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Prime immagini del bombardamento ucraino di Donezk
Colpito anche un ospedale adiacente
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Secondo ulteriori informazioni il bombardamento del quartiere Petrovskij di Donezk ha colpito, oltre che il centro commerciale, anche un condominio
Intanto il bilancio provvisorio delle vittime sale ad 11 feriti, fra i quali un adolescente di 15 anni attualmente ricoverato in terapia intensiva
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Secondo ulteriori informazioni il bombardamento del quartiere Petrovskij di Donezk ha colpito, oltre che il centro commerciale, anche un condominio
Intanto il bilancio provvisorio delle vittime sale ad 11 feriti, fra i quali un adolescente di 15 anni attualmente ricoverato in terapia intensiva
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COMUNICATO DEL COMMISSARIO PER I DIRITTI UMANI NELLA DNR DAR'JA MOROSOVA
Oggi i terroristi delle forze armate ucraine hanno attaccato uno dei più grandi centri commerciali di Donezk con armi di precisione. All'ora di pranzo. Nel momento in cui i civili facevano la spesa
Questo non è altro che un atto di genocidio diretto e deliberato. Gli assassini hanno colpito un centro commerciale pacifico nel momento della massima concentrazione di persone. Sapendo che a soffrire saranno solo i civili innocenti. Bambini e donne
Purtroppo si continuano a contare le vittime; Sto predisponendo lettere al Commissario federale per i diritti umani e alle organizzazioni internazionali per i diritti umani
Chiedo una condanna immediata e un’azione diretta contro Kiev da parte della comunità internazionale per i diritti umani
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COMUNICATO DEL COMMISSARIO PER I DIRITTI UMANI NELLA DNR DAR'JA MOROSOVA
Oggi i terroristi delle forze armate ucraine hanno attaccato uno dei più grandi centri commerciali di Donezk con armi di precisione. All'ora di pranzo. Nel momento in cui i civili facevano la spesa
Questo non è altro che un atto di genocidio diretto e deliberato. Gli assassini hanno colpito un centro commerciale pacifico nel momento della massima concentrazione di persone. Sapendo che a soffrire saranno solo i civili innocenti. Bambini e donne
Purtroppo si continuano a contare le vittime; Sto predisponendo lettere al Commissario federale per i diritti umani e alle organizzazioni internazionali per i diritti umani
Chiedo una condanna immediata e un’azione diretta contro Kiev da parte della comunità internazionale per i diritti umani
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PER PURA FORTUNA NESSUNO HA PERSO LA VITA
Secondo i dati ufficiali delle autorità della DNR, 11 civili sono rimasti feriti a seguito del bombardamento del centro commerciale Galaktika a Donezk, fra i quali un'adolescente di 15 anni. Altri due feriti da droni ucraini. Complessivamente la giornata vede 13 feriti di diversa gravità
La causa dell'incendio su vasta scala del centro commerciale è stata il bombardamento dell'artiglieria ucraina con proiettili calibro NATO. Si sono registrati tre bombardamenti ucraini in quest'area in 20 minuti.
Tutto è stato calcolato e fatto con l’obiettivo di seminare paura e panico
I servizi di soccorso, che hanno domato l'incendio, hanno lavorato in condizioni molto difficili, sono stati costantemente attaccati dai droni d'attacco ucraini che sorvolavano la scena della tragedia.
Oggi abbiamo assistito ad un altro cinico atto degli ucraini nel tentativo di rendere insopportabile la vita dei civili nei territori di prima linea.
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Secondo i dati ufficiali delle autorità della DNR, 11 civili sono rimasti feriti a seguito del bombardamento del centro commerciale Galaktika a Donezk, fra i quali un'adolescente di 15 anni. Altri due feriti da droni ucraini. Complessivamente la giornata vede 13 feriti di diversa gravità
La causa dell'incendio su vasta scala del centro commerciale è stata il bombardamento dell'artiglieria ucraina con proiettili calibro NATO. Si sono registrati tre bombardamenti ucraini in quest'area in 20 minuti.
Tutto è stato calcolato e fatto con l’obiettivo di seminare paura e panico
I servizi di soccorso, che hanno domato l'incendio, hanno lavorato in condizioni molto difficili, sono stati costantemente attaccati dai droni d'attacco ucraini che sorvolavano la scena della tragedia.
Oggi abbiamo assistito ad un altro cinico atto degli ucraini nel tentativo di rendere insopportabile la vita dei civili nei territori di prima linea.
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VERSO il 20mo di BESLAN
Continuiamo a pubblicare frammenti dei vent'anni trascorsi a tenere vivo il ricordo
LETTERA APERTA A ROBERTO SAVIANO
Egregio Signor Saviano,
aspettavo con curiosità il Suo monologo su Beslan. Lo aspettavo perché parlare di quella tragedia disumana è non solo giusto, ma necessario. E' doveroso. Parlare e spiegare all'Italia ciò che veramente è accaduto e perché è accaduta la Strage dei Bambini di Beslan, è aiutare quei bambini e quella popolazione a non essere dimenticati. Ma ascoltandoLa mi ha profondamente deluso.
Ho visto un monologo meccanico e senza cuore. Senza partecipazione. Certo la prima parte iniziava ad entrare nel vivo della storia ma poi, via via il racconto finiva nell'unico finale possibile per il telespettatore italiano, che da anni sente raccontare una Russia che non esiste: la colpa della morte dei bambini di Beslan è solo ed unicamente della Russia. Dal suo scenario sparivano piano piano i terroristi, le atroci sofferenze, le titubanze, le incertezze, le paure, le tremende responsabilità e restava solo ed unico attore responsabile la Russia
Il monologo iniziava dalla Cecenia. Mi permetta Sig. Saviano: la Cecenia con Beslan non c'entra proprio nulla. Semmai si doveva raccontare dell'Ingushetija e della tragedia dei primi anni duemila dove i due popoli osseto ed inguscio soffrirono sanguinosi scontri interetnici. Forse si sarebbe potuto definire un quadro più veritiero sulle motivazioni che avevano spinto i terroristi (ingushi) a prendere parte a quella azione folle e criminale.
Ho deciso di guardarla perché mi aveva davvero molto colpito la Sua affermazione all'Ansa quando spiegava che la Sua decisione di parlare di Beslan era dovuta alla volontà di "unirci a quel mondo della dissidenza" (si proprio dissidenza ...) russa". Forse Saviano Lei è in possesso della macchina del tempo ? Si perché affermare che nella Russia del 2012 vi sia una "dissidenza" vuol dire agire senza conoscenza della realtà. Senza ricordare che la "dissidenza" si è conclusa nel 1991. La Russia di oggi è una realtà certo assai complessa e dura, ma proprio per questo avrebbe bisogno di essere approcciata con cautela, con studio, con la cautela che serve a capirla e farla capire. E questo ancor più, mi scusi il gioco di parole, quando si parla della parte più complessa della enorme complessità russa: il Caucaso.
Non un accenno ai mandanti che risiedono ancora liberi (non certo a Mosca ne a Groznij, ma in una delle tante "democratiche" nazioni europee). Ma tant'è, parlar male della Russia (senza conoscerla ne aver voglia di capirla) è ormai uno sport nazionale e quasi sempre anche ben remunerato.
Molte le incertezze e le dimenticanze nel Suo monologo. Nessun cenno alle forze della sicurezza della scuola ammazzati come animali nei primi istanti della presa degli ostaggi. Erano russi ed osseti. Nessun cenno alle vittime delle forze speciali russe, gli Al'fa e i Vympel, che morirono nel tentativo, certo approssimato data la situazioni caotica seguita alla prima esplosione e dopo tre giorni senza cibo ed acqua ammassati come bestie nella tristemente famosa palestra - di salvare più ostaggi possibile. Ma dalle Sue parole queste vittime diventano carnefici. Le stesse mamme che criticano il potere ogni anno ringraziano le forze speciali per l'aver salvato centinaia di ostaggi, centinaia di bambini. E sul monumento agli Speznas nel cimitero dei bambini di Beslan ci sono sempre fiori freschi portati dalla gente di Beslan
Signor Saviano noi a Beslan ci siamo stati davvero. Abbiamo accolto a Trento, per primi al mondo e a pochi giorni dalla inumana strage, oltre sessanta ex ostaggio di Beslan (trentatre bambini e trenta adulti) e per due mesi, grazie ad un gruppo di Psicologhe dell'università di Padova (che hanno prestato il loro aiuto gratuitamente) ed alla provincia Autonoma di Trento. Li abbiamo aiutati a voler ancora bene alla vita, ad avere ancora fiducia nel prossimo.
Continuiamo a pubblicare frammenti dei vent'anni trascorsi a tenere vivo il ricordo
LETTERA APERTA A ROBERTO SAVIANO
Egregio Signor Saviano,
aspettavo con curiosità il Suo monologo su Beslan. Lo aspettavo perché parlare di quella tragedia disumana è non solo giusto, ma necessario. E' doveroso. Parlare e spiegare all'Italia ciò che veramente è accaduto e perché è accaduta la Strage dei Bambini di Beslan, è aiutare quei bambini e quella popolazione a non essere dimenticati. Ma ascoltandoLa mi ha profondamente deluso.
Ho visto un monologo meccanico e senza cuore. Senza partecipazione. Certo la prima parte iniziava ad entrare nel vivo della storia ma poi, via via il racconto finiva nell'unico finale possibile per il telespettatore italiano, che da anni sente raccontare una Russia che non esiste: la colpa della morte dei bambini di Beslan è solo ed unicamente della Russia. Dal suo scenario sparivano piano piano i terroristi, le atroci sofferenze, le titubanze, le incertezze, le paure, le tremende responsabilità e restava solo ed unico attore responsabile la Russia
Il monologo iniziava dalla Cecenia. Mi permetta Sig. Saviano: la Cecenia con Beslan non c'entra proprio nulla. Semmai si doveva raccontare dell'Ingushetija e della tragedia dei primi anni duemila dove i due popoli osseto ed inguscio soffrirono sanguinosi scontri interetnici. Forse si sarebbe potuto definire un quadro più veritiero sulle motivazioni che avevano spinto i terroristi (ingushi) a prendere parte a quella azione folle e criminale.
Ho deciso di guardarla perché mi aveva davvero molto colpito la Sua affermazione all'Ansa quando spiegava che la Sua decisione di parlare di Beslan era dovuta alla volontà di "unirci a quel mondo della dissidenza" (si proprio dissidenza ...) russa". Forse Saviano Lei è in possesso della macchina del tempo ? Si perché affermare che nella Russia del 2012 vi sia una "dissidenza" vuol dire agire senza conoscenza della realtà. Senza ricordare che la "dissidenza" si è conclusa nel 1991. La Russia di oggi è una realtà certo assai complessa e dura, ma proprio per questo avrebbe bisogno di essere approcciata con cautela, con studio, con la cautela che serve a capirla e farla capire. E questo ancor più, mi scusi il gioco di parole, quando si parla della parte più complessa della enorme complessità russa: il Caucaso.
Non un accenno ai mandanti che risiedono ancora liberi (non certo a Mosca ne a Groznij, ma in una delle tante "democratiche" nazioni europee). Ma tant'è, parlar male della Russia (senza conoscerla ne aver voglia di capirla) è ormai uno sport nazionale e quasi sempre anche ben remunerato.
Molte le incertezze e le dimenticanze nel Suo monologo. Nessun cenno alle forze della sicurezza della scuola ammazzati come animali nei primi istanti della presa degli ostaggi. Erano russi ed osseti. Nessun cenno alle vittime delle forze speciali russe, gli Al'fa e i Vympel, che morirono nel tentativo, certo approssimato data la situazioni caotica seguita alla prima esplosione e dopo tre giorni senza cibo ed acqua ammassati come bestie nella tristemente famosa palestra - di salvare più ostaggi possibile. Ma dalle Sue parole queste vittime diventano carnefici. Le stesse mamme che criticano il potere ogni anno ringraziano le forze speciali per l'aver salvato centinaia di ostaggi, centinaia di bambini. E sul monumento agli Speznas nel cimitero dei bambini di Beslan ci sono sempre fiori freschi portati dalla gente di Beslan
Signor Saviano noi a Beslan ci siamo stati davvero. Abbiamo accolto a Trento, per primi al mondo e a pochi giorni dalla inumana strage, oltre sessanta ex ostaggio di Beslan (trentatre bambini e trenta adulti) e per due mesi, grazie ad un gruppo di Psicologhe dell'università di Padova (che hanno prestato il loro aiuto gratuitamente) ed alla provincia Autonoma di Trento. Li abbiamo aiutati a voler ancora bene alla vita, ad avere ancora fiducia nel prossimo.
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Noi dal 2005 al 2009 abbiamo realizzato un progetto di sostegno psicologico ai bambini e alla popolazione di Beslan che si è ultimato con un DVD interattivo distribuito gratuitamente alla popolazione per aiutarla, quotidianamente, a superare il trauma terribile è ancora presente - di quella palestra, di quella scuola ...
Per questo ed in rappresentanza dell'Italia vera e solidale ho il grandissimo onore di aver ricevuto la Cittadinanza onoraria della città di Beslan. Per aiutare concretamente quei bambini e quella gente ancora prosegue il nostro rapporto con quella realtà drammaticamente ferita e delusa anche da chi, come Lei, crede che una sera ed una televisione possa far conoscere in pochi minuti il Mondo al telespettatore.
Ci risparmi per favore ulteriori proclami e narrazioni sgangherate e parziali come quelle su Beslan. E cerchi di ricordare le responsabilità - tutte - non dimenticando coloro i quali hanno tentato di far esplodere il Caucaso russo, cercando di far impazzire (e quasi ci sono riusciti) un intero popolo, il popolo osseto. E con il popolo osseto, la Russia intera.
Mi permetta, da ultimo, una domanda: la Sua narrazione somiglia molto al racconto del volume "Un bicchiere di acqua fresca, Cronache da una Russia solidale e sconosciuta" che la nostra Associazione ha inviato al Signor Fazio qualche settimana fa. Se non è così mi scuso, ma se ciò è vero perché non citare la fonte ?
Se vuole sono a Sua disposizione per raccontarle la vera storia di Beslan. Il resto è spettacolo e non dei migliori.
Ennio Bordato
Presidente "Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus"Cittadino onorario della città di Beslan 24 Maggio 2012
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Per questo ed in rappresentanza dell'Italia vera e solidale ho il grandissimo onore di aver ricevuto la Cittadinanza onoraria della città di Beslan. Per aiutare concretamente quei bambini e quella gente ancora prosegue il nostro rapporto con quella realtà drammaticamente ferita e delusa anche da chi, come Lei, crede che una sera ed una televisione possa far conoscere in pochi minuti il Mondo al telespettatore.
Ci risparmi per favore ulteriori proclami e narrazioni sgangherate e parziali come quelle su Beslan. E cerchi di ricordare le responsabilità - tutte - non dimenticando coloro i quali hanno tentato di far esplodere il Caucaso russo, cercando di far impazzire (e quasi ci sono riusciti) un intero popolo, il popolo osseto. E con il popolo osseto, la Russia intera.
Mi permetta, da ultimo, una domanda: la Sua narrazione somiglia molto al racconto del volume "Un bicchiere di acqua fresca, Cronache da una Russia solidale e sconosciuta" che la nostra Associazione ha inviato al Signor Fazio qualche settimana fa. Se non è così mi scuso, ma se ciò è vero perché non citare la fonte ?
Se vuole sono a Sua disposizione per raccontarle la vera storia di Beslan. Il resto è spettacolo e non dei migliori.
Ennio Bordato
Presidente "Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus"Cittadino onorario della città di Beslan 24 Maggio 2012
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Donezk (Quartiere Kirov)
un bambino di 11 anni è rimasto ferito a causa del bombardamento di un drone
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Oggi l'esercito ucraino ha bombardato la Chiesa di San Serafino di Sarov nel distretto Petrovskij di Donezk.
È la chiesa della "nostra" Parrocchia, le persone che aiutiamo da anni. A Pasqua, Natale, bambini feriti, il Mare di Pace, la Scuola ...
L'agonia del criminale governo di Kiev sta avvelenando tutto, vuole portarsi all'inferno con lui ogni cosa, ogni persona.
Ma ancora più delittuosi i suoi sponsor: UE ed i governi italiani dal 2014 ad oggi
Noi staremo sempre dalla parte dei colpiti, degli offesi, dei feriti. Della umana ragione. Dell'umanità.
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Oggi l'esercito ucraino ha bombardato la Chiesa di San Serafino di Sarov nel distretto Petrovskij di Donezk.
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L'agonia del criminale governo di Kiev sta avvelenando tutto, vuole portarsi all'inferno con lui ogni cosa, ogni persona.
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Consiglio per chi dovesse ancora presentare la Dichiarazione dei Redditi (730 od altra)
Grazie
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Nuove fotografie del bombardamento della Chiesa della Parrocchia di San Serafino di Sarov di Donezk
In questi locali della Chiesa si sono festeggiati i momenti più importanti della comunità che noi, da anni, abbiamo contribuito a finanziare
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19 agosto
GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'AIUTO UMANITARIO
Il nostro essere
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VERSO il 20mo di BESLAN
Continuiamo la pubblicazione di nostri interventi pubblicati nei vent'anni trascorsi a tenere vivo il ricordo di Beslan
NO! NESSUN DOLORE AL MONDO È PIÙ FORTE DI QUESTO
No, nessun dolore al mondo è più forte di questo. Nessun bambino, nessun adulto
deve dimenticare questo giorno ed ognuno, andando a scuola il primo giorno del nuovo anno scolastico dovrà riflettere e pensare a questi bambini ed ai loro genitori ... a Beslan
Beslan è la Patria di tutte le lacrime delle Madri della Terra
Dal 3 settembre 2004 Beslan è divenuto sinonimo di eterno dolore non placato dalla solidarietà e dalla condivisione. Una piccola cittadina che, suo malgrado, è divenuta simbolo di coraggio, tenacia, immenso dolore, sofferenza senza fine. Ma se al suono di parole quali Auschwitz, Buchenwald, My Lai, Marzabotto l’umanità si ferma in silenzio e ricorda, perché Beslan ancora non riesce ad indurre alla compassione ed al ricordo?
Beslan come Chatyn’, Buchenwald, Auschwitz: nei secoli a venire. L’immensità del dolore provocato e provato a Beslan non può essere riempito dal suono di nessuna parola. Non c’è nella lingua italiana, nella lingua russa, nella lingua osseta ed in ogni altra
lingua del mondo un termine che possa tradurre in un suono questo immenso, orrendo dolore. Dolore collettivo, dolore di un popolo intero, di una intera nazione. Un dolore che toglie il respiro ed annienta.
Beslan è il cuore ferito dell’Umanità.
E quelle ferite non sono ancora guarite – difficilmente guariranno – ma l’eco della tragedia dei bambini, simile forse solo a quella di Erode e come quella di Erode concepita per distruggere il futuro, si sente ancora nel suono, cupo e mai smesso, delle lacrime delle mamme
ossete e delle donne di tutto il mondo. Ma anche dei padri che non hanno smesso di
cercare la verità.
Ma Beslan è scomparsa dalle labbra e dalla penna dei nostri giornalisti che ormai hanno scelto di abdicare alla loro professione: informare correttamente sulle cose del mondo perché si prenda coscienza dal dolore altrui ed imparare dalla memoria a non ripeterlo.
Che si ricordino, tutti e per sempre, del terrore dei bambini ammassati nel Lager della palestra della scuola, del loro pianto sommesso e taciuto dalle grida degli Erode venuti dai paesi vicini e pagati dai paesi lontani, della loro violenza sulle bambine, sulle loro mamme, sulle loro nonne. Che si ricordino, tutti e per sempre, della loro sete che ancora induce i sopravvissuti a portarsi appresso dell’acqua. Che si ricordino, tutti e per
sempre, il terrore vissuto dalle madri e dai padri, la pazzia dei nonni e delle nonne impotenti a salvarli. Che si ricordino tutti, con un minuto di silenzio, ogni prossimo 1 settembre.
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NO! NESSUN DOLORE AL MONDO È PIÙ FORTE DI QUESTO
No, nessun dolore al mondo è più forte di questo. Nessun bambino, nessun adulto
deve dimenticare questo giorno ed ognuno, andando a scuola il primo giorno del nuovo anno scolastico dovrà riflettere e pensare a questi bambini ed ai loro genitori ... a Beslan
Beslan è la Patria di tutte le lacrime delle Madri della Terra
Dal 3 settembre 2004 Beslan è divenuto sinonimo di eterno dolore non placato dalla solidarietà e dalla condivisione. Una piccola cittadina che, suo malgrado, è divenuta simbolo di coraggio, tenacia, immenso dolore, sofferenza senza fine. Ma se al suono di parole quali Auschwitz, Buchenwald, My Lai, Marzabotto l’umanità si ferma in silenzio e ricorda, perché Beslan ancora non riesce ad indurre alla compassione ed al ricordo?
Beslan come Chatyn’, Buchenwald, Auschwitz: nei secoli a venire. L’immensità del dolore provocato e provato a Beslan non può essere riempito dal suono di nessuna parola. Non c’è nella lingua italiana, nella lingua russa, nella lingua osseta ed in ogni altra
lingua del mondo un termine che possa tradurre in un suono questo immenso, orrendo dolore. Dolore collettivo, dolore di un popolo intero, di una intera nazione. Un dolore che toglie il respiro ed annienta.
Beslan è il cuore ferito dell’Umanità.
E quelle ferite non sono ancora guarite – difficilmente guariranno – ma l’eco della tragedia dei bambini, simile forse solo a quella di Erode e come quella di Erode concepita per distruggere il futuro, si sente ancora nel suono, cupo e mai smesso, delle lacrime delle mamme
ossete e delle donne di tutto il mondo. Ma anche dei padri che non hanno smesso di
cercare la verità.
Ma Beslan è scomparsa dalle labbra e dalla penna dei nostri giornalisti che ormai hanno scelto di abdicare alla loro professione: informare correttamente sulle cose del mondo perché si prenda coscienza dal dolore altrui ed imparare dalla memoria a non ripeterlo.
Che si ricordino, tutti e per sempre, del terrore dei bambini ammassati nel Lager della palestra della scuola, del loro pianto sommesso e taciuto dalle grida degli Erode venuti dai paesi vicini e pagati dai paesi lontani, della loro violenza sulle bambine, sulle loro mamme, sulle loro nonne. Che si ricordino, tutti e per sempre, della loro sete che ancora induce i sopravvissuti a portarsi appresso dell’acqua. Che si ricordino, tutti e per
sempre, il terrore vissuto dalle madri e dai padri, la pazzia dei nonni e delle nonne impotenti a salvarli. Che si ricordino tutti, con un minuto di silenzio, ogni prossimo 1 settembre.
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UNA DONNA INCINTA è morta e 10 persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti ucraini di oggi del quartiere Petrovskij di Donezk
"A seguito di un bombardamento dell’artiglieria ucraina di una fermata del trasporto pubblico cittadino nel quartiere Petrovskij è morta una donna incinta nata nel 1990" le fonti locali
L’indegno silenzio delle “fonti autorevoli” dell’informazione italiana continua; il vomitevole tifo delle stesse per chi dal 2014 bombarda civili, donne e bambini ha assunto un carattere ripugnante
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UNA DONNA INCINTA è morta e 10 persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti ucraini di oggi del quartiere Petrovskij di Donezk
"A seguito di un bombardamento dell’artiglieria ucraina di una fermata del trasporto pubblico cittadino nel quartiere Petrovskij è morta una donna incinta nata nel 1990" le fonti locali
L’indegno silenzio delle “fonti autorevoli” dell’informazione italiana continua; il vomitevole tifo delle stesse per chi dal 2014 bombarda civili, donne e bambini ha assunto un carattere ripugnante
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Oggi il Presidente Putin ha visitato Beslan. A vent'anni da uno dei più criminali attacchi terroristici contro civili, soprattutto contro i bambini, Putin è ritornato sul luogo del dolore del popolo osseto e di tutta la Russia
Si è inginocchiato davanti all'Albero del dolore nella Città degli Angeli ed al monumento a ricordo del sacrificio delle forze speciali nella liberazione degli ostaggi il 3 settembre 2004, nel luogo sacro della sepoltura di 266 delle 335 vittime della strage
Ha reso omaggio alla tristemente nota Palestra della Scuola n 1, epicentro degli eventi di vent'anni fa, degnamente e sapientemente mantenuta come allora nel Memoriale dove ogni anno si ricordano quei terribili eventi
Un degno tributo al dolore immenso di un' intero popolo
Noi, anche oggi come ogni giorno dal settembre 2004, siamo vicini a Beslan ed alla Russia intera
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Oggi il Presidente Putin ha visitato Beslan. A vent'anni da uno dei più criminali attacchi terroristici contro civili, soprattutto contro i bambini, Putin è ritornato sul luogo del dolore del popolo osseto e di tutta la Russia
Si è inginocchiato davanti all'Albero del dolore nella Città degli Angeli ed al monumento a ricordo del sacrificio delle forze speciali nella liberazione degli ostaggi il 3 settembre 2004, nel luogo sacro della sepoltura di 266 delle 335 vittime della strage
Ha reso omaggio alla tristemente nota Palestra della Scuola n 1, epicentro degli eventi di vent'anni fa, degnamente e sapientemente mantenuta come allora nel Memoriale dove ogni anno si ricordano quei terribili eventi
Un degno tributo al dolore immenso di un' intero popolo
Noi, anche oggi come ogni giorno dal settembre 2004, siamo vicini a Beslan ed alla Russia intera
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