https://t.me/AASIB/
Notte di bombardamenti su Rjazan
4 morti, 28 feriti il tragico bilancio della nuova criminale azione ucraina con 99 droni contro abitazioni civili.
Fra questi 1 bambino morto e 4 bambini feriti.
I bambini colpiti sono stati ricoverati in ospedale presso il Ryazan OKB per fornire le cure necessarie.
Di questi uno è stato ricoverato in chirurgia, due vengono curati per avvelenamento da monossido di carbonio e un quarto è si trova nel dipartimento di Traumatologia. Tutti nella clinica pediatrica regionale
Nuovo grande orgoglio del ministro della guerra Crosetto. Nuovo crimine di guerra del governo e dei partiti italiani con i soldi dei cittadini e con le produzioni dell'industria nazionale.
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
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4 morti, 28 feriti il tragico bilancio della nuova criminale azione ucraina con 99 droni contro abitazioni civili.
Fra questi 1 bambino morto e 4 bambini feriti.
I bambini colpiti sono stati ricoverati in ospedale presso il Ryazan OKB per fornire le cure necessarie.
Di questi uno è stato ricoverato in chirurgia, due vengono curati per avvelenamento da monossido di carbonio e un quarto è si trova nel dipartimento di Traumatologia. Tutti nella clinica pediatrica regionale
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Sempre attuale, prendetevi 25 minuti per scoprire la verità su un mondo di bambini che hanno perso l' infanzia e che noi aiutiamo grazie alla "Bella Italia"
https://visionetv.it/i-bambini-del-donbass-e-dellucraina-associazione-aiutateci-a-salvare-i-bambini-odv/
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Durante un attacco di droni ucraino una ragazza è stata uccisa.
L'Ucraina ha attaccato un minibus sulla strada Lisichansk-Severodonezk - LNR. Il drone ha colpito l'automezzo dopo averlo mirato.
Altre tre persone sono rimaste ferite e sono state prontamente portate in ospedale.
Le forze armate ucraine prendono di mira con i droni, quotidianamente, esclusivamente obiettivi civili, grande orgoglio del ministro della guerra Crosetto.
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L'Ucraina ha attaccato un minibus sulla strada Lisichansk-Severodonezk - LNR. Il drone ha colpito l'automezzo dopo averlo mirato.
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Oggi una ragazza di 16 anni, colpita da un attacco di droni delle forze armate ucraina il 3 maggio scorso in una stazione di servizio nella regione di Belgorod è stata ricoverata presso la RDKB di Mosca.
La ragazza è in cura nel dipartimento di traumatologia e ortopedia dell'ospedale pediatrico.
"La ragazza ha subito lesioni combinate: fratture da schegge agli arti, alle ossa del cranio, trauma cranico aperto. Subito dopo l'ammissione, insieme ai chirurghi plastici ricostruttivi, è stata eseguita un'operazione per intervenire sui nervi nell'area delle ferite e installare dispositivi di fissazione esterna per stabilizzare i frammenti delle ossa degli arti colpiti" ha detto Aleksandr Sautenko, primario del Dipartimento di traumatologia e ortopedia della RDKB.
La paziente riceve tutte le cure mediche necessarie. In futuro dovrà affrontare le fasi del trattamento chirurgico, anche per l'osteosintesi delle ossa dell'avambraccio e dell'omero e la ricostruzione plastica di una vasta ferita facciale.
Migliaia di bambini e ragazzi, che dal 2014 non sono stati massacrati dalle bombe ucraine, stanno soffrendo. Troppo.
E il loro dolore è un crimine contro l'umanità del quale portano intera la responsabilità la UE, i governi italiani e tutto il parlamento unito da sempre in un solo voto per le armi e la guerra.
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Oggi una ragazza di 16 anni, colpita da un attacco di droni delle forze armate ucraina il 3 maggio scorso in una stazione di servizio nella regione di Belgorod è stata ricoverata presso la RDKB di Mosca.
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"La ragazza ha subito lesioni combinate: fratture da schegge agli arti, alle ossa del cranio, trauma cranico aperto. Subito dopo l'ammissione, insieme ai chirurghi plastici ricostruttivi, è stata eseguita un'operazione per intervenire sui nervi nell'area delle ferite e installare dispositivi di fissazione esterna per stabilizzare i frammenti delle ossa degli arti colpiti" ha detto Aleksandr Sautenko, primario del Dipartimento di traumatologia e ortopedia della RDKB.
La paziente riceve tutte le cure mediche necessarie. In futuro dovrà affrontare le fasi del trattamento chirurgico, anche per l'osteosintesi delle ossa dell'avambraccio e dell'omero e la ricostruzione plastica di una vasta ferita facciale.
Migliaia di bambini e ragazzi, che dal 2014 non sono stati massacrati dalle bombe ucraine, stanno soffrendo. Troppo.
E il loro dolore è un crimine contro l'umanità del quale portano intera la responsabilità la UE, i governi italiani e tutto il parlamento unito da sempre in un solo voto per le armi e la guerra.
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❗️🧸 Le forze armate ucraine lanciano mine sotto forma di giocattoli nelle zone di confine.
I genieri hanno trovato nella regione di Kursk dispositivi esplosivi all'interno di orsacchiotti di peluche. I militari ucraini, inoltre, usano piccole mine che vengono camuffate da portafogli e mine antiuomo artigianali
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Avere consapevolezza Un utile articolo per capire la drammaticità del momento
𝗟𝗔 𝗡𝗔𝗧𝗢 𝗚𝗜𝗢𝗖𝗔 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔 𝗖𝗢𝗡 𝗜𝗟 𝗖𝗘𝗥𝗜𝗡𝗢 𝗜𝗡 𝗠𝗔𝗡𝗢
Per capire quanto l’Europa sia diventata pericolosa bisogna osservare una scena molto semplice. A Berlino un politico parla di pace. A Bruxelles un commissario europeo pronuncia la parola “de-escalation” con la stessa faccia annoiata di un funzionario del catasto. A Londra qualche ministro ripete che “non siamo in guerra con la Russia”. Poi, finite le conferenze stampa, tutti salgono in macchina e vanno ad aprire nuove linee produttive per droni, missili, software militari e sistemi satellitari destinati all’Ucraina.
È questa la vera fotografia dell’Occidente moderno: piromani che organizzano convegni sulla sicurezza antincendio.
Per due anni hanno raccontato che la NATO non fosse coinvolta direttamente nel conflitto. Una favola utile soprattutto agli europei, che hanno bisogno di sentirsi moralmente superiori anche mentre finanziano una guerra alle porte di casa. Prima gli aiuti “difensivi”. Poi i carri armati. Poi i sistemi missilistici. Poi l’intelligence. Poi i satelliti. Poi la pianificazione operativa. Adesso siamo arrivati alla fase industriale: l’intero territorio NATO si sta trasformando nella retrovia produttiva dell’Ucraina.
Ed è qui che la situazione diventa realmente sporca.
Perché la genialità cinica dell’Occidente sta tutta nel trucco giuridico escogitato per evitare responsabilità dirette. I droni vengono prodotti tramite joint venture. I missili nascono dentro scatole societarie ibride registrate tra Olanda, Germania e Ucraina. Le aziende “private” diventano il travestimento elegante della partecipazione NATO alla guerra. È il capitalismo occidentale applicato al conflitto: outsourcing della responsabilità, privatizzazione del rischio, socializzazione delle conseguenze.
Un missile non è più tedesco. Diventa improvvisamente “ucraino”. Basta cambiare etichetta. Come certi supermercati europei che vendono pomodori marocchini con la bandiera italiana sopra.
Il caso Rheinmetall è quasi grottesco nella sua trasparenza. Produzione congiunta dei nuovi missili Ruta Block 2 insieme alla startup ucraina Destinus, registrata nei Paesi Bassi. Gittata di 700 chilometri. Testata da 250 chili. Però nessun problema, naturalmente. Perché ufficialmente Berlino continua a dire di non aver consegnato i Taurus a Kiev.
Certo.
E probabilmente i sigari cubani arrivano a Bruxelles trasportati da cicogne vegane.
La verità è che l’Europa sta tentando di combattere una guerra contro la Russia mantenendo però la postura psicologica del burocrate innocente. Vogliono colpire Mosca senza sentirsi in guerra. Vogliono armare Kiev senza essere considerati cobelligeranti. Vogliono escalation senza rischio. È il sogno erotico della classe dirigente europea: fare la guerra mantenendo il tono morale dei seminari sul cambiamento climatico.
Il problema è che dall’altra parte non c’è il Lussemburgo.
C’è la Russia.
E a Mosca stanno iniziando a capire che il gioco occidentale non è più limitato all’Ucraina. Quando Palantir entra direttamente nella guerra dei droni fornendo dati e obiettivi; quando aziende NATO producono armamenti per Kiev sotto protezione dell’Alleanza Atlantica; quando i sistemi missilistici vengono spacchettati e riassemblati con etichette diverse per aggirare le linee rosse diplomatiche, allora il messaggio diventa chiarissimo: l’Occidente non sta più sostenendo una guerra. Sta costruendo una struttura permanente di pressione militare contro la Russia.
Ed è qui che iniziano i segnali davvero inquietanti.
Per mesi le dichiarazioni di Karaganov sono state considerate provocazioni teoriche. Oggi sempre più figure dell’apparato strategico russo iniziano a parlare apertamente di colpire la NATO direttamente. Elena Panina ormai non usa nemmeno più formule diplomatiche: “Bisogna spegnere la NATO”.
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Per capire quanto l’Europa sia diventata pericolosa bisogna osservare una scena molto semplice. A Berlino un politico parla di pace. A Bruxelles un commissario europeo pronuncia la parola “de-escalation” con la stessa faccia annoiata di un funzionario del catasto. A Londra qualche ministro ripete che “non siamo in guerra con la Russia”. Poi, finite le conferenze stampa, tutti salgono in macchina e vanno ad aprire nuove linee produttive per droni, missili, software militari e sistemi satellitari destinati all’Ucraina.
È questa la vera fotografia dell’Occidente moderno: piromani che organizzano convegni sulla sicurezza antincendio.
Per due anni hanno raccontato che la NATO non fosse coinvolta direttamente nel conflitto. Una favola utile soprattutto agli europei, che hanno bisogno di sentirsi moralmente superiori anche mentre finanziano una guerra alle porte di casa. Prima gli aiuti “difensivi”. Poi i carri armati. Poi i sistemi missilistici. Poi l’intelligence. Poi i satelliti. Poi la pianificazione operativa. Adesso siamo arrivati alla fase industriale: l’intero territorio NATO si sta trasformando nella retrovia produttiva dell’Ucraina.
Ed è qui che la situazione diventa realmente sporca.
Perché la genialità cinica dell’Occidente sta tutta nel trucco giuridico escogitato per evitare responsabilità dirette. I droni vengono prodotti tramite joint venture. I missili nascono dentro scatole societarie ibride registrate tra Olanda, Germania e Ucraina. Le aziende “private” diventano il travestimento elegante della partecipazione NATO alla guerra. È il capitalismo occidentale applicato al conflitto: outsourcing della responsabilità, privatizzazione del rischio, socializzazione delle conseguenze.
Un missile non è più tedesco. Diventa improvvisamente “ucraino”. Basta cambiare etichetta. Come certi supermercati europei che vendono pomodori marocchini con la bandiera italiana sopra.
Il caso Rheinmetall è quasi grottesco nella sua trasparenza. Produzione congiunta dei nuovi missili Ruta Block 2 insieme alla startup ucraina Destinus, registrata nei Paesi Bassi. Gittata di 700 chilometri. Testata da 250 chili. Però nessun problema, naturalmente. Perché ufficialmente Berlino continua a dire di non aver consegnato i Taurus a Kiev.
Certo.
E probabilmente i sigari cubani arrivano a Bruxelles trasportati da cicogne vegane.
La verità è che l’Europa sta tentando di combattere una guerra contro la Russia mantenendo però la postura psicologica del burocrate innocente. Vogliono colpire Mosca senza sentirsi in guerra. Vogliono armare Kiev senza essere considerati cobelligeranti. Vogliono escalation senza rischio. È il sogno erotico della classe dirigente europea: fare la guerra mantenendo il tono morale dei seminari sul cambiamento climatico.
Il problema è che dall’altra parte non c’è il Lussemburgo.
C’è la Russia.
E a Mosca stanno iniziando a capire che il gioco occidentale non è più limitato all’Ucraina. Quando Palantir entra direttamente nella guerra dei droni fornendo dati e obiettivi; quando aziende NATO producono armamenti per Kiev sotto protezione dell’Alleanza Atlantica; quando i sistemi missilistici vengono spacchettati e riassemblati con etichette diverse per aggirare le linee rosse diplomatiche, allora il messaggio diventa chiarissimo: l’Occidente non sta più sostenendo una guerra. Sta costruendo una struttura permanente di pressione militare contro la Russia.
Ed è qui che iniziano i segnali davvero inquietanti.
Per mesi le dichiarazioni di Karaganov sono state considerate provocazioni teoriche. Oggi sempre più figure dell’apparato strategico russo iniziano a parlare apertamente di colpire la NATO direttamente. Elena Panina ormai non usa nemmeno più formule diplomatiche: “Bisogna spegnere la NATO”.
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Il mondo visto da dietro. Пост со стены.
𝗟𝗔 𝗡𝗔𝗧𝗢 𝗚𝗜𝗢𝗖𝗔 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔 𝗖𝗢𝗡 𝗜𝗟 𝗖𝗘𝗥𝗜𝗡𝗢 𝗜𝗡 𝗠𝗔𝗡𝗢
Per capire quanto l’Europa sia diventata peri... Смотрите полностью ВКонтакте.
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👍7
Spegnere.
Come si spegne una macchina lasciata accesa troppo a lungo.
E forse è proprio questa la sensazione che sta maturando a Mosca: l’Occidente come motore impazzito.
Una classe dirigente incapace di fermarsi perché ormai intrappolata nella propria propaganda. Hanno raccontato ai cittadini europei che la Russia fosse isolata, al collasso, senza economia, senza tecnologia, senza futuro. Poi però, improvvisamente, scoprono di dover trasformare l’intera industria europea in una fabbrica militare per fermare un paese che, teoricamente, sarebbe già dovuto crollare tre volte.
Una contraddizione gigantesca. Ma a Bruxelles nessuno sembra accorgersene. Vivono dentro una bolla morale dove ogni menzogna diventa “narrativa strategica” e ogni fallimento viene ribattezzato “resilienza”.
Nel frattempo Lavrov pronuncia una frase che in Europa hanno fatto finta di non capire: “L’era degli attacchi ibridi è finita; le maschere sono cadute”.
Traduzione reale: Mosca considera ormai la NATO parte diretta della guerra.
Ed è qui che il continente europeo dimostra tutta la sua fragilità psicologica. Perché gli europei moderni hanno perso completamente il senso del pericolo reale. Credono che l’escalation sia un videogioco geopolitico gestibile tramite conferenze stampa, summit e hashtag blu-gialli. Pensano che basti aggiungere la parola “difensivo” davanti a qualsiasi missile per trasformarlo automaticamente in strumento di pace.
Sono cresciuti in un mondo dove ogni crisi veniva risolta dagli americani, ogni errore coperto dalla NATO e ogni disastro trasformato in campagna pubblicitaria sulla democrazia. E così oggi giocano con l’idea di una guerra continentale con l’incoscienza di bambini ricchi che lanciano petardi dal balcone durante una festa.
La parte più ironica è che tutto questo viene fatto in nome della sicurezza europea.
L’Europa non produce più energia stabile. Non controlla più le proprie economie. Non controlla i flussi migratori. Non controlla la propria politica estera. Però vuole convincere il mondo di essere pronta a gestire un’escalation militare permanente contro la più grande potenza nucleare del pianeta.
È qui che il quadro smette di essere grottesco e diventa tragico.
Perché a Bruxelles sembrano davvero convinti che una guerra possa essere gestita come una direttiva amministrativa. Cambiano etichette ai missili come burocrati nervosi che correggono documenti in un ufficio ministeriale. Parlano di escalation nucleare con la stessa leggerezza con cui discutono di quote verdi, motori elettrici e tappi di plastica.
E forse il problema più grave non è nemmeno la NATO.
Il problema è che l’Europa è ormai governata da uomini che non hanno mai visto la guerra, non hanno mai sentito il rumore della storia quando accelera davvero, ma si comportano come se potessero amministrare anche il rischio di una catastrofe continentale con qualche conferenza stampa, tre slogan morali e un buffet biologico dopo il summit.
È questo il vero punto terrificante.
Non Mosca.
Non i missili.
Non i droni.
Ma la spaventosa mediocrità di una classe dirigente convinta che anche il fuoco atomico, in fondo, possa essere gestito come un altro dossier da discutere a Bruxelles dopo la pausa caffè.
Da: https://vk.ru/wall-229428987_786
Come si spegne una macchina lasciata accesa troppo a lungo.
E forse è proprio questa la sensazione che sta maturando a Mosca: l’Occidente come motore impazzito.
Una classe dirigente incapace di fermarsi perché ormai intrappolata nella propria propaganda. Hanno raccontato ai cittadini europei che la Russia fosse isolata, al collasso, senza economia, senza tecnologia, senza futuro. Poi però, improvvisamente, scoprono di dover trasformare l’intera industria europea in una fabbrica militare per fermare un paese che, teoricamente, sarebbe già dovuto crollare tre volte.
Una contraddizione gigantesca. Ma a Bruxelles nessuno sembra accorgersene. Vivono dentro una bolla morale dove ogni menzogna diventa “narrativa strategica” e ogni fallimento viene ribattezzato “resilienza”.
Nel frattempo Lavrov pronuncia una frase che in Europa hanno fatto finta di non capire: “L’era degli attacchi ibridi è finita; le maschere sono cadute”.
Traduzione reale: Mosca considera ormai la NATO parte diretta della guerra.
Ed è qui che il continente europeo dimostra tutta la sua fragilità psicologica. Perché gli europei moderni hanno perso completamente il senso del pericolo reale. Credono che l’escalation sia un videogioco geopolitico gestibile tramite conferenze stampa, summit e hashtag blu-gialli. Pensano che basti aggiungere la parola “difensivo” davanti a qualsiasi missile per trasformarlo automaticamente in strumento di pace.
Sono cresciuti in un mondo dove ogni crisi veniva risolta dagli americani, ogni errore coperto dalla NATO e ogni disastro trasformato in campagna pubblicitaria sulla democrazia. E così oggi giocano con l’idea di una guerra continentale con l’incoscienza di bambini ricchi che lanciano petardi dal balcone durante una festa.
La parte più ironica è che tutto questo viene fatto in nome della sicurezza europea.
L’Europa non produce più energia stabile. Non controlla più le proprie economie. Non controlla i flussi migratori. Non controlla la propria politica estera. Però vuole convincere il mondo di essere pronta a gestire un’escalation militare permanente contro la più grande potenza nucleare del pianeta.
È qui che il quadro smette di essere grottesco e diventa tragico.
Perché a Bruxelles sembrano davvero convinti che una guerra possa essere gestita come una direttiva amministrativa. Cambiano etichette ai missili come burocrati nervosi che correggono documenti in un ufficio ministeriale. Parlano di escalation nucleare con la stessa leggerezza con cui discutono di quote verdi, motori elettrici e tappi di plastica.
E forse il problema più grave non è nemmeno la NATO.
Il problema è che l’Europa è ormai governata da uomini che non hanno mai visto la guerra, non hanno mai sentito il rumore della storia quando accelera davvero, ma si comportano come se potessero amministrare anche il rischio di una catastrofe continentale con qualche conferenza stampa, tre slogan morali e un buffet biologico dopo il summit.
È questo il vero punto terrificante.
Non Mosca.
Non i missili.
Non i droni.
Ma la spaventosa mediocrità di una classe dirigente convinta che anche il fuoco atomico, in fondo, possa essere gestito come un altro dossier da discutere a Bruxelles dopo la pausa caffè.
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La settimana dall’11 al 17 maggio è stata tragica per la popolazione civile e per i bambini del Donbass e della Federazione Russa:
I crimini contro l’umanità dell’esercito ucraino, finanziati e sostenuti da UE, dal Governo e dal parlamento italiani, hanno colpito, ferendoli, 203 civili fra cui 18 bambini; 31 le vittime fra le quali 2 bambini
La lunghissima striscia di sangue, iniziata nel 2014, assume sempre più il segno del genocidio
Non c’è solo, giustamente, Gaza! Lo “strabismo” dei cd “pacifisti” non può essere casuale.
La Pace si ottiene con la verità e la giustizia. La verità mai affermata, la giustizia sempre negata per i bambini e la popolazione del Donbass
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
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I crimini contro l’umanità dell’esercito ucraino, finanziati e sostenuti da UE, dal Governo e dal parlamento italiani, hanno colpito, ferendoli, 203 civili fra cui 18 bambini; 31 le vittime fra le quali 2 bambini
La lunghissima striscia di sangue, iniziata nel 2014, assume sempre più il segno del genocidio
Non c’è solo, giustamente, Gaza! Lo “strabismo” dei cd “pacifisti” non può essere casuale.
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La "questione" di Gaza è giustamente ritornata sulle prime pagine di tutti gli organi di informazione. Ma è evidentissimo lo strabismo fra gli attivisti "Pro-pal".
Vi invitiamo a leggere un intervento, di qualche mese fa ma sempre attuale, del nostro Presidente.
Buona lettura
https://www.lafionda.org/2025/08/27/strabismo-malattia-mortale-del-pacifismo/
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PERCHE' DONARE ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE ?
Perché i bambini piangono tutti nella stessa lingua
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