivoluzione al bivio
Se la diplomazia internazionale trattiene il fiato, nelle strade dell'Iran il clima è a dir poco surreale e spaccato in due. Contrariamente a ogni previsione, la morte del "Rahbar" non ha scatenato solo ondate di odio anti-americano. In decine di città, da Teheran a Karaj, da Isfahan a Shiraz, migliaia di giovani sono scesi in piazza per festeggiare.
Dall'esilio, Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo Scià, ha parlato chiaro: «Con la morte di Khamenei, la Repubblica Islamica è finita. Ogni tentativo di nominare un successore è destinato a fallire».
Dall'altra parte dello spettro, le milizie filo-iraniane e i fedelissimi mostrano i muscoli.
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A Baghdad, migliaia di manifestanti sciiti sono scesi in piazza sventolando ritratti di Khamenei e gridando "Morte a Israele" e "Morte all'America", in una dimostrazione di forza che potrebbe preludere a nuovi focolai di tensione in Iraq.
La reazione di Mosca e Pechino
Se l'Unione Europea si è detta «preoccupata» e ha convocato una riunione d'emergenza, la spaccatura con le altre potenze mondiali è diventata un abisso. La risposta di Russia e Cina è stata durissima e senza ambiguità.
Pechino, principale acquirente del greggio iraniano nonostante le sanzioni, ha parlato di fatto «sconvolgente». L'ambasciatore cinese all'ONU, Fu Cong, ha dichiarato che «l'uso indiscriminato della forza è inaccettabile», sottolineando come gli attacchi siano avvenuti proprio mentre la diplomazia stava facendo passi avanti. «La sovranità nazionale, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono essere rispettate», ha tuonato il ministero degli Esteri cinese, chiedendo un «immediato cessate il fuoco».
Ancora più netta la posizione del Cremlino. Il ministero degli Esteri russo ha definito l'operazione statunitense e israeliana una «avventura pericolosa» che sta spingendo la regione verso una «catastrofe umanitaria, economica e, non da escludere, radiologica». In una conversazione telefonica con l'omologo iraniano Abbas Araghchi, il ministro Sergej Lavrov ha denunciato la volontà di «distruggere l'ordine costituzionale e il governo di uno Stato che non gradiscono e che ha rifiutato di sottomettersi al diktat della forza e all'egemonismo».
Mentre la politica mondiale si divide, sul terreno la situazione rimane incandescente. L'Iran ha risposto con una pioggia di missili e droni su basi statunitensi in Bahrein, Qatar, Emirati e perfino su Riad, spingendo l'Arabia Saudita a minacciare ritorsioni e a denunciare «l'ignobile aggressione iraniana». Gli Houthi yemeniti hanno già riaperto le ostilità nel Mar Rosso, minacciando le navi commerciali.
Lo Stretto di Hormuz chiude
Una certezza emerge dalle macerie: il mondo si è risvegliato in una crisi energetica senza precedenti. La tensione ha superato il punto di non ritorno.
Quello che fino a 48 ore fa era solo una minaccia verbale dei Pasdaran è oggi una realtà con cui fare i conti. Il collo di bottiglia attraverso cui transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio è stato chiuso. Le autorità marittime iraniane hanno dichiarato le acque «non sicure» per la navigazione, di fatto bloccando il flusso di greggio da e per le monarchie del Golfo. Le conseguenze sui mercati, con le borse ancora chiuse, sono facili da prevedere: gli analisti scommettono su un'impennata del prezzo del barile verso quota 150 dollari. Un livello che farebbe impennare l'inflazione globale e riscriverebbe le politiche monetarie delle banche centrali.
La chiusura dello Stretto rappresenta un'arma a doppio taglio. L'Iran blocca le proprie esportazioni, ma impedisce anche a sauditi, emiratini e kuwaitiani di far transitare il loro greggio. Gli oleodotti esistenti, obsoleti e con capacità limitata, non possono sostituire il traffico navale. Per l'Italia e l'Europa, fortemente dipendenti dalle importazioni energetiche, lo scenario è a dir poco drammatico: bollette alle stelle, inflazione in aumento e costi di produzione fuori controllo.
E mentre i missili solcano i cieli, riemerge lo spettro della guerra totale. I tentativi di decapitare la leadership iraniana uccidendo ministri e loro sostituti sembra essere la scelta privilegiata di Israele e Stati Uniti, nel tentativo di lasciare "campo libero" all'opposizione. Una tattica che, avrebbe funzionato vent'anni fa, ma che oggi appare obsoleta.
La prossima sarà una primavera molto calda. Con le scorte di munizioni che calano, i prezzi del petrolio che volano e la diplomazia internazionale in frantumi, il Medio Oriente è sprofondato in uno dei conflitti più pericolosi della storia.
La reazione di Mosca e Pechino
Se l'Unione Europea si è detta «preoccupata» e ha convocato una riunione d'emergenza, la spaccatura con le altre potenze mondiali è diventata un abisso. La risposta di Russia e Cina è stata durissima e senza ambiguità.
Pechino, principale acquirente del greggio iraniano nonostante le sanzioni, ha parlato di fatto «sconvolgente». L'ambasciatore cinese all'ONU, Fu Cong, ha dichiarato che «l'uso indiscriminato della forza è inaccettabile», sottolineando come gli attacchi siano avvenuti proprio mentre la diplomazia stava facendo passi avanti. «La sovranità nazionale, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono essere rispettate», ha tuonato il ministero degli Esteri cinese, chiedendo un «immediato cessate il fuoco».
Ancora più netta la posizione del Cremlino. Il ministero degli Esteri russo ha definito l'operazione statunitense e israeliana una «avventura pericolosa» che sta spingendo la regione verso una «catastrofe umanitaria, economica e, non da escludere, radiologica». In una conversazione telefonica con l'omologo iraniano Abbas Araghchi, il ministro Sergej Lavrov ha denunciato la volontà di «distruggere l'ordine costituzionale e il governo di uno Stato che non gradiscono e che ha rifiutato di sottomettersi al diktat della forza e all'egemonismo».
Mentre la politica mondiale si divide, sul terreno la situazione rimane incandescente. L'Iran ha risposto con una pioggia di missili e droni su basi statunitensi in Bahrein, Qatar, Emirati e perfino su Riad, spingendo l'Arabia Saudita a minacciare ritorsioni e a denunciare «l'ignobile aggressione iraniana». Gli Houthi yemeniti hanno già riaperto le ostilità nel Mar Rosso, minacciando le navi commerciali.
Lo Stretto di Hormuz chiude
Una certezza emerge dalle macerie: il mondo si è risvegliato in una crisi energetica senza precedenti. La tensione ha superato il punto di non ritorno.
Quello che fino a 48 ore fa era solo una minaccia verbale dei Pasdaran è oggi una realtà con cui fare i conti. Il collo di bottiglia attraverso cui transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio è stato chiuso. Le autorità marittime iraniane hanno dichiarato le acque «non sicure» per la navigazione, di fatto bloccando il flusso di greggio da e per le monarchie del Golfo. Le conseguenze sui mercati, con le borse ancora chiuse, sono facili da prevedere: gli analisti scommettono su un'impennata del prezzo del barile verso quota 150 dollari. Un livello che farebbe impennare l'inflazione globale e riscriverebbe le politiche monetarie delle banche centrali.
La chiusura dello Stretto rappresenta un'arma a doppio taglio. L'Iran blocca le proprie esportazioni, ma impedisce anche a sauditi, emiratini e kuwaitiani di far transitare il loro greggio. Gli oleodotti esistenti, obsoleti e con capacità limitata, non possono sostituire il traffico navale. Per l'Italia e l'Europa, fortemente dipendenti dalle importazioni energetiche, lo scenario è a dir poco drammatico: bollette alle stelle, inflazione in aumento e costi di produzione fuori controllo.
E mentre i missili solcano i cieli, riemerge lo spettro della guerra totale. I tentativi di decapitare la leadership iraniana uccidendo ministri e loro sostituti sembra essere la scelta privilegiata di Israele e Stati Uniti, nel tentativo di lasciare "campo libero" all'opposizione. Una tattica che, avrebbe funzionato vent'anni fa, ma che oggi appare obsoleta.
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DIRETTA 🔴 LEVANTE 01.03.2026 🔴 Omicidi di stato e bombardamenti umanitari
🔴LIVE ore 15,40 con Hanieh Tarkian e Gianluca Marletta, Jeff Hoffman in studio
E' stato assassinato Khomenei, la Guida Suprema della Republica Islamica. Putin ha espresso le sue condoglianze a Pezeshkian descrivendo la sua uccisione come un "omicidio cinico" che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: "Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran". Come reagirà il paese? Cosa faranno dallo Yemen e dal Libano? Come viene designato il successore della Guida Suprema dell'Iran? Cosa dice la Costituzione iraniana? Quante le vittime nella scuola femminile a sud dell'Iran? Ne parliamo in una diretta "speciale" con Hanieh Tarkian, docente di studi islamici, Gianluca Marletta, scrittore. In studio Jeff Hoffman
LIVE 🔴 https://youtu.be/nBuuTmrbxO8
🔴LIVE ore 15,40 con Hanieh Tarkian e Gianluca Marletta, Jeff Hoffman in studio
E' stato assassinato Khomenei, la Guida Suprema della Republica Islamica. Putin ha espresso le sue condoglianze a Pezeshkian descrivendo la sua uccisione come un "omicidio cinico" che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: "Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran". Come reagirà il paese? Cosa faranno dallo Yemen e dal Libano? Come viene designato il successore della Guida Suprema dell'Iran? Cosa dice la Costituzione iraniana? Quante le vittime nella scuola femminile a sud dell'Iran? Ne parliamo in una diretta "speciale" con Hanieh Tarkian, docente di studi islamici, Gianluca Marletta, scrittore. In studio Jeff Hoffman
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DIRETTA 🔴 LEVANTE 01.03.2026 🔴 Omicidi di stato e bombardamenti umanitari
E' stato assassinato Khamenei, la Guida Suprema della Republica Islamica. Putin ha espresso le sue condoglianze a Pezeshkian descrivendo la sua uccisione come un "omicidio cinico" che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale:…
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LEVANTE 01.03.2026 🔴 Omicidi di stato e bombardamenti umanitari
E’ stato assassinato Khomenei, la Guida Suprema della Republica Islamica. Putin ha espresso le sue condoglianze a Pezeshkian descrivendo la sua uccisione come un “omicidio cinico” che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: “Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran”.…
https://casadelsole.tv/levante-01-03-2026-🔴-omicidi-di-stato-e-bombardamenti-umanitari/
E’ stato assassinato Khomenei, la Guida Suprema della Republica Islamica. Putin ha espresso le sue condoglianze a Pezeshkian descrivendo la sua uccisione come un “omicidio cinico” che viola tutti gli standard della moralità umana e del diritto internazionale: “Eminente statista che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Iran”.…
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Utopia tedesca: guerra e riarmo per ristabilire il primato militare europeo
La locomotiva dell’Europa arranca. Berlino punta tutto sulla rimilitarizzazione e sul riarmo per ripristinare la sua egemonia tra i paesi europei. Ma il vecchio sogno, ieri come allora, si rivela un’utopia. E forse un nuovo incubo. Le spese militari stanno distruggendo ciò che restava dello stato sociale tedesco, provocando un progressivo malessere sociale e…
https://casadelsole.tv/utopia-tedesca-guerra-e-riarmo-per-ristabilire-il-primato-militare-europeo/
La locomotiva dell’Europa arranca. Berlino punta tutto sulla rimilitarizzazione e sul riarmo per ripristinare la sua egemonia tra i paesi europei. Ma il vecchio sogno, ieri come allora, si rivela un’utopia. E forse un nuovo incubo. Le spese militari stanno distruggendo ciò che restava dello stato sociale tedesco, provocando un progressivo malessere sociale e…
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📆 Vi aspettiamo oggi, LUNEDI 02 MARZO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA🔴DIRETTA 🔴 LEVANTE 02.03.2026 🔴 Iran: l’Europa corre al massacro per Trump?
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/jKBNuQiMVW0
Il Medio Oriente brucia e l’Europa sembra intenzionata a gettarsi tra le fiamme. In questa puntata di Levante analizziamo i fatti drammatici delle ultime ore: l'attacco frontale di Donald Trump e Israele contro l'Iran ha scatenato una reazione a catena che sta già devastando l'economia globale.
Chi ha attaccato chi? Mentre i leader europei parlano di "diritto alla difesa", i fatti dicono che l'escalation è stata innescata dai raid americani e israeliani su Teheran. Perché l'Unione Europea sente il bisogno di intervenire militarmente in un conflitto che non ha scelto?
L’inganno del petrolio: I prezzi di gas e greggio sono balzati del 45% in poche ore. Il rischio concreto è uno shock energetico simile agli anni '70 che metterà in ginocchio le famiglie europee.
Trump e le elezioni USA: Il Presidente americano cerca il "colpo grosso" geopolitico, ma l'aumento dell'inflazione interna potrebbe costargli caro alle urne. Eppure, il conto più salato lo paga l'Europa.
Due fronti, zero strategia: Con l'Ucraina ancora aperta e un nuovo conflitto nel Golfo, l'Europa rischia di trovarsi impegnata in due guerre simultanee, sacrificando la propria stabilità per interessi d'oltreoceano.
È ora di chiederci: difendiamo davvero noi stessi o stiamo solo accelerando il nostro declino economico e politico?
Ne parliamo con Alberto Bradanini, già Ambasciatore d’Italia in Iran, e con Margherita Furlan, da Mosca. In studio Jeff Hoffman.
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https://www.youtube.com/live/jKBNuQiMVW0
🔴DIRETTA🔴DIRETTA 🔴 LEVANTE 02.03.2026 🔴 Iran: l’Europa corre al massacro per Trump?
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Il Medio Oriente brucia e l’Europa sembra intenzionata a gettarsi tra le fiamme. In questa puntata di Levante analizziamo i fatti drammatici delle ultime ore: l'attacco frontale di Donald Trump e Israele contro l'Iran ha scatenato una reazione a catena che sta già devastando l'economia globale.
Chi ha attaccato chi? Mentre i leader europei parlano di "diritto alla difesa", i fatti dicono che l'escalation è stata innescata dai raid americani e israeliani su Teheran. Perché l'Unione Europea sente il bisogno di intervenire militarmente in un conflitto che non ha scelto?
L’inganno del petrolio: I prezzi di gas e greggio sono balzati del 45% in poche ore. Il rischio concreto è uno shock energetico simile agli anni '70 che metterà in ginocchio le famiglie europee.
Trump e le elezioni USA: Il Presidente americano cerca il "colpo grosso" geopolitico, ma l'aumento dell'inflazione interna potrebbe costargli caro alle urne. Eppure, il conto più salato lo paga l'Europa.
Due fronti, zero strategia: Con l'Ucraina ancora aperta e un nuovo conflitto nel Golfo, l'Europa rischia di trovarsi impegnata in due guerre simultanee, sacrificando la propria stabilità per interessi d'oltreoceano.
È ora di chiederci: difendiamo davvero noi stessi o stiamo solo accelerando il nostro declino economico e politico?
Ne parliamo con Alberto Bradanini, già Ambasciatore d’Italia in Iran, e con Margherita Furlan, da Mosca. In studio Jeff Hoffman.
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LEVANTE 02.03.2026 🔴 Iran: l’Europa corre al massacro per Trump?
Il Medio Oriente brucia e l’Europa sembra intenzionata a gettarsi tra le fiamme. In questa puntata di Levante analizziamo i fatti drammatici delle ultime ore: l'attacco frontale di Donald Trump e Israele contro l'Iran ha scatenato una reazione a catena che…
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LEVANTE 02.03.2026 🔴 Iran: l’Europa corre al massacro per Trump?
Il Medio Oriente brucia e l’Europa sembra intenzionata a gettarsi tra le fiamme. In questa puntata di Levante analizziamo i fatti drammatici delle ultime ore: l’attacco frontale di Donald Trump e Israele contro l’Iran ha scatenato una reazione a catena che sta già devastando l’economia globale. Chi ha attaccato chi? Mentre i leader europei…
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Il Medio Oriente brucia e l’Europa sembra intenzionata a gettarsi tra le fiamme. In questa puntata di Levante analizziamo i fatti drammatici delle ultime ore: l’attacco frontale di Donald Trump e Israele contro l’Iran ha scatenato una reazione a catena che sta già devastando l’economia globale. Chi ha attaccato chi? Mentre i leader europei…
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CasaDelSoleTG 02.03.26 🔴 Il Pentagono in paranoia
– SOSTIENI CASA DEL SOLE TV E ILLUMINA LA VERITÀ – La Terza Guerra del Golfo è iniziata di Gionata Chatillard – Pakistan e Afghanistan, conflitto prosegue di Ivan Bodyan – Reazioni agli eventi in Iran di Ivan Bodyan – Israele-Libano, il fronte è aperto di Jeff Hoffman – Iran, Pentagono in paranoia di…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-02-03-26-🔴-il-pentagono-in-paranoia/
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Media is too big
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Stretto di Hormuz, piccoli aumenti crescono
di Jeff Hoffman
Alla riapertura delle borse di questa mattina alle 8, il prezzo del gas secondo le quotazioni di Amsterdam era già aumentato del 25% a 39,85 euro al megawattora, toccando i massimi storici da febbraio 2025.
Parallelalmente, dopo aver visto un rialzo massimo del 13% a inizio contrattazioni, il Brent è stato scambiato a 78,80 dollari con un aumento dell’8,28% mentre i titoli della borsa del Texas hanno visto un balzo del 7,79% fermandosi a 72,24 dollari al barile. Secondo l’indice IGI Italian Gas Index per il 2 marzo, il prezzo del gas nel fu Belpaese è passato da 31,65 euro a 32,78 euro per megawatt ora...
di Jeff Hoffman
Alla riapertura delle borse di questa mattina alle 8, il prezzo del gas secondo le quotazioni di Amsterdam era già aumentato del 25% a 39,85 euro al megawattora, toccando i massimi storici da febbraio 2025.
Parallelalmente, dopo aver visto un rialzo massimo del 13% a inizio contrattazioni, il Brent è stato scambiato a 78,80 dollari con un aumento dell’8,28% mentre i titoli della borsa del Texas hanno visto un balzo del 7,79% fermandosi a 72,24 dollari al barile. Secondo l’indice IGI Italian Gas Index per il 2 marzo, il prezzo del gas nel fu Belpaese è passato da 31,65 euro a 32,78 euro per megawatt ora...
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Israele-Libano, il fronte è aperto
di Jeff Hoffman
Rompendo il mille volte violato cessato il fuoco tra Hezbollah e Israele, il movimento politico e militare libanese sembra aver lanciato missili e droni verso obiettivi militari colpendo una struttura di difesa missilistica vicino ad Haifa. Da parte sua Israele ha subito dopo bombardato Beirut e Bekaa e sud del Libano. 131 i morti e 149 i feriti finora accertati.
La nuova offensiva dell'Idf contro Hezbollah "sarà ampia e completa e potrebbe includere un'invasione (di terra, ha dichiarato una fonte della sicurezza israeliana al canale di notizie saudita Al-Hadath, ripresa poi sulle pagine del quotidiano israeliano Times of Israel...
di Jeff Hoffman
Rompendo il mille volte violato cessato il fuoco tra Hezbollah e Israele, il movimento politico e militare libanese sembra aver lanciato missili e droni verso obiettivi militari colpendo una struttura di difesa missilistica vicino ad Haifa. Da parte sua Israele ha subito dopo bombardato Beirut e Bekaa e sud del Libano. 131 i morti e 149 i feriti finora accertati.
La nuova offensiva dell'Idf contro Hezbollah "sarà ampia e completa e potrebbe includere un'invasione (di terra, ha dichiarato una fonte della sicurezza israeliana al canale di notizie saudita Al-Hadath, ripresa poi sulle pagine del quotidiano israeliano Times of Israel...
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Media is too big
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La Terza Guerra del Golfo è iniziata
di Gionata Chatillard
Dopo settimane di preparativi militari, le forze armate statunitensi e israeliane hanno attaccato l'Iran. Le incursioni aeree, iniziate sabato scorso, si sono concentrate sulla capitale, Teheran, dove è stato decimato il vertice spirituale e politico del Paese. A farne le spese è stata anche la guida suprema Ali Khamenei, che sarebbe morto nel suo ufficio a causa dei massicci bombardamenti lanciati dai Governi di Donald Trump e Benjamin Netanyahu...
di Gionata Chatillard
Dopo settimane di preparativi militari, le forze armate statunitensi e israeliane hanno attaccato l'Iran. Le incursioni aeree, iniziate sabato scorso, si sono concentrate sulla capitale, Teheran, dove è stato decimato il vertice spirituale e politico del Paese. A farne le spese è stata anche la guida suprema Ali Khamenei, che sarebbe morto nel suo ufficio a causa dei massicci bombardamenti lanciati dai Governi di Donald Trump e Benjamin Netanyahu...
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