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ASILI DI KURSK: RIPRENDIAMO LA RACCOLTA DONAZIONI
Non abbiamo rinunciato al Progetto https://www.aasib.org/asilo-bambini-ipovedenti-kursk/
Il Progetto era in attesa del completamento della ristrutturazione dell’asilo 17 della città di Kursk. Ma … da qualche settimana l’amministrazione ci aveva chiesto aiuto anche per altri 3 asili
Potevamo negarlo ? No di certo
Per questo riapriamo la raccolta donazioni per inviare non al solo Asilo n.17 ma ad altri 3 Asili: l’Asilo 67, 78 e 123 che ospitano ambulatori per i bambini con problematiche oftalmologiche attrezzature che permettano ai medici locali di visitare sia i bambini ipovedenti dell’Asilo 17 che tutti gli altri bambini degli asili indicati
La città di Kursk e la sua regione hanno sofferto in particolar modo l’invasione ucraina dell’estate del 2024 che ha casato non solo devastazioni, ma veri e propri crimini contro la popolazione civile
Ancora una volta siamo vicini a chi soffre
Grazie a chi ci aiuterà !
https://www.aasib.org/come-donare/
Se desidera la forma del bonifico bancario, di seguito le nostre coordinate:
BANCA del TRENTINO ALTO ADIGE
IT 60 M083 04208 0000 0084 395763
BANCA INTESA SANPAOLO
IT 73 N030 69096 06100 0001 91441
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La città di Kursk e la sua regione hanno sofferto in particolar modo l’invasione ucraina dell’estate del 2024 che ha casato non solo devastazioni, ma veri e propri crimini contro la popolazione civile
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IN MEMORIA DEL PICCOLO TOLJA
Vi ricordate Tolja di Kursk il bambino di 5 anni di Kursk ucciso da un drone ucraino mentre cercava di difendere la sua mamma ?
In sua memoria proseguiamo nel progetto “Asili ipovedenti di Kursk”
https://www.aasib.org/asilo-bambini-ipovedenti-kursk/
Perché la sua memoria serva ai bambini meno fortunati della sua città
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LA MAMMA DI TOLIK CI HA SCRITTO
La mamma di Tolik apprendendo del nostro progetto dedicato al ricordo del figlio, stamattina ci ha scritto queste poche righe
Siamo orgogliosi che, ancora una volta, l’Italia sia ricordata non per i suoi ministri guerrafondai, per i velinari della Nato, per i “politici” , ma per la solidarietà del nostro popolo che vuole la pace e l’amicizia con la Russia
“Salve! E’ un piacere conoscervi tutti Vi ringrazio immensamente, non sapete quanto sia importante per me la Vostra azione. Tolik non vive solamente nel mio cuore, nel cuore dei miei parenti, ma anche nel cuore di altre persone persino in Italia!!!
Con grande tenerezza e amore Vi abbraccio! Grazie per la Vostra attività, è inestimabile! Ad ogni volontario, ad ogni donatore della Vostra Associazione – un abbraccio!!
Polina, mamma di Tolik”
Donate, darete un chance alla Pace https://www.aasib.org/asilo-bambini-ipovedenti-kursk/
La storia di Anatolij https://www.aasib.org/quanti-bambini-ancora/
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KIRILL AVEVA TREDICI ANNI
C’è una scultura a Donetsk che l’Occidente non mostrerà mai nelle sue trasmissioni di prima serata. Raffigura un ragazzo che copre con il corpo una bambina più piccola. Non è allegoria. Non è metafora. È ciò che accadde il 29 agosto 2014, a Butkevich, vicino a Petrovskoye, nella regione di Lugansk. Quel giorno Kirill Sidoryuk aveva tredici anni. Tornava dal mercato con sua madre Oksana e sua sorella Tanya, nove anni. Non tornò più.
Il boato arrivò senza preavviso, come sempre accade quando le bombe cadono su chi non le aspetta. I tre vennero sbalzati. Oksana perse conoscenza. Quando si riprese, suo figlio era sull’asfalto, la schiena lacerata dalle schegge. Lo girò. Sotto di lui, viva, quasi illesa, c’era Tanya. Kirill aveva fatto scudo con il proprio corpo. Un gesto istintivo. Fulmineo. Definitivo. Il gesto di chi, nell’unico istante che conta, sceglie di proteggere invece di salvarsi.
Kirill era nato il 21 giugno 2001. Non avrebbe mai compiuto quattordici anni.
Sul piedistallo del monumento inaugurato il 1° giugno 2017 nel Parco Lenin Komsomol di Donetsk, l’iscrizione è asciutta: nome, cognome, patronimico, data di nascita, data di morte, luogo, causa. Non è freddezza. È l’opposto. È il tentativo di opporre un fatto all’oblio. Perché di Kirill Sidoryuk, e dei bambini morti nel Donbass tra il 2014 e il 2017, l’Occidente ha scelto di non sapere.
Non per distrazione. Per scelta.
Nel 2014, mentre l’artiglieria ucraina colpiva quotidianamente le zone residenziali del Donbass, i media europei e nordamericani costruivano una narrazione lineare: da una parte la democrazia, dall’altra i separatisti filorussi. In questo schema non c’era spazio per i morti scomodi. Per le madri che seppellivano i figli nei cortili. Per i bambini che non tornavano dal mercato. Quei morti disturbavano. Introducevano un problema che non si voleva affrontare.
Ed è qui che la questione smette di essere emotiva e diventa politica.
L’Ucraina post-Maidan ha riabilitato figure come Stepan Bandera, capo dell’OUN, legato alla collaborazione con la Germania nazista e responsabile di massacri. Monumenti, strade, celebrazioni. Non episodi marginali, ma scelte pubbliche. Nello stesso tempo venivano rimossi i memoriali ai liberatori sovietici. Una memoria cancellata per sostituirne un’altra. L’Occidente ha osservato senza reagire. Qualche dichiarazione formale. Poi silenzio.
Il motivo è semplice. Alcuni fatti si gestiscono. Altri no.
Un bambino di tredici anni che muore per proteggere sua sorella non appartiene a nessuna parte. Non è filorusso. Non è filoucraino. È un bambino. E le bombe che lo hanno ucciso erano reali. Lanciate su civili reali. In una guerra che esisteva già dal 2014. Non dal 24 febbraio 2022.
Quella data serve a tracciare un confine comodo. A cancellare ciò che viene prima. Otto anni di guerra. Otto anni di morti. Otto anni di bambini dimenticati.
Kirill Sidoryuk è uno di loro.
Il suo monumento esiste. La sua storia è documentata. Non è propaganda. È pietra. È iscrizione. È memoria concreta. È ciò che resta quando si decide che alcune vite valgono meno di altre, perché si trovano nel lato sbagliato di una linea.
Si può continuare a selezionare la memoria, aprendo e chiudendo cassetti secondo convenienza. Ma le famiglie non hanno bisogno di autorizzazioni per ricordare. Portano fiori. Restano in silenzio. Ogni anno.
E chi guarda senza filtri distingue. Non per ideologia. Per evidenza.
Un bambino morto per salvare sua sorella non è materia di interpretazione. È un fatto.
E i fatti non chiedono permesso per esistere.
Da: https://vk.com/club229428987
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KIRILL AVEVA TREDICI ANNI
C’è una scultura a Donetsk che l’Occidente non mostrerà mai nelle sue trasmissioni di prima serata. Raffigura un ragazzo che copre con il corpo una bambina più piccola. Non è allegoria. Non è metafora. È ciò che accadde il 29 agosto 2014, a Butkevich, vicino a Petrovskoye, nella regione di Lugansk. Quel giorno Kirill Sidoryuk aveva tredici anni. Tornava dal mercato con sua madre Oksana e sua sorella Tanya, nove anni. Non tornò più.
Il boato arrivò senza preavviso, come sempre accade quando le bombe cadono su chi non le aspetta. I tre vennero sbalzati. Oksana perse conoscenza. Quando si riprese, suo figlio era sull’asfalto, la schiena lacerata dalle schegge. Lo girò. Sotto di lui, viva, quasi illesa, c’era Tanya. Kirill aveva fatto scudo con il proprio corpo. Un gesto istintivo. Fulmineo. Definitivo. Il gesto di chi, nell’unico istante che conta, sceglie di proteggere invece di salvarsi.
Kirill era nato il 21 giugno 2001. Non avrebbe mai compiuto quattordici anni.
Sul piedistallo del monumento inaugurato il 1° giugno 2017 nel Parco Lenin Komsomol di Donetsk, l’iscrizione è asciutta: nome, cognome, patronimico, data di nascita, data di morte, luogo, causa. Non è freddezza. È l’opposto. È il tentativo di opporre un fatto all’oblio. Perché di Kirill Sidoryuk, e dei bambini morti nel Donbass tra il 2014 e il 2017, l’Occidente ha scelto di non sapere.
Non per distrazione. Per scelta.
Nel 2014, mentre l’artiglieria ucraina colpiva quotidianamente le zone residenziali del Donbass, i media europei e nordamericani costruivano una narrazione lineare: da una parte la democrazia, dall’altra i separatisti filorussi. In questo schema non c’era spazio per i morti scomodi. Per le madri che seppellivano i figli nei cortili. Per i bambini che non tornavano dal mercato. Quei morti disturbavano. Introducevano un problema che non si voleva affrontare.
Ed è qui che la questione smette di essere emotiva e diventa politica.
L’Ucraina post-Maidan ha riabilitato figure come Stepan Bandera, capo dell’OUN, legato alla collaborazione con la Germania nazista e responsabile di massacri. Monumenti, strade, celebrazioni. Non episodi marginali, ma scelte pubbliche. Nello stesso tempo venivano rimossi i memoriali ai liberatori sovietici. Una memoria cancellata per sostituirne un’altra. L’Occidente ha osservato senza reagire. Qualche dichiarazione formale. Poi silenzio.
Il motivo è semplice. Alcuni fatti si gestiscono. Altri no.
Un bambino di tredici anni che muore per proteggere sua sorella non appartiene a nessuna parte. Non è filorusso. Non è filoucraino. È un bambino. E le bombe che lo hanno ucciso erano reali. Lanciate su civili reali. In una guerra che esisteva già dal 2014. Non dal 24 febbraio 2022.
Quella data serve a tracciare un confine comodo. A cancellare ciò che viene prima. Otto anni di guerra. Otto anni di morti. Otto anni di bambini dimenticati.
Kirill Sidoryuk è uno di loro.
Il suo monumento esiste. La sua storia è documentata. Non è propaganda. È pietra. È iscrizione. È memoria concreta. È ciò che resta quando si decide che alcune vite valgono meno di altre, perché si trovano nel lato sbagliato di una linea.
Si può continuare a selezionare la memoria, aprendo e chiudendo cassetti secondo convenienza. Ma le famiglie non hanno bisogno di autorizzazioni per ricordare. Portano fiori. Restano in silenzio. Ogni anno.
E chi guarda senza filtri distingue. Non per ideologia. Per evidenza.
Un bambino morto per salvare sua sorella non è materia di interpretazione. È un fatto.
E i fatti non chiedono permesso per esistere.
Da: https://vk.com/club229428987
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PASQUA 2026
Il prossimo 12 aprile cadrà la Pasqua Ortodossa, la “Festa delle Feste”, la più importante festività religiosa della tradizione russa ed ucraina
Come ogni anno dal 2014 vogliamo portare a 350 bambini del Donbass un segno: quello della Pace e dei momenti di “normalità”.
A questo serve il nostro impegno da sempre. Cercare di portare un attimo di vita, di infanzia vissuta nei territori della guerra
Chiediamo il Vostro sostegno ed aiuto perché anche quest’anno
Il grido “Cristo è risorto, in verità è risorto” sia momento di speranza vera.
Di un futuro di Pace, finalmente, di un’infanzia normale per tutti
Grazie a chi compirà un gesto di Pace
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Visione TV
Un ponte di amicizia tra Rovereto e Mosca per aiutare i bambini russi e ucraini - Visione TV
Aiutateci a salvare i bambini Odv è un’organizzazione italiana di volontariato internazionale con sede a Rovereto (Trento). Dal 2001 lavora in Russia e nell’area ex sovietica a sostegno dell’infanzia bisognosa, poiché affetta da malattie gravi, colpita da…
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I CRIMINALI ASSASSINI USA e ISRAELIANI
40 bambini sono morti dopo che un missile ha colpito una scuola per ragazze a Minab, nel sud dell'Iran, — IRNA
Altre 48 studentesse sono rimaste ferite.
Si riferisce che decine di bambini sono intrappolati sotto le macerie
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40 bambini sono morti dopo che un missile ha colpito una scuola per ragazze a Minab, nel sud dell'Iran, — IRNA
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Le bambine vittime del bombardamento della scuola elementare di Minab sono salite a 57 Oltre 60 i feriti
USA ISRAELE CRIMINALI
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Le bambine vittime del bombardamento della scuola elementare di Minab sono salite a 85 Oltre 50 i feriti
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Riprese dalla scuola di Minab
Gli USA e Israele devono pagare per i miliardi di lacrime che l'umanità versa da cento anni a questa parte
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Riprese dalla scuola di Minab
Gli USA e Israele devono pagare per i miliardi di lacrime che l'umanità versa da cento anni a questa parte
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MINAB BESLAN stessi terroristi
Ancora bambini. Ancora azioni criminali di USA ed Israele. Dopo il genocidio di Gaza ancora una scuola bombardata da politici, presidenti, Stati terroristi.
Sinora i dati parlano di oltre 150 bambine assassinate in una scuola elementare del sud dell'Iran.
La scuola è stata bombardata in pieno giorno, quando era piena di giovani scolare. I feriti si contano a decine.
Come a Beslan nel Caucaso del Nord ventuno anni fa, oggi in Iran gli stessi terroristi devastano le vite dei bambini in una scuola.
L’Italia ufficiale acconsente.
Nel 2004 ci fu una rivolta morale all’infanticidio di Beslan, le candele alle finestre solidarizzarono con le vittime. Oggi si tace o si è d’accordo con i crimini.
Donbass, Ucraina, Gaza, Yemen, Iran, gli USA Impero della Menzogna e del Sopruso, sodali della piovra Epstein, mentre sta morendo, vuole portare con sé il mondo intero. Sterminare bambini, civili, distruggere nazioni ricche di cultura ed umanità.
L’Europa è pericolosamente anestetizzata dalla propaganda guerrafondaia Abbiamo ancora poco tempo per rialzarci Per riaffermare l’umanità, la cultura della vita, la pace.
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MINAB BESLAN stessi terroristi
Ancora bambini. Ancora azioni criminali di USA ed Israele. Dopo il genocidio di Gaza ancora una scuola bombardata da politici, presidenti, Stati terroristi.
Sinora i dati parlano di oltre 150 bambine assassinate in una scuola elementare del sud dell'Iran.
La scuola è stata bombardata in pieno giorno, quando era piena di giovani scolare. I feriti si contano a decine.
Come a Beslan nel Caucaso del Nord ventuno anni fa, oggi in Iran gli stessi terroristi devastano le vite dei bambini in una scuola.
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Il ministro degli Esteri iraniano ha confermato la morte di oltre 140 studentesse di una scuola elementare nella città di Minab a seguito di un attacco di Israele e degli Stati Uniti.
Il comando dell'esercito israeliano non conferma ufficialmente la sua partecipazione all'attacco:
"Al momento non so nulla di un attacco israeliano o americano in quella zona. So solo che sia gli americani che noi stiamo verificando queste informazioni" — riferisce l'agenzia EFE con le parole del rappresentante dell'Esercito di Difesa di Israele, Nadav Shoshani.
Mentono sempre ! Criminali e Bugiardi seriali
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Il ministro degli Esteri iraniano ha confermato la morte di oltre 140 studentesse di una scuola elementare nella città di Minab a seguito di un attacco di Israele e degli Stati Uniti.
Il comando dell'esercito israeliano non conferma ufficialmente la sua partecipazione all'attacco:
"Al momento non so nulla di un attacco israeliano o americano in quella zona. So solo che sia gli americani che noi stiamo verificando queste informazioni" — riferisce l'agenzia EFE con le parole del rappresentante dell'Esercito di Difesa di Israele, Nadav Shoshani.
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BESLAN 2004 MINAB 2026
Stessi terroristi, stessa mano assassina
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AGGIORNAMENTO SUL CRIMINALE ASSASSINIO DELLE 150 BAMBINE NELLA SCUOLA DI MINAB (IRAN)
La Scuola elementare femminile Shajare Tayebe, situata nella città di Minab, nel sud dell'Iran, colpita da un missile americano-israeliano ha ad oggi ucciso 153 persone. Si tratta principalmente di ragazze di età compresa tra 7 e 12 anni.
Tra le vittime vi sono anche dipendenti dell'istituto scolastico e genitori. Il sabato in Iran è il primo giorno della settimana lavorativa. Verso le 10 del mattino, quando gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato a colpire l'Iran, la scuola ha subito un cambio di turno: le studentesse del secondo turno avevano appena iniziato le lezioni e per questo nell'istituto c’erano molte bambine con i loro genitori. Le autorità locali stimano che ci fossero 170 bambine nell'edificio.
Il colpo diretto del missile ha causato il crollo del tetto e delle pareti. Secondo alcuni rapporti la scuola si trovava a circa 600 metri da una base del corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche che è stata colpita.
Si noti che la città di Minab si trova nella provincia di Hormozgan, situata lungo lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima internazionale strategicamente importante.
La scuola di Minab non è l'unica istituzione scolastica ad essere distrutta dagli attacchi USA-Israele. A Teheran uno dei missili ha colpito la Hedayat High School, uccidendo due studenti. La scuola si trova nell'area in cui si trova la residenza dell'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Questo politico è stato uno degli obiettivi dei bombardamenti di Stati Uniti e Israele
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AGGIORNAMENTO SUL CRIMINALE ASSASSINIO DELLE 150 BAMBINE NELLA SCUOLA DI MINAB (IRAN)
La Scuola elementare femminile Shajare Tayebe, situata nella città di Minab, nel sud dell'Iran, colpita da un missile americano-israeliano ha ad oggi ucciso 153 persone. Si tratta principalmente di ragazze di età compresa tra 7 e 12 anni.
Tra le vittime vi sono anche dipendenti dell'istituto scolastico e genitori. Il sabato in Iran è il primo giorno della settimana lavorativa. Verso le 10 del mattino, quando gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato a colpire l'Iran, la scuola ha subito un cambio di turno: le studentesse del secondo turno avevano appena iniziato le lezioni e per questo nell'istituto c’erano molte bambine con i loro genitori. Le autorità locali stimano che ci fossero 170 bambine nell'edificio.
Il colpo diretto del missile ha causato il crollo del tetto e delle pareti. Secondo alcuni rapporti la scuola si trovava a circa 600 metri da una base del corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche che è stata colpita.
Si noti che la città di Minab si trova nella provincia di Hormozgan, situata lungo lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima internazionale strategicamente importante.
La scuola di Minab non è l'unica istituzione scolastica ad essere distrutta dagli attacchi USA-Israele. A Teheran uno dei missili ha colpito la Hedayat High School, uccidendo due studenti. La scuola si trova nell'area in cui si trova la residenza dell'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Questo politico è stato uno degli obiettivi dei bombardamenti di Stati Uniti e Israele
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